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	Commenti a: Nuovo sondaggio sul sito UAAR	</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
	<lastBuildDate>Wed, 16 Feb 2011 18:10:10 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Federico Tonizzo		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2011/02/15/nuovo-sondaggio-sul-sito-uaar-126/#comment-461270</link>

		<dc:creator><![CDATA[Federico Tonizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 18:10:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molti anni fa ho conosciuto una signora anziana che raccontava di aver speso tutta la sua giovinezza e gran parte della vita da adulta a fare praticamente da domestica ai suoi 3 fratelli emigrati a lavorare in Svizzera: i tre pretendevano da lei la casa in ordine, il cibo pronto, i vestiti lavati e stirati, ecc. La sera i tre uscivano a cercare fidanzate, e lei stava a casa a fare i lavori. E&#039; finita che i tre fratelli uno alla volta si sono sposati e poi non si sono più fatti vedere da lei nemmeno per un &quot;grazie&quot;, e lei non ha mai avuto una vita sua, è rimasta sola, e da anziana, depressa e quasi obesa, frequentava la chiesa del paese e andava spesso a Lourdes... :-( 
Dal contesto della storia che la signora raccontava, direi che sia lei sia i tre fratelli potrebbero aver avuto la licenza elementare o molto meno :-(]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molti anni fa ho conosciuto una signora anziana che raccontava di aver speso tutta la sua giovinezza e gran parte della vita da adulta a fare praticamente da domestica ai suoi 3 fratelli emigrati a lavorare in Svizzera: i tre pretendevano da lei la casa in ordine, il cibo pronto, i vestiti lavati e stirati, ecc. La sera i tre uscivano a cercare fidanzate, e lei stava a casa a fare i lavori. E&#8217; finita che i tre fratelli uno alla volta si sono sposati e poi non si sono più fatti vedere da lei nemmeno per un &#8220;grazie&#8221;, e lei non ha mai avuto una vita sua, è rimasta sola, e da anziana, depressa e quasi obesa, frequentava la chiesa del paese e andava spesso a Lourdes&#8230; 🙁<br />
Dal contesto della storia che la signora raccontava, direi che sia lei sia i tre fratelli potrebbero aver avuto la licenza elementare o molto meno 🙁</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Sol		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2011/02/15/nuovo-sondaggio-sul-sito-uaar-126/#comment-461213</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sol]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 14:34:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[- Perché l’ateismo prospera dove ci sono cultura, libertà di parola e benessere, e le donne ne dispongono di meno


cioè vengono tenute più controllate e più soggiogate, e l&#039;ignoranza favorisce la religiosità...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8211; Perché l’ateismo prospera dove ci sono cultura, libertà di parola e benessere, e le donne ne dispongono di meno</p>
<p>cioè vengono tenute più controllate e più soggiogate, e l&#8217;ignoranza favorisce la religiosità&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ste		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2011/02/15/nuovo-sondaggio-sul-sito-uaar-126/#comment-461202</link>

		<dc:creator><![CDATA[ste]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 13:42:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho votato &quot;Perchè sono più sensibili&quot;, anche se, più che sensibili, dico che in generale hanno un carattere più debole e condizionabile degli uomini, e hanno più difficoltà a farsi valere. Che poi sia a causa della genetica o delle società patriarcali, il succo è quello.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho votato &#8220;Perchè sono più sensibili&#8221;, anche se, più che sensibili, dico che in generale hanno un carattere più debole e condizionabile degli uomini, e hanno più difficoltà a farsi valere. Che poi sia a causa della genetica o delle società patriarcali, il succo è quello.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Soqquadro		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2011/02/15/nuovo-sondaggio-sul-sito-uaar-126/#comment-461165</link>

		<dc:creator><![CDATA[Soqquadro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 11:29:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=21788#comment-461165</guid>

					<description><![CDATA[Aggiungo, per controllare veramente una società si controllano le donne. Infatti è sempre stato fatto così. I gonnelloni d&#039;oltremare (barbuti) infatti controllano tantissimo proprio le donne. Scommettiamo che se facciamo lo stesso sondaggio in un Paese arabo abbiamo lo stesso risultato? Perchè alle donne la parola &quot;La&quot; (NO) non viene proprio insegnata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiungo, per controllare veramente una società si controllano le donne. Infatti è sempre stato fatto così. I gonnelloni d&#8217;oltremare (barbuti) infatti controllano tantissimo proprio le donne. Scommettiamo che se facciamo lo stesso sondaggio in un Paese arabo abbiamo lo stesso risultato? Perchè alle donne la parola &#8220;La&#8221; (NO) non viene proprio insegnata.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Soqquadro		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2011/02/15/nuovo-sondaggio-sul-sito-uaar-126/#comment-461160</link>

		<dc:creator><![CDATA[Soqquadro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 11:18:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concordo in pieno con Sandra. La pressione educativa alla remissione è destinata alle donne non agli uomini. Le donne &quot;possono&quot; (devono?) piangere, farsi guidare, abbozzare... Gli uomini &quot;possono&quot; (devono?) essere tosti, ribelli, volitivi, indipendenti, in grado di farsi carico di altri soggetti, altrimenti sono delle &quot;femminucce&quot;. Guarda caso. 
Un sacco di donne sono anche, senza nemmeno rendersene conto, e spesso senza nemmeno volerlo maschiliste. Millenni di indottrinamento su tutta una società non si spazzano via con una manifestazione. Ci vuole un gran lavoro culturale e individuale su sè stesse. Ed è una procedura lunga e faticosa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo in pieno con Sandra. La pressione educativa alla remissione è destinata alle donne non agli uomini. Le donne &#8220;possono&#8221; (devono?) piangere, farsi guidare, abbozzare&#8230; Gli uomini &#8220;possono&#8221; (devono?) essere tosti, ribelli, volitivi, indipendenti, in grado di farsi carico di altri soggetti, altrimenti sono delle &#8220;femminucce&#8221;. Guarda caso.<br />
Un sacco di donne sono anche, senza nemmeno rendersene conto, e spesso senza nemmeno volerlo maschiliste. Millenni di indottrinamento su tutta una società non si spazzano via con una manifestazione. Ci vuole un gran lavoro culturale e individuale su sè stesse. Ed è una procedura lunga e faticosa.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Sandra		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2011/02/15/nuovo-sondaggio-sul-sito-uaar-126/#comment-461127</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sandra]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 09:46:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=21788#comment-461127</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2011/02/15/nuovo-sondaggio-sul-sito-uaar-126/#comment-461116&quot;&gt;Ernesto&lt;/a&gt;.

Perché gli uomini vengono, o venivano, educati all&#039;idea di farsi valere, di avere carattere, di farsi una posizione. Nelle generazioni passate, nelle famiglie che appena potevano permetterselo, erano i maschi a poter studiare, anche se meno portati per lo studio delle sorelle. I maschi per esempio prendevano tutti la patente, le donne no. E non perché non ne erano capaci, ma per la mentalità delle donne &quot;a traino&quot;, cresciute a essere non volitive (che non sta bene che una donna abbia troppo carattere) ma piuttosto remissive. Quando poi ti ritrovi adulta ma insicura come una ragazzina, cerchi appoggio da un &quot;protettore&quot;, e quale protettore piu&#039; prestigioso della Chiesa?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2011/02/15/nuovo-sondaggio-sul-sito-uaar-126/#comment-461116">Ernesto</a>.</p>
<p>Perché gli uomini vengono, o venivano, educati all&#8217;idea di farsi valere, di avere carattere, di farsi una posizione. Nelle generazioni passate, nelle famiglie che appena potevano permetterselo, erano i maschi a poter studiare, anche se meno portati per lo studio delle sorelle. I maschi per esempio prendevano tutti la patente, le donne no. E non perché non ne erano capaci, ma per la mentalità delle donne &#8220;a traino&#8221;, cresciute a essere non volitive (che non sta bene che una donna abbia troppo carattere) ma piuttosto remissive. Quando poi ti ritrovi adulta ma insicura come una ragazzina, cerchi appoggio da un &#8220;protettore&#8221;, e quale protettore piu&#8217; prestigioso della Chiesa?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ernesto		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2011/02/15/nuovo-sondaggio-sul-sito-uaar-126/#comment-461116</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ernesto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 09:04:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=21788#comment-461116</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2011/02/15/nuovo-sondaggio-sul-sito-uaar-126/#comment-461108&quot;&gt;lucrezia&lt;/a&gt;.

Ma perché c&#039;è una differenza fra generi?
Anche gli uomini possono essere indottrinati da bambini, privi di qualità, soggetti a tragedie...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2011/02/15/nuovo-sondaggio-sul-sito-uaar-126/#comment-461108">lucrezia</a>.</p>
<p>Ma perché c&#8217;è una differenza fra generi?<br />
Anche gli uomini possono essere indottrinati da bambini, privi di qualità, soggetti a tragedie&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ernesto		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2011/02/15/nuovo-sondaggio-sul-sito-uaar-126/#comment-461113</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ernesto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 09:01:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=21788#comment-461113</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2011/02/15/nuovo-sondaggio-sul-sito-uaar-126/#comment-461057&quot;&gt;Ernesto&lt;/a&gt;.

In sostanza tu sostieni che le donne siano più propense all&#039;ansia e alla depressione e che la religione diventa un&#039;&quot;auto-medicazione&quot;. E&#039; un&#039;ipotesi interessante, non sono in disaccordo (ma nemmeno d&#039;accordo).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2011/02/15/nuovo-sondaggio-sul-sito-uaar-126/#comment-461057">Ernesto</a>.</p>
<p>In sostanza tu sostieni che le donne siano più propense all&#8217;ansia e alla depressione e che la religione diventa un'&#8221;auto-medicazione&#8221;. E&#8217; un&#8217;ipotesi interessante, non sono in disaccordo (ma nemmeno d&#8217;accordo).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lucrezia		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2011/02/15/nuovo-sondaggio-sul-sito-uaar-126/#comment-461108</link>

		<dc:creator><![CDATA[lucrezia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 08:52:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uaar.it/news/?p=21788#comment-461108</guid>

					<description><![CDATA[Nella mia esperienza ho incontrato 3 tipi di donne che sono &quot;preda&quot; della religione:

1- Quelle che sono state cresciute nella religione e a cui non passa neppure per l&#039;anticamera del cervello l&#039;idea di poter avere un&#039;altra opinione e che sono generalmente autenticamente credenti (poche).
2- Quelle che, purtroppo per loro, non riescono a &quot;sfondare&quot; in nessun ambito: sono generalmente poco attraenti e poco brillanti intellettualmente, di conseguenza si sentono emarginate e trovano conforto, guardacaso, tra le tonache di preti e suore sempre pronti a &quot;consolare gli afflitti&quot;
3- Quelle che hanno subito una disgrazia (morte di persone care, essenzialmente)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella mia esperienza ho incontrato 3 tipi di donne che sono &#8220;preda&#8221; della religione:</p>
<p>1- Quelle che sono state cresciute nella religione e a cui non passa neppure per l&#8217;anticamera del cervello l&#8217;idea di poter avere un&#8217;altra opinione e che sono generalmente autenticamente credenti (poche).<br />
2- Quelle che, purtroppo per loro, non riescono a &#8220;sfondare&#8221; in nessun ambito: sono generalmente poco attraenti e poco brillanti intellettualmente, di conseguenza si sentono emarginate e trovano conforto, guardacaso, tra le tonache di preti e suore sempre pronti a &#8220;consolare gli afflitti&#8221;<br />
3- Quelle che hanno subito una disgrazia (morte di persone care, essenzialmente)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Sandra		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2011/02/15/nuovo-sondaggio-sul-sito-uaar-126/#comment-461092</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sandra]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 08:28:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://blog.uaar.it/2011/02/15/nuovo-sondaggio-sul-sito-uaar-126/#comment-461057&quot;&gt;Ernesto&lt;/a&gt;.

Certo che la mia opinione puo&#039; essere &quot;sbagliata&quot;! Era una riflessione sull&#039;aspetto psicologico piuttosto che sociale e culturale, basato anche sulla mia esperienza diretta, di conoscenti laureate e vissute in ambiente &quot;cattolico&quot; piu&#039; o meno blando, che hanno poi cercato un &quot;marito con garanzia religiosa&quot;, in risposta (forse) a un&#039;esigenza di solidità familiare.
In fondo la religione (almeno la cattolica) spinge molto sull&#039;umiltà, soprattutto femminile, il che generalmente porta a una bassa autostima e di qui alla ricerca di un &quot;protettore&quot;. Se l&#039;autostima poi è bassa di suo, per vari motivi, e si sente di non poter contare solo sulle proprie forze, ecco che allora una comunità religiosa stretta e meglio ancora piccola fornisce la &quot;garanzia&quot; di aver maggior controllo sulla propria vita. Ovviamente la &quot;garanzia&quot; non c&#039;è, proprio perché è un tipo di mentalità che spinge parecchi alla &quot;fuga&quot; (come nella Bible belt). Il punto non è se funziona, ma quanto una donna creda che possa funzionare!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://blog.uaar.it/2011/02/15/nuovo-sondaggio-sul-sito-uaar-126/#comment-461057">Ernesto</a>.</p>
<p>Certo che la mia opinione puo&#8217; essere &#8220;sbagliata&#8221;! Era una riflessione sull&#8217;aspetto psicologico piuttosto che sociale e culturale, basato anche sulla mia esperienza diretta, di conoscenti laureate e vissute in ambiente &#8220;cattolico&#8221; piu&#8217; o meno blando, che hanno poi cercato un &#8220;marito con garanzia religiosa&#8221;, in risposta (forse) a un&#8217;esigenza di solidità familiare.<br />
In fondo la religione (almeno la cattolica) spinge molto sull&#8217;umiltà, soprattutto femminile, il che generalmente porta a una bassa autostima e di qui alla ricerca di un &#8220;protettore&#8221;. Se l&#8217;autostima poi è bassa di suo, per vari motivi, e si sente di non poter contare solo sulle proprie forze, ecco che allora una comunità religiosa stretta e meglio ancora piccola fornisce la &#8220;garanzia&#8221; di aver maggior controllo sulla propria vita. Ovviamente la &#8220;garanzia&#8221; non c&#8217;è, proprio perché è un tipo di mentalità che spinge parecchi alla &#8220;fuga&#8221; (come nella Bible belt). Il punto non è se funziona, ma quanto una donna creda che possa funzionare!</p>
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