Il papa sbarca in Inghilterra paragonando l’ateismo al nazismo

Nel suo primo discorso pubblico nel Regno Unito, in occasione della cerimonia di benvenuto al castello di Holyroodhouse, Benedetto XVI ha vantato i meriti storici del cristianesimo, definito “una forza potente per il bene nel vostro regno” (forse in risposta al dibattito dallo stesso titolo andato in onda su Sky), e ha messo ancora una volta in guardia dai pericoli rappresentati dall’ateismo. Prendendo spunto dall’importate contributo dato dall’Inghilterra alla lotta al nazismo, il papa ha accennato ai pastori e ai religiosi cristiani che “pagarono con la propria vita la loro opposizione” a un regime “che aveva in animo di sradicare Dio dalla società”. Ragion per cui, ha sostenuto il papa citando se stesso, “mentre riflettiamo sui moniti dell’estremismo ateo del ventesimo secolo, non possiamo mai dimenticare come l’esclusione di Dio, della religione e della virtù dalla vita pubblica conduce in ultima analisi ad una visione monca dell’uomo e della società, e pertanto a “una visione riduttiva della persona e del suo destino”. Il papa ha concluso auspicando che il Regno Unito “possa mantenere sempre il rispetto per quei valori tradizionali e per quelle espressioni culturali che forme più aggressive di secolarismo non stimano più, né tollerano più”, e che non si lasci dunque “oscurare il fondamento cristiano che sta alla base delle sue libertà”.
L’attacco all’ateismo era già cominciato con il cardinale tedesco Walter Kasper, intervistato dalla rivista Focus. L’alto prelato aveva criticato “l’ateismo aggressivo” presente in Inghilterra, dove i cristiani sarebbero discriminati: a suo dire, tale è la secolarizzazione d’Oltremanica che “quando atterri all’aeroporto di Heathrow, a volte pensi di essere atterrato in un paese del Terzo Mondo”. Le dichiarazioni hanno suscitato un vespaio di polemiche, che hanno spinto la Santa Sede a trattenere a casa Kasper, ufficialmente per motivi di salute. Perfino il cardinale scozzese Keith O’Brien pretende ora da lui le scuse.
In volo per Edinburgo, Joseph Ratzinger si è intrattenuto con i giornalisti, ai quali ha ammesso che, sulla questione dei sacerdoti pedofili, la Chiesa “non è stata vigilante”, e venire a conoscenza di tali rivelazione è stato per lui “un grande choc”. Il Vaticano continua tuttavia a essere accusato di coperture: un documentario di Channel Four, di cui dà notizia il Guardian, ha dimostrato che più della metà dei sacerdoti britannici colpevoli di abusi risulta essere ancora in servizio, nonostante le promesse di ridurli allo stato laicale. La Chiesa cattolica inglese si è difesa sostenendo che la decisione ultima spetta a Roma, che ritarda i verdetti.
Uno sguardo scettico sul futuro della Chiesa è stato infine offerto sul Financial Times dal cattolico Stephen Wall, presidente dell’University College London. Secondo Wall, “la fede organizzata è in declino in tutto il mondo occidentale”, ma non si può pensare di fermare l’emoraggia eleggendo a papa personaggi come Joseph Ratzinger: la cui nomina, a suo dire, ricorda i tentativi di salvare il proprio potere da parte dei gerarchi sovietici alla fine dell’era Breznev.

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