Crollo a Pompei, Staderini: “Privilegiati beni culturali cristiani”

Il recente crollo della Scuola dei Gladiatori a Pompei ha suscitato indignazione persino da parte del presidente della Repubblica. In Italia, è cronica la mancanza di fondi per la tutela del patrimonio artistico. Ma il segretario dei Radicali Mario Staderini fa emergere un’altra questione e commenta così l’ennesimo episodio che colpisce il patrimonio archeologico del Paese. “C’è una verità che stenta a venire a galla”, sostiene, “la politica dei beni culturali che marginalizza il patrimonio archeologico e, più in generale, il patrimonio artistico ‘non cattolico’”. I fondi pubblici per restauro e conservazione di monumenti infatti sarebbero dirottati “prevalentemente all’arte sacra e ai beni ecclesiastici”. “Non è un caso che gli ultimi tre ministri – Bondi, Rutelli e Buttiglione – siano tra i politici più introdotto Oltretevere”, aggiunge Staderini. “Così si spiegano i crolli di Pompei, delle Mura Aureliane, della Domus Aurea, rischio che corrono da tempo il Palatino, la Villa Adriana e tanti siti dell’epoca romana ed etrusca presenti in Italia, mentre il Colosseo deve elemosinare l’intervento di sponsor privati”, conclude il segretario radicale.

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