Una larga maggioranza di inglesi è laica

Un sondaggio condotto dall’agenzia Populus e pubblicato dalla Searchlight Educational Trust ha mostrato che solo il 54% degli inglesi si definisce cristiano. Ancora più importante, più dei due terzi degli intervistati ha dichiarato di non approvare che ci siano interferenze tra religione e politica. Il 35% dichiara di non aderire a nessuna religione e il 7% di aderire ad altre religioni. I dati, insieme a molti altri, sono riportati dalla National Secular Society.
Ancora alcuni numeri: il 55% degli intervistati non ha mai frequentato il luogo di culto della propria comunità locale, il 26% meno di una volta al mese, l’8% ha dichiarato di andarci almeno una volta alla settimana, il 5% almeno una volta ogni quindici giorni, il 6% almeno una volta al mese. Le cifre ufficiali di frequenza in chiesa però, che si basano sul conteggio del numero di persone effettivamente sui banchi, indica che gli intervistati nei sondaggi di opinione sopravvalutano la loro osservanza religiosa in modo sostanziale. Su una scala da 1 (non mi fido per niente) a 5 (completa fiducia), il punteggio medio ottenuto dai leader religiosi locali è stato 2,95, inferiore a quello del medico di famiglia (3,98), a quello del dirigente scolastico e a quello della locale leader degli scout (3.41).

Daniele Stefanini

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43 commenti

Batrakos

Gli inglesi saranno pure laici, ma le varie comunità religiose, proprio per come è concepita la legislazione in merito, sono abbastanza forti, a quel poco che so dell’UK…

cesares

Questo problema ce l’abbiamo anche noi. La chiesa è molto più potente politicamente e culturalmente rispetto alla massa non dico dei praticanti, ma anche solo dei credenti.

Batrakos

Noi abbiamo davanti un colosso economico-politico con le mani in pasta un po’ ovunque, ovviamente la Chiesa cattolica.
Gli inglesi hanno varie comunità con alcune legislazioni separate (la marijuana libera solo per i Rasta, diverse ore di religione a seconda della religione, moltissime deroghe legali per i musulmani) che rischiano di minare l’uniformità giuridica.
Insomma, noi non siamo certo messi meglio; ciò che ho scritto era solo per riequilibrare eventuali entusiasmi sulla laicità dell’UK

Tino

Non sapevo questa storia della marijuna legale per i rasta, mi sembra veramente assurda, o è legale per tutti o per nessuno, io sono contrario assolutamente alle droghe sintetiche che devono essere combattute anche perché provocano danni al cervello incurabili con gli psicofarmaci attuali, mentre per le droghe naturali la questione è sapere se fa più danni a livello sociale la legalizzazione o la non legalizzazione (basta solo pensare a tutti i cartelli della droga negli USA), io punterei più su questo che sulla questione della libera scelta perché comunque l’individuo che usa stupefacenti (lasciamo perdere il caso della marjiuana) può essere pericoloso per la società. Boh insomma sono piuttosto legalista, ma non per motivi di libera scelta, più per combattere tutte le mafie che ci stanno dietro. Mentre nel caso delle droghe sintetiche no, sono troppo pericolose.

Batrakos

Tino,
non è in realtà legale, l’ho esagerata per fretta, ma è comunque una deroga religiosa.
Sostanzialmente per i rasta c’è una quantità molto maggiore consentita senza che scatti lo spaccio.
Sì, sintetici e cocaina sono sostanze altamente dannose per il cervello, per questo anche più pericolose dell’eroina in cui è l’astinenza a causare comportamenti illegali, mentre nei sintetici e nella coca è la sostanza a causare conseguenze mentali pesanti. Peraltro anche l’abuso di alcool su lunghi tempi diventa nocivo, e qua in Italia nei giovanissimi c’è secondo me un problema reale di abuso di alcolici tra gli adolescenti, che è ampiamente sottovalutato
Detto questo, essendo anche io tendenzialmente antiproibizionista, non saprei precisamente che linea seguire su coca e sintetici, faccio fatica a farmi un quadro chiaro su questo, che è problema davvero controverso, cannabis a parte per cui sono anche io per un metodo di legalizzazione.

Tino

Sì ma anche io non ho una posizione netta, ma sui sintetici sono tendenzialmente proibizionista. In ogni caso se servisse a mandare all’aria tutte le mafie che ci sono intorno non sarebbe male.

andrea pessarelli

prima di tutto io non liquiderei come secondaria la questione della libertà individuale, poichè essa è anzi centrale nella definizione di uno stato di diritto ed è per me irrinunciabile. secondo luogo se una sostanza è nociva all’organismo, tanto più lo sarà in un regime proibizionista perchè il proibizionismo peggiora e amplifica tutte le determinanti del pericolo: l’assuntore non sa cosa stia assumendo, quanto principo attivo, quanti e quali eccipienti, non vi sono garanzie sull’igiene nello stoccaggio, la necessità di nascondersi ostacola la possibilità di essere soccorsi in caso di difficoltà, l’impossibilità di determinare con sicurezza qualità e quantità degli intossicanti ostacola il medico nel decidere il trattamento opportuno (solo per fare alcuni esempi di peggioramento degli effetti nocivi della droga “da strada” rispetto a quella legale). non dimentichiamo poi che il proibizionismo è il principale motore del consumo in quanto l’enorma convenienza degli investimenti genera inevitabilmente dinamiche di espansione del mercato e genera enormi guadagni destinati a inquinare successivamente anche l’economia legale. tenete presente che la diffusione di sostanze stupefacenti, i morti, le rapine e gli omicidi si sono verificati in un sistema proibizionista, e che da esso derivano la criminalità impropriamente definita “piccola” (furti, scippi, rapine) non si vedono in giro molti etilisti rapinare banche o scippare vecchiette per procurarsi il tavernello

Tino

@ andrea
Troppo miscuglio. L’alcool per esempio provvoca incidenti stradali, ogni sostanza che crea dipendenza ha le proprie problematiche, non si può fare di tutta un erba un fascio. La questione della libertà individuale deve comunque essere temperata con la responsabilità. Io continuo a parlare di droghe sintetiche. Nelle comunità ci sono parecchi ragazzi di 28 o 30 anni con gli stessi sintomi della schizofrenia ma che non si possono curare con i farmaci tradizionali perché c’è stata alterazione del cervello. Bisogna a mio avviso valutare caso per caso, qualcuno che stabilisca delle regole ci vuole comunque.

andrea pessarelli

l’alcol provoca incidenti stradali e anche morti per cirrosi epatica e per una serie di altre gravi patologie se per questo. ma la diffusione dell’alcol non è determinata dalla sua legalizzazione bensì dalla sua promozione sociale a tutti i livelli, dal fatto che si dice che fa parte della nostra tradizione alimentare, dal fatto che si diffonde la vergognosa bugia che è un complemento della dieta che assunto in quantità modeste ha effetti favorevoli per l’organismo, dalla possibilità inaccettabilmente concessagli di farsi pubblicità in tv sui giornali su cartelloni pubblicitari e perfino mediante convegli e incontri pubblici patrocinati dalle amministrazioni locali e nazionali. se un ragazzo viene beccato con uno spinello si evocano vigliaccamente foschi scenari di ribellione e disadattamento sociale, mentre magari nel successivo servizio del tg si magnifica con divertita complicità il folklore dei raduni alpini mostrando processioni di ubriachi con la damigiana sul tetto dell’automobile e la cantabruna* che arriva dal finestrino alla bocca del guidatore. non ho mai affermato inoltre che la libertà debba prescindere dalla responabilità ma sostengo che la seconda non abbia significato in assenza della prima (solo chi è libero di decidere può essere richiamato alla responsabilità della sua decisione). le droghe sintetiche di cui parli tu sono comparse nei nasi nelle vene e negli stomaci GRAZIE al proibizionismo, che dopo aver articolato la rete di distribuzione sul territorio di eroina e hashish ha compreso che diversificando l’offerto avrebbe potuto moltiplicare i guadagni. per quanto riguarda i disturbi mentali, stante che nessuno psicofarmaco può guarire alcun tipo di schizofrenia (al massimo può scopare un po’ di polvere sotto al tappeto) bisogna cominciare a dire che chi diventa tossicodipendente invece di limitarsi a un rapporto di tipo epicureo con le sostanze lo diventa a causa di disturbi mentali preesistenti e determinati esattamente dal modello famigliare e di società che la filosofia proibizionista propone (impone) come modello

Tino

@ andrea passerelli
Esattamente? Ma che differenza c’è tra questo discorso senza nessun riscontro scientifico e comunque anche se ci fosse sicuramente mai esatto perché la psicologia non è una scienza esatta e quello della chiesa cattolica? Modello famigliare che la filosofia proibizionista propone? Scusa ma io conosco tanti proibizionisti che non propongono nessun modello famigliare anzi la prima che mi viene in mente è divorziata (persone con cui ho discusso). Qui in Francia per esempio quasi tutta la sinistra è proibizionista eppure non abbiamo nessuno che ci propone modelli anzi la tv ci propone i modelli più estremi, tipo la moglie di Anquetil che gli da la figlia di 22 anni per fare un figlio. Ce l’hanno fatta vedere in TV era raggiante, ha fatto scritto pure un libro (come al solito). Su siamo serii.

andrea pessarelli

tu pensi che la schizofrenia si possa guarire con i farmaci e vieni a farmi le pulci sul rigore scientifico? quando parlo di modello famigliare mi riferisco alla presunzione che i genitori abbiano il diritto di avere aspettative sui figli, il che è esattamente la causa di (quasi) tutti i disturbi mentali. chi se ne frega se sono divorziati se non hanno rinunciato a pensare di poter imporre agli altri ciò chè ritengono giusto per sè (e se sono proibizionisti non vi hanno rinunciato)?

Batrakos

Vedo che l’appunto sui rasta ha generato un thread enorme…

Anche io penso che il proibizionismo porti tutti i rischi che prospetta Pessarelli, per cui sono tendenzialmente antiproibizionista.
Devo anche dire che in linea di massima la libertà di scelta è per principio giusta, però c’è sempre un rovescio: sapendo che una sostanza porta a determinate conseguenze, cioè gravi disturbi mentali che inficiano ogni normale attività sociale, è pensabile che in nome della libertà di scelta la società permetta che un numero tendenzialmente indefinito di persone danneggino la propria psiche al punto di non poter più svolgere le normali attività, dal lavoro alla gestione dei figli, anzi diventino esse stesse bisognose di assistenza?
Pensate che patatrac se un numero altissimo di persone cominciasse ad abusare tranuillamente di sintetici…
Ciò non significa proibizionismo (soprattutto perchè non risolve nulla dal punto di vista pragmatico); voglio solo dire che la libertà non può disgiungersi dai doveri verso la società e la collettività, perchè non ci sono diritti senza doveri.
Il bandolo della matassa sarebbe trovare un’uscita regolamentata dal proibizionismo, anche perchè non credo che esista in Europa ancora alcuna nazione dove il commercio di coca e sintetici sia legalmente consentito; se per l’eroina la medicalizzazione che esiste in Svizzera sta dando buoni risultati, per coca e sintetici il problema è molto discusso anche per la recente novità delle conseguenze da abuso.

Tino

@ andrea passerelli
Ma dai con curare non intendevo curare definitivamente ma sedare, non mi viene la parola giusta in italiano. Tu dici: “quando parlo di modello famigliare mi riferisco alla presunzione che i genitori abbiano il diritto di avere aspettative sui figli il che è esattamente la causa di (quasi) tutti i disturbi mentali”
In Iran la dipendenza dalla droga non ha nulla a che vedere con il modello famigliare è semplicemente la conseguenza della grande disponibilità di oppiacei dal vicino afghanistan.

Tino

E per precisione in Iran i tossicodipendenti sono numerosissimi si contano a milioni. Comunque nessuno scientifico serio ha mai concluso che i distirbi mentali siano causati da quello che dici tu. Non sto difendo le aspettative (che comunque come modello viene criticato da ormai parecchi anni, ma non è un modello è l’umanità che è così).

Tino

@ Batrakos
Io sono al 100% per la somministrazione controllata come in Svizzera, ma appunto si tratta di un compromesso efficace lontano dallo scontro ideologico proibizionisti e antiproibizionisti che a volte sono integralisti nella stessa misura. E poi il mio dubbio è relativo soprattutto alle droghe sintetiche.

andrea pessarelli

@ batrakos: ” è pensabile che in nome della libertà di scelta la società permetta che un numero tendenzialmente indefinito di persone danneggino la propria psiche […]

la società già consente e addirittura come ho spiegato prima promuove tale comportamento, basta si utilizzi l’alcol etilico invece di altre sostanze che arbitrariamente vengono definite droghe (tutte le sostanze esistenti in natura sono xenobiotici, cioè producono o non poducono effetti a seconda della dose che si assume: addirittura anche l’acqua che beviamo può determinare stati di intossicazione letali). nessuno si sogna di proibire la produzione il commercio e il consumo di alcol e quando si parla di alcol tutti gli argomenti dei proibizionisti vengono immediatamente contestualizzati da quelle stesse persone che li brandiscono come inoppugnabili quando parlano di altre sostanze. eppure l’alcol etilico è l’unica sostanza che conosco che oltre a determinare gravi conseguenze sia fisiche che psicologiche, morte sia per uso cronico che per overdose acuta, sia per conseguenze traumatologiche su di sè e sugli altri (caratteristiche che vengono utilizzate per definire semplicisticamente “peante” una “droga”) beh oltre a queste caratteristiche ha anche quella di uccidere con l’astinenza (il delirium tremens uccide la crisi di astinenza da eroina no)

Batrakos

Pessarelli, guarda che sono d’accordo, dissi le stesse cose sull’alcol in un altro post nè sto sostenendo il proibizionismo.

Sulle droghe pesanti, sapevo che possono definirsi tali quelle che portano ad una conclamata dipendenza, e l’alcol in questo senso lo è. Non so se con l’arrivo dei sintetici le definizione sono cambiate…
L’astinenza da eroina, non sottovalutiamo il vecchio ‘drago’, peraltro può benissimo uccidere, soprattutto un fisico già provato; il discorso è che le astinenze da eroina non vengono mai (se non in luoghi punitivi stile san Patrignano) lasciate fare a ‘secco’; anche dove non ci sia un supporto di agonisti e antagonisti (dunque metadone o buprenorfina) per cui non c’è nemmeno astinenza in senso tecnico, esistono una serie di farmaci che alleviano la brutalità dell’astinenza acuta dei primi giorni.
Se facessimo fare un’astinenza a secco ad un tossico ventennale rischierebbe di morire; lo steso per un alcolista…infatti le due dipendenze hanno molti lati in comune.
Peccato, perchè quando ormai si era imparato a fronteggiare, a livello di riduzione del danno, l’eroina sono arrivati i sintetici che presentanto tutt’altre modalità.

Concludendo, sull’alcol: io credo che sarebbe ora di cominciare a smettere di venderlo come fosse acqua, anche se già alcune normative esisterebbero (ad esempio un barista non potrebbe dare da bere ad una persona visibilmente già abbastanza ‘bevuta’) anche se sono spesso disattese e comunque andrebbero perfezionate.

andrea pessarelli

led definizioni “pesante” e “leggera” e lo stesso termine “droga” sono gergali e non scientifiche, questo volevo rimarcare con il mio intervento quando ho citato il termine “xenobiotico”.
“L’astinenza da eroina peraltro può benissimo uccidere” è un’altra affermazione errata poichè non vi sono conferme in letteratura almeno che io sappia.

andrea pessarelli

@ tino: “In Iran la dipendenza dalla droga non ha nulla a che vedere con il modello famigliare”
la dipendenza non so ma i disturbi mentali certamente sì

“nessuno scientifico serio ha mai concluso che i distirbi mentali siano causati da quello che dici tu”
questo lo dici tu. prova a leggere un qualunque lavoro di alice miller poi ne riparliamo

Batrakos

Non so se vi sia letteratura, so solo che una mia cara amica, dottoressa al sert, diceva che in caso di fisico già provato, questo lo spiegava bene, un’astinenza può essere pericolosa perchè il sistema cardiocircolatorio può risentirne; me lo spiegava parlando del problema di quando un tossicodipendente viene arrestato ed entra in astinenza in carcere.
Comunque posso sbagliare e non importa; tanto sul punto centrale della discussione, l’alcol, concordiamo.

Sulla droga, forse non mi sono fatto capire nemmeno adesso, ma una differenza credo che ci sia.
Potremmo classifi c are droga tutto ciò che, in virtù di principi attivi (che la chimica sa isolare e classificare) contenuti nella sostanza, in quantità opportune produce effetti psicotropi a qualsiasi livello (dunque a pieno titolo, anche caffeina e tabacco) e così considero il termine, non in accezione morale a meno che non debba riferire l’uso comune, ma non mi sembra abbia battuto su questo tema.
L’acqua, se capisco bene, come tutto se abusato, può essere addirittura letale ma non produce effetti psicotropi (non contiene ‘principi attivi’ conoscuti), in questo senso credo che stia la linea di confine, linea di confine comunque molto sottile e sostanzialmente per esigenza di comodità di spiegazione.
Leggero e pesante sono appunto termini ancor più convenzionali ovviamente, ed è infatti una terminologia che solitamente non adopero nè mi pare di averlo fatto qua, semplicemente venivo dietro il tuo intervento, dicendo quella che è una convenzione o almeno che conoscevo.

andrea pessarelli

da qualunque parte si prenda il problema non è sanabile la disparità di conclusioni cui giunge il proibizionismo selettivo. o si proibiscono tutte le sostanze psicotrope compreso l’ìalcol la cioccolata la noce moscata ecc. o non se ne proibisce nessuna. se si considera invece il rischio di malattia e di morte nel lungo periodo dovrebbe essere proibito il burro. se si considera la possibilità di morte acuta dovrebbero essere proibite tutte quelle attività che predispongono a incorrervi, come il pugilato o il free climbing. siccome non si può proibire tutto e non sarebbe nè utile nè efficace provarci, l’accanimento contro alcune tipologie di consumo configura un sopruso

Batrakos

Io non ho detto di continuare a proibire la sostanza, credo solo che si debba trovare una via di uscita al proibizionismo che non sia il puro e semplice mercato come si trattasse di semplici merci e magari rivedere il discorso anche sull’alcool. Non si tratta di continuare a punire il consumatore e proibire la sostanza, ma di capire come regolamentarla sperando di scongiuarne una forte diffusione e in questo non ho mai sentito proposte convincenti, se non un appello alla libera scelta, su cui ho detto quel che penso, alcol compreso; tutto qua…semplicemente nell’intervento inziale sostenevo che le conseguenze del proibizionismo siano argomento più forte della scelta individuale, alcol compreso; se riguardi gli interventi vedrai bene.
Per il resto dei paragoni: se si considera la possibilità di incorrere nel breve periodo di patologie psichiatriche il rischio di particolari sostanze psicotrope, come la cocaina, sia molto alto e questo le rende particolarmente inquietanti.
Cio non vuol dire, lo ripeto fino alla nausea, che si debba rimanere in regime proibizionista ma che non ho mai capito come si intenda discplinare legalmente la questione.
Peraltro anche sulla cannabis il discorso di come normare un’eventuale situazione antiproibista è complesso: io ad esempio preferirei l’autorizzazione a poter tenere alcune piante ad uso personale che il modello della vendita del prodotto come quella dei coffeeshop olandesi.
Questo è come la penso io, poi per carità è un’opinione mia e magari se non sei d’sccordo leggerò con attenzione.

andrea pessarelli

neanche io propongo il libero mercato come è inteso per le merci normali non nocive. la mia idea è mettere a disposizione le sostanze legalmente differenziando l’accesso alle stesse a seconda della diversa tipologia (es. cocaina e eroina in farmacia, eventualmente con prescrizione medica, cannabis dal tabaccaio) proibendone contestualmente – ed estendendo il divieto all’alcool – ogni forma di pubblicità palese o occulta.

Roberto Grendene

dove sono garantiti diritti civili, la libertà di stampa, l’istruzione pubblica, la secolarizzazione avanza

non deve quindi meravigliare che i progetti dei confessionalisti siano di limitare i diritti civili acquisendo per sé privilegi e immunità, di controllare i mezzi di informazione, di appropriarsi dell’istruzione pubblica

spapicchio

La chiesa cattolica romana – CCAR da sempre predica la estraneità dello stato italiano dall’Italia (vedasi “non expedit”, la politica tirannica di Pio IX contro la popolazione e contro l’istruzione pubblica);

ma non dimentichiamo gli italiani decapitati o uccisi con disumana violenza dai soldati della CCAR nella guerra contro lo Stato del Papa allora sovrano di Roma, uccisi dai miliziani cattolici, perché questi italiani (garibaldini, evangelici, et ceteri) volevano la liberazione di Roma e del Sud del Paese, e l’Unità d’Italia.

Incredibile l’offensiva contro la scuola pubblica e l’università pubblica italiane, ed ancora più incredibile l’ingenuità opportunistica degli italiani che sostengono la CCAR anziché le Chiese Cristiane Evangeliche Italiane.

“Anche se noi o un angelo del cielo vi annunziasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunziato sia anatema…” (Ga. 1:8).

“E la sua fama si sparse per tutta la Siria; e gli recarono tutti i malati colpiti da varie infermità e da vari dolori, indemoniati, lunatici, paralitici; ed ei li guarì.” (Mt. 4:24)

Non a caso Paolo perentoriamente comanda ai cristiani di Colosse: “Fate morire ciò che in voi è terreno…”, appunto (fra l’altro) anche “la cupidigia”: ciò che lo stato italiano deve imporre alle coorti ed alla gerarchia cattoliche clericali.

http://www.ilcristiano.it/

antoniadess

questi sondaggi secondo me non sono significativi e non servono a niente: la laicità è una cosa concreta, è uno stile di vita e una pratica politica; uno può essere ateo e anche secolarizzato, ma favorire allo stesso tempo una politica confessionale, ed è questa che legifera pro o contro la separazione delle due sfere; finchè non è chiaro questo concetto basilare e si indulge al ruolo pubblico di qualsiasi religione laicità non è fatta; trovo fantastica una vignetta di Altan: Tizio chiede “sei laico?”, Caio risponde “si, ma non praticante”, è una sintesi perfetta! La libertà religiosa, per tutti, deve essere intesa nella sfera privata e nei luoghi di culto; no allla commistione con la politica e le leggi, questa è la direzione da cui non dovrebbe derogare un sistema liberal-democratico, non dobbiamo stancarci di ripeterlo perchè non è per niente scontato.

Tino

Condivido in pieno, essere senza religione può anche voler dire essere menefreghisti (che è un diritto) però poi chi se ne frega di tutto se ne frega anche se la scuola religiosa è finanziata dallo stato.

mistergrey

“io punterei più su questo che sulla questione della libera scelta perché comunque l’individuo che usa stupefacenti (lasciamo perdere il caso della marjiuana) può essere pericoloso per la società. Boh insomma”

Allora proibiamo gli alcolici e il tabacco?

La pericolosità e i costi sociali di queste sostanze sono incalcolabili.

Diciamo piuttosto che l’illegalità di alcune sostanze psicotrope rappresenta un formidabile volano per l’economia capitalistica e uno strumento d’ingerenza e di pressione dell’apparato repressivo sulla vita dei cittadini.

Ovviamente le varie chiese sono ferocemente proibizioniste.

L’idea che un essere possa vivere e morire a proprio talento risulta inaccettabile a questi nemici dell’individuo(ma anche del genere umano nel suo complesso).

Tino

Se una persona decide di vivere e morire a proprio talento se poi resta inferma non deve poi pretendere che il costo sociale della sua assistenza si riporti su tutti i cittadini.

“La pericolosità e i costi sociali di queste sostanze sono incalcolabili.”

Infatti sono incalcolabili perché se la speranza di vita dei fumatori è inferiore a quella dei non fumatori quindi tutti soldi risparmiati per la pensione, nessuno è mai riuscito veramente a amputare un maggior costo sociale ai fumatori. E poi nel caso del tabacco non puoi fare una relazione diretta (infatti hai bisogno di studi che prendono in considerazione l’insieme della popolazione. Mentre se ti ritrovi il cervello fuso a 28 anni è chiaro che è a causa delle droghe sintetiche se le hai prese. L’infarto invece non puoi attribuirlo automaticamente al tabacco. Cosa c’entra l’economia capitalistica, semmai l’economia sotterannea, la pillola del giorno dopo è stata inventata dal capitalismo mica dal marxismo. L’intervento dello stato ce nei medicinali non vedo perché non ci possa essere in sostanze deleterie, la persona che si brucia il cervello con droghe sintetiche rimane poi a carico dello stato, altro che economia capitalistica. Secondo me tu sei altrettanto estremista dei probizionisti. Su queste cose non ci sono soluzioni miracolo, permettere la libera vendita di droghe chimiche ai minori mi sembra completamente assurdo.

Tino

Comunque non voglio andare fuori tema, dico solo che non sono in generale per il proibizionismo sulle droghe, ma il discorso troppo filosofico giudicante degli antiproibizionisti che pretendono che chi è contro è automaticamente paternalista (quando poi vogliono uno stato paternalista in materia di assistenza sanitaria) sta cominciando a diventare altrettanto pesante. Certe sostanze non possono essere messe in libera circolazione così come se si trattasse di caramelle. Inoltre in Olanda la legalizzazione non ha risolto tutti i problemi. Insomma sono indeciso ma certi discorsi aggressivi non mi convincono per nulla. Sull’alcool invece mistergrey ha più ragione.

mistergrey

Scrive Tino

“Infatti sono incalcolabili perché se la speranza di vita dei fumatori è inferiore a quella dei non fumatori quindi tutti soldi risparmiati per la pensione, nessuno è mai riuscito veramente a amputare un maggior costo sociale ai fumatori. E poi nel caso del tabacco non puoi fare una relazione diretta (infatti hai bisogno di studi che prendono in considerazione l’insieme della popolazione. Mentre se ti ritrovi il cervello fuso a 28 anni è chiaro che è a causa delle droghe sintetiche se le hai prese. L’infarto invece non puoi attribuirlo automaticamente al tabacco. Cosa c’entra l’economia capitalistica, semmai l’economia sotterannea, la pillola del giorno dopo è stata inventata dal capitalismo mica dal marxismo. L’intervento dello stato ce nei medicinali non vedo perché non ci possa essere in sostanze deleterie, la persona che si brucia il cervello con droghe sintetiche rimane poi a carico dello stato, altro che economia capitalistica. Secondo me tu sei altrettanto estremista dei probizionisti. Su queste cose non ci sono soluzioni miracolo, permettere la libera vendita di droghe chimiche ai minori mi sembra completamente assurdo.”

Economia “capitalistica” ed economia “sotterranea”?

Davvero non riesci renderti conto dell’ inconcepibile massa di denaro spostata dai traffici illeciti, i quali fanno parte a pieno titolo della moderna economia capitalistica?

La pillola del giorno dopo è stata inventata dal capitalismo e non dal marxismo?

La ruota è stata inventata dai neolitici, ma che ci azzecca?

Scrivendo di costi sociali delle droghe lecite (nutella compresa; anche nel cacao c’è un alcaloide) non mi riferivo solo all’aspetto economico
comunque rilevante (medicine, ospedalizzazione, giorni di malattia, invalidità…..).

Stranamente tu invece riesci solo a considerare quei pochi individui che rimangono a carico dello stato dopo essersi bruciato il cervello con droghe “sintetiche”.

Certo, se la mettiamo in questo modo : “+ morti per fumo/ tabacco- pensioni da pagare”( e quelle di reversibilità / invalidità? E le indennità di accompagnamento?),allora dovremmo ammettere che tali comportamenti così nocivi alla salute agiscono come riequilibratori malthusiani.

Quindi non solo un po’ di respiro per i sistemi pensionistici , ma anche un modo per contenere, in modo decisamente più naturale ( e anche in linea con i dettami della chiesa) il preoccupante aumento demografico. Infatti la pianificazione familiare(oltre ad essere immorale per le sottane) presenta l’inconveniente di aumentare in una società la percentuale di individui anziani; insomma, un mondo di bacucchi.

Infatti gli anglosassoni, nel loro sano pragmatismo, piuttosto che giungere a eccessi “distopici” , preferiscono ridurre al minimo l’assistenza sanitaria ai poveri, al contario di quello che vorremmo noi estremisti, fautori di
“uno stato paternalista in materia di assistenza sanitaria”.

Vedi dove ci portano lontano certi discorsi?

Qual è davvero l’interesse pubblico? Ungere incessantemente l’economia globalizzata con i traffici illegali?Fronteggiare l’esplosione demografica? Preservare i nostri figli dal vizio e dalla depravazione? Formare caterve di microconsumatori obbedienti, conformisti e timorati di Dio, oltre che del del bargello di turno? Mah?

D’altra parte non è detto che tali esigenze siano tra loro incompatibili.

Tino

Mistergrey non riesco a capire dove vuoi andare a parare. Nel mondo anglosassone il proibizionismo è molto più forte (pensa solo al fumo e all’alcool). La demografia è preoccupante nell’area saheliana per esempio dove la chiesa cattolica non ha nessuna influenza. Per il resto dell’Africa meno perché innazitutto è più bassa e il controllo demografico c’è stato (purtroppo anche attraverso l’aids ma soprattutto nelle zone di influenza protestante e non cattolica) poi il territorio è ricco e fertile infatti attira numerosi immigrati dall’Africa stessa. Io ho semplicemente espresso un dubbio sulla liceità della droghe sintetiche. Per carità se tu pensi che siano commercializzabili in tutta tranquillità è una tua opinione. Comunque non capisco veramente cosa mi vuoi dire. I nostri politici reagiscono più spesso all’emozione mediatica che dietro a piani diabolici di controllo delle persone (almeno su queste cose). Dimmi direttamente quali sono le tue preoccupazioni e come intendi far fronte.

mistergrey

Mi sembra di essere stato piuttosto chiaro; se a te risulta il contrario non so che farci.

Non ho voglia di fare l’esegesi dei miei post.

“I nostri politici reagiscono più spesso all’emozione mediatica che dietro a piani diabolici di controllo delle persone (almeno su queste cose).”

I nostri politici preoccupati della poltrona passano (lentamente) , mentre il “sistema” resta.

E Il sistema dispone di formidabili strumenti di oppressione e controllo, tra i quali spicca la religione cattolica(da noi).

Come intendo far fronte a questo schifo?

Pensavo di prendere in affitto un igloo da quache eschimese, nel profondo nord, ma son troppo vecchio e dipendente dalla nutella e da altre gozzoviglie su cui le sottane intriganti hanno da eccepire.

nightshade90

che diventa sempre più piccolo…….e meno male che la prova della giustezza del cristianesimo doveva essere la sua “incredibile” diffusione, che non poteva che essere dovuta al volere di dio…….e che il cristianesimo in ogni paese tenta sempre di spadroneggiare con la scusa “questo è un paese cristiani, siamo la maggioranza”…..una maggioranza perennemente smentita dai fatti, anche in italia…..

nightshade90

non tutti, solo quelli che vanno ancora a messa….cioè quattro gatti……gli altri sono solo agnostici che non lo dicono apertamente per facciata…….ma se si tratta di pretendere peso politico e potere, ecco che per gonfiare il “piccolo gregge” tirano in ballo nella statistica chiunque sia stato battezzato……piccolo gregge quando conviene la qualità (dicendo a destra e a manca “tizio non è un vero cattolico, e non rappresenta la cattolicità”) e man bassa nel mucchio di coloro che hanno avuto anche solo un tenue legame (non voluto) anche solo per un attimo nella loro vita con la cattolicità quando conviene la quantità….

Paul Manoni

Mi fanno piacere questi numeri…Martedì saro’ a Londra! 😉

Soqquadro

C’è stata la notizia proprio su questo sito qualche anno fa, di un giovanotto rastafariano assolto dall’accusa di spaccio per il grosso possesso di cannabis, dato che l’aveva “per motivi religiosi” (gli serviva per pregare, eh). E’ successo in UK o qui in Italia? A me sembrava qui.

Batrakos

Sì, è successo in Italia, ora che lo dici e mi ci fai guardare; a questo punto non se in UK sia pure in vigore questa deroga, forse mi sono sbagliato.
C’è da dire una cosa che differenzia quel che mi pareva di ricordare fosse in UK, cioè la vera e propria deroga: per la legge italiana non è il mero quantitativo, anche se decisamente superiore alla tabella, a determinare lo spaccio, a meno che questo non sia evidentemente enorme; e un etto di marijuana non è un quantitativo gigantesco se il fumatore abituale e a quantità elevate tende a fare scorta.
Per valutare se ci sia spaccio anche dove siamo oltre la tabella, dice la legge giusta o sbagliata che sia, bisogna considerare una serie di altre variabili, come il reddito dell’indagato, il possesso di strumenti atti a confezionare le singole dosi ecc…
La Corte ha stabilito che la religione del tizio consideri ‘sacrale’ l’uso elevato di marijuana, per cui un etto rientrerebbe nell’uso personale come scorta da una decina di giorni senza per questo considerare l’ipotesi di spaccio, evidentemente, almeno spero, non suffragata da altri indizi.
Però le sanzioni amministrative come consumatore gli sono state poste.

Il problema, vista l’elasticità dell’interpretazione che la legge consente, è se siano sempre seguite linee così garantiste nell’interpretazione del reato anche ove non ci sia il fenomeno religioso

Kaworu

ci sono alcune religioni fondate sulle droghe.

ma funzionano anche col placebo

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