Genova, capitale europea dell’incredulità

Margherita Hack, Piergiorgio Odifreddi, Paolo Flores d’Arcais, Giulio Giorello… e tanti altri ancora, italiani e stranieri. Per quattro giorni, tra il 5 e il 9 maggio prossimi, Genova sarà la capitale europea dei non credenti. Nella città degli ateobus e di Bagnasco si troveranno a congresso i rappresentanti delle associazioni atee e razionaliste del vecchio continente, ma non solo: sono infatti a programma numerose conferenze, in cui i relatori si troveranno a discutere di come si vive “in un mondo senza Dio”.
«Nel mondo attuale l’individuo è chiamato a vivere senza Dio o, per essere più precisi, sapendo che non ci si può affidare a congetture sulla sua esistenza» spiega Raffaele Carcano, segretario UAAR. Gli esseri umani sono dunque chiamati «a una sfida nuova, a costruire una morale che prescinda da quelle che, fino a pochi anni fa, qualcuno preconfezionava per loro». Una sfida unica e impegnativa, su cui si confronteranno i relatori.
Non esistono precedenti di così alto livello, in Italia, di eventi legati al mondo dell’incredulità. La manifestazione gode del patrocino del Comune di Genova.

Comunicato stampa UAAR

L’UAAR e la Federazione Umanista Europea (EHF-FHE) organizzano a Genova, tra il 5 e l’8 maggio, un convegno internazionale denominato “In un mondo senza Dio” (“In a Godless world”). Questo il programma sintetico e quasi definitivo:
Giovedì 5 maggio
17.00: Consiglio d’Amministrazione della EHF-FHE (riservato).
Venerdì 6 maggio
9.00: EHF-FHE incontra le associazioni membri. Discussione in inglese.
15.00: Assemblea generale EHF-FHE (riservato).
18.00: IN MONDO SENZA DIO: LE SUE BASI MORALI E COME DISCUTERNE
Con Piergiorgio Odifreddi e Telmo Pievani. Modera Raffaele Carcano (segretario UAAR).
Sabato 7 maggio
15.00: VIVERE IN UN MONDO SENZA DIO
Con Enrico Bellone, Taslima Nasreen, Paolo Flores D’Arcais, A.C. Grayling. Modera David Pollock (presidente FHE-EHF). Traduzione simultanea.
Domenica 8 maggio
10.00: L’ETICA DELLA RESPONSABILITA’ – Workshop sull’assistenza morale non confessionale
Con Laura Balbo, Carlo Flamigni e Freddy Boeykens (presidente degli European Humanist Professionals). Modera Isabella Cazzoli (tesoriere UAAR). Con traduzione simultanea.
18.00: PENSARE E AGIRE IN UN MONDO SENZA DIO
Con Margherita Hack e Giulio Giorello. Modera Valerio Pocar.

48 commenti

Maurizio_ds

Ottima iniziativa, per me che sto a Genova è perfetto. Naturalmente tutti i troll cattolici sono invitati; chissà, magari è la volta che rinsaviscono.

Io ero Sai

Non verrò, ma complimenti per gli ospiti!
C’è anche Taslima Nasreen!
Spero che metterete i video. 🙂

«a una sfida nuova, a costruire una morale che prescinda da quelle che, fino a pochi anni fa, qualcuno preconfezionava per loro»
E che ce ne dobbiamo fare di una morale?

POPPER

Magari ci potessi andare, ma penso che l’UAAR abbia in mente di tenerci aggiornati con video e dirette se le è possibile, e anche uno streaming su qualche altro sito laico.

Sarà senz’altro un occasione per il Coordinatore Laico Nazionale, penso che sia altamente qualificato ad esserci e a parlare.

MicheleB.

Si aprono scommesse su quanto spazio avrà sui media. Chi indovina vince un crocifisso di cartone.

Paul Manoni

Stefano, ma scherzerai tu?
Ci sono la Hack, Odifreddi, Balbo, Flamigni, Giorello, Bellone, Taslima Nasreen, Flores D’Arcais, A.C. Grayling…Come potrebbero riuscire ad oscurare un’assemblea, un convegno, che durerà ben 4 giorni, nella città di Begnasco???
Lo ritengo pressocche’ impossibile e faro’ di tutto per esserci! 😉

Alfonso

Ma perchè non mettete tra virgolette la parola “Dio”?
Non capisco proprio. Si tratta di una distrazione, o cosa?

Alfonso

@Roberto Grendene
forse mi sono espresso male? Ho detto, ma perchè NON mettete tra virgolette la parola Dio???

Alfonso

@Roberto Grendene
Non penso sia corretto, perchè “Dio” non è un nome proprio ma un nome comune. A meno che anche gli atei non vogliano personificarlo…..
Comunque sarebbe gradito l’intervento del prof. Gualerzi, io sono soltanto un contadino poco scolarizzato. Magari mi sbaglio….

Roberto Grendene

“un dio” si scrive minuscolo

il personaggio delle varie religioni cristiane si scrive Dio, con la maiuscola

Come si scrive con la maiuscola Giove, o Allah, ecc. ecc.

Mac

ven 6 maggio, 18.00. Genova dove??? datemi l’indirizzo, please!!!!!!!!!!!!!!!!

Marco

Anche la morale puo’ avere una base scientifica;E’infatti dimostrabile matematicamente(esempio:la teoria sul dilemma del prigioniero)che la solidarieta’porta vantaggi per tutti
e non solo per chi viene aiutato,mentre l’egoismo personale puo’ migliorare la vita di una persona,ma fa peggiorare la vita degli altri in maniera maggiore.Buon lavoro a tutti i partecipanti.

Florenskij

@Marco. D’accordo che in condizioni normali convenga seguire le regole: se tutti rispettano il codice della strada gli incidenti si riducono di molto. Il problema si pone quando per aiutare gli altri occorre un comportamento eroico, che comporta grave nocumento. Si può fare l’esempio del colonnello Moscardò, che durante la guerra civile comandava le truppe assediate nell’Alcazar di (?). Gli assedianti per telefono gli intimarono la resa, altrimenti avrebbero ucciso suo figlio, che era nelle loro mani. Il colonnello non si arrese. Si possono citare anche Salvo D’Acquisto, padre Kolbe e, classico dei classici, Pietro Micca, kamikaze piemontese. Ieri sera hanno trasmesso in TV il film “operazione Walkiria” sugli attentatori del 20 luglio. Il colonnello Von Stauffenberg agì, benchè sapesse che in caso di insuccesso avrebbero colpito sua moglie e i suoi figli (NB: si consigliò con il cardinale Von Galen, noto oppositore del Nazismo ).
Che cosa spinge a un comportamento eroico? 1) La coerenza con il proprio ruolo, che rinforza il senso di identità 2) L’attribuzione di maggiore importanza alla salvezza del gruppo piuttosto che a quella personale, dovuta a un “senso di appartenenza” divenuto patrimonio della specie 3) La scelta di assicurarsi l’immortalità nel ricordo altrui piuttosto che quella fisica (“gloria” ) 3) Il timore della riprovazione altrui e del proprio subconscio ( onore, coscienza )
4) Un impulso psicologico non ben definibile…Tuttavia i conti non tornano mai esattamente.
Secondo le morali a base religiosa per incentivare un comportamento “doveristico” ed eroico che non sia episodico ma di massa occorre la promessa di un aldilà i cui i meriti saranno ricompensati in misura esatta ( “La perfetta giustizia non è di questo mondo, ma dell’altro…” ); da qui la necessità per gli stati di assumere un elemento religioso, variamente dislocato ma significativo come “instrumentum regni”.
Sull’altro versante ci sono filosofie “nichilistiche” secondo cui ciascuno sceglie liberamente i suoi valori, altruistici e “impegnati”, oppure egoistici fino alla crudeltà compiaciuta( Sartre, il marchese de Sade; vedasi il film “Arancia meccanica” )
Significativo il fatto che anche in regimi atei si imponga il “sacrificio” ( SACRUM facere ) come doveroso ( ad es. soldati sovietici a Stalingrado ). Il sacro può rientrare nell’ateismo?
Buon lavoro a Genova ( dove però non vedo lo spazio per molto trionfalismo: la questione è molto problematica ).
P.S. Qualcuno ( forse Voltaire ) ha definito “egoismo col cannocchiale” le morali a base religiosa (“eteronome” ) .

ateo3

un bello spunto (anche se ho colto un po’ di “farcitura” catto-orientata)

la sfida morale, a mio parere, consiste nel sottolineare i benefici di una morale personale e assieme “universale”.
Far calare la morale dall’alto provoca solo nette distinzioni di bianco e di nero.
Rendere una persona totalmente libera di decidere cosa è valore e cosa no, provoca immensi conflitti tra le libertà all’interno di una società.
La soluzione dovrebbe tener conto di queste due spinte: a partire da un background in cui l’uomo acquista la coscienza di essere individuo, parte della società, e animale (quindi parte dell’ambiente) è possibile definire una scala di valori comune che porti a ciò che viene considerato giusto, non tanto perchè qualcuno dice che è giusto, quanto perchè ciò materialmente porta un beneficio.
Indispensabile nel processo di costruzione di questa scala è il confronto con altre opinioni ed esperienze, la capacità di imparare dai propri errori e il senso critico, tutte cose che dovrebbero essere incentivate dall’istruzione e dalla cultura. Dovrebbe essere insomma insegnato non tanto “cosa pensare” ma “come pensare”, ed è in questo che risiede il vincolo che impedisce una costruzione senza vincoli della scala di valori personale.
La diffusione dell’istruzione e della cultura però, è il punto debole maggiore di questi intenti che, altrimenti, sono destinati solo a restare relegati a un gruppo limitato di persone.

POPPER

Beh, Paul ha ragione su una cosa, Bagnasco non resterà indifferente, anche se a modo suo, ma nememno il mondo clerico-fascista, già mi immagino Ferrara che si straccia le mutande e vari ministri vaticaliani che inneggiano alla teocrazia, poi daran la colpa a noi per una serie di eventi nazionali e internazionali.

I personaggi importanti a questo incontro molto laico, nel vero senso della parola, non possono essere ignorati tanto facilmente, anzi spero che Le Scienze pubblici a suo tempo questo evento ineludibile.

“spiega Raffaele Carcano, segretario UAAR. Gli esseri umani sono dunque chiamati «a una sfida nuova, a costruire una morale che prescinda da quelle che, fino a pochi anni fa, qualcuno preconfezionava per loro». Una sfida unica e impegnativa, su cui si confronteranno i relatori.”

Qui devo dire che è meglio, caro Raffaele Carcano, parlare di etica e non di morale, anche su questo è meglio una discontinuità anche con le categorie retoriche che la sinistra definiva “questione morale”. Io credo che la parola “morale” è sopravalutata a scapito della parola “etica”, comunque è una bella sfida e se ne parlerà a lungo perchè penso che in futuro ci saranno altre calendarizzazioni di incontri più o meno come questi, ci conto.

POPPER

Aggiungo: con il citare Le Scienze non volevo essere riduttivo, sono certo che da Micromega fino alle altre testate giornalistiche sul Web e sulla carta stampata la notiziaverrebbe diffusa e potrebbe asserci a buon ragione anche sul Tg3 e magari anche Tg2, spero che La7 non sia da meno.

POPPER

Caro Raffaele Carcano, una risposta me la potevi dare o no! Volevo solo sapere perchè parlare ancora di morale, invece che di etica. Ma quando faccio domande non mi si risponde più, tanto vale che io parli al mio gatto, almeno lui miagola. Mi dispiace, non riesco più a sentirmi a mio agio qui, rimarrò socio, verserò la mia quota annuale ma io sono una persona molto sensibile, anche se razionale; almeno uno ogni tanto potrebbe anche replicare a ciò che scrivo, magari dissentendo da ciò che dico, ma per bacco rispondete a qualche mia domanda ogni tanto. Io purtroppo non sono semrpe in internet e di notte se insonne scrivo ancora qualcosa, magari tentando di romprere il ghiaccio.

Non siamo tutti uguali, ho capito, ed io con i mie commenti posso anche apparire noioso, ovvio e scontato. Buona giornata a tutti.

Paul Manoni

@POPPER
Con tutte le cose a cui deve pensare Raffaele, non e’ che puoi pretendere che riesca a rispondere ai post di Ultimissime. A volte capita ed a volte no. Non prendertela. 😉

Batrakos

Interessante l’iniziativa; abito molto lontano e a maggio per motivi di lavoro avrò molto meno tempo libero di adesso.

Però la fondazione di una nuova etica sganciata dalla religione, che Carcano propone come ‘sfida nuova’, va avanti come minimo dal ‘700, anzi con Spinoza sin da fine ‘600: Kant (che non era un ateo ma aveva una concezione dell’etica sganciata dalla divinità), gli empiristi inglesi e l’Illuminismo francese, poi andando sul pensiero propriamente ateo, Leopardi, Nietzsche, Salvemini, i pensatori libertari come Kropotkin, quelli libertini come Sade, oggi Onfray.
Mi sembra che il pensiero di costoro abbia ampiamente già dato grossi sviluppi, diversi a seconda della diversa sensibilità degli atei, per cui forse sarebbe meglio dire che c’è bisogno di divulgare o rielaborare i vari spunti piuttosto che pensare di costruire un’etica che, peraltro, come tale spetta alla valutazione individuale (visto che esistono tante concezioni dell’ateismo diverse su alcuni punti) e che non è, almeno secondo me, una sfida poi tanto nuova e pioneristica.
Lasciamo ad ognuno lo sviluppo delle sue scelte etiche; meglio sarebbe evidenziare le contraddizioni del pensiero religioso a livello teoretico.
Caduto quello si apre la porta della libertà e dell’individualità.
Per l’etica politica abbiamo già una carta di riferimento, anzi due: la Costituzione della Repubblica e la Carta dei Diritti dell’Uomo.

Felix

Io vivo in una cittadina lombarda fra le alpi.
Al contrario mi pare la capitale dei creduloni.

Florenskij

@Batrakos. Kant, etica sganciata dalla divinità? Fino a un certo punto: e i postulati della ragion pratica?

Batrakos

E’ vero Florenskij, per farla breve l’ho fatta troppo facile.
I postulati riprendono tutte le idee religiose, anche se non con validità teoretica, appartenendo all ‘io voglio’ e non alla ragione teoretica.
Tuttavia, e qua la faremmo troppo lunga, per me la ragion pratica può benissimo esistere senza i postulati che le possano dare validità ed estensione, anche perchè, se la validità della ragion pratica fosse comunque dovuta in qualsiasi modo ai postulati (che comunque non sono una verità in senso di ragionamento e infatti riprendono attraverso il volontarismo quelle che nella Ragion Pura erano risolte come aporie impossibili da distinguere razionalmente, anche perchè, dice Kant, se fossero evidenti o dimostrabili toglierebbero spazio alla moralità, argomento che non condivido, anche qua sarebbe lunga) non vedo dove starebbe la forza dell’imperativo categorico.
Peraltro è lo stesso concetto di sommo bene lì ripreso ad essere secondo me un po’ messo per forza: bene è ciò che conserva un utile, sommo bene per l’uomo può essere considerata la vita dell’individuo e della società nel massimo sviluppo possibile delle facoltà positive, senza farci entrare il sommo bene inteso in senso scolastico-tomista.
Però, sì, avrei dovuto dir meglio il Kant del solo imperativo categorico, per quanto comunque Kant non mi convinca molto; l’ho messo solo perchè comunque ha legato la morale non all’adesione religiosa, almeno fino ai postulati.

Florenskij

@Batrakos. Non è il caso che lei si faccia gran problemi sulla questione dei postulati… Kant rappresenta comunque un ponte di passaggio dal pietismo all’agnosticismo.
Io volevo solo riproporre un problema settecentesco: l’ateismo può essere certamente vissuto da alcuni “spiriti forti” dell’elite intellettuale; ma può sussistere un’intera società di “atei virtuosi”, visto che l’etica del “volgo” ha bisogno delle “rappresentazioni” offerte dalla religione ( potremmo aggiungere: da un regime nominalmente ateo, ma che si pone de facto come religioso, vedi Nazismo, Stalinismo, Maoismo )?

Batrakos

Florenskij,
beh esulando allora dal discorso tecnico mi sembra di aver detto quel che penso nella risposta sottostante.
A me interessa una società laica, non una società atea, nè so nemmeno se mi piacerebbe una società di soli atei; basterebbe che la religione diventi norma di comportamento facente parte dell’etica del singolo o dell’assemblea dei fedeli, senza voler ingerire sulla legislazione (un po’ come è oggi la Torah per molti ebrei riformati) e sull’economia dello Stato .
Per il resto: io credo che più aumenta il benessere e la cultura più le masse si allontanano dal concetto di ‘volgo’ (e infatti parliamo di autori del settecento), senza bisogno di imporre l’ateismo a nessuno.
Dunque, finchè le masse saranno ‘volgo’ possono anche vivere religiosamente, l’importante è che non ci sia uno scambio di piani con lo Stato che è di tutti, atei, religiosi, agnostici, panteisti e, proprio perchè si parla di dimensione interiore e di scelte personali, nessuna di queste sensibilità può, perchè maggiormente rappresentata, diventare fonte del diritto. Nemmeno quella strettamente atea, ad esempio nel senso di proibire i culti religiosi, a me andrebbe bene.

Florenskij

Dalla Costituzione italiana: “La difesa della patria è SACRO dovere del cittadino”. Cos’è esattamente il SACRO in una situazione sociale di diffuso ateismo? Nelle religioni il sacro è una “potenza” che attiva o punisce,come l’energia elettrica: centro di attrazione, come il roveto ardente di Mosè, o scarica distruttiva del trasgressore. In tutte le società il sacro è stato concepito come concentrato in ricettacoli-totem: Acropoli, Campidoglio, cupola di san Pietro, Casa Bianca, Statua della Libertà, croce, fascio, svastica, falce e martello, bandiera rossa. E in una società atea?

Batrakos

Già che ci siamo ti rispondo io.
Premetto che a me una società atea nemmeno la voglio, voglio una società fondata sul laicismo.
La parola ‘sacro’ in quei contesti è un espediente retorico e ridondante, ma vuol sottolineare che la difesa della propria terra e della propria società se invasa è un dovere perchè altrimenti, pensando solo per sè, cadrebbero tutte le libertà per i nostri figli, amici, nipoti, fratelli, mogli e sorelle e anche per chi non conosciamo direttamente.
Ma qua, caro Florenskij, entrano le diverse concezioni individuali che tra non religiosi ci sono.
Io credo che l’uomo possa avere, in senso immanente, di un progetto e di qualcosa di più grande a cui dedicarsi, in casi estremi e di eroismo individuale fino a sacrifiKare se stesso, perchè c’è chi riesce ad arrivare anche a questo: meglio morire che una vita da schiavo. Molto dipende anche dall’indole e dalle circostanze.
Un anarchico individualista ti direbbe che non esiste sacro dovere nè è giusto avere qulcosa di più importante davanti al quale sottomettere la libertà.
Per me sbaglia, a meno che non decide di andarsene a vivere da solo tra i boschi (visto che se dalla collettività si riceve si deve poi anche dare) ma queste appunto sono opinioni.
Nel mezzo ci sono tante varianti.
E forse questo sarebbe il vero nucleo importante di un confronto tra atei, che magari emergerà nelle giornate genovesi.

Angelo Cassanelli

Finalemente un’ottima iniziativa per cominciare a farci sentire, a creare quella lobby sociale (e politica spero presto..) di noi atei convinti, sbattezzati, scomunicati ma fieri di esserlo e in cerca di uno spazio vitale sociale che ci compete di diritto dopo le scoperte delle menzogne e truffe della Chiesa cattolica romana!

Per parteciparvi bisogno iscriversi o come fare?

SandroNullo

…Anche noi toscani non siamo da meno, per quanto riguarda l’incredulità, anche se nei paesini è un problema legato alle tradizioni “fantasma”, che a dire il vero sono la trasversalità del cristianesimo, ovvero il settarismo pagano. Dire qual’è la città più o meno credulona mi sembra un pò scontato, anche perchè, geograficamente parlando, il centro-sud Italiano è molto legato al Vaticano, e più al sud si va e peggio è, soprattutto la dove le tradizioni restano STAGNANTI e legate a fattori di pentimento masochista. Ma il problema principale del sud è la supremazia del maschio sulla donna attraverso i versetti DIABOLICI del CATTOLICESIMO. Il sud non crescerà mai se non elimina del tutto quelle tradizioni così improbabili e anti-umane fatte di patriarcalismo e indottrinamento alla sofferenza.

Murdega

Sarà bello vedere le reazioni, comunque vada è una bellisima cosa .

Alberto De Donatis

Sono di Ventimiglia e farò di tutto per esserci

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