Kit suicidio in vendita negli USA

Un sacchetto di plastica, da mettere in testa, collegato con un tubo ad una tanica di gas di elio, letale in concentrazioni di forma pura, tutto assemblato ad arte, completo di libretto di istruzioni dal titolo inequivocabile, Final Exit. Prezzo 60 dollari. Ecco il kit per il suicidio che era possibile richiedere alla compagnia Gladd Group, dietro alla quale si celava la novantunenne californiana Sharlotte  Hydorn, insegnante in pensione che aveva cominciato a dedicarsi a questa attività dopo avere visto morire il marito per un cancro al pancreas. La vicenda è stata riportata nella rubrica delle notizie internazionali di RaiNews 24. L’anziana donna, che vive vicino a San Diego, raggiunta dai giornalisti ha dichiarato di non farlo per business ma per aiutare gli ammalati terminali intenzionati a porre fine alle loro sofferenze. In un anno la Hydorn è riuscita a vendere almeno 1600 kit… Ma l’ultimo acquirente  dello stato dell’Oregon, il giovane Nick Klonoski, di soli 29 anni, sta mettendo nei guai l’arzilla vecchietta. Figlio di un giudice distrettuale, Klonoski si è ucciso con l’apposito kit arrivato tempestivamente dalla Gladd Group, ma i suoi familiari sostengono non fosse affatto un ammalato terminale ma stava semplicemente attraversando un periodo di grave depressione. Chiedono quindi una legge che renda reato il commercio di attrezzature finalizzate al suicidio, proprio in uno stato come l’Oregon dove esiste una legge per il suicidio assistito che si chiama ‘Morire con dignità’. La battaglia legale è solo agli inizi. L’abitazione della Hydorn è stata intanto perquisita dall’FBI e non si sa ancora se il kit verrà posto sotto sequestro.

Stefano Marullo

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