Gay e credente: “no agli atei al Gay Pride”

Al Gay Pride vi è una “presenza massiccia di gruppi di atei e di anticlericali che usano il Pride solo come una vetrina per portare avanti un discorso che non ha niente a che fare con l’orgoglio omosessuale”, comportandosi in tal modo come i fondamentalisti cristiani che offrono, in tali occasioni, le proprie “terapie riparative”. A sostenerlo è Gianni Geraci, leader degli omosessuali cristiani, intervistato da QueerBlog. Geraci critica gli organizzatori perché, “proponendo questi momenti”, non tengono conto “della sensibilità di quanti, all’interno del movimento LGBT, lavorano per cambiare l’atteggiamento della Chiesa nei confronti dell’omosessualità”: un atteggiamento che costringe i gay cristiani a non aderire alla manifestazione. Geraci lamenta come siano troppo pochi gli omosessuali cattolici a fare coming out.