Rovereto (TN): il velo della consigliera comunale PD

Aicha Mesrar, di Rovereto, è la prima consigliera comunale musulmana eletta in Trentino. Seconda per numero di preferenze, ha già messo in chiaro che non intende rinunciare alla propria identità, e pertanto indosserà il velo in aula consiliare.

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82 commenti

gutul

D’accordo, faccia a meno di rinunciare alla sua bellissima identità culturale.

Flavio

Non e’ tanto un problema che porti il velo in consiglio comunale, quanto che in generale lo porti pensando sia un’identita’ culturale.

nullità

sta bene,
purchè non faccia nulla per sostenere chi vuole affermare la propria identità calpestando diritti di altri.

Painkiller

Contenta lei contenti tutti… certo è triste che una donna definisca la propria identià cultulare solo tramite una dichiarazione della proprie inferiorità

Stefano Grassino

Tranquilli, è solo il primo passo. Tra vent’anni avremo i talebani al Quirinale. Grazie signorina melandri e consorte valterino veltroncino. Noi siamo un popolo di buoni. Come dicono a Napoli, tre volte buoni……….

fiertel91

Sì, proprio un popolo di buoni, noi Italiani. Specialmente detto da uno che non disprezza il “pugno di ferro” come rimedio (non tanto) estremo.

nullità

non lo so…
il clima sta cambiando.

a oggi ci troviamo ad assistere all’invasione di una cosiddetta cultura che è sottoprodotto diretto di una religione controversa come l’islam.

sono dell’opinione che qualcosa vada fatto per tutelarci da questa vera e propria invasione ma bisogna conciliare l’interventismo con la giusta azione, in modo da poter garantire il rispetto dei diritti individuali.
non fare come la lega, in sostanza. ma fare.

fiertel91

Basterebbe riconfermare l’autorità dei principi costituzionali, quelli che progressivamente si stanno stracciando. La Costituzione sarebbe una garanzia più che sufficiente e giusta.

Tino

Assolutamente no, la Costituzione italiana non ha impedito prima degli anni ’70 di discriminare le donne in termini di diritti soprattutto in seno al matrimonio, ci vuole pure una battaglia culturale. Del resto pure in Francia ci sono socialisti e comunisti che fanno eleggere candidate velate per attirare i voti dei musulmani. Non è certo facendo il politicamente corretto come te e poi invocare lo stato quando ci sono problemi che si risolvono. Posizione di comodo.

Federico Tonizzo

Per “fiertel91” di mercoledì 16 giugno 2010 alle 16:53: Sì, “Sì, proprio un popolo di buoni, noi Italiani.”, ma nel senso di “buoi-oni”, cioè l’accrescitivo di “buoi”.

bismarck

Bisogna mettere i paletti a certe degenerazioni adesso altrimenti dopo è troppo tardi.

Nathan

Anche a Napoli? Io sapevo del proverbio veneto ” bon bon bon, tre volte bon….”

#Aldo#

«Altrimenti mi dimetto», dice. Sai che minaccia: io non ne sentirei mica la mancanza, nè!

P.S. Dall’articolo segnalato da Magar: «L’integrazione non è assimilazione.» — Ecco, proprio questo è il problema.

zel

se metto in cappello che mi nasconde i capelli e una sciarpa che mi copre il collo, la mia faccia quindi non è più riconoscibile?!

#Aldo#

Zel, se ti bardi a quel modo durante una riunione ufficiale fai più che altro la figura del cafone. Se poi provi a farlo in una sede ufficiale (che so, davanti a un tribunale) rischi pure di sentirti contestare qualche addebito.

Federico Tonizzo

Per Magar, bieco illuminista di mercoledì 16 giugno 2010 alle 16:52: in effetti, a giudicare dalla foto, sembra mascherata pressochè quanto una comune suora italiana…

Nathan

Attenzione, non confondere il velo, che copre i capelli, con il niqab, o con il burka che coprono la faccia. D’altra parte, se si volesse pribire anche il primo(velo) allora bisognerebbe farlo anche per le suore cattoliche, per non fare una legge troppo esplicitamente anti-islamica.
In conclusione, ritengo una grande idiozia delle religioni monoteiste abramitiche pensare che i capelli delle donne siano peccaminosi, e quindi sia indice di virtù morale per le donne il coprirli; cio detto, in un paese libero esiste anche la libertà di comportamenti idioti, finchè non limitano la libertà altrui.

Tino

Il problema è che quando partiti che si fanno paladini dell’uguaglianza uomo e donna promuovono questo tipo di comportamenti idioti.

Sal

NUlla di male se torna a fare la mamma a casa sua e si prende cura dei suoi figli. Azione meritevole di approvazione da parte del suo dio.

Silvia

D’altronde, se si può fare la parlamentare indossando un cilicio…

Mario 47

Prima di gridare allo scandalo per queste manifestazioni dell’islamismo consideriamo che:

– i vestiti mortificanti, la tonsura ed il velo imposti alle suore sono comunemente accettati
– manifestazioni religiose pubbliche con eclatanti fattori di sadomasochismo (flagellanti etc) sono propagandate turisticamente e probabilmente sponsorizzate anche da comuni, provincia e stato.
– recenti esposizioni di cadaveri (padre Pio, Sant’Antonio da Lisbona morto e venerato a Padova) sono state inneggiate come episodi culturali e di fede e non – come io li giudico – vilipendio di cadavere a scopo di lucro e con l’aggravante di circonvenzione di incapaci.

In tale contesto il velo di Aicha, peraltro quasi civettuolo nelle foto che ho visto, non mi pare una cosa così dirompente e penso sia dettato da opportunismo politico più che da fanatismo religioso.

mario

Gérard

Su tutti questi elementi tipici cristiani, tutti quanti si sono espressi su questo sito in modo negativo . Dunque vestiti mortificanti, esposizione di cadaveri etc sono stati condannati, spesso con forza, su questo sito . Dunque non vedo perchè si dovrebbe fare un eccezzione per i settari di Maometo .
La cosa la più inquietante e che secondo me Aicha vuole TRASMETTERE a suoi figli valori e costumi del suo paese !!! Allora non vuol che diventessero italiani come gli altri, cioè devono avere un altro paese per vera patria !!
Emigrare è una cosa grave e dura : significa cambiare paese, storia e costumi . I figli di Aicha dovranno avere per antenati gli romani, il Rinascimento e Garibaldi e non Re Idriss . Se si vuol andare vivere in un altro paese e non sposare usi e costumi del paese d’accoglienza non significa emigrare ma colonizzare !

Federico Tonizzo

QUESTIONE IMPORTANTE: Cos’è l’ “identità”???? Secondo una scuola psicoanalitica, ogni “identificazione” del soggetto con qualcosa è una “alienazione” del soggetto stesso…
In altre parole, sarebbe più da persona cosciente di sè il dire per esempio “Io faccio il mestiere di muratore, o di banchiere, o di chimico…” che il dire “Io SONO un muratore, o un banchiere, o un chimico…”.
Ovvero: “io” (e questo vale tanto più quanto meno si è “alienati” in “quello in cui ci si identifica”) non sono mai descrivibile con un’etichetta, sono qualcosa di estremamente più complesso.
Ma questo sarebbe anche abbastanza facile da capire e praticare; più difficile sarebbe dire: “Io faccio il musulmano, o il cattolico, o l’ateo…” che dire “Io SONO un musulmano, o un cattolico, o un ateo…” 😉

Tino

I veli delle suore sono in via di disparizione e su questo sito sono largamente insultati, mentre quando lo porta una musulmana diventa “civettuolo”. Senza parole

jeeezuz

Il velo in testa non e’ un problema per me. Sarebbe un problema se fosse un niqab.
C’e’ gente che va in giro con tagli e colori di capelli assurdi per affermare una sua identita’, un velo in testa e’ il menopeggio. Se vado alle hawaii devo per forza indossare una sgargiante camicia a fiori? O posso ritenermi libero di mantenere la mia identita’ culturale indossato una sobria camicia bianca e un completo grigio?

Federico Tonizzo

Saresti libero, ovviamente.
Però perchè “qua” d’inverno vestiamo tutti con cappotti o giubbotti blu scuro, neri, grigi o marrone, anzichè permetterci anche il verde prato, il rosa, il giallo, l’arancione, o i fiori?
Abbiamo un’ “identità culturale” un po’ “grigia”? O semplicemente sarebbe ora che i fabbricanti di cappotti e giubbotti invernali si sbizzarrissero con un po’ di fantasia colorata, che ci aiuterebbe a sdrammatizzare il grigiore dell’inverno???

SilviaBO

E poi ci si meraviglia se la gente vota lega… votando PD i risultati sono questi.

SilviaBO

Infatti, concordo con Gérard.
Abbiamo già abbastanza problemi con i credenti di casa nostra, nonostante condividiamo con essi gran parte della cultura e dello stile di vita. Che bisogno c’è di crearci altri problemi importando credenti con basi culturali diverse dalle nostre, molti dei quali non hanno nessuna intenzione di accettare la nostra cultura?
Favorendo l’islam non si fa un dispetto ai cattolici, ci si dà la zappa sui piedi.

Near

Al di là del velo, sarebbe molto interessante capire quali sono in concreto i valori di questa persona, riguardo ad esempio il concetto di parità uomo donna, soprattutto per quanto riguarda un modello sociale in cui la donna sia considerata imporante anche nel contesto lavorativo e sociale, non solo in quello privatistico del nucleo familiare.

O ancora quale sia la sua posizione riguardo le pratiche barbariche in atto in molti paesi musulmani, come ad esempio la lapidazione e la persecuzione di chi non è islamico.
O ancora la sua posizione su divorzio, aborto, ricerca su cellule staminali embrionali e testamento biologico.

Chissà se il PD, al di là della tolleranza verso le culture diverse, si è posto in maniera seria e coerente anche questi problemi nella scelta dei suoi candidati.

Gérard

Ho certe volte l’impressione che la ragione e il buon senso abbiano disertato sia il PD che il PS francese . Sarebbe davvero interessante chiedere a questa signora se considera più importanti le leggi della Repubblica italiana oppure quelle dell’ Islam !

Ratio

Quel tipo di velo non ha nulla di illegale in quanto il volto è perfettamente riconoscibile.
Mi dispiace che questa questa donna si senta sottomessa al suo dio, preferisco quelle che si ribellano a qualunque tipo di sottomissione, a loro va tutta la mia ammirazione e solidarietà.
Io, comunque, non l’avrei votata proprio per la sua dichiarazione fideistica.

Magar, bieco illuminista,

Cioè, per principio voti solo atei e agnostici? Capisco male?

Ratio

Mi spiego meglio: non voterei mai chi fa dichiarazioni fideistiche cattoliche,musulmane,ebree ecc.
Secondo me la fede è un fatto privato e non dovrebbe essere sbandierata in politica e neanche in pubblico.

Stefano Grassino

Magar, un politico deve sempre astenersi dalle proprie idee private. Se ben ricordo (smentitemi se erro) il cattolicissimo e uomo di destra De Gaulle, non andava mai a messa in pubblico ma nella cappella privata che era nel palazzo del governo. Il principio di laicità era salvo: io sono il “Presidente dei Francesi” di tutti i Francesi, siano essi credenti cattolici o mussulmani, atei, agnostici o quant’altro. Per me questo si chiama rispetto del ruolo istituzionale che ti viene assegnato……..ma la Francia è la Francia, non è certo l’italietta del vatican servetta.

Magar, bieco illuminista,

Per me de Gaulle poteva benissimo sbandierare tutte le idee private che voleva, l’importante era che non pensasse di imporle a qualcun altro. L’idea che un uomo pubblico sia una specie di “prete”, in servizio permanente effettivo 24 ore su 24, vita privata compresa, mi puzza di para-religione.
Personalmente sono culturalmente ostile a tutte le religioni, anche le cosiddette “religioni civili”.

Tino

@ Magar
ma non eri tu quello contrario al velo per gli ufficiali pubblici per la neutralità del servizio pubblico? Cambiato idea? In ogni caso non vedere le basi di un opportunismo elettorale in questa scelta del pd è aver bisogno di occhiali.

lacrime e sangue

Che noia!

Dovrò ripetere un concetto già scritto, noto ad ogni studioso di animali, ma che non entra nel cervello di certi paladini dell’ultraliberismo.

1) noi siamo animali SOCIALI

2) quindi viviamo in “branchi”

3) i branchi hanno delle regole socializzanti = regole per far riconoscere il singolo individuo come parte del branco e soggetto non pericoloso

4) ogni branco = gruppo umano sente come “nemico” chi non VUOLE accettare le regole del branco stesso perchè mette in crisi l’identità sociale del gruppo

5) il branco metterà in atto forme di difesa contro l’elemento ostile – che vi piaccia o meno

6) non capire questo meccanismo di difesa GENETICAMENTE INNATO porterà i radicalscicche de noantri a vedere le destre trionfanti in tutta Europa. La sinistra si è suicidata per incomprensione dei fenomeni di massa: è talmente individualista da non capire la banalità dei legami di branco (e si crede ultraintelligente e superiore alla massa, mentre è A-SOCIALE, nel senso che non è parte del gruppo che vorrebbe comandare).

Ora, cosa faccio quando vado all’estero? Grido e sbraito che voglio la pizza e che i mangiatori di bacon mi fanno schifìo? Grido e sbraito che voglio la mortadella invece del filet’o’fish? Grido e sbraito che non voglio la baguette ma la rosetta? Che le Olandesi sono delle zoccolone perchè non si vestono come “mamm’a miha”?
Che la mia cultura è superiore e la loro inferiore?

Io mi adeguo: mangio quello che trovo e non insulto nessuno per strada, non guardo nè uomini nè donne come inferiori e non pretendo di avere leggi catto-italiche.

Com’è che invece gli islam-dipendenti sputano sulla nostra Costituzione (Art. 3 Uguaglianza maschi/femmine, nessuna discriminazione)?

LO SAPETE CHE LA MANCANZA DI VELO AUTORIZZA IL MASCHIO ISLAMICO AL VOSTRO STUPRO, O QUELLO DI VOSTRA SORELLA/MADRE/FIGLIA/NIPOTE?

IL VELO E’ INDICAZIONE DI “ONESTA’ SEXXUALE”: chi non lo porta è T…A

E’ discriminante su due livelli: per le donne occidentali e per le riproduttrici-fattrici islamiche

Volete gli stranieri e la pace sociale?
Piccoli passi e poco alla volta. E niente pretese ostentate di alterità social-cultural-religiosa, che si scatena l’immediata reazione oppositiva degli indigeni.
Non ci sono alternative.
Le modificazioni culturali di massa sono LENTE LENTE LENTE.
I singoli sono foglie al vento: è la massa che accoglie o respinge.

Però mi son stufata di ripetere sempre le stesse cose…

Magar, bieco illuminista,

Io sul branco ci faccio la pipì…

E il parmigiano reggiano e il prosciutto mi fanno schifo.

Tino

Tu sei fondamentalmente un maleducato che insulta tutti tranne i musulmani solo quelli hanno diritto di essere trattati con rispetto ai tuoi occhi. Altro che bieco illuminista, bieco islamista.

Magar, bieco illuminista,

Io disprezzo qualunque branco, e rispetto alla stessa maniera qualunque individuo. Se un islamo-fascista venisse a propormi qualche sua ipotesi di legge illiberale, stai tranquillo che si beccherebbe da parte mia gli stessi pesci in faccia. È solo che da queste parti non ne girano molti. In un forum frequentato da musulmani contenti di certe leggi che vigono anche nei paesi “moderati”, passerei per il figlio segreto di Bush.

(Ma la maleducazione era nei confronti del concetto di “branco”, in quelli del parmigiano, o in quelli del prosciutto?)

Tino

Ma non è assolutamente vero magar, la scuola pubblica statale è un esempio di branco, infatti l’insegnamento è in italiano (la regola del branco italafono), solo nelle regioni autonome è previsto in nome di un altro branco una deroga linguistica. Tu vuoi fare quello al di sopra delle parti, ma nel branco ci sei che ti piaccia o no pure tu. I tuoi discorsi sono talmente staccati dalla realtà che si sciolgono come neve al sole quando la incontrano. In qualche modo la società deve darsi delle regole di convivenza, non parliamo poi di partiti detti di sinistra dove in teoria la religione dovrebbe essere messa in secondo piano. Comunque al di là di tutto questo è il segnale di un’assenza di idee della sinistra ovunque che per far parlar di se sciocca con queste iniziative. Sei maleducato perché usi delle espressioni volgari sempre e solo nei confronti delle stesse persone forse anche perché frustrato dal fatto che nel branco ci sei che ti piaccia o no pure tu.

Magar, bieco illuminista,

Il principio guida delle regole di convivenza tra individui dovrebbe essere quello di minimizzare le interferenze nella vita del cittadino, sia da parte delle istituzioni che da parte degli altri privati. Le interferenze motivate dal rafforzamento della c.d. “identità sociale del gruppo” vanno ben oltre ciò che questo principio consentirebbe.

Se mi si chiede di rinunciare ad “ostentare la mia alterità social-cultural-religiosa” o di aderire a “regole per far riconoscere il singolo individuo come parte del branco e soggetto non pericoloso” (lo si chiede, in questi termini, agli stranieri, immagino lo si chieda pure agli autoctoni, no?), beh, mi spiace, da quando sono nato non ho mai firmato un contratto capestro che mi impegnasse a rispettare simili condizioni. Si tratta di ingerenze belle e buone del branco = gruppo umano nella mia vita privata.

Federico Tonizzo

Per “lacrime e sangue”: è vero che talune “modificazioni culturali di massa sono LENTE LENTE LENTE”; però è vero anche che talaltre sono (troppo) veloci e distruttive, e portano per esempio a fascismo, nazismo, berlusconismo… tutti fenomeni nati e arrivati all’apice in uno-due decenni… E non è che, se sono così rapide nel nascere e raggiungere l’apice, poi sono instabili e spariscono: neofascisti e neonazisti ce ne sono anche oggi, nonostante Mussolini e Hitler siano morti da 65 anni… Secondo me, tra 70 anni qualcuno si dirà ancora berlusconiano… 🙁

Tino

@ lacrime e sangue
Permettimi di non essere d’accordo su un punto. Gli intellettuali di sinistra o come magar non sono a-sociali, il loro branco esiste ed è appunto il mondo intellettuale. Da quel cerchio chiuso non riescono a capire che non sono le telecamere che minacciano le libertà individuali, ma l’impossibilità di girare tranquilli in certi quartieri senza essere aggrediti, ma perché loro queste sensazioni non le hanno mai provate. E poi la sinistra i legami di branco e le identità le riconosce, ma solo quando vengono dalle minoranze (in particolare l’islam che poi nel mondo intero tanto minoranza non è) le ostacola quando sono della maggioranza. Infatti guarda a caso magar è un sostenitore dell’identità tibetana, poco importa se si tratta fondamentalmente di religiosi (omofobi che hanno moderato il linguaggio solo per opportunismo) che si son sempre fatti servire e riveri dal popolo, ma poi guai se si parlà di una qualunque identità di branco italiano. Il branco tibetano ok, il branco italiano no. Vai a capire. E sia chiaro che per me non è certo il crocifisso l’identità italiana (lo dico prima di scatenare il solito spam).

Magar, bieco illuminista,

Mah, i residenti del mio quartiere sono preoccupatissimi di non poter girare tranquilli di notte, io di notte giro tranquillamente. Quindi, effettivamente, quelle sensazioni non le ho mai provate. 🙂

Della “identità tibetana” in quanto tale mi frega poco, mi basta che il governo dia a ciascun individuo la possibilità di scegliersi liberamente l’identità che preferisce. Chiunque promuova il fine di tutelare certi diritti umani è a me ben accetto, indipendentemente dal suo background (purché chiaramente non cerchi di minare altri diritti umani: a me ad esempio risulta che il Dalai Lama sconsigli l’omosessualità ai suoi seguaci, non che la voglia proibire o perseguire per legge).
Sorry, non ho il “vizietto” terzomondista di usare due pesi e due misure a seconda della latitudine. Trovati un altro luogo comune da cercare di affibbiarmi.

peppe

certo che farsi rappresentare da una che fa della sottomissione un cardine della propria identità ha del grottesco…

Paul Manoni

Concordo al 100%.
Ma chi l’avra votata nel “verdissimo” Trentino?

Stefano Grassino

“Sì, proprio un popolo di buoni, noi Italiani. Specialmente detto da uno che non disprezza il “pugno di ferro” come rimedio (non tanto) estremo.”

Ho specificato “tre volte buoni” che a Napoli vuol dire solo una cosa: “fessi”. Il mio pugno di ferro ti è rimasto impresso vero? Tu devi essere un’individuo di quelli che si commuove di fronte al pianto del carcerato che soffre in galera e se qualcuno ti dice che il tizio ha ammazzato quattro persone con un mitra…..bè, tanto quelli sono morti e lui poverino lo dobbiamo recuperare; in fondo se ha compiuto del male, la colpa è del sistema, vero? Ci sono persone che per dieci euro, scannerebbero la loro madre ma il pugno di ferro va contro i principi di “valterino il buono” e di tutti i cattocomunisti, giusto? Bei tempi quelli di mio nonno quando se l’insegnante ti metteva una nota di demerito sul diario tremavi nel tornare a casa perche minimo erano due schiaffi garantiti. Oggi invece grazie alla demagogia che regna sovrana, se un’insegnante riprende un’alunno, il genitore va a scuola e picchia il maestro. Bella società signor veltroniano.

laverdure

@Grassino
Durante gli anni ruggenti,quando gli spettacoli di cabaret,allora popolarissimi,
non soddisfacevano il pubblico ,che rumoreggiava e lanciava fischi e magari anche
bottiglie sul palcoscenico,i gestori avevano un’arma infallibile :
l’orchestra suonava l’inno nazionale e sfilavano ballerine bardate con i sacri simboli
patriottici.
Tutti si azzittivano di colpo perche allora fischiare pubblicamente certi simboli era
poco salutare per la fedina penale ed altro.
Oggi chi deve o vuole esprimersi pubblicamente senza avere nessun argomento concreto
a proprio sostegono non deve far altro che servirsi della vasta panoplia di cliche’
“politicamente corretti”:aprire il dialogo,rifiutare la provocazione,favorire l’integrazione,
educare alla civilta,combattere per la pace ecc ecc ecc.
Nessuno,specialmente tra i mass media ,avra mai il coraggio di criticarlo.
Ma resta un banale trucchetto da avanspettacolo.

Magar, bieco illuminista,

Al luogo comune (da osteria di paese) n. 1000 si vince un premio?

Magar, bieco illuminista,

P.S. La descrizione caricaturale della cultura liberale (buttata in un unico calderone insieme a cattocomunismo e sessantottinismo) è ripresa da un editoriale di Vittorio Feltri (prodotto con il generatore automatico di articoli di Libero…), o piuttosto liberamente ispirata alla serie cinematografica del “Giustiziere della notte”?

laverdure

@Magar

..o piuttosto liberamente ispirata alla serie cinematografica del “Giustiziere della notte”?”

No,e’ molto concretamente ispirata dalla nutrita panoplia di cliche’ esibita dalla
stampa sinistrorsa nei decenni precedenti la caduta degli dei..pardon,la caduta
del muro!
Si andava da la”Strage di stato” alla”Strategia della tensione”,dalle “Sedicenti
brigate rosse”all'”Assurda teoria degli opposti estremismi”,il tutto intercalato
da infinite variazioni sul tema della “Resistenza”!
Un'”ars giaculatoria”che aveva ben poco da invidiare a quella della Curia nei
suoi secoli migliori,in quanto a espressione di un “Verbo” sacro e assolutamente
indiscutibile,non vi pare?

FSMosconi

Auguri ad Aicha… non so che altro dire, purchè non sia discriminata (UDC e FN in primis)

RazioCigno

Discriminata?
Ma se è proprio la simpatica Aicha la prima a discriminare i consiglieri di sesso maschile!
Ti faccio notare che il velo NON è un simbolo di identità come la neo consigliera afferma (mentendo spudoratamente), ma è uno strumento di difesa dagli occhi rapaci di quei maledetti uomini lussuriosi.
Se il consiglio comunale fosse formato da sole donne, non ci sarebbe la necessità di portare il velo, è la presenza di uomini peccaminosi che lo prevede.

roberta

beh,dalla foto direi che anche senza velo….con tutto il rispetto ,non mi pare la candidata ideale per miss universo….

FSMosconi

@RazioCigno

Scusa oggi casco dalle nuvole (aioh!), questo non lo sapevo: sono nuovo… dì pure nabbo.

Comunque anche in questo caso non vedrei bene un ritorno: sarebbe un “occhio per occhio, dente per dente”.

Riguardo il velo, mai pensato il contrario.

Maurizio D'Ulivo

@ roberta
Non secondo me (che fra l’altro sono orientato verso il mio stesso genere), ma certamente secondo i fautori del motto “basta che respiri”, quello da te sollevato non rappresenterebbe un problema…
😀

Tino

@ Roberta
In Francia un fenomeno osservato dalle stesse musulmane è che molte donne dall’aspetto non particolarmente avvenente mettono il velo per attirare l’attenzione, un po’ come dire non sono bella ma sono una brava donna fedele e pudica. Uno dei motivi dell’imposizione a tutte del velo nei paesi musulmani è perché la bellezza è potere, basta saperla usare bene, per uomini e donne tra l’altro.

Gérard

Discrimiarla, non di certo pero farle capire che le sue valori non sono quelle della sinistra ( quella autentica ) e che ha sbagliato partito .
( Ma forse è un ottimo metodo per infiltrarlo come l’hanno già fatto tanti )

Belisario80

Ma cari amici dell’Uaar che vi dichiarate tanto laici e liberali, vi è mai passato per la testa che ci possa essere qualcuno che la pensa diversamente da voi, e che le manifestazioni della propria identità religiosa rientrano nell’ambito di diritti inviolabili del singolo. Io noto nei vostri commenti una ostentazione della superiorità morale dell’ateismo, che, sinceramente, credo non abbia alcun fondamento.

Near

Le manifestazioni della libertà religiosa sono legittime, almeno finchè non mettono in discussione le libertà altrui.
Diciamo solo che è quantomeno inopportuno, per non dire un vero e proprio controsenso, che un partito come il PD, che dovrebbe difendere i diritti civili e i valori della laicità dello stato, scelga come candidata una persona che non è affatto chiaro che posizione abbia su tali valori.

D’altronde, voi siete i primi a lamentarsi quando scoprite tra le vostre fila gente che non condivide il pensiero cattolico (vedi le posizioni di Fini, ad esempio) e non mi pare proprio che, in tali occasioni, la controparte cattolica abbia difeso il diritto di dissenso nel nome dei diritti nviolabili del singolo (stesso dicasi per i preti dissidenti dal pensiero del Vaticano).

Quanto all’ateismo, esso è un atteggiamento che si pone nei confronti del mondo in modo logico, razionale e da cui possono senz’altro derivare principi morali, mentre altri, come tu, ritenete superiori i principi basati sul dogma, sull’inspiegabile e sui principi calati dall’alto, senza giustificazioni logiche. Dei due modi di pensiero, noi, senza arroganza e supponenza, scegliamo il primo e non ci vergognamo di difenderlo.

Belisario80

Non credo tu conosca la mia storia, quindi non puoi dire assolutamente quello che dici su di me. Sicuramente non sono ateo, e non sarei ami potuto esserlo, visto che a quindici anni scopriì cosa fosse la teologia della liberazione,e capiì che bisognava parlare di Cristo a gente che rischiava di essere sopraffatta da regimi totalitari e che veniva considerata come non-uomo. A sedici iniziai a leggere don Milani e capiì che spesso per seguire la propria coscienza si può andare incontro a gravi conseguenze. Il vostro equivoco è ritenere che l’ideologia atea e razionale sia ex se migliore delle altre, e questo è un errore metodologico. il vero laico è colui che ritiene chi non la pensa o si comporta come lui una persona che comunque ha il diritto di farlo, non solo perchè ciò è permesso, ma perchè ciò è giusto,e non la tratta come un minus habens o come chi segue un annilis superstitio!!! (su questa base qualcuno potrebbe dire lo stesso dell’ateo)
E comunque la comparativa non regge il pronome personale tu ma “te” (si scrive come te non come tu….)

peppe

Be’, di certo la mia autostima (e la stima che mi aspetto dal prossimo) non dipende dall’indossare o meno un buffo copricapo… già questo, modestamente, mi rende migliore di chicchessìa la pensi diversamente

Alessandra

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i roveretani, di questa signora, che è stata eletta dai suoi, cioè una parte “aliena” che tale vuole rimanere, visto il picchetto che pianta subito sull’appartenenza ad una cultura musulmana e araba. E’ certo che farà gli interessi della sua comunità: come e in che misura lo vedremo.

Tino

Riassumendo la sinistra in Italia non è né laica con la chiesa (Vendola), né laica con l’islam. Francamente è da disperazione… Tra l’altro mette le mani avanti con un elettorato islamico che è ancora poco consistente rischiando di alienarsi una buona parte dell’elettorato laico, ma che non aprrezza questo tipo di spot promozionale per il velo. Io non ho nulla in contrario che vi siano candidate velate alle elezioni a patto che stiano alla larga da partiti che dovrebbero difendere laicità e uguaglianza uomo e donna. Il velo non è un semplice abbigliamento è un simbolo. Donne sono morte per non aver indossato il velo e in diversi paesi è OBBLIGATORIO. Come apprezzerei questa donna se dicesse, per protesta non indosserò il velo finché non sarà abolito il divieto in Iran, Arabia Saudita ecc. Questa sì sarebbe una vera battaglia di libertà. Ma no a quella interessa solo la sua identità e basta.

Ratio

se dicesse, per protesta non indosserò il velo finché non sarà abolito il divieto in Iran, Arabia Saudita ecc. 🙂

Se dicesse così non si sarebbe presentata alle elezioni con la sinistra ma, purtroppo, con qualche formazione di destra.
Se dicesse così sarebbe una libertaria e una ribelle e dunque non potrebbe far parte della “chiesa – sinistra” tutta votata alla “political correctness” e all’abbraccio dell’islam che è semplicemente un modo per soddisfare l’odio per l’occidente, per la democrazia occidentale, per gli USA e per Israele.
Una volta il loro odio per l’occidente era compensato dall’amore per l’Unione Sovietica, adesso amano l’islam, hamas, le donne velate e i minareti.

Federico Tonizzo

Per Tino: a proposito di “identità”, vedi quanto dicevo giovedì 17 giugno 2010 alle 11:35 🙂

Tino

Ho letto ma il discorso è un altro, ti faccio l’esempio della Francia fino agli anni ’80 il concetto di identità era qualcosa di estrema destra, dunque insultare, ridicolizzare l’identità nazionale (come fai del resto tu con gli italiani che per te sono quasi tutti poco intelligenti e inferiori e buoi) era benvenuto, poi la sinistra ha cominciato a parlare e difendere le identità altre. Ed è lì che si è inceppato il meccanismo. Tanto è vero che oggi c’è persino un ministero dell’identità nazionale. Logico che persone che affermano con tanta veemenza la propria identità (o che credono di essere poco importa) provoca un risveglio nella maggioranza della popolazione. La sinistra radical-chic può continuare ad insultare ma nelle urne la gente risponde agli insulti. Sarebbe meglio smetterla di insultarsi e cominciare a parlarsi di più, ma c’è poca voglia di lasciarsi dietro le proprie certezze…

Federico Tonizzo

Per Tino. Dici “Sarebbe meglio smetterla di insultarsi e cominciare a parlarsi di più…”. E’ verissimo! Nella mia vita privata infatti cerco spesso di parlare con chi la pensa diversamente da me (e ti assicuro che lo faccio educatamente, amichevolmente e rispettosamente; è vero invece che “qui” mi permetto a volte un po’ di sarcasmo, come tanti altri qui presenti del resto – altrimento mi dici dove ci si può sfogare???) però nella quasi totalità dei casi ad un certo punto l’interlocutore non vuole più parlare con me di religione o di politica… anzi, nella maggior parte dei casi, appena si accorge che la pensiamo in modo diverso cambia discorso… E la cosa da un lato mi deprime, dall’altro anche mi secca: che dialogo si può mai avere con chi non lo vuole? Secondo me chi non accetta di parlare ha la coda di paglia oppure non ha niente di “non superficiale” da dire.

Federico Tonizzo

E comunque, riguardo alla “sinistra” e alla “destra”, in Italia quelli che insultano sono in primis Sgarbi, seguito da Berlusconi, seguito da Feltri, seguito da Mantovano, seguito da Cicchitto e poi da altri di destra.

florasol

“un segno di sottomissione a Dio” dice la candidata.
Ma che c’è di tanto affascinante nel venire sottomessi? Nel negare la propria volontà, abdicare al cervello, e ubbidire come una pecora picchiata? MAH.

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