Roma, cartellone Gay Village: fedeli di Porta Furba protestano

Per pubblicizzare l’imminente apertura del Gay Village di Roma sono stati posizionati in giro per la città diversi cartelloni. L’immagine non appare provocatoria nè richiama l’omosessualità, se non per lo slogan “Gay Village – Many Passions One Place”.
Si registrano però malumori da parte dei fedeli della chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio, in zona Porta Furba, nei dintorni della quale è stato messo uno dei cartelloni in questione. Secondo una giovane madre, “È stata una scelta quantomeno di pessimo gusto. Nessuno vuole togliere nulla ai gay, ma c’erano tanti posti dove collocare questo cartellone e, invece, chissà come mai, è stato scelto proprio questo, di fronte a due istituti religiosi”. Un altro afferma: “Io non ho niente contro i gay e la manifestazione può essere pure divertente, però, certo, appena usciti dalla chiesa, alzare gli occhi e vedere quella pubblicità a qualcuno può dare fastidio. Non credo che chi ha scelto di posizionarlo lì non ci abbia pensato. Se ne sarà reso conto, però, lo ha fatto lo stesso. È questa mancanza di rispetto l’offesa più grande”. C’è chi commenta: “Non c’è rispetto. Dicono che noi dobbiamo essere aperti e accettare l’omosessualità, perfetto, ma chi accetta noi? Questa è una palese provocazione. Se fossero davvero aperti, per rispetto, dovrebbero farlo togliere”.
Imma Battaglia, tra gli organizzatori del Gay Village, risponde che “nella nostra campagna non c’è nulla da eccepire. Spero che il cartellone sia illuminato bene”. “I nostri cartelloni invaderanno la città” prosegue, “il Villaggio è un luogo che fa conoscere il nostro stile di vita ed è attraverso cultura e conoscenza che si abbattono i pregiudizi”. E lancia una proposta: “Sono disposta al dialogo con i fedeli: sarei felice di essere invitata ad un dibattito in chiesa. E, ovviamente, li invito tutti all’inaugurazione del Gay Village, giovedì prossimo”.

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68 commenti

Marco Uno

Difficile trovare a roma un angolo che non sia di fronte a una chiesa, ce n’é una ogni 50 metri.

Ma per par condicio quelli del Gay Village chiederanno che vengano coperte chiese e riferimenti religiosi di fronte al villaggio?

faber

Si in effetti gli organizzatori del gay village potrebbero accettare la proposta di non mettere i cartelloni davanti ad istituti e immobili della ccar. Sarebbe un’interessante occasione per censire il loro patrimonio immobiliare! Scommettiamo che sarebbe molto difficile trovare un posto a più di 100m di distanza da un immobile della ccar?

otzi

Se lo mettevano in ogni chiesa di Roma non era più “di fronte” e sarebbero stati molto, molto di più! E l’eco pubblicitario avrebbe raggiunto il cielo!

Ernesto

quello con il vecchio jason evidentemente no.
L’ultimo che ho visto è stato “Brotherhood V: Alumni”, ma credo che a te piacerebbe meno che a me.

Ernesto

mai sentita.
fra i film horror vedo principalmente quelli di David DeCoteau, un genio ineguagliabile.

Ernesto

trash?? ma come!
il fatto è che tu non vedi i suoi film dalla giusta prospettiva, che è quella del porno…

Ernesto

mi dispiace, se non ci sono frequenti scene di nudo fini a se stesse e totalmente incongrue rispetto alla trama, non lo guarderò.
Chiudo questo lungo OT consigliando a tutti gl’omini qui presenti di vedersi almeno la serie “The Brotherhood”, che è davvero fantastica.

Andrea

La solita intolleranza e prepotenza di chi i propri simboli li impone a tutti (crocifiissi, croci sulle montagne, madonnine agli angoli delle strade) ma poi ha la pretesa di non far publicizzare cose che a lui non piacciono.

Ciao a tutti

MetaLocX

Già, sono intolleranti, al centro di mille privilegi e lamentano addirittura di essere dei perseguitati! :-s

Emanuela

Eh già, è di cativo gusto ricordare alla gente che non siamo tutti uguali….

Kaworu

specie quando lo ricordi a quelli che si ritengono più uguali degli altri

jeeezuz

non capisco sta cosa dei gay village? gli omosessuali vogliono ghettizzarsi da soli?

Kaworu

imho ci sono dei “passaggi”.

dall’inesistenza (o meglio, invisibilità) al “vogliamo dei posti nostri” al “chi se ne frega”

Flavio

Cavolate. Ogni comunita’ ha i propri luoghi di ritrovo. Allora anche le bocciofile sono dei ghetti.

Fabio FLX

Il gay village è tutto tranne che un ritrovo ghettizzante per soli gay, sebbene sia ovvio che la percentuale di omosessuali che lo frequenta – rispetto alle altre aree dell’Estate Romana – è molto alta.
In effetti è un appuntamento estivo piuttosto classico per Roma, ed è molto divertente. Per esempio quest’anno l’apertura la fanno i Village People coi costumi storici della formazione!
Do ragione a Kaworu: fa parte di un passaggio obbligato, in un Paese come il nostro, per poter raggiungere l’agognata “indifferenza” tra chi è gay e chi no, esattamente come anni fa si è dovuto lottare per rendere pari uomini e donne (e purtroppo non ci si è ancora riusciti del tutto…).

Congo

Il “village” è un’area piuttosto ampia all’interno della quale, per il periodo estivo, si organizzano eventi più che altro musicali, ma non solo, con un occhio, ovviamente, alla cultura gay.
Ci sono bancherelle e punti ritrovo anche di alcune associazioni.
E’ aperto a tutti (non solo ai gay, quindi) e infatti gli etero sono pure anch’essi numerosi.

L’intento non è certo quello di autoghetizzarsi, ma al contrario, di farsi conoscere.

Ne sto parlando come se ne fossi un organizzatore. 🙂
In realtà ci andai una sera alcuni anni fa e mi fece (da etero) un’ottima impressione.
Se fossi stato omo, non ne parliamo!! hahaha!

Flavio

“nessuno vuole togliere niente ai gay, ma ci fanno schifo.”

Come si possa dire che l’Italia non e’ un paese omofobo, non lo capiro’ mai. (e ottiene un solo punto nella scala di diritti gay).

Rocco

Manifesto posto “di fronte a due istituti religiosi”

Forse il problema è di densità. Se un manifesto riesce a stare contemporaneamente di fronte a ben due istituti religiosi, probabilmente è difficile trovare un luogo de-cristianizzato che sia abbastanza distante dai luoghi di culto.

Fabio FLX

Abito a un paio di kilometri da quel cartellone. E’ un punto particolarmente favorevole per la pubblicità, perché sta in alto sopra a un palazzo, è grande ed è illuminato.
Lì sotto, su via Tuscolana, c’è una chiesa piuttosto frequentata e salta subito all’occhio che brulica di fedeli “fondamentalisti”, prima di tutto per l’età media piuttosto alta, e poi perché hanno esposto più volte striscioni con scritte allucinanti, e a differenza della maggior parte delle chiese di periferia c’è sempre qualcuno che la frequenta lì davanti in qualsiasi giorno della settimana.
Insomma, si vede subito che è una comunità di quelle molto accese e pronte a criticare con forza tutto ciò che è diverso da loro: non mi meraviglierei se organizzassero una processione per levare quel manifesto tra oggi e domani.

stefano f.

è come se avessero detto “non abbiamo nulla contro i gay però ci fanno schifo” 😀

italia paese d’à pizza lupara omofobia e razzismo…

Davide Pupparo

Come può uno che rispetta i gay sentirsi offeso da un loro manifesto? È evidente che non li rispettano abbastanza o per niente. E la cosa buffa è che esprimono tali contraddizioni tranquillamente. Avessero almeno la decenza di dire chiaramente che sono contro l’omosessualità. Ma come si fà…

Kaworu

è come quelli del ku klux klan.

loro rispettavano i neri finchè questi se ne stavano nei loro posti sugli autobus, non andavano all’università, erano servili…

Raskolnikov

Si può capire il loro timore: temono che il loro prete si lasci ingannare.

Rothko61

Ci sarà pure un motivo se l’hanno chiamata Porta “FURBA”…
Questi sono proprio dei bei volpini… 😉

Marcus Prometheus

Ma poveri preti e cristianisti!
Dopo tutti i cristiani che lo stato degli omosessuali (creato anche grazie alla famosissima falsa donazione di Costantino ai gay) ha oppresso e condannato bruciando caterve di preti sui roghi fino al mille e settecento, si possono anche capire certe ipersensibilita’ dei poveri cattolici perseguitati per un migliaio di anni.

Pensate che i cattolici in Italia vengono popolarmente definiti finocchi perche’ quando i cattivissimi gay per assistere al piacevole ed educativo spettacolo dell’abbruciamento dei preti senza sentire la puzza gettavano fasci di rami di finocchio fra le fiamme, per coprire la puzza della carne arsa.
Poveri cristianucci che idea possono mai avere di sadici simili!

nullità

😆

ma è una risata triste… a rendersi conto del fatto che, i soliti intolleranti vorrebbero instaurare di nuovo un’epurazione simile.

Sal

Invocano la par conditio ma vogliono parlare solo loro. Furbetti eh ? Proprio loro che vivono solo fra uomini e bambini maschi…… e fanno del celibato la loro bandiera.

MASSIMO

Sugggerisco all’organizzazione del Gay Village di mettere su quel cartellone la seguente scritta:

“Meglio gay che pedofilo”

Il prete intenderà.

CosmoGioia un Giorno

Ormai hanno imparato come cagnolini a dire che la pedofilia è intrinsecamente legata all’omosessualità. Comunque il girafrittata di massimo sarebbe divertente.

Luigi Tosti

Anch’io non ho nulla contro i negri: però trovarmeli seduti di fronte o a fianco, sui treni e sui mezzi di trasporto pubblico, mi sembra francamente inopportuno.

Mario 47

Liberissimo di trovare inopportuno avere vicino un negro; meno libero di dire che non hai nulla contro di loro.

mario

Ernesto

mario, sei troppo affrettato nei tuoi giudizi!
anch’io non voglio avere nulla a che spartire con i dannati giudei e ogni tanto vado a imbrattare di svastike il cimitero ebraico di pisa, ma non per questo tu puoi dire che io sia antisemita. che discorsi sono questi? cerca di essere meno semplicistico

Paul Manoni

Signori, avete il senso dell’ironia, sotto le suole delle scarpe.
Il Giudice Tosti, scherzava!! 😆

Mario 47

@Ernesto

Non capisco se la tua risposta è ironica o no.

Se dico che mi dà fastidio avere vicino un negro, c’è in me del razzismo.
Se vado a bruciarli con quelli del Ku Klux Kan, ce n’è una dose molto più alta.
Per definirmi non razzista occorre che a creare il fastidio sia un comportamento specifico, non il colore della pelle; un bianco sporco viene definito sporco, un negro sporco viene definito uno sporco negro. Dare dello stupido ad un negro stupido non è razzismo, definire ogni negro uno stupido negro lo è.

mario

Stefano Grassino

Per me è comunque sbagliato sottolineare il colore della pelle. Se ritengo un individuo stupido, dico: quel ragazzo o quell’uomo è uno stupido e non dico quel giallo o quel nero è uno stupido. Se poi voglio arrivare al massimo dell’offesa dirò: hai la stessa massa cerebrale der “trota”.

nullità

visto il nome, credo proprio che sia sarcasmo.

un po’ venuto male forse, ma è un discorso sullo stesso piano di quello che hanno fatto i fedeli di cui si parla nell’articolo.

e anche ernesto si è accodato a sottolineare l’assurdità del discorso “io non ho niente contro i gay ma…”

il fatto è che se ne sentono talmente tante di cose del genere in giro, che è difficile distinguere quando uno scherza da quando è serio.

moreno83

Capisco che per loro trovare un cartello del genere sia come trovare un’insegna di una macelleria fuori da un circolo animalista, però visto che vogliono imporre dappertutto crocifissi, dagli uffici pubblici alle vette montate, ben gli sta!

Fabio FLX

Gli uomini di chiesa chiedono tolleranza e rispetto perché non sanno cosa siano, dunque non riconoscono tutta la tolleranza e il rispetto che i laici hanno per loro.
Comuni ignoranti, niente di più, niente di meno.

Lorenzo T.

Ma se nessuno ha niente contro nessuno.. perchè dovrebbero pensare a dove posizionare i loro cartelloni? Ovunque sia lecito dovrebbe andare bene no?

Battutina: forse sanno che la maggior parte dei gay inespressi frequentano la chiesa 😀

Leonzio da Decimo

Potrebbero togliere il cartello davanti alle chiese a patto che loro tolgano i loro macabri simboli dalle scuole dei nostri figli, e dai nostri uffici pubblici.

peppe

Difficile trovare a roma un angolo che non sia di fronte a una chiesa, ce n’é una ogni 50 metri.

eh già 😆

roberta

“Io non ho niente contro i gay e la manifestazione può essere pure divertente, però, certo, appena usciti dalla chiesa, alzare gli occhi e vedere quella pubblicità a qualcuno può dare fastidio.”
ma in chiesa non si va a pregare il padre di tutti???
quando i credenti dicono “dio e’ il padre di tutti noi” mica intenderanno solo “di noi etero”….

roberta

…e poi molti di costoro andranno in chiesa con gli abiti griffati di famosi stilisti gay….

Davide Pupparo

Bella questa! Se glielo faresti notare, ti direbbero sicuramente che “questi stilisti saranno anche gay, ma di certo non se ne vanno in giro ad appendere manifesti per pubblicizzare la loro omosessualità!”.
Per loro, il problema grave, è fare outing in qualsiasi modo! Loro vorrebbero anche accettarli, ma (i gay) dovrebbero starsene zitti e buoni senza dare fastidio, magari ringraziando pure per il favore ricevuto. Figurati Gay villages o Gay pride….Ma dove siamo arrivati! Non c’è più religione!! (menomale). ^__^

peppe

se qualche volta dovessero affigere manifesti dell’8×1000 davanti ad un nostro circolo(se non è gia successo), armeremo una protesta simile

Paul Manoni

Benzina e fiammiferi, e fine della pubblicita’ all’8×1000. 😉
Non sto’ scherzando.

Paul Manoni

Io invece potrei fare tanto per la loro pubblicità, con solo 1,40€ di carburante. 😉

alfredo

appena usciti dalla chiesa, alzare gli occhi e vedere quella pubblicità a qualcuno può dare fastidio.”

a qualcuno può dare fastidio.”
Semplice : è liberissimo di provarlo e sopporta .

Andrea

Siamo alle solite: per loro è antidemocratico che qualcuno esprima liberamente una posizione opposta. Tipico pensiero berlusconiano e, ancor prima, clericale.

florasol

poverini, sono discriminati e poco rispettati, questi cattolicucci!
perchè non fanno il favore di tornarsene direttamente nelle catacombe?

Marco

è assurdo che questi cristiani si offendano per come uno è e si sente! non è accettabile!

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