Il trentunenne Ali Karimi, campione iraniano già nel Bayern Monaco che gioca nello Steel Azin, è stato licenziato da questa squadra perchè non ha osservato i precetti del Ramadan. I dirigenti della squadra di Teheran dicono di essere “costretti” a cacciarlo, visto che il Ramadan è imposto dal governo locale a tutti. Il giocatore, secondo il club, avrebbe anche “insultato i funzionari della federcalcio iraniana ed i dirigenti del club che l’hanno interrogato su questo episodio”. Karimi aveva già espresso sul suo sito critiche al presidente della squadra, Mostafa Ajorlou, già noto come “guardiano della rivoluzione”. Il giocatore infatti non è nuovo a prese di posizione contro l’integralismo religioso: già nel giugno del 2009, era sceso in campo contro la Corea del Sud con un braccialetto verde, come segno di solidarietà a Mir Hossein Moussavi, candidato alle elezioni contro Ahmadinejad.
Karimi è difeso dai tifosi e dai compagni di squadra, secondo i quali cacciarlo perchè non rispetta il digiuno del Ramadan è una scusa. Il difensore Mehrzad Madanchi ha dichiarato che “il 95 per cento dei calciatori non osserva il Ramadan”, anche perchè devono dissetarsi durante gli allenamenti, e che la squadra, prima di una partita con l’Esteghlal, ha cenato in un ristorante prima che tramontasse il sole, violando cioè il digiuno islamico.
