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	Commenti a: I vescovi italiani rilanciano la necessità dell&#8217;unità dei cattolici in politica	</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
	<lastBuildDate>Fri, 12 Nov 2010 23:26:24 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: POPPER		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[POPPER]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 23:26:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[http://temi.repubblica.it/micromega-online/piemonte-cota-allattacco-della-legge-194/

Piemonte, Cota all’attacco della legge 194
di Gemma Macagno, laboratorio politico “Donne per la Città – Città per le donne”

E’ difficile la libertà: ogni giorno bisogna confrontarsi con lei, desiderarla, difenderla, nell’interesse di tutti. La legge 194 rappresenta la libertà dal rischio di morire per setticemia, di finire nei canali dello sfruttamento economico, la libertà di godere del diritto alla salute, quando ci si trova di fronte ad una decisione che può essere solo della donna riconosciuta come persona, dotata di intelligenza e libero arbitrio, cittadina dello Stato, dal quale deve essere rispettata e difesa nei suoi diritti, che non possono essere svenduti agli integralismi di qualsiasi fede.

La lotta per la 194 è stata fondamentale nella storia delle donne e fu difesa anche con un Referendum popolare. Ricordo nei tempi precedenti la legge, i Consultori CISA (Consultori Italiani Sterilizzazione Aborto) che con Adelaide Aglietta, Emma Bonino e tante altre donne consapevoli della gravità della piaga dell’aborto clandestino svolgevamo a Torino, presso il Partito radicale. Ricordo i comizi fatti in difesa della legge in centinaia di paesini, dove le donne ci ascoltavano, sovente nascoste in casa, ma ben presenti poi al momento del voto referendario. Così come ricordo donne e ragazzine che, prima di essere tutelate, giungevano in Ospedale, dopo trattamenti disastrosi e crudeli, fatti da persone che le legavano in modo omertoso al silenzio e procuravano loro la morte o danni permanenti, estorcendo loro denaro od abusandole.

Tutto ciò, purtroppo, non appartiene definitivamente al passato: ancora oggi, per le straniere soprattutto, c’è un mercato che viola la 194. Occorre perciò facilitare l’accesso al Consultorio, offrire maggiori informazioni e tutele, specie alle giovani donne e a chi presenta condizioni di maggiore fragilità sociale.
E invece la Giunta della Regione Piemonte, in data 15 Ottobre 2010 con delibera n. 21-807, ha approvato un “Protocollo per il miglioramento del percorso assistenziale per la donna che richiede l’interruzione volontaria di gravidanza”, rendendo molto più arduo ricorrere alla tutela della legge.

Infatti, mentre la 194 si pone a salvaguardia della dignità della donna, per garantirne le condizioni di rispetto della scelta, che è riconosciuta in capo solo a lei ed eventualmente, se lei lo decide, al partner, ponendola in rapporto solo col medico, sia di fiducia, sia del Consultorio, sia della struttura sanitaria pubblica, il “Protocollo” viola la privacy della donna, tende ad esautorarla dalla scelta, trattandola come “minus habens”, portandola addirittura davanti ad una specie di commissione, cui partecipano “il mediatore culturale e/o l’operatore del volontariato e del privato sociale, coinvolti nel percorso” dove deve essere interrogata (o inquisita?) rispetto ad alcuni punti precisi:

“a. circostanze che inducono alla richiesta di IVG
b. quadro attuale della situazione individuale, familiare e sociale della richiedente
c. consapevolezza della donna relativamente all’intervento abortivo
d. motivazioni indicate dalla legge per la richiesta di IVG: serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione al suo stato di salute, o in relazione alle sue condizioni economiche, o sociali, o familiari , o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsione di anomalie o a malformazioni del concepito
e. comportamento contraccettivo e precedenti interventi di IVG
f. analisi e ricerca delle soluzioni alternative all’IVG nella valorizzazione delle risorse della donna
g. intervento di counselling di sostegno alla maternità a cura degli operatori del Consultorio e/o del volontariato e del privato sociale convenzionati e coinvolti nel percorso”

E’ evidente la violazione della 194 nello spirito e nella sostanza.
Infatti scompare il ruolo del medico come interlocutore principale della donna, sostituito nel primo approccio, nonché eventualmente anche successivamente, da figure che non hanno alcuna competenza istituzionale né professionale per entrare in contatto con la persona che richiede ai sensi di legge una prestazione sanitaria. Riteniamo che la procedura indicata dal Protocollo in oggetto configuri una violazione della 194 ed una violenza psicologica sulla donna, tanto più se fragile per età, per cultura, per l’essere straniera.

Con l’introduzione delle figure di volontariato (ed è prevedibile quale orientamento avranno) all’interno del Consultorio, lo stesso viene ad essere snaturato nella sua funzione sanitaria, rivolta a tutte le persone, con compiti di informazione complementari a quelli che la 194 all’art.14 pone in carico al medico che ha effettuato l’IVG, il quale “è tenuto a fornire alla donna le informazioni e le indicazioni sulla regolazione delle nascite, nonché a renderla partecipe dei procedimenti abortivi, che devono comunque essere attuati in modo da rispettare la dignità personale della donna”.

Il Consultorio deve disporre di Kit per l’accertamento gratuito dello stato di gravidanza e deve esser in grado di espletare direttamente le pratiche burocratiche necessarie per la realizzazione degli interventi previsti dalla 194. (non “dovrebbe” come indica il “Protocollo”)

Si sottolinea poi che la stessa legge all’art.21 richiama autorevolmente all’obbligo del rispetto del segreto professionale, la cui violazione è punita a norma dell’art.622 del Codice Penale. Come si può pensare di introdurre convenzioni con chi, non avendo professionalità specifiche, non è tenuto al segreto? Dove sta il rispetto della privacy e della dignità della donna? Si deduce, dall’insieme delle procedure indicate, che il percorso, per la donna che ha deciso per l’IVG, viene reso più arduo e meno protetto, mettendo a rischio le finalità positive della legge 194.

Ed occorre aggiungere che ci si sarebbe atteso di meglio da un Governatore esperto di diritto: almeno un approccio alla situazione che – tenendo conto delle indicazioni stesse della legge 194, in particolare del contenuto dell’art. 8, comma 3, che prevede che l’intervento possa anche essere effettuato “presso poliambulatori pubblici adeguatamente attrezzati, funzionalmente collegati agli ospedali ed autorizzati dalla Regione” e dell’art. 15: “Le Regioni (…) promuovono l’aggiornamento del personale (…) sull’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione di gravidanza” – orientasse all’uso , finalmente!, della RU 486, da oltre venti anni utilizzata in tutta Europa. Tale scelta sarebbe risultata utile per un risparmio economico, vista la situazione in cui versa la Sanità pubblica, ma soprattutto avrebbe soddisfatto le indicazioni della 194, nella tutela della salute delle donne, limitando al massimo il ricorso ad interventi clandestini e rischiosi. Non possiamo ritenere di scarso peso l’omissione della Regione Piemonte in ordine a questo suo obbligo di legge, né passare sotto silenzio il tentativo di coercire ancora una volta le donne a passare sotto le forche caudine del volontariato clericale. 

Invitiamo pertanto ad una attenta riflessione il Governatore e tutti gli Amministratori delle ASL e i responsabili dei Consultori e chiediamo loro di non fare alcuna convenzione, ritenendo improponibile in una società civile il “percorso assistenziale per la donna che richiede l’IVG” previsto dal “Protocollo” deliberato dalla Giunta Regionale Piemontese.
Difendiamo la 194 e la salute delle donne e la loro libertà consapevole.

(11 novembre 2010)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/piemonte-cota-allattacco-della-legge-194/" rel="nofollow ugc">http://temi.repubblica.it/micromega-online/piemonte-cota-allattacco-della-legge-194/</a></p>
<p>Piemonte, Cota all’attacco della legge 194<br />
di Gemma Macagno, laboratorio politico “Donne per la Città – Città per le donne”</p>
<p>E’ difficile la libertà: ogni giorno bisogna confrontarsi con lei, desiderarla, difenderla, nell’interesse di tutti. La legge 194 rappresenta la libertà dal rischio di morire per setticemia, di finire nei canali dello sfruttamento economico, la libertà di godere del diritto alla salute, quando ci si trova di fronte ad una decisione che può essere solo della donna riconosciuta come persona, dotata di intelligenza e libero arbitrio, cittadina dello Stato, dal quale deve essere rispettata e difesa nei suoi diritti, che non possono essere svenduti agli integralismi di qualsiasi fede.</p>
<p>La lotta per la 194 è stata fondamentale nella storia delle donne e fu difesa anche con un Referendum popolare. Ricordo nei tempi precedenti la legge, i Consultori CISA (Consultori Italiani Sterilizzazione Aborto) che con Adelaide Aglietta, Emma Bonino e tante altre donne consapevoli della gravità della piaga dell’aborto clandestino svolgevamo a Torino, presso il Partito radicale. Ricordo i comizi fatti in difesa della legge in centinaia di paesini, dove le donne ci ascoltavano, sovente nascoste in casa, ma ben presenti poi al momento del voto referendario. Così come ricordo donne e ragazzine che, prima di essere tutelate, giungevano in Ospedale, dopo trattamenti disastrosi e crudeli, fatti da persone che le legavano in modo omertoso al silenzio e procuravano loro la morte o danni permanenti, estorcendo loro denaro od abusandole.</p>
<p>Tutto ciò, purtroppo, non appartiene definitivamente al passato: ancora oggi, per le straniere soprattutto, c’è un mercato che viola la 194. Occorre perciò facilitare l’accesso al Consultorio, offrire maggiori informazioni e tutele, specie alle giovani donne e a chi presenta condizioni di maggiore fragilità sociale.<br />
E invece la Giunta della Regione Piemonte, in data 15 Ottobre 2010 con delibera n. 21-807, ha approvato un “Protocollo per il miglioramento del percorso assistenziale per la donna che richiede l’interruzione volontaria di gravidanza”, rendendo molto più arduo ricorrere alla tutela della legge.</p>
<p>Infatti, mentre la 194 si pone a salvaguardia della dignità della donna, per garantirne le condizioni di rispetto della scelta, che è riconosciuta in capo solo a lei ed eventualmente, se lei lo decide, al partner, ponendola in rapporto solo col medico, sia di fiducia, sia del Consultorio, sia della struttura sanitaria pubblica, il “Protocollo” viola la privacy della donna, tende ad esautorarla dalla scelta, trattandola come “minus habens”, portandola addirittura davanti ad una specie di commissione, cui partecipano “il mediatore culturale e/o l’operatore del volontariato e del privato sociale, coinvolti nel percorso” dove deve essere interrogata (o inquisita?) rispetto ad alcuni punti precisi:</p>
<p>“a. circostanze che inducono alla richiesta di IVG<br />
b. quadro attuale della situazione individuale, familiare e sociale della richiedente<br />
c. consapevolezza della donna relativamente all’intervento abortivo<br />
d. motivazioni indicate dalla legge per la richiesta di IVG: serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione al suo stato di salute, o in relazione alle sue condizioni economiche, o sociali, o familiari , o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsione di anomalie o a malformazioni del concepito<br />
e. comportamento contraccettivo e precedenti interventi di IVG<br />
f. analisi e ricerca delle soluzioni alternative all’IVG nella valorizzazione delle risorse della donna<br />
g. intervento di counselling di sostegno alla maternità a cura degli operatori del Consultorio e/o del volontariato e del privato sociale convenzionati e coinvolti nel percorso”</p>
<p>E’ evidente la violazione della 194 nello spirito e nella sostanza.<br />
Infatti scompare il ruolo del medico come interlocutore principale della donna, sostituito nel primo approccio, nonché eventualmente anche successivamente, da figure che non hanno alcuna competenza istituzionale né professionale per entrare in contatto con la persona che richiede ai sensi di legge una prestazione sanitaria. Riteniamo che la procedura indicata dal Protocollo in oggetto configuri una violazione della 194 ed una violenza psicologica sulla donna, tanto più se fragile per età, per cultura, per l’essere straniera.</p>
<p>Con l’introduzione delle figure di volontariato (ed è prevedibile quale orientamento avranno) all’interno del Consultorio, lo stesso viene ad essere snaturato nella sua funzione sanitaria, rivolta a tutte le persone, con compiti di informazione complementari a quelli che la 194 all’art.14 pone in carico al medico che ha effettuato l’IVG, il quale “è tenuto a fornire alla donna le informazioni e le indicazioni sulla regolazione delle nascite, nonché a renderla partecipe dei procedimenti abortivi, che devono comunque essere attuati in modo da rispettare la dignità personale della donna”.</p>
<p>Il Consultorio deve disporre di Kit per l’accertamento gratuito dello stato di gravidanza e deve esser in grado di espletare direttamente le pratiche burocratiche necessarie per la realizzazione degli interventi previsti dalla 194. (non “dovrebbe” come indica il “Protocollo”)</p>
<p>Si sottolinea poi che la stessa legge all’art.21 richiama autorevolmente all’obbligo del rispetto del segreto professionale, la cui violazione è punita a norma dell’art.622 del Codice Penale. Come si può pensare di introdurre convenzioni con chi, non avendo professionalità specifiche, non è tenuto al segreto? Dove sta il rispetto della privacy e della dignità della donna? Si deduce, dall’insieme delle procedure indicate, che il percorso, per la donna che ha deciso per l’IVG, viene reso più arduo e meno protetto, mettendo a rischio le finalità positive della legge 194.</p>
<p>Ed occorre aggiungere che ci si sarebbe atteso di meglio da un Governatore esperto di diritto: almeno un approccio alla situazione che – tenendo conto delle indicazioni stesse della legge 194, in particolare del contenuto dell’art. 8, comma 3, che prevede che l’intervento possa anche essere effettuato “presso poliambulatori pubblici adeguatamente attrezzati, funzionalmente collegati agli ospedali ed autorizzati dalla Regione” e dell’art. 15: “Le Regioni (…) promuovono l’aggiornamento del personale (…) sull’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione di gravidanza” – orientasse all’uso , finalmente!, della RU 486, da oltre venti anni utilizzata in tutta Europa. Tale scelta sarebbe risultata utile per un risparmio economico, vista la situazione in cui versa la Sanità pubblica, ma soprattutto avrebbe soddisfatto le indicazioni della 194, nella tutela della salute delle donne, limitando al massimo il ricorso ad interventi clandestini e rischiosi. Non possiamo ritenere di scarso peso l’omissione della Regione Piemonte in ordine a questo suo obbligo di legge, né passare sotto silenzio il tentativo di coercire ancora una volta le donne a passare sotto le forche caudine del volontariato clericale. </p>
<p>Invitiamo pertanto ad una attenta riflessione il Governatore e tutti gli Amministratori delle ASL e i responsabili dei Consultori e chiediamo loro di non fare alcuna convenzione, ritenendo improponibile in una società civile il “percorso assistenziale per la donna che richiede l’IVG” previsto dal “Protocollo” deliberato dalla Giunta Regionale Piemontese.<br />
Difendiamo la 194 e la salute delle donne e la loro libertà consapevole.</p>
<p>(11 novembre 2010)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Federico Tonizzo		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2010/11/11/vescovi-italiani-rilanciano-necessita-dellunita-dei-cattolici-politica/#comment-432485</link>

		<dc:creator><![CDATA[Federico Tonizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 17:22:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2010/11/11/vescovi-italiani-rilanciano-necessita-dellunita-dei-cattolici-politica/#comment-432318&quot;&gt;Federico Tonizzo&lt;/a&gt;.

Errata-corrige:
Chi è dedito all’ingordigia di soldi e di potere ne diventa dipendente e PERDE la capacità di avere nella vita altri scopi che arricchirsi di più e comandare di più :-(]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2010/11/11/vescovi-italiani-rilanciano-necessita-dellunita-dei-cattolici-politica/#comment-432318">Federico Tonizzo</a>.</p>
<p>Errata-corrige:<br />
Chi è dedito all’ingordigia di soldi e di potere ne diventa dipendente e PERDE la capacità di avere nella vita altri scopi che arricchirsi di più e comandare di più 🙁</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Cassandra testarda		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2010/11/11/vescovi-italiani-rilanciano-necessita-dellunita-dei-cattolici-politica/#comment-432484</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cassandra testarda]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 17:21:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2010/11/11/vescovi-italiani-rilanciano-necessita-dellunita-dei-cattolici-politica/#comment-432438&quot;&gt;Stefano Grassino&lt;/a&gt;.

Magari ne avesse uno solo di partito di riferimento! Il guaio è  che ha tentacoli dappertutto, e la sua influenza è trasversale, in tutti i partiti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2010/11/11/vescovi-italiani-rilanciano-necessita-dellunita-dei-cattolici-politica/#comment-432438">Stefano Grassino</a>.</p>
<p>Magari ne avesse uno solo di partito di riferimento! Il guaio è  che ha tentacoli dappertutto, e la sua influenza è trasversale, in tutti i partiti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Stefano Grassino		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2010/11/11/vescovi-italiani-rilanciano-necessita-dellunita-dei-cattolici-politica/#comment-432438</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefano Grassino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 15:29:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2010/11/11/vescovi-italiani-rilanciano-necessita-dellunita-dei-cattolici-politica/#comment-432143&quot;&gt;Cassandra testarda&lt;/a&gt;.

Si ma il partito di riferimento sul piano pratico gli serve. Ora come ora non lo vedo, o sbaglio?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2010/11/11/vescovi-italiani-rilanciano-necessita-dellunita-dei-cattolici-politica/#comment-432143">Cassandra testarda</a>.</p>
<p>Si ma il partito di riferimento sul piano pratico gli serve. Ora come ora non lo vedo, o sbaglio?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Otzi		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2010/11/11/vescovi-italiani-rilanciano-necessita-dellunita-dei-cattolici-politica/#comment-432422</link>

		<dc:creator><![CDATA[Otzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 14:02:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=19760#comment-432422</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2010/11/11/vescovi-italiani-rilanciano-necessita-dellunita-dei-cattolici-politica/#comment-432271&quot;&gt;Il Filosofo Bottiglione&lt;/a&gt;.

I vescovi ed i preti col loro capo il papa sono contro tutti coloro che non rispettano le leggi della morale cattolica che è dogmatica. Punto e stop. Ed io sono contro quella morale e trasgressivo del loro senso di colpa e di peccato.
non mi vado a confessare da loro!
La morale laica è umana e non divina e delle chiavi di Pietro me ne fotto!
Per questo ritengo che la confessionalità cattolica (così come altre) siano un impedimento al progresso morale umano. Nociva e subdolamente traditrice della Laicità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2010/11/11/vescovi-italiani-rilanciano-necessita-dellunita-dei-cattolici-politica/#comment-432271">Il Filosofo Bottiglione</a>.</p>
<p>I vescovi ed i preti col loro capo il papa sono contro tutti coloro che non rispettano le leggi della morale cattolica che è dogmatica. Punto e stop. Ed io sono contro quella morale e trasgressivo del loro senso di colpa e di peccato.<br />
non mi vado a confessare da loro!<br />
La morale laica è umana e non divina e delle chiavi di Pietro me ne fotto!<br />
Per questo ritengo che la confessionalità cattolica (così come altre) siano un impedimento al progresso morale umano. Nociva e subdolamente traditrice della Laicità.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Stefano Grassino		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2010/11/11/vescovi-italiani-rilanciano-necessita-dellunita-dei-cattolici-politica/#comment-432399</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefano Grassino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 12:56:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=19760#comment-432399</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2010/11/11/vescovi-italiani-rilanciano-necessita-dellunita-dei-cattolici-politica/#comment-432327&quot;&gt;Kaworu&lt;/a&gt;.

Non scrivere per es. &quot;ha il governo alle s p a l l e&quot; perchè il filtro prende le ultime cinque e cancella.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2010/11/11/vescovi-italiani-rilanciano-necessita-dellunita-dei-cattolici-politica/#comment-432327">Kaworu</a>.</p>
<p>Non scrivere per es. &#8220;ha il governo alle s p a l l e&#8221; perchè il filtro prende le ultime cinque e cancella.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: moreno03		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2010/11/11/vescovi-italiani-rilanciano-necessita-dellunita-dei-cattolici-politica/#comment-432339</link>

		<dc:creator><![CDATA[moreno03]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 09:32:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=19760#comment-432339</guid>

					<description><![CDATA[&quot;il primato della famiglia deve tradursi sul fronte civile in politiche adeguate&quot; già! infatti, come propone Alemanno di tassare maggiormente i single e le famiglie piccole per dare aiuti a chi fa figli senza criterio oltre le sue oggettive possibilità. Gran bella democrazia!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;il primato della famiglia deve tradursi sul fronte civile in politiche adeguate&#8221; già! infatti, come propone Alemanno di tassare maggiormente i single e le famiglie piccole per dare aiuti a chi fa figli senza criterio oltre le sue oggettive possibilità. Gran bella democrazia!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: paola		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2010/11/11/vescovi-italiani-rilanciano-necessita-dellunita-dei-cattolici-politica/#comment-432329</link>

		<dc:creator><![CDATA[paola]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 08:28:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=19760#comment-432329</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2010/11/11/vescovi-italiani-rilanciano-necessita-dellunita-dei-cattolici-politica/#comment-432115&quot;&gt;POPPER&lt;/a&gt;.

stavolta al rogo non ci vado però!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2010/11/11/vescovi-italiani-rilanciano-necessita-dellunita-dei-cattolici-politica/#comment-432115">POPPER</a>.</p>
<p>stavolta al rogo non ci vado però!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Kaworu		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2010/11/11/vescovi-italiani-rilanciano-necessita-dellunita-dei-cattolici-politica/#comment-432327</link>

		<dc:creator><![CDATA[Kaworu]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 08:26:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=19760#comment-432327</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2010/11/11/vescovi-italiani-rilanciano-necessita-dellunita-dei-cattolici-politica/#comment-432302&quot;&gt;Volo alto&lt;/a&gt;.

possono esserci parole che vengono identi f i c a te comunque così (come per esempio appunto quella che ho scritto separata). oppure problemi di concordanza mail/nome, succede anche questo XD]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2010/11/11/vescovi-italiani-rilanciano-necessita-dellunita-dei-cattolici-politica/#comment-432302">Volo alto</a>.</p>
<p>possono esserci parole che vengono identi f i c a te comunque così (come per esempio appunto quella che ho scritto separata). oppure problemi di concordanza mail/nome, succede anche questo XD</p>
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		Di: Federico Tonizzo		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2010/11/11/vescovi-italiani-rilanciano-necessita-dellunita-dei-cattolici-politica/#comment-432318</link>

		<dc:creator><![CDATA[Federico Tonizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 07:56:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2010/11/11/vescovi-italiani-rilanciano-necessita-dellunita-dei-cattolici-politica/#comment-432296&quot;&gt;Massimo&lt;/a&gt;.

Chi è dedito all&#039;ingordigia di soldi e di potere ne diventa dipendente e non perde la capacità di avere nella vita altri scopi che arricchirsi di più e comandare di più :-(]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2010/11/11/vescovi-italiani-rilanciano-necessita-dellunita-dei-cattolici-politica/#comment-432296">Massimo</a>.</p>
<p>Chi è dedito all&#8217;ingordigia di soldi e di potere ne diventa dipendente e non perde la capacità di avere nella vita altri scopi che arricchirsi di più e comandare di più 🙁</p>
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