Vera Pegna*
La sostanziale indifferenza che ha accompagnato il dramma delle oltre 250 persone sparite tra le onde impone alla mente la tanto strombazzata difesa della vita, incominciando da quella degli embrioni, da parte della Chiesa cattolica e dei politici italiani che cercano di imporre i desiderata vaticani per legge. E richiama alla mente le parole del cardinal Bertone a proposito del crocifisso: «Questo simbolo religioso è simbolo di amore universale, non di esclusione ma di accoglienza» (3 novembre 2009). Il crocifisso è portatore di un “messaggio morale”, si legge, tra l’altro, nel ricorso presentato dal governo italiano, con l’appoggio formale di quello di Malta, contro la sentenza della corte di Strasburgo avversa alla presenza di simboli religiosi nelle aule scolastiche.
Pochi giorni fa, la governatrice Renata Polverini ha affermato che “la posizione del Lazio è quella di mettere in campo le strutture delle congregazioni religiose che per missione possono accogliere queste persone più adeguatamente”. Meno male che ci pensa lei a chiedere che i profughi trovino rifugio nelle mille e più strutture religiose cattoliche (esenti dall’ICI) fra le quali spicca la casa alberghiera a cinque stelle delle Suore di S.Brigida a Piazza Farnese a Roma. La Chiesa cattolica, uno dei primi broker nel campo del turismo mondiale, gestisce quaranta milioni di presenze all’anno per l’Italia e verso luoghi di culto di altri paesi. Che cosa ha fatto, come ha espresso i suoi “valori” davanti al dramma di disperati che fuggono da una vita di stenti? Diversamente dalla gretta indifferenza dimostrata dai suoi vertici, gli abitanti di Lampedusa, come quelli di Brindisi nel 1991, hanno aiutato chi aveva bisogno semplicemente perché è un valore morale umano, dettato non da simboli ma dalla consapevolezza che siamo tutti uguali.
* Socia UAAR e rappresentante della Federazione Umanista Europea presso l’OSCE
