Un’inchiesta condotta su circa 3.000 medici inglese, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Medical Ethics, mostra come la fede religiosa o la mancanza di essa incidano non poco sulle scelte compiute dai dottori su pazienti colpiti da malattie terminali. In particolare, maggiore è la non religiosità del medico, maggiori sono anche le possibilità che somministri sedativi fino al sopraggiungere della morte, che prenda decisioni che possono condurre alla morte del malato e che discuta queste decisioni con il paziente.
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