Orvieto: seminarista suicida per negata ordinazione sacerdotale

Il corpo di Luca Seidita, seminarista e segretario vescovile, è stato trovato l’altro  ieri sera ai piedi della rupe di Orvieto, in corrispondenza di un punto delle mura noto teatro di suicidi. Le ragioni del suicidio sono state trovate dagli inquirenti in una lettera stampata sulla quale non ci sono dubbi di autenticità: il ragazzo scriveva come gli fosse stata negata l’ordinazione sacerdotale, alla quale aveva dedicato tutta la vita. Nella lettera, anche una richiesta di perdono rivolta a Fio e un invito alle persone in terra a pregare per lui.
La sospensione dell’ordinazione era arrivata da Roma lunedì, e sarebbe da attribuirsi a un “diretto intervento della Santa Sede”. Il giovane si era poi recato in Vaticano insieme al vescovo di Orvieto Giovanni Sacavino per risolvere la situazione, ma inutilmente. La Sala Stampa del Vaticano non ha rilasciato commenti, ha solo dichiarato che i motivi per cui un sacramento non viene impartito non possono essere resi pubblici.

Silvia Righini

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44 commenti

Stefano Bottoni

Davanti a una persona che decide di togliersi la vita bisogna portare solo rispetto e umana pietà. Ma viene da chiedersi in questo caso in che razza di ambiente familiare sia cresciuto questo ragazzo, se ha ritenuto che la sua vita non avesse più senso non essendo stato ordinato sacerdote. Possibile che non avesse neanche una prospettiva alternativa?
In quanto ai motivi per cui gli è stata negata la tonaca, nel più classico stile della glasnost vaticana non lo sapremo mai. Potrebbe darsi che abbia combinato qualcosa di così enorme e terribile da non sopportarne la vergogna, ma appunto è più facile che una gomena passi per la cruna di un ago che il vaticano si sbottoni al riguardo.

Kaworu

posso ipotizzare un “magari era omosessuale”, e la cosa è giunta alle orecchie dei superiori che, fedeli al “i pedofili proteggili e gli omosessuali scacciali”, hanno ben deciso nonostante la crisi di non ordinarlo sacerdote. da lì il “se lo vengono a sapere i miei, miseria morte e disperazione”.

plausibile come cosa…

Diego

pienamente plausibile, vista la mancanza di vocazioni, che il vaticano non fosse interessato ad accogliere ALTRI gay tra le sue file. Peccato per il seminarista che ha vissuto la sua essenza come una colpa, tanto da decidere di togliersi la vita.

nightshade90

concordo con kaworu: è la mia stessa ipotesi. probabilmente è vissuto in un ambiente cattolico repressivo nei confronti dell’omnosessualità e ha sentito come unica via di fuga dai suoi istinti quella di farsi sacerdote (che tanto non possono cuccare lo stesso), per questo davanti alla negazione di tale via si è sentito privare dell’unico modo per resistere alla tentazione del “peccato omosessuale”.
improbabile che sia stato buttato fuori per qualcosa di terribile: se così fosse nella lettera di addio ne avrebbe accennato invece di riferirsi solo alla mancata investitura come motivo del suicidio (se è qualcosa di così grave, allora sarebbe stato anche il senso di colpa di tale cosa ad essere uno dei motivi principali del suicidio, invece della sola mancata investitura)

Third Eye

Pensato la stessa identica cosa pure io, mi pare abbastanza ovvia, difficilmente per loro puoi far di peggio e, visto che tengono in casa pure stragisti, figurarsi…

RobertoV

Anni fa una persona che conoscevo voleva diventare rabbino ed ha puntato tutta la sua vita su questo. Lo hanno fatto studiare fino alla fine del percorso, ma poi non lo hanno fatto diventare rabbino perchè non ebreo. Il trauma è stato così forte per lui che si è suicidato buttandosi dal balcone. Credo che avesse qualche problema psicologico e di relazione con le persone per fare una scelta di questo tipo. Quindi per certe persone il crollo di una ragione di vita (ed in questo caso andrebbe visto se voluta o indirizzata dalla famiglia) può scatenare il suicidio. Certo esiste anche la possibilità che la scelta di farsi prete sia legata a problemi suoi personali che pensava di risolvere in questo modo: ed in tal caso sarebbe interessante sapere quale fosse il suo retroterra culturale, magari di famiglia “perbene” e “tradizionalista”.

Io ero Sai

Come dice il talebano dell’UCCR
“Il suicidio del grande Monicelli: una fine disperatamente coerente per chi non è cristiano”
E per i cristiani?

“posso ipotizzare un “magari era omosessuale””
Probabilmente ci hai azzeccato.

nightshade90

rimedieranno subito: d’ora in poi ci sarà il Grande Fratello a tenerci in compagnia 24 ore su 24 e a controllare che non ci vengano in mente strane idee…

crebs

E adesso come faranno quelli dell’antiuaar a spiegare il suicidio di un aspirante prete? Diranno che non era cristiano? Loderanno il Vaticano perchè ci aveva visdto giusto? Ignoreranno il fatto?
Sento già il rumore sgradevole delle unghie sul vetro.
Comunque, quello che dicono questi personaggi mi interessa solo quando mi voglio fare due risate leggendo demenzialità.
http://antiuaar.wordpress.com/2010/12/01/il-suicidio-del-grande-monicelli-una-fine-disperatamente-coerente-per-chi-non-e-cristiano/

biondino

ah ah ah, non sapevo che esistesse una roba tipo l’antiuaar.

la notizia del suicidio è triste, naturalmente, non è su quello che rido

lucia

Basta per un attimo tentare di immedesimarsi nell’animo di quel giovane, per soffrire almeno una piccolissima parte di quello che lui ha sofferto: per se stesso , per i suoi cari, per gli altri da lui nel modo suo personale percepiti… Ho memorizzato il caso analogo di un sacerdote (già sacerdote e segretario di un alto prelato) di Bergamo.Dovessimo essere informati circa il disagio esistenziale di molti giovani che hanno imboccato quella strada, verremmo a conoscenza di tanto ancora che ci è ignoto.
La Chiesa forse ha messo a fuoco che, mentre in passato era indispensabile che il prete piccolo ci credesse veramente e che solo per il Papa sarebbe stato deleterio crederci (un gesuita del Seicento lo evidenziava), la Chiesa forse ha messo a fuoco, dicevamo, che oggi é indispensabile che tutti i componenti non ci credano: quantomeno che abbiano un collaudato grado di insensibilità. Un diverso atteggiamento mentale si rivela deleterio: induce a dubbi, insicurezze, cedimenti che minano il potere di una classe che comunque si mantiene riverita e forte. Mi resta tuttavia un dubbio: che la Chiesa sia ancora quella che, per un proprio calcolo (natürlich), permette a giovani di origine sociale svantaggiata di coltivare lo studio senza gravare su una famiglia d’origine che sia, appunto, svantaggiata. Se così fosse, e sicuramente lo era in passato, vorrebbe dire che lo Stato (la società civile) non ha saputo nel frattempo fornire modelli alternativi di emancipazione ai giovani che nascano, non importa da quale ceto, con una attitudine allo studio che li distingua. Proprio ieri ho visto un opuscolo sindacale che illustrava tutti i servizi che quell’organizzazione offre al cittadino: maliziosamente vi ho visto più la moltiplicazione degli avvantaggiati posti e il mantenimento in stato di minorità degli individui, che non una realtà di attiva promozione di libertà per coloro che l’isolamento rende troppo deboli. Per tornare a quel giovane (non rami schietti ma nodosi e involti) non verranno chiarite le ragioni del rifiuto a fargli realizzare il suo progetto di vita. Certi ambienti, le decisioni che in quegli ambienti vengono prese, devono restare avvolti nel mistero. Il mistero é forse l’unica cosa che non può essere vagliata dal momento che non la si può conoscere. Aprire uno spiraglio di conoscenza comporta per qualsiasi ambito una automatica smitizzazione: fa sparire quella nebbia che impediva di vedere, assieme al singolo elemento, l’intero paesaggio circostante.

rik

Il vescovo, che lo sosteneva, parla di “dubbie amicizie” escludendo che fosse gay. Anche gli inquirenti hanno parlato delle voci sulla sua omosessulità. In ciò confermano quindi che la causa dello stop all’ordinazione è proprio la sua (pretesa o vera) omosessualità.

Era stato cacciato 2 volte dal seminario, prima a Molfetta e poi a Fermo, ufficialemente per scarso rendimento.

E’ chiaro che questo ragazzo è stato incorraggiato fino a una settimana dall’ordinazione, per poi essere stato respinto.

Chi lo ha spinto al suicidio è chi lo ha incoraggiato e non lo ha fermato prima.

biondino

se la storia è quella che racconti, davvero un poco di responsabilità è da attribuire a chi per qualche ragione gli aveva dato ad intendere che sarebbe stato fatto prete, mentre da altre parti gli avevano indicato le difficoltà.
bah, strana storia.
e probabilmente non sapremo mai come è andata realmente.

Batrakos

Che vi devo dire? Tanta gente muore sul lavoro, muore per povertà, muore per guerre.
Questo ragazzo non ha retto alla tensione e non mi commuovo più di tanto se penso a quanta gente muore, a differenza del seminarista in questione, per motivi del tutto indipendenti dalle proprie scelte poichè nessuno gli aveva ordinato di farsi prete e la possibilità di ripensarci la aveva, perchè le pressioni familiari si possono vincere.
Se si fa una tragedia su un caso simile allora aveva ragione chi diceva che ‘la morte di una persona è una tragedia quella di migliaia di persone è statistica’.

Painkiller

Farne una tragedia no… però è sempre triste vedere una vita rovinata e poi distrutta.
Come poi scrive Rik qui c’è anche una pesante istigazione al suicidio da parte di chi lo ha preso per il naso per tutto questo tempo illudendolo di avere un futuro, per poi pugnalarlo alle spalle per chiacchiere di comari che lo davano per gay.

Non mi sembra diverso dal’operaio che muore perchè il suo datore di lavoro non revisiona le macchine o dal ragazzo che si prende un colpo di pallottola in Niger perchè l’ENI finanzia i signori della guerra per ottenere petrolio.

Un morto resta un morto. Un’ingiustizia resta un’ingiustizia.

Otzi

E’ vero: nessuno ci può obbligare a prendere una strada piuttosto che un’altra. Ma è pur una dura realtà che quando tutte le strade ti appaiono precluse si imbocca la prima che ti sembra percorribile anche contro se stessi nell’illusione che non sia vero. E’ vero quello che tu dici Batrakos, ma è pur vero anche quello che più sopra dice Lucia nel suo intervento. Poi ci sono vescovi che, nella necessità di preti per la loro organizzazione diocesana, sono pronti ad accogliere giovani che altri hanno scartato. E poi che dire di tutte le vocazioni giovanili africane e latino americane e altre che si riversano nel vecchio continente a rimpiazzare i posti vuoti che i nostri giovani disdegnano? Sono proprio autentiche vocazioni? Per essere ordinati preti non bisogna avere certi difetti fisici e/o morali come l’omosessualità (secondo la chiesa, chiaro!), ma la fede, ad esempio, la si può benissimo simulare pur di procurarsi una certa sicurezza economica di sussistenza e di vita attraverso una strada aperta come tutte le altre. E questo è un segreto che, diversamente dai supposti, sfugge anche al Vaticano. Quindi su più fronti la strada del prete è pericolosa nella sua arretratezza ed inutilità postmoderna.

Batrakos

Painkiller,
certo che è una cosa triste e pesante e ci sono responsabilità delle sfere ecclesiastiche.
La differenza con i morti sul lavoro negli esempi da te portati è che il ragazzo voleva scegliersi un mestiere un po’ diverso da un lavoro onesto e faticoso: cioè il prete.
Dunque c’è una scelta radicalmente diversa alla base di cui non posso non tener conto, per questo parlo di motivi non del tutto indipendenti dalle sue scelte.
Probabilmente il ragazzo non aveva sufficiente malizia e cinismo ed è rimasto stritolato dall’ingranaggio.

Otzi,
sicuramente l’impoverimento generale che nell’arco di pochi anni la situazione economica genererà aumenterà il numero delle ‘vocazioni’, perchè come tu dici quando le strade sono tutte chiuse si sceglie l’unica aperta: infatti i Paesi poverissimi abbondano di ‘vocazioni’.
Ma, credo, in Italia non siamo ancora a questa situazione così radicale.
Poi certamente ci sono mille sfumature e varianti quando si parla di singoli individui, ma credo che in Italia si possa ancora (fra pochi anni non lo so…) scegliere.

El Topo

Non capisco perchè un cattolico debba scegliere la via del suicidio, non preclude forse questa scelta il paradiso? Ci credono o non ci credono? E parlo anche per il sacerdote pizzicato dalle Iene in atteggiamenti più che equivoci.
Quando la Binetti parla di persone lasciate sole forse dovrebbe riferirsi a queste persone, inglobate in questa macchina che è il cattolicesimo, infarcite di fobie ed insicurezze, messe di fronte a principi e regole innaturali ed insulse, sottoposte a gerarchie psicologicamente castranti, terrorizzate dal peccato e dalla paura di essere esclusi, persone condotte per mano al suicidio pur in piena salute fisica da quelli stessi che si proclamano pro-vita.

c.j.

secondo me invece hanno scoperto che fosse etero… cioè un caso su un milione. E non l’hanno accettato perché non gay represso e rinchiuso nell’armadio dalla nascita.

Ma… il suicidio non era per i non credenti? Non è questo che i cattolici hanno lasciato intendere dopo il suicidio di Monicelli? E perché un cattolico aspirante prete dovrebbe seguire l’esempio degli atei? (Che tra l’altro io non mi suiciderei mai nonostante sia ateo da 38 anni e mezzo..)

ser joe

Quando mi girano per vari motivi, i sacramenti che tiro io in pubblico li possono sentire tutti ……….

FSMosconi

Quell’intervento della “Santa” Sede mi puzza, non so voi… 👿

Federico Tonizzo

Qualunque sia stato il motivo della mancata ordinazione (nonostante il “calo di vocazioni” in Italia), quel ragazzo è stato dapprima mentalmente plagiato durante la sua prima giovinezza e fino alla fine dei suoi studi, poi è stato “rigettato” come un prodotto di scarto…
Mi colpisce l’inumana indifferenza di chi, sapendo che non sarebbe stato fatto prete, non cercò di dissuaderlo in tempo, risparmiandogli sicuramente anni di inutile studio e, alla fine, anche se non del tutto prevedibilmente, salvandogli la vita…

Cesare b

Complimenti per l’alto senso d’umanita’ con cui vi rapportate a questi tragici casi. E complimenti anche per le eccezionali qualita’ divinatorie che vi consentono di sapere esattamente per quali motivi il povero Luca veniva invitato a non insistere per ottenere l’ordinazione sacerdotale.
In realta’ i motivi possono essere i piu’ diversi, di ordine sessuale (di qualsiasi genere, telefoni erotici compresi) ma anche caratteriali di altro tipo (alcolismo, iracondia, per dirne soltanto due possibili su moltissimi). Anche l’inettitudine nello studio puo’ essere un motivo valido per non accettare una persona nel sacerdozio: chi ha tale, incolpevole, mancanza, ma sente una forte vocazione religiosa faccia il frate senza sacerdozio.
Che la Gerarchia si sforzi di avere un clero ineccepibile e’, mi sembra, del tutto comprensibile. Anzi: doveroso. Fino ad ora le e’ stato rimproverato di non aver fatto abbastanza in questo senso. Quanto a voi, e’ assurdo che rimproveriate alla Gerarchia quella severita’ che, schiumanti di rabbia, invocavate fino al giorno prima.
Anche il non rivelare fatti che riguardano altre persone e’ un sacrosanto dovere (e, per l’interessato, un sacrosanto diritto), sancito, in Italia, addirittura dalla legge.
Certo che “i motivi per cui un sacramento non viene impartito non possono essere resi pubblici” … Ci mancherebbe altro!
Saluti.

FSMosconi

Forse non conosci la battuta di Totò:
“A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca/guadagna” 😉

Sandra

Non è di Andreotti, è di Henry Louis Mencken, un saggista, giornalista americano, e pensi un po’, agnostico!! Sempre molto pungente sulle religioni, interessanti letture, per giulietto, ma non sta bene rubare …. le battute altrui.

La citazione completa, in originale, da “Book of burlesques”, pubblicato nel 1916:
“Evil is that which one believes of others. It is a sin to believe evil of others, but it is seldom a mistake.”

Kaworu

non vedo come ipotizzando qualcosa di (tra l’altro) realistico si faccia un torto a qualcuno.

mi spiace per un ragazzo che è morto, ma sulle motivazioni (soprattutto se non spiegate) ci si può riflettere.

qualcuno/qualcosa lo vieta?

Batrakos

Cesareb

Mah…mi sembra invece che nei commenti si sia fatto ben altro che dare dimostrazioni di giubilo; anzi molti commenti -non il mio e il perchè l’ho spiegato-mostrano grande vicinanza al ragazzo morto.

biondino

niente lo vieta, però si sta sparando a caso, ovvero si manifestano propri pregiudizi.

secondo me non lo facevano prete perchè era cannibale.
o magari era socio dell’uaar.

Sandra

Oppure aveva idee non gradite. C’è utente su FB con il nome del ragazzo e un volto molto somigliante che mette don Tonino Bello fra i preferiti, e che si ritrova nella pagina di don Bello. Nella cronaca del suo funerale (celebrato dal vescovo nel duomo di Orvieto) si legge:
“Don Luca non vedeva l’ora di arrivare al sacerdozio e a pochi giorni dall’ordinazione aveva già consegnato al vescovo un breve scritto che avrebbe dovuto leggere proprio il 7 dicembre. Riportava le parole di Don Tonino Bello. “Un buon cristiano non deve limitarsi alla azioni di bene – così scriveva- ma deve essere ispirato dall’eucarestia”.

I nemici peggiori sono sempre tra gli amici, le peggiori disgregazioni, quelle insanabili, partono dall’interno. Al contrario i nemici come gli atei danno motivo alle truppe per compattarsi. Questo ragazzo non era socio uaar, al contrario, ci credeva, forse troppo.

Roberto Grendene

Che la Gerarchia si sforzi di avere un clero ineccepibile e’, mi sembra, del tutto comprensibile

e’ che sembra mostri severità quando non importa
vuoi mettere qualche telefonata a linee erotiche con le coperture emerse nei casi di pedofilia nel clero?
per non parlare della discriminazione per omosessualità!

Diocleziano

Cesare b

Ma dai! ”Schiumanti di rabbia…” ma cosa leggi? Carolina Invernizio?…
”I motivi per cui un sacramento non viene impartito non possono essere resi pubblici… Ci mancherebbe altro!” Lo credo, potrebbero essere accolti da una sonora pernacchia. Non ci sono, forse, anche delle responsabilità da parte delle gerarchie nell’aver illuso quel pover’uomo (a ventinove anni si è uomini, non ragazzi) che non vedeva un futuro davanti a sé. Anche la chiesa ha i suoi ”bamboccioni”?…

Cesare b

Chi segue regolarmente questo sito, trova a iosa rabbia contro i preti e invocazioni al linciaggio morale anche per azioni che la legge penale dello Stato non punisce, se non per il fatto stesso di essere, appunto, preti. Ne’mancano le insinuazioni di turpe, diffuso, malcostume clericale e seminariale.
Quanto all’obbligo di riservatezza su un giudizio discrezionale negativo che qualcuno da’ su un’altra persona, la cosa mi sembra assolutamente ovvia. Un editore puo’ benissimo rifiutare una mia raccolta di poesie, ma non ha il diritto di spifferare in giro che, a suo giudizio, sono brutte e che io sono un ingenuo se penso d’essere un poeta.
Non e’ vero che la Chiesa abbia “illuso” quel poveretto. A quanto si legge era gia’ diacono e svolgeva compiti di segreteria nella curia vescovile: poteva restare li’, oppure chiedere di essere aggregato a un convento come frate non sacerdote. Certo rinunciando, in entrambi i casi, alle “dubbie amicizie” … .
Saluti.

nightshade90

cioè la chiesa decide anche con chi devi essere amico e con chi no, e se non segui i suoi consigli ti stronca la carriera? anche con questa interpretazione (e non supponendo che le “dubbie amicizie” siano in realtà dubbi sulla sua eterosessualità) la chiesa fà proprio una figura da mafia (per non dire da str…). sarebbe come se il principale chiamasse il dipendente e dicesse “non mi piacciono i tuoi amici, cambiali o farò in modo che tu resti precario sottopagato per tutta la vita”

Sandra

I motivi della chiesa per non aver ammesso questo ragazzo possono essere tanti, e non ci riguardano: spero pero’ che la famiglia invece ne venga informata.
Quello che colpisce è pero’ che la data fosse già stata fissata: un dubbio sostanziale – caratteriale, sessuale, accademico – avrebbe fatto rinviare la cerimonia, viceversa un fatto grave recente sarebbe stato ovvio anche al ragazzo, non avrebbe mostrato meraviglia di fronte al rifiuto. Ho letto che il padre del ragazzo era appena morto, forse si sarebbe potuta mostrare maggiore delicatezza, a prescindere dal motivo. Anche il vescovo presso il quale il ragazzo lavorava si è fatto meraviglia, per lui non c’era motivo per rifiutare l’ordinazione. La chiesa fa un po’ la figura dello sposo che diserta il giorno delle nozze: un chiarimento era dovuto molto prima, diretto, esauriente e senza aggiungere l’umiliazione e lo sconterto alla sofferenza dell’abbandono.

Kaworu

delicatezza? chiarimenti?

stai parlando della chiesa eh…

Markus

I preti saggiamente non commentano i suicidi, sanno benissimo che non c’è nulla da dire.
Altri lo fanno, ma io mi interrogo su cosa significano le organizzazioni religiose e che problemi possono causare le opinioni del tipo:

I preti hanno poteri speciali o sono migliori / diversi dagli altri, per questo si vestono in modo strano. Più vanno in alto nella gerarchia più hanno diritto a vestirsi in modo strano perchè sono migliori/diversi. Il migliore di tutti è Pope-man, l’unico vero universalmente saggio e inneffabile… perchè… perchè … Perchè Dio esiste e Pope-man ci parla tutti i giorni, per questo è capo della chiesa!

Per quale motivo Bat-man non ci sembra credibile nella realtà e Pope-man sì ? Forse parlare con il creatore dell’universo è più facile che costruire e guidare la bat mobile ?

Joker è davvero peggio del diavolo ? Il Pastafarianesmo è un culto più serio dei monoteismi di mezzo attualmente ancora praticati ?

Cosa avremmo detto se a suicidarsi fosse stato l’adepto di una piccola setta/culto ?

Io non do giudizi, ma mi pongo degli interrogativi e mi do delle risposte. Questo posso farlo vero ?

E’ possibile provare sincera compassione per l’uomo che muore e cogliere il non senso del contesto ?

Puo’ la psichiatria arrivare dove la Religione non osa andare ? La maggioranza lo permetterà ? Ti stai arrabbiando leggendo quello che scrivo ? E perchè ?
Io sto così bene, ad esempio, con mia figlia, nata da poco, in braccio… e so, con un discreto margine di certezza, che una cosa del genere è molto improbabile che le succeda.

Cesare b

@Markus “E’ possibile provare sincera compassione per l’uomo che muore e cogliere il non senso del contesto ?”.
Questo e’ giustissimo, anche per me. Non perche’ io giudichi vero che il “contesto” in cui e’ maturata la tragedia umana di Luca sia privo di senso, ma perche’ riconosco a chiunque il diritto di pensarlo.
La psichiatria DEVE andare dove la religione NON PUO’ E NON DEVE andare, ad esempio curando uno che si fa la patologica idea che solo esercitando uno ed un solo determinato ruolo nella societa’ gli merita sopravvivere. Tuttavia anche la società civile dovrebbe fare la sua parte offrendo a ciascuno valide alternative oltre all’emarginazione e quella strada che il singolo preferirebbe e che, per le piu’ diverse ragioni, puo’ essergli preclusa.
Saluti e auguri pe tua figlia.

RobertoV

Dovrebbe dirlo alla sua chiesa che non può e non deve occuparsi della psichiatria (e di tante altre cose): mi sembra che invece ne invada l’ambito eccome, quando ritiene che delle terapie spirituali possano guarire dalla pedofilia o dall’omosessualità, che degli esorcismi guariscano persone malate psicologicamente, ecc.
Non so come venga fatta la selezione per diventare prete, ma in molte aziende vengono fatti colloqui con psicologi prima dell’assunzione: non penso che il percorso per diventare prete sia un percorso breve e, visto che dice che sono diventati più severi, si sia sottoposti a più verifiche e, se avevano individuato qualche problema nella persona, visto come si sono preoccupati dei loro preti pedofili, potevano anche preoccuparsi di questa persona che comunque era un membro della chiesa. Non capisco perché per salvare da eventuali responsabilità la sua chiesa cerchi sempre di scaricare le responsabilità sulla sola società. Ho conosciuto personalmente un caso di una persona che voleva assolutamente diventare rabbino, a cui è stato consentito di studiare e di arrivare fino in fondo, illudendolo e poi bloccandolo all’ultimo prima di diventare rabbino. Il trauma per lui è stato così forte che si è suicidato buttandosi dal balcone. Di chi è la colpa? Non centrano quelli che lo hanno incoraggiato e gli hanno fatto credere di poterlo diventare? Certo la persona aveva probabilmente dei problemi psicologici (ossessivi) e di relazione perché una persona normale ed equilibrata non si suicida per un fallimento, ma uno che ha puntato tutta la sua vita su un obiettivo in modo ossessivo e lo ha fallito è sicuramente a rischio di gesti insensati. E quindi la comunità ed il vescovo (ed eventualmente altri della gerarchia) che ne hanno alimentato le speranze, anziché bloccarle sul nascere, non hanno responsabilità? E non trovo niente di strano che ci si interroghi sul retroterra culturale e le motivazioni di tali scelte. Purtroppo conosciamo quanto potenti siano certi meccanismi di condizionamento di chiese/sette, soprattutto quando operano su persone psicologicamente deboli.

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