USA, fondato il National Atheist Party

E’ quanto si apprende dal sito Friendly Atheist che riporta il profilo del partito pubblicato su FaceBook: “Il National Atheist Party è un movimento politico diverso, progressista, laico e una risposta per tutti i liberi pensatori, cittadini rispettosi della legge degli Stati Uniti, che non si sentono rappresentati”. I promotori chiedono “l’emancipazione dal dogma religioso infiltratosi nel nostro governo e che ne ha ingiustamente influenzato le decisioni politiche”. Vuole un governo “libero da superstizioni e pregiudizi”, ma “non cerca di inibire alcuna pratica religiosa o credenza di gruppo”. Sostiene però “l’idea che la preferenza religiosa sia una questione privata” e “la separazione tra Chiesa e Stato” nella sua “interpretazione più rigorosa”.

Daniele Stefanini

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45 commenti

Third Eye

L’equivalente di un partito confessionale o almeno finirà per giustificarli, bah; trovo simili iniziative più dannose che altro, specie se si considerano le effettive possibilità di farcela in USA <_<…

Roberto Grendene

abbastanza d’accordo

poi occorre vedere come funziona negli USA: lì mi sembra che il sistema lobbistico sia istituzionalizzato, e istituzionalizzarsi come soggetto politico potrebbe essere una strada quasi obbligata per togliere le discriminazioni verso atei e agnostici

Hysteron Proteron

Third Eye scripsit:

L’equivalente di un partito confessionale […] bah; trovo simili iniziative più dannose che altro

Concordo. Daniele Stefanini, l’autore dell’articolo, è a favore o contrario?

MetaLocX

L’idea di un partito “ateo” non vede d’accordo neanche a me, ma non sono d’accordo a paragonarlo automaticamente ad un partito confessionale. Da quanto leggo nell’articolo, i promotori chiedono l’emancipazione dello stato dai dogmatismi. Quello che i partiti confessionali chiedono è generalmente il contrario. Questa è la grande differenza: trovo sbagliato mettere sullo stesso piano chi intende imporre una propria visione del mondo alla società e chi invece vuole che le visioni soggettive del mondo siano considerate tali.

Se invece il senso di questo partito fosse quello di realizzare uno stato ateo (e non laico) sarei d’accordo con la vostra definizione.

Federico Tonizzo

Io sono molto contento che nella politica statunitense si affacci un partito che si definisce “ateo”: perlomeno infrange un atavico e orribile tabù della politica USA, considerando che perfino nelle banconote c’è la scritta “In God we trust”.
Inoltre, considerando il comportamento variegato degli Statunitensi riguardo a divorzio, aborto, libertà sessuale, tendenza al desiderio di arricchimento con qualunque mezzo, orgoglio nazionale, militarismo, eccetera, eccetera, eccetera, è ora che molti di essi si guardino allo specchio, si rendano conto che non sono proprio l’immagine che vari “cristianesimi” ivi diffusi vorrebbero, e ne traggano le conseguenze: si credono “cristiani”, ma di fatto lo sono solo autoillusoriamente (come molti Italiani, del resto…).

Stefano Grassino

In un mondo di religiosi ipocriti, mi va tutto bene. Certo, non è il massimo ed i dubbi di Third Eye e Roberto Grendene sono anche i miei ma se consideriamo i controsensi dell’America e la loro mentalità…..accontentiamoci per ora.
Gli apripista in genere sono grezzi; altri tempi verranno e saranno migliori.

Perchè?

Anche io saluto favorevolmente il partito ateo, ora è tempo che raccolga più consensi e convergenze possibili, che raccolga un alto numero di fedeli elettori, e un certo numero di fedeli e prosperosi finanziatori e contatti mediatici di grande ascolto.

Batrakos

Bisognerebbe capire, come secondo me dice bene Grendene, come funzioni esattamente in USA e il titolo sembra parlare di ‘movimento politico’.
Se la denominazione ‘partito’ definisce in questo caso anche un gruppo di lobbying a me va benissimo; se, viceversa si intende un partito in senso classico, non sono d’accordo, come dissi un’altra volta perchè un’associazione ha obiettivi precisi e circoscritti e possono avere soci di diverse concezioni politiche, accomunati dall’obiettivo; un partito deve avere una visione sociale e politica d’insieme, in cui su certi temi certamente può essere vicino ad alcune associazioni.

Perchè?

Ottima iniziativa, dovranno lottare parcchio ma troveranno senz’altro chi li voterà, tuttavia i problemi che incontrerà sono quelli che ha oggi lo stesso Obama, l’attuale predidente non è meno laico delle intenzioni del National Atheist Party.

Deficit Pubblico
Rapporti con il mondo del lavoro (Lobby, aziende e sindacati)
La disoccupazione
Riforma sanatiaria
Rapporto con l’Estero e impegni militari
La pena di morte
la discriminazione

Inoltre, la mentalità USA chiede che siano tutti d’accordo quando si tratta di problemi che riguardano tutti gli Americani, e in questo caso si deve chiedere ai Repubblicani e ai Democratici il loro appoggio per delle politiche che National Atheist Party si ripropone di portare avanti, e sarà un bel mal di pancia per i nostri amici del National Atheist Party.

Ma, per quanto si teme che l’ateismo possa diventare un partito, negli USA le cose sono molto diverse, ci sono ancora pregiudizi sul comunismo e molti potrebbero frainterderlo con il National Atheist Party, ci vorranno molti soldi e molta visibilità e convegni e contatto con la popolazione e le associazioni laiche, dovranno avere anche un bel po’ di coraggio e moltissima pazienza e accurati esami sul territorio delle condizioni dei laici ancora discriminati, e poi il problema non poco difficile dell’immigrazione.

In bocca al lupo National Atheist Party!

Focaral

Scelta del nome infelice. Lo stato deve essere laico, non ateo.

Federico Tonizzo

Il nome di un partito e la qualifica dello stato sono due cose separate.
Altrimenti, se per esempio in Italia il “Popolo della Libertà” avesse la maggioranza assoluta, l’Italia diventerebbe forse qualcosa tipo “Repubblica Popolare Libera Italiana”?

davide p.

ma il nome del partito esprime l’idea principale a cui esso si ispira.
ed essendo un partito politico a cui interessa la gestione della cosa pubblica laico sarebbe stato più corretto di ateo.

che poi i partiti facciano tutto tranne che star dietro all’idea che hanno messo nel nome è un altro discorso…

Sbronzo di Riace

noi pensiamo agli Stati Uniti d’America come ad una nazione che è stata volutamente fondata sulla laicità e l’uguaglianza degli uomini in realtà non è proprio così

le loro streghe le hanno bruciate anche loro, la persecuzione contro i mormoni c’è stata, la differenza tra bianchi e neri pure, gli eccdi contro i selvaggi pellerossa idem

Congo

Ma quale partito confessionale?
Ma state scherzando? 🙂

Tutto quello che proporrà questo partito, nel bene e nel male, sarà sempre prodotto “per definizione” dall’uomo e perciò sempre perfettibile, migliorabile, sostituibile, perché non calato dall’alto da una presunata entità spirituale perfetta.

Non ci sarà nessun libro sacro a cui attenersi pedissequamente, non ci saranno persone verso le quali genuflettersi (per carità, succede anche verso certo politici, ma per ben altri motivi e non è comunque una cosa vista come “giusta” e “santa”).

Io la vedo così, poi se mi sbaglierò, verrò qui umilmente a chiedere scusa e a darvi ragione.
Per il momento penso che sia importante farsi sentire anche in questo modo attraverso un partito.

Perchè?

All’inizio sarebbe bene che il National Atheist Party s’intendesse con i Democratici sopratutto, e anche rintracciare gli esponenti laici Repubblicani, gli appoggi per le elezioni e le manovre finanziarie non possono prescindere dai due tradizionali maggiori partiti amaricani, questa è la realtà dura e cruda. Il National Atheist Party potrebbe persino formare un terzo polo laico, il quale potrebbe fare da ago della bilancia un giorno, ma si intende, ora si è ancora allo stato di concepimento del partito, e ci vorrebbero delle cordate atee molto prosperose che finanzino i candidati alle elezioni, e le elezioni costano mnoltisimo e senza la certezza che siano eletti. Così stanno le cose, nonostante le buone intenzioni laiche de National Atheist Part.

Perchè?

Io sono felice per la fondazione del partito National Atheist Party, sono però curioso di conoscere quale sia la sua strategia politica in campo internazionale:

– saper rintracciare i venti laici nelle diverse parti del mondo
– saper intrepretare la primavera araba
– le nuove costituzioni che quà e là nel mondo africano e asiatico soffrono di schizzofrenia tra spinta alla separazione tra stato e religione e rigurgiti fondamentalisti conservatori dei vecchi regimi teocratici.
– la questione Mediorientale
– gli interventi all’ONU contro i regini totalitari che massacrano il propri popoli
– gli interventi all’ONU per apoggiare le risoluzioni contro le discriminazioni
– le politiche energetiche e il riscaldamento globale
– la moratoria delle armi nucleari
– rapporti internazionali sui progetti aeropaziali ed esplorazione del cosmo
– Incidenti diplomatici
– e altri ancora

Poi per quanto riguarda i rapporti con i due partiti maggiori, ribadisco che può esserci una maggiore collaborazione iniziale con i Democratici, per esempio, gli appoggi ai democratici nelle prossime elezioni in appoggio a Obama e in elezioni di media scadenza, che, per ora, vedranno escluse in molti stati, per ragioni logistiche (il National Atheist Party è appena nato), le presenze di candidati da parte degli atei, ma che col tempo si radicheranno in tutti gli Stati USA e allora potranno concorrere con gli altri due maggiori partiti, tuttavia i risultati migliori non li si potrà vedere nei prosismi 7 anni, ci vorrà molto più tempo.

Saper creare dei consensi stabili alla base del popolo americano e la visibilità necessaria camminando per la via di mezzo tra tutti gli opposti estremi delle varie politiche che fino ad ora hanno portato gli USA a diventare i gendarmi del mondo, una nuova politica estera, questa sarebbe la novità del National Atheist Party.

crebs

Come ho più volte scritto per la nostra “Democrazia Atea”, non sono d’accordo per un partito del genere, perchè la laicità che gli atei desiderano promuovere può essere recepita da qualunque forza politica (escludendo,in Italia, l’UDC; perfino la vituperata DC aveva delle posizioni laiche -come quella sul finanziamento delle scuole private- che oggi rimpiangiamo).
Se però questo nuovo partito intende adoperarsi per promuovere, in tutti gli altri partiti, le idee della laicità e “la separazione tra Chiesa e Stato” nella sua “interpretazione più rigorosa”, probabilmente qualche risultato lo potrebbe ottenere sostenendo i politici dei vari partiti più vicini, non solo a parole, a queste idee.
Io ritengo che nessuno, in nessun paese, voterebbe mai Tizio solo ed esclusivamente perchè ateo o laico, ma per un insieme di motivi fra cui può avere importanza anche la laicità.
Anzi, la promozione della laicità e “la separazione tra Chiesa e Stato” nella sua “interpretazione più rigorosa” potrebbe trovare – parlando dell’Italia – politici che portino avanti queste idee in tutti i partiti.
Per questo io penso e insisto che probabilmente concorderei con un politico di “Democrazia Atea” sulla laicità, ma potrebbe anche essere l’unica idea che condividiamo.
Meglio, secondo me, intervenire sui singoli deputati di TUTTI i partiti.
Ma per questo è necessario tornare al voto di preferenza e non, come si fa adesso, votare con metodi elettorali dei passati regimi comunisti (curiosamente riesumati dagli alfieri del liberismo e non dai postcomunisti).

enrico matacena

FONDARE UN PARTITO ATEO SIGNIFICA GHETTIZZARE L’ ATEISMO . IO NON VOTEREI MAI UN PARTITO CHE NEL SUO PROGRAMMA AVESSE SOLO LA LAICITA’ DELLO STATO . La laicità dello statoiè cosa importantissima ma non esclusiva e poi appunto così sio relega in un ghetto,la questone della laicità che deve invece essere trasversale alle forze politiche , almeno a quelle democratiche.

Perchè?

L’unica reale possibilità che avrà il National Atheist Party per farsi strada in prossimo futuro è appoggiare i Democratici e completare la loro maggioranza al Congresso e al Senato, non vedo altre strade per entrare nelle grazie dei canali televisivi più importanti legati ai due maggiori partiti e maturare una propria visibilità su larga scala e ad ampio respiro.

Negli USA saranno cinicamente spietati in politica contro il National Atheist Party, quindi, il neo partito dovrà nuotare in un mare di squali, di iene e di sciacalli, di voltafaccia e di abbandoni da parte dei promotori finanziari, l’ideale sarebbe non cadere nei debiti che attanagliano persino i maggiori candidati dei due maggiori partiti.

Stefano Grassino

Si, una raccolta voti facendo presente agli elettori che comunque finiranno nelle casse dei democratici. Il National Atheist Party a quel punto resterà, almeno per i prossimi anni, una corrente del partito che vigilerà per favorire il libero pensiero e si farà promotore dei diritti degli atei. Che ne pensi?

Perchè?

Stefano, io parlo solo dell’inizio, e l’inizio non è rosa e fiori con la politica attuale negli USA, lo stesso Obama non ha la maggioranza assoluta e deve cedere a compromessi con i Repubblicani, ma anche rintracciare consensi da esponendi laici e magari atei (se ci sono ???) tra i Repubblicani, sarà molto difficile.

Partiamo dai Denocratici: ci interesserà conoscere la loro opinione in proposito, ma non lo diranno pubblicamente in modo ostile o favorevole al National Atheist Party, ma si riserveranno di parlarne con i dirigenti del partito ateo, possibili convergenze e appoggi per le elezioni del 2012, quelle poi di media scadenza, e sulla visiblità del partito attraverso i media senza per questo appoggiarlo pubblicamente; purtroppo queste sono le ipotetiche quanto ottimistiche possibilità che può avere il National Atheist Party, una prima allenza ma non necessariamente publicizzata, lavori in corso.

I Democratici hanno l’appoggio delle stesse associazioni laiche attualmente, lo possiamo ipotizzare e anche serenamente dare per certo, le stesse associazioni che il National Atheist Party desidererebbe agganciare e ingaggiare, ascoltare e farne degli alleati fedeli.

Diocleziano

Un partito d’opinione non è detto che sia ghettizzato.
Non è detto che sia ghettizzato per sempre.
Oggi come oggi, meglio ghettizzati che invisibili.

Il problema fondamentale per un partito di atei è che dovrebbe, teoricamente, riunire persone di idee politiche che vanno dalla sinistra estrema alla destra estrema. Impensabile in Italia. Forse negli Stati Uniti potrebbero risolverlo con due partiti: atei repubblicani e atei democratici.

Perchè?

atei Repubblicani e atei Democratici che convergono un un solo partito, cioè, il National Atheist Party?

Sarebbe un terzo polo che ragguppi, nell’interesse di tutti gli stati USA, il meglio della laicità presente nei due maggiori partiti, ma che al contempo siano insieme l’ago della bilancia nelle importanti iniziative e leggi da far approvare.

Perchè?

la vedo dura per il National Atheist Party, ma ce la può fare con tempo, se fa il passo in proporzione ai propri mezzi e senza azzardi finanziari, meglio farsi aiutare dai primi gruppi di elettori disponibili a mentenere autonomamente il neo partito, meglio che siano i primi elettori a farsi carico costamtemente delle necessità del National Atheist Party.

Radicarsi sul territorio USA è proprio partendo di primi elettori e dalla loro costanza e fiducia, dalla loro militanza ed entusiasmo, e i promotori finanziari privati non possono essere presi come atea provvidenza a tempo indeterminato, ma gli americani amano essere anche militanti in politica quando si tratta di diritti civili e contro le discriminazioni e per aiutare la democrazia all’estero, solo non si chieda loro di istituzionalizzare l’ateismo, questo non è neppure giusto chiederlo.

Quali associazioni può raccogliere intorno a sé il National Atheist Party? Quali simpatie da parte dei democratici? Qauali opposizioni e ostilità da parte dei Repubblicani? Iniziare a raccogliere i consensi tra i più disparati modi di intendere l’ateismo e il modo di renderlo visibile a tutti come sostenitore dei valori laici e democratici universali, è molto arduo, ma interessante, lavorare con le associazioni laiche già presenti sul territorio e convincerle che un appoggio duraturo al National Atheist Party potrebbe portare un giorno le stesse asociazioni ad avere voce in capitolo al Congresso e al Senato.

crebs

Non concordo con alcuni commenti, quelli che indicano il National Atheist Party come organico ai democratici.
Ritengo che anche fra i repubblicani vi siano convinti laici (e atei), così come anche fra i democratici ci sono confessionalisti.
No, per me ateismo e laicità non sono esclusività di una parte politica.

Perchè?

sii realista crebs, stiamo parlando degli USA, sono moltissimi lgi Stati in cui il National Atheist Party dovrà radicarsi con tempo e le politiche dei democratici sono molto vicine alle intenzioni del neo partito ateo, partiamo dai Democratici, anche gli stessi Democratici sui temi come il matromonio Gay si son fatti aiutare dai Republicani a NY e nella manovra sanitaria, non senza aualche compromesso, purtroppo.

Il National Atheist Party deve poter essere anche libero di esplorare una serie di alleaze e colloqui con associazioni laiche ancora dichiaratamente Repubbicane.

Perchè?

Sono curioso di sapere quali sarano i primi colloqui dell’National Atheist Party dal punto di vista politico, mi sta bene che allaccino, indipendentemente dai democratici, relazioni con associazioni laiche republbicane, ma alla fine e inevitabilmente le associazioni liache, siano esse repubblicane o democratiche, chiederanno al National Atheist Party chi esso appoggerà alle prossime elezioni del 2012 e alle elezioni di media scadenza, e il National Atheist Party non potrà rimanere neutro al 100%.

Perchè?

la domanda interssante è: Nelgi USA, quindi, nei vari Stati, quali associazioni laiche appoggiono i Democratici e quali i Repubblicani?

il National Atheist Party cercherà di dialogherà con tutte queste associazioni laiche, indipendentemente dal loro profilo politico, questo porterà le stesse associazioni a convergere sui buoni propositi del National Atheist Party, ma quando si parlerà di tradurre tutto ciò in politica, è improbabile che le associazioni laiche di opposto profilo politicco arrivino a contendersi il National Atheist Party a livello di ogni Governatorato o a livello Congressuale, chiederanno al National Atheist Party se è in grado di essere costante e potente e in maggioranza alla Camera e al Senato, insomma, un terso polo indipendentemente dai democratici e dai repubblicani, autonomo e sempre più ben radicato in tuti gli Stati.

Le mie sono solo ipotesi naturalmente.

Perchè?

Queste associazioni sono già un primo punto di partenza, per il National Atheist Party.

American Atheists
Si tratta di un’associazione americana fondata da Madalyn Murray O’Hair, il cui fine è il progresso dell’ateismo e la totale, assoluta, separazione tra Stato e religione.

American Ethical Union.

American Humanist Association
AHA è appunto la sigla dell’associazione: un sito WEB interamente dedicato a Umanisti, Atei, Liberi pensatori, secolaristi, razionalisti, scettici e numerose affini Organizzazioni libertarie negli USA e nel mondo. Tra le molte grandi associazioni europee figura anche la nostra (purtroppo unica per l’Italia) UAAR. Avvincente sito “infedele”, assai ricco di link e di suggestioni rare e preziose anche per chi frequenta questa letteratura.

Atheist Alliance
Coordinamento di associazioni atee.

Atheists United.

Bertrand Russell Society.

Council for Secular Humanism
Da non confondere col sito quasi omonimo dell’IHEU. È la voce del CSH suddetto, che pubblica le prestigiose riviste Free Inquiry e Skeptical Inquirer (di cui presenta o segnala i migliori interventi) nonché il mensile Secular Humanist Bulletin: sia le riviste sia il sito hanno certo un’impronta spiccatamente statunitense, ma testimoniano la vivacità dei movimenti critici nell’immensa palude, più o meno New Age, del sincretismo religioso americano.

CSICOP
Sigla del Committee for the Scientific Investigation of Claims of the Paranormal, è l’equivalente statunitense, pressoché omonimo, del Cicap italiano.

Freedom from Religion Foundation.

The Humanist Society.

Secular Coalition for America
È l’organizzazione lobbistica di atei, umanisti e liberi pensatori statunitensi. Ha lo scopo di incrementare la visibilità e la rispettabilità negli USA delle opinioni non teistiche, nonché di proteggere e rafforzare il carattere laico del governo americano quale miglior garanzia per la libertà di tutti.

Secular Student Alliance

The Secular Web
L’obiettivo di Internet Infidels, che ha prodotto questo sito ricco e ben fatto, è quello di fornire una biblioteca virtuale di informazioni sulle visioni non-teiste, incluso l’agnosticismo, l’ateismo, il libero pensiero, l’Humanism e il secolarismo.

Society for Humanistic Judaism

Ricordo che nel 2008 l’Ambasciatrice degli Stati Uniti presso la Santa Sede, Mary Ann Glendon, è intervenuta sul modello di laicità positiva degli USA e ha preso atto della preoccupazione del papa sul fatto che i valori e i principi cattolici fossero marginalizzati e allontanati dalla vita pubblica; approfondendo in seguito le parole di Alexis de Tocqueville, convergenti con quelle di Benedetto XVI, l’Ambasciatrice spiega che quel sistema era destinato a proteggere la religione e le Chiese dal Congresso Nazionale, e non viceversa, perché si basava sulla convinzione profonda che il successo dell’esperimento democratico americano non era dovuto tanto alla Costituzione o alle leggi, quanto alle virtù e alla cultura (costumi) del popolo, la cui salvaguardia era precisamente la religione.

Questa è anche l’opinione dell’Ambasciatrice, che vede nella successione di una serie di decisioni della Corte Suprema, un’alterazione significativa del modello della laicità positiva; poco a poco, sempre secondo le analisi di Glendon, sta trionfando un tipo di laicità che vuole eliminare quasi tutti i segnali di religiosità nelle istituzioni pubbliche, uno scenario giuridico che si muove in parallelo con i profondi cambiamenti sperimentati dalla società americana a partire dagli anni ’60 in campi come l’aborto o i rapporti sessuali.

In realtà le certezze di Tocqueville sulla democrazia americana hanno smesso di essere importanti in molti ambiti della vita culturale, giuridica e politica degli USA.

Come sintesi di tutti questi fatti, Glendon sostiene che esiste una chiara tendenza dei tribunali a limitare la presenza della religione nell’ambito pubblico, basata su un concetto di libertà radicalmente individualista.

Dal 2008 Obama ha voluto girare diverse pagine sulla questione della laicità positiva, e oggi è maturata una serie di sentenze che partono dalla Corte Suprema e dalle varie Corti di Appello che inducono ad una progressiva ma netta marginalizzazione del contributo religioso allo Stato, permangono ancora alcuni stati conservatori di antica data cattolica che resistono alla nuova svolta laica, o laicista, come temono i cattolici, che sta prendendo piede negli USA ed è il secolarismo che da una mano alla giurisprudenza USA nel mettere al suo posto, quello privato, la religione, vero incubo per la Chiesa Cattolica pedofila e omofoba e per altre chiese protestanti

Una difficile riforma laica, credo in ordine di priorità, è eliminare il nome di Dio dal giuramento e dal denaro.

nightshade90

se ne sei così sicuro, perchè ti prendi la briga di rispondere? senti il bisogno di convincere te stesso?

Diocleziano

ale alcolico
com’è andata l’omelette di ieri? C’era la traduzione simultanea per il pubblico?

sin.night.

Mi chiedo se non sia (anche) una risposta ai Tea Party… almeno, questa è la prima cosa che mi sono chiesto leggendo il titolo della news, poi non so, non conosco la politica USA a sufficienza…

Non ho la più pallida idea se un partito di questo genere sia o meno una buona cosa, ad ogni modo mi fa piacere che ci sia gente che vuole portare avanti certe posizioni fino ad arrivare alle “stanze dei bottoni”.

Batrakos

Anche a me, e relativamente al discorso che faceva sopra Roberto Grendene, è venuto, da profano, in mente il Tea Party: non so se questa sia una risposta, ma certamente il lavoro di lobbyng concentrato su alcuni temi sembra accomunare questi due ‘gruppi di opinione’, per usare un termine molto generico; poi speriamo che qualcuno che bazzichi il blog e che si intenda di politica interna USA più di noi (o almeno di me) ci dica meglio.

Perchè?

penso che anche lei Batrakos possa intuire come funzioni la politica USA, se poi c’è l’esperto tanto meglio, ma nel leggere i miei commenti penso si sia reso contro che un partito ateo senza radci politiche consolidate nelgi anni sarebbe un pesce fuor d’acqua nel contesto attuale, urge un impegno di estensione e di visibilità ovunque il partito ateo voglia costruire sedi e iniziare dalla contee (sindaci e giunte) e dai singoli governatorati per poi un giorno approdare alla Camera e al Senato, fors’anche alla Presidenza, ma per quesot c’è tempo per maturare tale responsabilità.

Perchè?

anche se la stanza dei bottoni preclude al popolo la diretta decisione e sta ancora ai partiti che vincono il decidere quale bottone schiacciare per primo, quindi, ci sono delle priorità e ve ne saranno sempre per qualsiasi partito che prenderà in mano il potere presidenziale, fors’anche uno di questi partiti fosse il National Atheist Party e, suo malgrado, si ritroverà a fronteggiare alcune contestazioni nel mentre varerà riforme lascrme e sangue come capita in qualsiasi altra nazione in crisi.

A chi è investito di responsabilità democratica l’onere di dover suo malgrado scontentare qualcuno o molti, l’importamte è non scontentare tutti o le prossime elezioni vorranno dire “tornare a casa con la coda fra le gambe”.

Batrakos

Certo che una linea politica ne deve scontentare per forza un’altra, altrimenti non sarebbe pensabile l’alternanza.
Ciò che intendo è che la laicità può essere un punto, importantissimo, della linea politica, ma non può essere la linea politica (bisogna svere una concezione economica, sociale, di ordine pubblico, di politica estera ecc..).
Questo se si parla di un partito come lo si intende in Europa e come sono -almeno credo- i maggiori partiti statunitensi, democratici e repubblicani; se si intende un gruppo di pressione, come potrebbe essere il Tea Party (appunto su questo del tea Party chiedevo il parere di un esperto, mi riferivo a quel che sosteneva Sin.night), e sinceramente non ho letto i suoi -visto che insisite col ‘lei’- commenti…a breve vado a letto ma lo farò domani; ma credo di aver già precisato in linea gienerale quel che intendevo sulla laicità e sulla visione d’insieme: non è un discorso di concertazione, ma di complessità della macchina di un partito (che per la verità sta mutando secondo me in peggio anche in Italia della Seconda Repubblica).

Batrakos

ovvio che intendo, che se si parla di un movimento di pressione, come dicevo alla fine, mi trova favorevole; concetto che peraltro avevo dato per scontato avendolo espresso in un commento di un thread sopra; mi scuso per questo…come io non ho letto i suoi commenti lei può benissimo non aver letto l’altro mio.
Ma perchè ci stiamo dando del lei?

Perchè?

scusi per il lei, è una mia abitudine, ma ho letto i suoi commenti e credo che il neo partito ateo non è una risposta al Tea Party, è molto più serio, più complesso.

Perchè?

Non si formano i partiti in risposta ad altri partiti, non è serio e a breve si sfalderebbero, non credo sia il caso del National Atheist Party, semmai può essere una risposta indiretta, ma certo con propositi infinitamente più seri e più maturi.

Batrakos

Grazie per la risposta.
Ho letto i suoi commenti: dunque, a quanto capisco, per lei si tratta più di un movimento che di un partito, e lo evinco dal fatto che sostiene che l’unico futuro (immediato) è nell’appoggio ai democratici.
Da questo si evince, almeno così mi pare, che manca una linea politica sistematica la quale dovrebbe essere tipica dei partiti classici.

Southsun

HIHIHIHIHI!

Questo farà venire una crisi di rabbia isterica a quella pazza cristianista di Michele Bachmann e a quell’altra stracciarola cultista Palin.

Applicassero loro per prime la Bibbia che dicono di adorare, starebbero chiuse in casa a far figli e cucinare hamburger.

E niente cosmetici e lifting e silicone, chè sono prodotti di vanità diabolica.

Perchè?

Si mi immagino che il neo partito ateo sia indirettamente una risposta alla Michele Bachmann, la Binetti “USA”, ma questa canditata taliban non riuscirà a vincere, non ha nememno un programma da presentare, a parte quello teocratico, hai visto il fallimento della Palin? Ecco, è candidata anche lei al fallimento e dovrà pagarne los cotto.

Perchè?

vediamo un po’ come National Atheist Party se la può cavare:

da Wikipedia
– Il sistema politico degli Stati Uniti d’America si regge su tre principi fondamentali: la Repubblica, la democrazia ed il federalismo. Le funzioni pubbliche vengono esercitate a due livelli, federale e statale, secondo una ripartizione di competenze stabilita dalla Costituzione.

– La vita politica è dominata dai due partiti maggiori, il Partito Democratico ed il Partito Repubblicano. Altri raggruppamenti politici hanno minore importanza e raggiungono raramente risultati significativi alle elezioni statali e federali.

e fin qui tutti noi già sapevamo a grandi linnee come funziona, ma entriamo dei dettagli…..

– Le conteee. La contea è la prima suddivisione dello stato e ne rappresenta il livello amministrativo immediatamente sottoposto a questo. Vedi il resto su Wikipedia.
– i Comuni. L’ultimo livello amministrativo locale degli Stati Uniti è quello comunale. Nella maggior parte degli stati le amministrazioni comunali hanno giurisdizione strettamente limitata all’area urbana e nelle sole località che hanno lo status di incorporated places, che rispondono allo status di city, town o village. Conseguentemente le aree extraurbane e le località minori, aventi status di unincorporated places, sono sotto il governo diretto della contea.
– altre competenze. Ai livelli dei governi federale, statale e comunale si affiancano, e in alcuni casi sovrappongono, altri soggetti responsabili dell’amministrazione di alcuni settori specifici. L’Ufficio del Censimento (dipendente dal Ministero del Commercio).

Questo è il contesto dove il nostro neo partito ateo dovrà partire pazientemente per raccogliere consensi, perchè I partiti americani non sono organizzati in correnti, né si riuniscono periodicamente in congressi, come in Italia; i partiti americani sono una coalizione informale di varie anime, di diversi gruppi di pressione e di istanze sociali e culturali organizzate nel paese e senza paragoni altrove. La burocrazia è ridotta al minimo: gli statuti dei partiti sono leggeri e succinti. Quindi, partiamo da qui per ora….

– Il partito statunitense è connotato da un maggiore individualismo rispetto a quelli di altri paesi. In genere gli eletti sostengono le linee politiche del partito a cui appartengono (toe the line), ma spesso non esitano a votare contro, schierandosi con l’opposizione (cross the aisle), se ritengono che una determinata proposta sia contraria agli interessi del loro collegio elettorale o, più semplicemente, se non approvano una determinata politica.

– L’identificazione partitica si formalizza nelle elezioni i cui candidati sono presentati dai partiti (partisan elections). In gran parte degli Stati i partiti scelgono i propri candidati in base al risultato di elezioni primarie, a cui si presentano tutti coloro che intendono ottenere la candidatura del partito (nomination). Anche se il partito spesso appoggia uno dei candidati alla nomination, in definitiva l’ultima parola spetta agli elettori delle primarie. Anche il diritto di voto alle primarie varia a seconda degli Stati. In alcuni casi, le primarie sono “chiuse”, ossia consentono la partecipazione soltanto agli elettori registrati per il partito, mentre in altri sono “aperte” e, quindi, può prendervi parte qualsiasi elettore, anche se registrato per un altro partito o come indipendente. Nella maggior parte dei casi, in conclusione, i partiti americani si affidano direttamente allo strumento popolare.

– Entrambi i due maggiori partiti hanno un presidente, ma questi non è un vero e proprio leader che si ponga alla guida e ne determini la linea politica, come in Italia. In genere, i capi dei rispettivi partiti sono coloro che rivestono le cariche più alte a livello federale, la Presidenza, oppure direzione dei gruppi parlamentari (leggi: congressuali) alla Camera dei Rappresentanti e al Senato. Anche questa leadership, comunque, è solo nominale: i membri del partito possono decidere di seguirla o di andare per conto proprio.

– In sostanza, il compito centrale dei due partiti maggiori è quello di organizzare le elezioni primarie come sistema democratico di selezione delle candidature. A livello federale, entrambi i partiti maggiori dispongono di un organo direttivo, chiamato Comitato nazionale (il Democratic National Committee e il Republican National Committee), che ha quattro compiti fondamentali: 1) organizzare le elezioni primarie che scelgono il candidato; 2) convocare il congresso (Convention) che presenta il leader al Paese; 3) Assistere alle elezioni il candidato; 4) Raccogliere i fondi per finanziare le campagne elettorali. I congressi nazionali si tengono alla fine dell’estate dell’anno elettorale.

– Dal punto di vista formale, il Presidente degli Stati Uniti è considerato il capo del proprio partito, ed esercita il potere di scegliere il presidente del Comitato nazionale. Lo stesso, in anno elettorale, si può dire per il candidato alla presidenza del partito avversario. L’esatta composizione dei Comitati nazionali è diversa a seconda del partito, ma in generale, i comitati sono formati da rappresentanti dei partiti statali e di altre organizzazioni affiliate, oltre che da personalità importanti nel partito. Peraltro, i comitati nazionali non hanno il potere di dirigere le attività politiche dei singoli membri del partito. Il presidente o il candidato sono sempre impegnati a discutere le attività legislative e l’agenda politica con i leader di partito al Congresso, i quali hanno una propria organizzazione politica autonoma e indipendente dal Comitato del partito. I due maggiori partiti hanno poi distinti comitati elettorali, che gestiscono le campagne ad ogni livello (locale, statale, federale). I più importanti sono gli Hill committees, che curano l’elezione dei candidati ad entrambe le camere del Congresso.

Il resto ognuno lo approfondisca da se….

Ora, per il prossimo anno, in occasione delle elezioni presidenziali, il neo partito ateo avrà un bel po’ di lavoro, prendere contatto con tutti i movimenti laici e i laici dei due maggiori partiti e stabilire un duraturo confronto con loro perchè i candidati alla Presidenza inseriscano nei loro programmi quello che emergerà dalla base laica degli USA, le aspettative sul lavoro, sulle graranzie dei diritti civili (contro gli antiabortisti e contro gli omofobi e altre forme di discriminazione), maggiore influenza all’ONU contro le violazioni dei diritti umani, e su altre riforme laiche importanti.

La battaglia dei cartelloni e di altre manifestazioni di maggiore visibilità atea dovrà essere coadiuvata anche dal neo partito, urge che gli atei si organizzino anche per sostituire un giorno le gestioni degli istituti di assistenza sociale che le religioni lasceranno a casusa della propria incompatibilità coi valori laici stessi. Ci sarà bisogno che ci si faccia carico delle esigenze sociali che sono alla base del diritto privato e pubblico, formare laici atei all’oneroso conpito di ripulire le istituzioni dal vecchio e putrido fetore che i sepolcri imbiancati hanno lasciato prima di essere strattati per sempre.

C’è molto lavoro per il National Atheist Party, dai che con il tempo le radici, se l’albero è buono, non possono che radicarsi nella società americana e nella politica e dare buoni frutti.

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