La fede porta a una maggiore disuguaglianza tra i redditi?

Uno studio dell’Università di Bogazici di Istanbul ha analizzato il rapporto tra fede e distribuzione della ricchezza, riporta il blog Epiphenom, per provare a capire come mai i paesi più religiosi abbiano una maggiore disuguaglianza nella distribuzione del reddito.
L’ipotesi è che le persone religiose ottengano maggiore soddisfazione dalla beneficenza in sé, in quanto si aspettano un premio nell’aldilà per la loro buona azione. Per le persone atee questo vantaggio non c’è: quindi quando decidono di donare in beneficenza preferiscono che la donazione sia detraibile dalle tasse, in modo che, complessivamente, non vengano favoriti coloro che scelgono di non donare. Ne seguirebbe che i paesi a maggioranza religiosa avrebbero aliquote più basse, il che significa minore ridistribuzione.
Cyhun Elgin e i suoi colleghi hanno sviluppato un modello matematico che dimostra come questa ipotesi sia plausibile, e come porti in effetti a una minore ridistribuzione della ricchezza. Lo studio rivelerebbe come i paesi con una maggiore fede nell’aldilà avrebbero maggiori disuguaglianze nel reddito, aliquote minori, e spesa pubblica più bassa. Comunque non è detto, osserva Tom Rees, l’autore di Epiphenom, che il rapporto tra religione e ricchezza sia questo: potrebbe anche essere il contrario. Ci sarebbero, sostiene, anche buone ragioni per pensare che sia la disparità nella ricchezza ad aumentare la fede.

Silvia Righini

Archiviato in: Generale, Notizie