Nuovo sondaggio sul sito UAAR

Un nuovo sondaggio è iniziato oggi sulla home page del sito UAAR. La domanda è la seguente: “Quante possibilità ha l’islam di diventare entro un secolo, pacificamente, la concezione del mondo predominante in Europa?”
Otto le opzioni tra cui scegliere la risposta preferita:
– Nessuna
– Pochissime
– Poche
– Non proprio poche
– Molte
– Moltissime
– Ne sono certo
– Non so / altro

Si è nel frattempo concluso il precedente sondaggio. Il quesito era il seguente: “Ritieni che la fede possa aiutare a superare una malattia?”
Questi i risultati (1494 voti):
28,0% No
25,8% Sì e no: può esserci l’effetto placebo, ma anche un approccio non scientifico alla malattia
23,3% Sì, in tutti i casi in cui entra in gioco l’effetto placebo
13,6% Più importante della guarigione in sé è la possibilità di vivere una vita piena e felice, non importa quanto lunga
4,7% Sì
3,0% Sì, ma solo se la fede è convinta
1,6% Non so / altro

38 commenti

Davide

Vedo troppo ottimismo in giro quando si affronta questa questione… Non avendo la sfera di cristallo io al contrario di altri non ho certezze, ma considerando la massiccia e continua immigrazione islamica che l’Europa subisce, considerando il bassissimo tasso di natalità delle popolazioni europee autoctone (ben inferiore ai 2 figli per coppia necessari per mantenere la popolazione invariata), considerando il decisamente più elevato tasso di natalità degli immigrati musulmani, penso che tra un secolo gli islamici costituiranno se non la maggioranza, sicuramente una larga fetta della popolazione stanziata in Europa ed il panorama etnico/culturale europeo sarà radicalmente differente da quello attuale.

Massimo

Com’è ovvio, nessuno ha la sfera di cristallo (e, anche se l’avesse, dubito che potrebbe farci altro che vedervi riflessi riverberi di luce). Per questo (e per abitudine inveterata) mi attengo (quasi) sempre all’aureo: “mai dire mai”. Ho dunque votato che ha “pochissime” possibilità di affermazione in Europa. Non tanto perché il trend della bassa natalità potrebbe rovesciarsi (voglio dire: anche se nessuno di noi sarà lì a verificare la cosa, perché dovrebbe essere più probabile un “cambiamento improbabile” rispetto a un altro?) quanto piuttosto per un motivo più fondante: come si fa a parlare di cambiamenti epocali quando di dà per scontato che “tutto resti com’è da qui a cent’anni?”. Voglio dire: non è tanto la demografia degli europei DOCG che decide, quanto la pervicacia dei “nuovi europei” nel restare vincolati a concezioni forse poco resistenti all’impatto con una cultura in cui la donna TENDE a non essere lapidata perché sessualmente vivace, i dati devono essere verificati, le condizioni igieniche sono accettabili, i servizi primari sono di norma garantiti e la libertà di parola una pratica, non dico “applicata”, ma almeno non tanto esotica da suscitare problemi di comprensione del concetto (se il quadro del continente viene visualizzato “al netto” dell’Italia, il discorso è, ça va sans dire, più fluido e comprensibile). Senza contare che: 1. se si portano le mogli, i musulmani dei “regimi forti” di prima generazione, avranno filo da torcere nel trattarle come nella “ex casa”; 2. se si uniscono a delle europee, le nostre donne sapranno bene come tener loro testa; 3. in ogni modo, le donne sono la metà della popolazione, se non di più; 4. già dalla seconda generazione (se sapremo adotatre politiche che sono l’opposto di quelle italiane attuali da tutti i punti di vista: nbella forma e nella sostanza), la presa dell'”antico” Islam tenderà fatalmente a scemare; 5. i discendenti dei primi immigrati non pretenderanno più il cous-cous o il tajin “come lo faceva mammà”, perché non lo sa fare più nemmeno nonna – e, seguendo le sorti degli ex-ex-italiani negli USA o in Australia, non pretenderanno più gli ingredienti del “buon tempo andato”; 6. (corollario del 5.): le buone, vecchie lapidate, le buone, vecchie frustate, la buona, vecchia fatwa potrebbero essere rimpiante meno che mai: a stare meglio ci si abitua presto (e non è questione di “mito del progresso”… è proprio un fatto di convenienza e praticità.)

Ergo: dalla collisione fra due mondi (ex-cristiano e islamico) può darsi bene che “il terzo goda”… senza God! ;-)… E, comunque, Inshallah… Ma, soprattutto: “Viva l’Insalat”!

Claudio

La tua Massimo mi sembra una visione decisamente ottimistica, personalmente per le stesse ragioni addotte da Davide penso che non sia poi così remota la possibilità che tra un secolo la maggioranza dei cittadini europei sia di religione islamica, è un’ipotesi che secondo me non va scartata a priori come ingenuamente fanno molti, tu però a quanto ho capito (e correggimi se sbaglio) fai un altro ragionamento, sembri convinto che se anche la demografia la darà vinta ai musulmani essi alla fine si secolarizzeranno conquistati dai “comfort” e dalle libertà della nostra società occidentale.
E’ una visione la tua abbastanza diffusa, ed è in fondo bello pensare che il nostro modello di vita rappresenti un’attrattiva per il resto del mondo, tuttavia continuo a credere che si stia peccando di troppo ottimismo, guardando il resto d’Europa vedo seri problemi nell’ integrazione degli immigrati, problemi che riguardano guarda caso soprattutti i fedeli di religione islamica, vedo comunità che si auto-ghettizzano tanto da sembrare quasi impermeabili alla cultura del paese che li ospita, vedo insomma avanzare il multi-comunitarismo, cosicchè come fa giustamente presente Davide qualche post più sotto, spesso gli islamici di seconda e terza generazione sono addirittura più bigotti e rancorosi dei loro stessi genitori.
Forse il nostro continente non diventerà mai islamico, ma come la storia insegna, dal contatto fra culture profondamente diverse sono sempre nati contrasti e conflitti, e temo che l’Europa in questo secolo ne dovrà affrontare parecchi nel suo cammino, non saranno però come credono molti conflitti di natura religiosa, ma piuttosto lo scontro tra un “mondo” secolarizzato e sostanzialmente laico ed un altro in cui la fede non solo è viva e vegeta, ma ricopre ancora un ruolo fondamentale.
Le prime avvisaglie le abbiamo già avute, pochi anni fa in occasione delle celebri vignette “blasfeme” su Maometto.

Massimo

Vedi, Claudio, io conosco discretamente il Nordeuropa cui fai riferimento sia per averci studiato e vissuto, sia perché sono scandinavista. Alla brutta storia danese delle vignette possiamo tranquillamente (si fa per dire) aggiungere l’episodio occorso al disegnatore satirico svedese Lars Vilks all’università di Uppsala, nonché una serie di dati relativi alle scuole in diversi quartieri di Malmö – dove, alla domanda “Quanti studenti stranieri ci sono nella sua classe?” un insegnante delle medie poteva/doveva rispondere: “Il quesito è mal posto. Sarebbe stato più giusto chiedermi quanti sono gli studenti svedesi. Per l’esattezza… due”. Tutto questo è verissimo. Ma, proprio per questo, la soluzione va cercata più nei così detti “modelli pilota” di qualche liceo inglese – non ricordo i dettagli, ma lessi tempo fa qualcosa su “La Repubblica” – fortemente vocato al dialogo interculturale che non nelle “classi ponte”… alla Pontida. Il discorso sarebbe lunghissimo, e cerco di sintetizzare un po’ schematicamente: abituare allo spirito critico fin da subito è l’unica via d’uscita. Non è un optional. Abituare i bambini a usare la propria testa vuol dire “vendere” – anzi, “regalare per interesse collettivo” – i valori che sono alla base della dichiarazione dei diritti dell’uomo – odio tanto la retorica che tolgo le maiuscole anche là dove ci vorrebbero: non è un vezzo; è che le ritengo cose così assodate, imprescindibili e quotidiane che enfatizzarle mi sembrerebbe come scrivere “Pane” , “Acqua” e “Tetto sulla Testa”. E non mi intertessa dove sono nati tali diritti. L’importante è che ci siano e che siano per tutti. Ma dobbiamo volerlo davvero e praticarlo “dove si puote ciò che si vuole”, sennò solo solo chiacchiere. I nordici hanno sbagliato per eccesso di “basso profilo” – per quello scarso slancio che li premia in tanti contesti, li penalizza in altri. In Italia, si sta sbagliando clamorosamente perché l’agenda – in modo diretto o indiretto – la detta in sostanza Borghezio (parlo dell’idea di fondo, non della persona).
Quando scopriremo il “piacere della differenza” e metteremo tutto il nostro entusiasmo nell’impedire ai nuovi venuti di isolarsi come gli iraniani di Göteborg – alcuni dei quali ho conosciuto di persona; quando la smetteremo di pensare all’urgenza e avremo tanta voglia di farci conoscere dai “forestieri del Sud”, otterremo molto di più del semplice superamento delle nostre paure: ci saremo garantiti la prospettiva di liberarcene una volta per tutte. Questo, per dire che il tema-chiave, è appunto questo, come tu dici:
1. “vedo comunità che si auto-ghettizzano tanto da sembrare quasi impermeabili alla cultura del paese che li ospita”;
2. (SOPRATTUTTISSIMO!) “spesso gli islamici di seconda e terza generazione sono addirittura più bigotti e rancorosi dei loro stessi genitori”
…………………
Ecco: facciamo TUTTO IL CONTRARIO di come la buttano giù Bossi & Co., e il gioco è fatto. Siamo più ficcanaso e “indiscreti” dei nordici. Possiamo farcela. Possono farcela vispi cinquenni intraprendenti con i loro amici del Sud, fin dall’asilo: andandogli/invitandoli in casa e “costringendoli” a giocare insieme (hai notato che bel diletto fiorentino apprendono i bambini “stranieri” di Firenze, trattati così?)
Con tanti auguri ai prossimi governi stuzzica-stranieri (nel senso buono) e ai prossimi condomini curiosi (specialmente i coetanei dei più giovani, vero, potentissimo…”braccio disarmato” del futuro)

Io ero Sai

Ma ovviamente nessuna!
Loro ci credono perchè sono ignoranti! Non conoscono nemmeno l’evoluzione.
Gli unici che possono essere convertiti sono i cristiani, ma l’Europa è sempre più atea, e col tempo si ateizzeranno anche i mussulmani che vengono in Europa.

Davide

Beato ottimismo…
Intanto però nei paesi in cui l’immigrazione islamica è iniziata decenni prima che da noi (per esempio Francia, Olanda, Svezia ecc.) i musulmani di seconda e terza generazioni sono non sempre, ma spesso più oltranzisti dei loro stessi genitori e provano perdipiù un non indifferente rancore ed astio verso il paese che li ospita (nonostante risiedano in nazioni, sulla carta, tra le più civili ed avanzate al mondo).

Bruno Gualerzi

Se per ‘pacificamente’ si intende una sorta di progressiva conversione in massa all’islam (magari ‘illuminati’ da Gheddafi)… siamo alla fantacultura, o fantareligione che dir si voglia.
Lo stesso se si pensa ad una immigrazione di islamici tale da sostituirsi progressivamente alla popolazione europea e quindi far prevalere – pacificamente – la propria ‘concezione del mondo’.
Altra possibilità ‘pacifica’ non si vede

C’è chi invece teme un penetrazione talmente massiccia e incontrollata sempre di immigrati islamici tale che, approfittando della tolleranza degli stati europei verso le loro pratiche religiose, diventerebbe una sorta di cavallo di Troia per una successiva invasione da parte di potenze islamiche (l’Iran, per esempio).
A me ciò sembra molto improbabile, e comunque se si arrivasse a questo punto vorrebbe dire che l’umanità tutta sarebbe di fronte ad una sola prospettiva: un conflitto di proporzioni tali che – con i mezzi di distruzione di massa a disposizione di tanti – avrebbe come esito… non tanto l’islamizzaziopne dell’Europa, ma un ritorno all’età della pietra dell’umanità tutta. O forse ancora più indietro.

Conclusione: nessuna possibilità

Stefano Grassino

Scusa Bruno, ti sei dimenticato di ciò in cui l’umanità è altamente specializzata: il genocidio. Una eliminazione sistematica su larga scala (pensa alla fine degli Ugonotti o dei Templari) dei mussulmani qualora gli europei si sentissero veramente minacciati mica la vedo tanto di fuori…….

libero

Lo credo anch’io, paradossalmene laici e cattolici, almeno quelli rimasti, sarebbero … alleati.
L’Italia forse non sarebbe capace di reagire, ma altri si.

Soqquadro

Stefano, dimentichi che ugonotti, templari ed ebrei erano minoranza…. e al momento sono gli europei che stanno diventando minoranza…

Bruno Gualerzi

@ Stefano Grassino
Tu invece dimentichi che, a diversità degli esempi da te citati e di altri analoghi, c’è oggi un elemento che cambia radicalmente tutte le prospettive: la disponibilità di armi di distruzione di massa da parte di entrambe le ‘culture’ eventualmente in conflitto.

alessandro

ovvio che no! tra 100 anni , almeno in europa, la religione sarà estinta!

Congo

Solo se ci fosse un’immigrazione massiccia e in tempi brevi di islamici.
Una volta raggiunta la maggioranza potrebbero “democraticamente” imporre l’islam ovunque.
Se invece l’immigrazione non sarà particolarmente massiccia, o avverrà in tempi lunghi, la secolarizzazione potrebbe essere più veloce, interessando gli stessi islamici.

FSMosconi

Sharia dovuta a un’immigrazione masiccia?

Mi viene in mente quello stato nel film 2061 chiamato “Sultanato delle due Sicilie”…

RAgù

Soqquadro

“Pacificamente” mica tanto…. altrimenti sarebbe un dato quasi certo. E direi anche in meno di 100 anni.

Fabio

mai dire mai, quindi diciamo pochissime…
e’ molto piu’ facile imho che fra 100 anni la concezione del mondo prevalente in Medio Oriente sia l’ateismo…

Gabrasca

in un continente come l’europa l’aumento di islamisti (così come altre religioni) cambierà il modo di approcciarsi ad esse. per poter vivere civilmente i cristiani devono abbassare la cresta e le nuove religioni adattarsi senza dover fare rivoluzione, tranne nel caso in cui i diritti fondamentali siano negati.
Forse noi Atei saremo quelli messi meglio

Giulio

Poche. Il fanatismo religioso che abbiamo in Italia con i cattolici conservatori basta e avanza, probabilmente sarà una delle concause che porterà alla scomparsa della religione con il progredire delle conoscenze scientifiche. Prima o poi, penso che tutti si renderanno conto dell’assurdità di questi ridicoli teatrini del tipo “ la mia religione è migliore della tua!”.

Maximilian

Penso che, pian piano, si dovranno adeguare al metodo di vita occidentale, il laicismo e la secolarizzazione li “colpirà” (intendo le nuove generazioni, che vivendo in Europa, assorbiranno il modo di vivere occidentale). Per favorire questo processo di laicizzazione/secolarizzazione bisogna evitare che i mussulmani si ghettizzino, cercando di preservare intatte la loro cultura/tradizione religiosa, cercando invece di coinvolgerli in un processo di integrazione che sarebbe sia a loro che a noi favorevole.

Paradossalmente (si fa per dire…) è proprio la politica più di destra a rendere più difficile questo processo di integrazione, aiutando gli imam estremisti (che io chiamo “pretaglia islamica”) a cercare di mantenere le loro leggi (sharia etc.) intatte…vedi in Olanda per esempio…spero l’Italia sia più saggia e opti per un processo di integrazione più saggio e avveduto…

Michela

Non mi sento di escluderlo totalmente ma sinceramente spero non accada mai ! Io auspico ad una Europa e ad un mondo sempre meno condizionato dalle religioni

StefanoM

Poche.

L’ immigrazione di persone porta con sè la loro cultura (fenomeno indispensabile per elevare il progresso umano al massimo, ma è una mia opinione e non importa ora) e la loro religione.
Tuttavia nell’ occidente semicivilizzato ci sono radicati concetti che vanno in pieno contrasto con l’ Islam: in primis la subordinazione totale e schiavile della donna. Sebbene ci sia moltissimo da fare ancora a riguardo, è ormai da 50 anni che le donne stanno riconquistando i loro diritti civili e umani, e ritengo difficile che una religione possa sradicare questa coscienza acquisita dalle masse attraverso mezzi pacifici, in solo un secolo.

Inoltre è in continuo aumento la laicizzazione d’ europa. Questo punto vale anche per le altre religioni, ovvio.

Infine, l’ islam che viene attualmente propagandato in europa si riassume in “la donna è una schiava, io ti accoltello perchè ti comando, ho una bomba in tasca”.
Il che non è assolutamente la realtà, ma la realtà conta poco quando si tratta di potere e masse.

Cmq sono ignorantissimo sui costumi e la cultura dell’ islam, quindi mi fermo qui ^^

Maria Rosaria

Credo che le religioni tutte finiranno entro i prossimi 100 anni, speriamo! Il movimento delle donne non lo permetterà mai l’islam. Ma se poi vinceranno, pazienza, nel passato vi sono stati tanti popoli anche gli arabi, poi tutto come prima se non peggio. Ma io, ripeto non credo a queste masse che si riversono in occidente per far tornare indietro la cultura, tutt’al più si pacificheranno per toglierle di mezzo, rispettanto ognuno quello che crede liberamente. Noi dell’UAAR speriamo che vinca l’ateismo e vada avanti la scienza per tutti i popoli con poderose ricerche in cui parteciperà tutto il pianeta, proprio per migliorarlo.

winterfury

IL movimento delle donne non lo permettera mai?

Purtroppo, ho paura che l’abbia già sdoganato…

Paul Manoni

Nessuna.

Fermo restando che qualcuno cominci ad esportare dalle loro parti, l’illuminismo, la parita’ tra i sessi, l’evoluzione della specie ed il resto, anziche la democrazia fatta di bombe di B. B. e B.

Gérard

Dapertutto dove guardo, vedo inanzitutto regressione . E vero che lo scettissismo e l’ateismo avanzano ma si rassegnarono tutti ad accettare l’assenza di Dio e come quest’ assenza verrà rimpiazzata ? Andate a parlare di Dawkins a miliardi di analfabeti…!
Saranno d’accordo i musulmani, i quali hanno soltanto la loro religione totalizzante per riempire la loro vita ? Dagli paesi superprogreditti e socialmente avanzati non vengono buone notizie in merito a questa popolazione . Idem dalla Francia e dal Belgio ( Oggi in Belgio il nome dato piu spesso è Mahommetto e non più François ) . Mai come nelle zone a prevalenza musulmana le donne vengono oltragiate e sottomesse ( La Rete Arte ha dovuto annullare questi giorni e all’ultimo momento un servizio sulle banlieues per via di minacce ) .
Oggi i barbari corrodano la nostra civilta dall’interno

brikko89

NEl sondaggio c’è un piccolo problema il quesito dice pacificamente…..gli islamici non diventeranno padroni dell’Europa con la pace ma con la violenza vedrete quante donne e uomini radical chic che oggi accolgono questa gente a braccia aperte verranno lapidati o sgozzati in nome della legge di Allah !!!!
Purtroppo da ateo devo dire che oggi la più grande minaccia alla laicità(e alla nostra vita) non sono i nostri cattolici ma i mussulmani e puertroppo all’orizzonte penso che il mio voto andrà a finire con rammarico alla lega nord

Massimo

“il mio voto andrà a finire con rammarico alla lega nord”
…………………………

“Continuiamo così, facciamoci del male”

(Nanni Moretti – e chiunque abbia due stille di sale in zucca). C’è poco da dire, purtroppo: le sirene del populismo urlano forte. Contare fino a dieci prima di pensare (per pensare “meno ingolfati”), fino a venti prima di parlare è una tendenza in forte arretramento…

Soqquadro

Direi che la dimostrazione viene dai due utenti che scrivono dai più evoluti Paesi dove la presenza islamica è numericamente rilevante e la situazione critica. Da cosa può raccontarci chi ha più lunga esperienza della questione, l’ottimismo è proprio mal riposto.

winterfury

qui finisce male:
sono indeciso tra “moltissimo” e “ne sono certo”.

Godvrdomme

finche’ la presenta in power point Gheddafi dentro una tenda non credo abbia molte possibilita’ di affermarsi. Fascismo e islam sono la stessa cosa finche’ a reclamizzarlo sara’ gente di quel calibro… e il fascismo in Europa l’ abbiamo provato per tanto tempo.

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