I quotidiani italiani hanno ospitato anche oggi diversi commenti cattolici. Il giornale dei vescovi italiani, Avvenire, ha dato spazio al giurista Carlo Cardia, secondo cui “il ricorso alla violenza ha base nell’assenza di una tensione etica fondata su principi fondamentali, alla radice dei quali è una legge, quella del Sinai, che espungiamo di continuo dal nostro orizzonte”. “Da tempo un po’ dovunque si esalta il soggettivismo assoluto, il relativismo totale”, continua Cardia, “e questi suggeriscono all’uomo un drammatico senso di onnipotenza verso sé stesso e gli altri”. L’articolo si conclude ricordando la “cancellazione dall’orizzonte cognitivo dell’idea di Dio”: e “il prezzo che si paga per la dimenticanza di Dio spesso appare a distanza”.
Antonio Socci ha invece scritto per Libero un articolo il cui titolo è programmatico: Il killer non è un cristiano. La sua sola fede è la pazzia. I riferimenti culturali del mostro di Oslo sono solo un paravento. Secondo il giornalista legato a CL, accostare Anders Breivik al cristianesimo è “una bestialità insopportabile”: cristiane erano invece le sue vittime. Criticando Michele Serra, descrive il caso come un esempio di “fanatismo ideologico”, che sta “all’antitesi dello spirito religioso”.
Il quotidiano Italia Oggi ha infine ospitato un articolo di Franco Adriano dal titolo Non può definirsi cristiano chi intende uccidere il Papa, in cui attacca frontalmente il comunicato stampa UAAR di ieri. Dimenticando però che non solo, quantomeno in passato, vi sono stati cristiani che hanno voluto uccidere papi, ma anche che Breivik non intendeva uccidere il papa: come attesta il suo memoriale, come non riesce a dimostrare lo stesso Adriano e come invece continuano a ripetere molti esponenti cattolici. Lanciatisi, loro sì, “sulla preda”.
AGGIORNAMENTO. Si segnala anche la risposta a un lettore (La bestemmia del terrorismo) da parte del direttore di Avvenire Marco Tarquinio.
Raffaele Carcano
