A cinque anni gli imposero la terapia riparativa, suicida a trentotto

Kirk Murphy aveva solo cinque anni quando i genitori cominciarono a preoccuparsi della sua “effeminatezza”. Accettarono di sottoporlo al “Sissy Boy Experiment”, un programma riparativo sperimentale dell’Università della California, nel corso del quale fu anche sottoposto a violenze fisiche da parte del padre, che era stato in tal modo istruito dai ricercatori. Il suo caso, negli anni seguenti, fu citato dai sostenitori delle terapie riparative come un esempio di successo. Kirk Murphy, ha reso ora noto una trasmissione della CNN, Anderson Cooper 360°, si è invece suicidato a 38 anni, dopo aver avuto una vita infelice, caratterizzata da forti momenti di depressione, e dopo aver comunque manifestato un orientamento omosessuale, ‘celato’ per paura delle percosse del padre. Leader di quell’esperimento fu lo psicologo George A. Rekers, un pastore battista co-fondatore del Family Research Council, che lo scorso anno fu sorpreso al ritorno da una vacanza in Europa in compagnia di un giovane prostituto (cfr. Ultimissima del 5 maggio 2010). Ancora oggi Rekers difende le sue cure anti-gay: “l’ho sempre fatto a fin di bene”.

Raffaele Carcano

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