Tutti pazzi per la sussidiarietà

Raffaele Carcano*

Raffaele Carcano

Non sono in molti a conoscere il principio di sussidiarietà. In estrema sintesi, si può dire che con questo principio si afferma che il pubblico deve intervenire solo laddove non riescono ad arrivare il privato, i cittadini e le associazioni (sussidiarietà ‘orizzontale’), e che un’amministrazione interviene solo se non ci arriva l’amministrazione di livello più basso (sussidiarietà ‘verticale’).
Pochi sono anche coloro a conoscenza del fatto che il principio di sussidiarietà, dal 2001, è entrato a far parte della Costituzione italiana, attraverso la modifica dell’articolo 118. La sua introduzione fu proposta dalla coalizione di centrosinistra e fu caldeggiata, in particolare, dalla componente cattolica dell’allora Margherita, mentre si pronunciarono contro Rifondazione e PdCI. L’inserimento fu poi confermato dal referendum costituzionale del 7 ottobre 2001.
Non si deve pensare che la coalizione guidata da Silvio Berlusconi sia invece contraria. Prova ne è l’esistenza, quasi nell’ombra, di un intergruppo parlamentare tripartisan sulla sussidiarietà: ne fanno parte Angelino Alfano come Enrico Letta, Pier Luigi Bersani come Luca Volontè. È stato creato ed è presieduto da Maurizio Lupi, onorevole pidiellino ma, ancor di più (molto di più), ciellino doc. Non è un caso. Comunione e liberazione ha sempre fatto del motto «più società, meno Stato» il proprio vessillo, e pubblica un quotidiano online che si chiama, guarda un po’, Il sussidiario. Proprio la Lombardia guidata dal ciellino Formigoni si è rivelata la Regione all’avanguardia nell’applicazione del principio della sussidiarietà: non tanto quella verticale che dovrebbe piacere al mondo leghista, quanto quella orizzontale tanto gradita agli allievi di don Giussani. Peccato che, come ha scritto Ferruccio Pinotti nel suo libro La lobby di Dio, «la sussidiarietà orizzontale di marca ciellina rappresenta la mano dello Stato sul mercato, che non si limita a regolare, ma determina i vincitori stroncando la concorrenza», perché tutti «i soggetti in campo sono scelti dalla politica». In ambito sanitario, Cl controlla gli ospedali pubblici e «sussidia» indirettamente quelli privati (per esempio il San Raffaele): quasi tutti i nosocomi si rivolgono alla Compagnia delle Opere per i lavori da effettuare, le aziende di servizi a cui rivolgersi, i dipendenti da assumere. I costi a carico dei contribuenti lombardi continuano ad aumentare; le prestazioni e i ricoveri inutili anche.
La sussidiarietà alla ciellina funziona in questo modo. Il PD non trova il tempo per criticarla: forse perché troppo impegnata a pensare alle proprie coop, a loro volta in affari con la CdO. Dove governano, i democratici promuovono anch’essi il modello sussidiaristico: la giunta che amministra Bologna «la rossa» lamenta di non trovare le risorse per l’edilizia scolastica e gli asili nido, ma destina milioni di euro all’edilizia di culto e alle scuole paritarie – e il referendum contro i finanziamenti alle private cattoliche «non s’ha da fare».
Come se non bastasse, in mezzo c’è pure un Terzo Polo i cui leader cattolici sono ancora più pronti a dipingere le meraviglie della sussidiarietà. Pier Ferdinando Casini, solo pochi giorni fa, ha chiesto che la Costituzione contenga «meno stato e più sussidiarietà»: quella prevista già ora, e già così estesamente applicata, evidentemente non gli basta. Da parte sua, il “Forum delle persone e delle associazioni d’ispirazione cattolica nel mondo del lavoro”, che unisce big quali la Cisl, le Acli, le Confcooperative, la Confartigianato, l’onnipresente Compagnia delle Opere, ha presentato un Manifesto per la buona politica e per il bene comune in cui ha chiesto «il ripensamento dello Stato per renderlo più snello ed autorevole, valorizzando le autonomie e la sussidiarietà nell’ambito di un Federalismo solidale». A capo del Forum c’è del resto Natale Forlani, che ricopre anche l’incarico di direttore generale dell’immigrazione (i centri di accoglienza gestiti da Caritas e coop sono a loro volta lautamente «sussidiati») presso il ministero del lavoro guidato da Maurizio Sacconi. Il quale, da parte sua, nel Libro Verde sul futuro del modello sociale ha accostato l’applicazione del principio di sussidiarietà ai «valori» della famiglia e del rispetto della vita.
La sua introduzione nella Costituzione è stata motivata come un mezzo per promuovere l’autonomia dei corpi intermedi. L’UAAR non ha in teoria nulla da dire né sulla sussidiarietà orizzontale né su quella verticale: si tratta di scelte che esulano dai suoi scopi sociali. Se tuttavia la sussidiarietà diventa uno strumento per favorire surrettiziamente la religione, e in particolare una confessione religiosa sola, la solita, si finisce ancora una volta per attentare alla laicità dello Stato e delle sue istituzioni. La sussidiarietà è entrata nella Costituzione senza alcuno studio che ne mostrasse i pregi, così come non esiste alcuno studio che mostri i vantaggi ottenuti grazie alla sua applicazione. Del resto Massimo D’Alema, annunciando il voto favorevole dei DS alla modifica costituzionale, affermò nel 2000 che «un’interpretazione della sussidiarietà che si fondi sul principio dell’efficacia e dell’efficienza, ed esclusivamente su questo, è un’idea della sussidiarietà che non ha fondamento nella cultura cattolico-democratica». Eravamo stati avvisati: la sussidiarietà entrata nella Costituzione è quella che era già stata messa in pratica per quasi cinquant’anni, con minori margini di manovra, dalla DC. Se fin dall’inizio si nega valore all’efficacia e all’efficienza, non ci si può poi lamentare in seguito degli inevitabili sprechi.
Stiamo assistendo a un’autentica predazione di scarse risorse pubbliche da parte dei soliti noti. Quello che una volta era soltanto il già imponente collateralismo democristiano è diventato, negli ultimi anni, un gigantesco finanziamento sostenuto dall’intero arco parlamentare. Un circolo vizioso: prima si finanzia e privilegia arbitrariamente la Chiesa cattolica; poi si sostiene che è necessario delegare attività svolte dallo Stato; quindi si afferma che soltanto il volontariato cattolico ha dimensioni tali da poterle svolgere; e infine, sulla base dell’importanza della funzione sociale svolta dalle sue associazioni, si finanzia e si privilegia ancor più di prima la Chiesa cattolica. Senza dimenticare la creazione di condizionamento sociale che inevitabilmente accompagna una politica così a senso unico: si vuole affermare il cristianesimo identitarista anche attraverso questa via.
È venuto il tempo che il mondo laico dedichi più attenzione alla sussidiarietà. Ma è venuto altresì il tempo che il ministro Tremonti, così meticoloso nell’individuare anche i più piccoli sprechi della macchina pubblica, intervenga con decisione a tamponare questa enorme emorragia di risorse.

* Studioso della religione e dell’incredulità, curatore di Le voci della laicità, coautore di Uscire dal gregge, segretario UAAR

NB: le opinioni espresse in questa sezione non riflettono necessariamente le posizioni dell’associazione.
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46 commenti

Gio

Chi è ferito alla testa il laccio emostatico dove lo stringe? 🙂

Federico Tonizzo

Ringrazio Raffaele Carcano per l’ottimo (anche se triste) riassunto.

“In sintesi il principio di sussidiarietà si potrebbe riassumere nella formula: se un ente che sta “più in basso” è capace di fare qualcosa, l’ente che sta “più in alto” deve lasciargli tale compito e sostenerne l’azione.”
(da: http://it.wikipedia.org/wiki/Sussidiariet%C3%A0 )

In altre parole: via libera (sempre di più) alla PREDAZIONE dell’Italia da parte dei “privati” che sono in grado di farlo 👿 , “privati” intesi soprattutto come emissioni frammentate e semi-privatizzate del Vaticano stesso, che paiono tendere ad impossessarsi dell’Italia intera (a parte i possedimenti già in mano ai plutocrati “non connessi con la chiesa”).
Il tutto assolutamente in barba al fatto che della “religione” non importa più – almeno nei COMPORTAMENTI DI FATTO – quasi a nessuno, ma questo è un altro discorso.

Diventa sempre più URGENTE CAMBIARE CLASSE POLITICA prima che sia troppo tardi. Anche se è già molto, molto tardi! 🙁

Fiorenzo Nacciariti

“Ma è venuto altresì il tempo che il ministro Tremonti, così meticoloso nell’individuare anche i più piccoli sprechi della macchina pubblica, intervenga con decisione a tamponare questa enorme emorragia di risorse.”

Raffaele, come tanti, forse non sa che nel secondo comma dell’art.11 del DECRETO LEGISLATIVO 14 marzo 2011 , n. 23 (Disposizioni in materia di federalismo Fiscale Municipale) c’è scritto:

“f) i comuni, con proprio regolamento da adottare ai sensi
dell’articolo 52 del citato decreto legislativo n. 446 del 1997,
hanno la facolta’ di disporre esenzioni ed agevolazioni, in modo da
consentire anche una piu’ piena valorizzazione della sussidiarieta’
orizzontale, nonche’ ulteriori modalita’ applicative del tributo.”

E nell’insieme l’articolo (di legge) è molto più velenoso.

Federico Tonizzo

Tremonti “taglia” essenzialmente lo stato sociale, ma è stato l’inventore del famigerato “otto per mille” già ai tempi di Craxi, ecc. ecc., fino ad aver regalato, l’anno scorso, un aumento di 220 euro al mese ai soli insegnanti di religione e non agli altri. Più, si può immaginare, varie ed eventuali altre carognate che non sono state pubblicizzate.

“Ma è venuto altresì il tempo che il ministro Tremonti, così meticoloso nell’individuare anche i più piccoli sprechi della macchina pubblica, intervenga con decisione a tamponare questa enorme emorragia di risorse.” 😯
No, no, su Tremonti non ci conto proprio, nel modo più assoluto! Occorre SOSTITUIRLO con qualche persona non intrallazzata con Vaticano e “riccastri” vari.
Ricordo una frase che ho sentito: “L’Italia è una penisola bagnata da quatto mari e prosciugata da Tre-monti.”

Peppo

“”Ma è venuto altresì il tempo che il ministro Tremonti, così meticoloso nell’individuare anche i più piccoli sprechi della macchina pubblica, intervenga con decisione a tamponare questa enorme emorragia di risorse.””

Beh, forse questa si poteva risparmiare vista la pessima reputazione dei tagli ‘orizzontali’ di tremontiana fattura che consentono di ridurre la spesa senza l’assillo di cercare gli sprechi.

DURRUTI 51

Viene sfatato il mito diffuso da 20 anni che meno stato e più privato significa più servizi e meno costosi, al contrario i servizi sociali continuano ad essere tagliati, le risorse intascate in misura crescente da privati, al nord con C.L. da organizzazioni clericali, al sud magari spartiti con la camorra e dintorni.

bruno gualerzi

Il Volontariato, quando viene – ufficialmente o meno – istituzionalizzato è l’espressione di una sussidiarietà che funziona come alibi per le carenze dello stato… e anzi, per così dire, le ‘legalizza’ (un pò come la Croce Rossa che, sorta per tamponare le conseguenze delle guerre, le rende in qualche modo più ‘sccettabili’.)
In altre parole, contribuisce a far ritenere come inevitabili certi limiti della società civile ai quali è inutile tentare di porre rimedio, da cui la funzione del volontariato come istituzione necessaria equiparata a tutte le altre… col vantaggio però – proprio perchè volontariato – di godere di una franchigia che le altre istituzioni non possono pretendere. Lo si deve sostenere, finanziare, patrocinare… in fondo solo ‘ringraziare’.
Già di per sè tutto ciò si presta al ricatto… ma quando la sussidiarietà diventa di fatto monopolio di un’istituzione ‘esterna’ allo stato come la chiesa cattolica, portatrice di valori che si pretendono ‘al di sopra’ di quelli dello stato, il ricatto è inevitabile.
E tanto più inevitabile quanto più – come ben illustra Carcano – c’è una classe politica ben felice di essere ricattata.

bruno gualerzi

Da aggiungere. Tutto ciò non esclude naturalmente la buona fede, l’impegno, la generosità di quanti si dedicano al volontariato. Almeno della maggior parte di essi.

teologo cattolico

“Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”

Non capisco cosa vi spaventi nel principio che salvaguardia “l’autonoma iniziativa dei cittadini”. Si vede che preferite forme di statalismo massificato in cui il singolo è mortificato. Altra differenza tra mentalità atea e quella cristiana.

Diocleziano

teologo,
sei abituato a ragionare da teologo, quindi lascia perdere le cose reali…
Capiamo tutti che stai difendendo il tuo vitto e alloggio a spese dello stato, però cerca
di salvare almeno le apparenze, eh?

Roberto Grendene

forse hai letto male

c’e’ scritto chiaro e tondo: “L’UAAR non ha in teoria nulla da dire né sulla sussidiarietà … Se tuttavia la sussidiarietà diventa uno strumento per favorire surrettiziamente la religione, e in particolare una confessione religiosa sola, la solita, si finisce ancora una volta per attentare alla laicità dello Stato e delle sue istituzioni. ”

ed e’ proprio quello che accade

Batrakos

A me una forte presenza dello Stato non dispiace affatto, nè credo ci sia nulla di cui vergognarsi.
Altro è quando si pensa che lo Stato debba intervenire sulla coscienza dei cittadini o non garantire la scelta: idee politiche, idee religiose, fine vita, identità e/o morale sessuale (e su questi punti voi cattolici siete più statalisti di me visto che sostenete leggi che tendono a limitare al massimo la scelta).
Ma pensare che una pianificazione statale di molti aspetti del vivere sociale possa essere potenzialmente una tendenza più razionalizzante rispetto all’intervento privato può essere vero o falso o parzialmente vero/parzialmente falso…ma la tirata sull’appiattimento dell’individuo è molto tirata per i capelli, visto che lo ‘statalismo’ non porta necessariamente, a rigor di teoria, allo stato etico, e a evocare fantasmi (‘spettri’ 😉 ) spesso si esagera, visto che non siamo nella Russia di inizio secolo.

teologo cattolico

@roberto

non avevo letto infatti (troppo lungo).
1.Mi specifichi un caso in cui la sussidiarietà viene piegata a favore della confessione religiosa?
2. in questo caso (..ma aspetto l’esempio) – come onsestamente ammetti- non è la sussidiarietà il pericolo, sarà quel meccanisco illegale e non sussidiario che ne perverte la finalità. Dunqune non è la sussidiarietà che è sbagliata. Se questo intendi affermare, siamo d’accordo (almeno io e te, gli altri forse no) e il mio intervento è concluso.

Gianluca

@ teologo cattolico
“non avevo letto infatti (troppo lungo).”

E tu commenti un articolo senza averlo nemmeno letto fino in fondo?
… Mah…

giovannibattistateo

Carissimo Carcano
che differenza c’è tra sussidiarietà e il pizzo che le nostrane consorterie criminali attuano ormai in tutta Italia ?- non mi si venga a proporre spiegazioni di nessun genere,perchè le ragioni addotte sarebbere soverchiate da : così si uccide la libera concorrenza, imprenditori e consumatori devono cadere nelle grinfie dei gestori della sussidiarietà, tanto per riuscire a scavalcare ed elidere tutti quelli che non si prestano a questo taglieggiamento autorizzato o meglio sopportato. In fine gli utili e sono tantissimi,vanno alla CDO ( compagnia delle opere) che è una potenza alla pari della Opus dei.Queste compagnie del malaffare contano sulla ormai nota protezione dei politici,direi di tutti i livelli . Perchè la Guardia di finanza o un magistrato non intervengono come fanno con il cittadino normale. Questo è uno dei tanti misteri dell’Italia del dopoguerra e per questa ragione che sono cresciute le consorterie criminali. Il nostro paese non crescerà mai fino a quando non ci scrolleremo questi vari parassiti in modo definitivo.

antoniadess

Molto utile questa sintesi, grazie. Si potrebbe anche dire che la sussidiarietà nei servizi sociali è la traduzione del _neoliberismo_ (che niente ha a che fare col liberismo solidale di Ernesto Rossi o di Giulio Einaudi o di Keynes); di fatto si afferma il _monopolio_ di un’organizzazione privata che in vario modo ruota intorno alla ccar, altro che concorrenza! E’ la rinuncia delle prerogative statali a favore dei pescecani privati intrallazzatri col potere; che il Pd sia corresponsabile di tale scempio sociale ed economico non mi sorprende: le privatizzazioni di tutti i servizi pubblici (autostrade, ferrovie, poste, telefono, energia…tradotto: svendita dei tesori di famiglia), operate trasversalmente, sono in linea con la privatizzazione di ciò che rimaneva pubblico, appunto servizi sociali e sanità; il quadro ora è completo, che ciò sia diventato legge costituzionale significa che noi cittadini ormai non possiamo più difenderci dall’avidità di coloro che fanno bisness sulla nostra pelle, è la sepoltura dello Stato sociale, non è un caso che i maggiori tagli dell’ultima finanziaria siano proprio in questo settore. Opportuno il richiamo a Tremonti a recuperare risorse dalla casta clericale, ma cadrà, come altri, nel vuoto assordante, non solo per colpa del ministro, ma per il tacito consenso trasversale: qualcuno ha sentito tra le proposte alternative alla manovra un ritocco ai privilegi della ccar? Anche i maggiori quotidiani nazionali taciono si questo punto. Insisti Raffaele, martella, persevera, è una questione importante anche per la laicità, come opportunamente spieghi

Sledge

Il potere logora chi non ce l’ ha !!!

Se CDO e CL in 40 anni hanno messo su un impero,
qualunque organizzazione (anche lo UAAR) lo può fare.

Ora sarebbe il momento propizio per lo UAAR perchè
la laicità e la moralità sono un binomio vincente .

Diocleziano

Sledge,
hai trascurato un dettaglio: per mettere su un impero come quello che hai citato, occorre essere dei parassiti e dei disonesti.
Soprattutto occorrono molti complici. Non è facile… Forse con l’aiuto di dio… eh?

firestarter

ringrazio sledge per avere finalmente confutato gli ultimi dubbi: grazie a questo intervento sappiamo che e’ minorato. cerchiamo ora di stabilire la causa:

(1) sledge e’ caduto per strada e la sua testa e’ stata pestata accidentalmente da un autotreno di passaggio;
(2) sledge e’ un ex giocatore di baseball la cui testa e’ stata usata sistematicamente da compagni ed avversari per scaricare la frustrazione a suon di mazzate in caso di sconfitta;
(3) sledge e’ nato scemo;

in attesa della risposta, Le porgo cordiali saluti, caro sledge

Roberto Grendene

l’uaar non ha nei propri scopi di metter su imperi, in particolare saccheggiando le risorse dello stato

ci sono pero’ tante associazioni di volontariato laiche, che si trovano a combattere una battaglia impari con quelle cattoliche

io sono presidente di una associazione che organizza attività per anziani e per bambini (si sono concluse da poco 4 settimane di campi estivi)
non ti danno contributi pubblici mentre alle parrocchie e alle associazioni cattoliche che gravano intorno
– pagano i loro immobili (con gli oneri di urbanizzazione secondaria)
– pagano lo stipendio ai preti (con l’8×1000)
– non tassano le loro attività commerciali
– non chiedono uno straccio di bilancio, non chiedono uno statuto e regole democratiche per svolgere la loro attività
– concedono contributi pubblici (quartieri, comuni, province, regioni, stato)
– permettono solo a loro e poche altre religione di spartirsi l’8×1000 dell’Irpef

le associazioni di promozione sociale e le onlus sono invece svantaggiate in questi ed altri ambiti

firestarter

Roberto,

tu sopravvaluti Sledge: il poveretto non capisce e non e’ neanche colpa sua.

luigi

“LA SUDSSIDARIETA’ ORIZZONTALE E VERTICALE SONO UNO STRUMENTO PER FAVORIRE SURRITTIZIAMENTE LA RELIGIONE CATTOLOCA E QUINDI SI ATTENTA ALLA LAICITA’ DELLO STATO”. D’ ACCORDISSIMO!!!!!!!!!!!!!!!!!

Eco

“Catto-loca”, que bien, amigo!
Hanno fatto la legge per vaselinare meglio l’inganno.

Triceratops

Meno Stato, più mercato
Lo slogan perfetto dei comunitaristi, che in Italia significa Chiesa cattolica.
Sussidiarietà è una parola viscida.

antoniadess

più mercato sì, ma non libero: la concorrenza è minima ad armi impari.
Sussidiarietà=neoliberismo=monopolio=no concorrenza leale=impoverimento dei più a vantaggio dei potenti=clericalismo=legge della giungla…

Eco

A lezione di diritto amministrativo citai come esempio di suss.à orizzontale tutta le rete di associazioni e società legate a ci-elle, e soprattutto del loro fare contratti pacco.

Il prof. era imbarazzato, ed alcuni cattolici suppongo di ci-elle mi vennero esporre “il loro pensiero di amore” dopo la lezione.
Che mandai a quel paese bollandoli di comportarsi come mafiosi…

A ricevimento dopo la lezione andai a chiedere delle spiegazioni, ed il prof mi disse che avevo ragione, e che purtroppo non erano rose e fiori.
Insomma chi è del settore sa bene cosa accade, chiude gli occhi o non può comunque fare leva in senso opposto.

Parlo del 2003, in cui erano già presenti tutti i segni di quello che sarebbe successo.
A pensarci bene Report arrivò molto tardi rispetto al fenomeno Lombardia.

La sussidiarietà è una sola, sembra fatta per aiutare lo Stato, ma alla fine distribuire troppi soldi di venta controproducente a ben pensarci, si finisce per finanziare i privati che poi rivendono al pubblico.

Diabolici cattolici!

Fiorenzo Nacciariti

Questo tuo racconto personale mi spinge a scriverne un altro (che ho già raccontato a voce a diversi soci UAAR in varie occasioni) e che mi colpì molto quando lo sentii raccontare da miei conoscenti milanesi, perché mi dette la sensazione che stesse avvenendo qualcosa di peggio di quello che avveniva nei racconti sul lavoro al tempo del fascismo che mi faceva mio padre. Spero che non risulti troppo lungo.

Verso metà degli anni ’90 c’era a Milano un giovane (figlio unico) che lavorava in un’azienda privata con contratti trimestrali. Il rapporto di lavoro, secondo le leggi di allora, doveva essere trasformato in contratto a tempo indeterminato dopo il secondo o terzo rinnovo consecutivo. Invece, tramite vari sotterfugi messi in essere dall’azienda, il rapporto di lavoro era arrivato già al decimo rinnovo trimestrale consecutivo, senza che del contratto a tempo indeterminato si vedesse neppure l’ombra.

Il padre, un operaio un po’ intraprendente, si rodeva dal sospetto di avere un figlio stupido, quindi s’intromise, cercò e riuscì a parlare con il capo del figlio. Il capo gli disse francamente “No, no! Suo figlio non è stupido, è un bravo tecnico. Ora io Le dirò qual è il problema, ma le garantisco che se Lei lo va a dire in giro, suo figlio con noi ha chiuso.” “Per carità, non dirò nulla.” Assicurò il padre. “Bene.” Continuò il capo “Vede, caro signore, in quest’azienda tutti, compreso me, hanno la tessera di CL, suo figlio non ce l’ha, questo è il problema.”

Dalla contentezza il padre uscì dall’ufficio del capo quasi senza salutare. “La tessera di CL, che ci vorrà mai a farla?” Borbottò nella sua testa il padre, ma il figlio, messo al corrente della cosa, s’indignò. “Come? La tessera di CL? Noi che siamo socialisti? E quando i socialisti risolsero i miei problemi di servizio militare?” “Che centra, quello era il passato.” Rispose il padre. “No, no! La tessera di CL non la farò mai!” Insistette il figlio. “Che cosa?” Domandarono sbalorditi il padre e la madre.

E così il povero giovane si trovò a non poter più vivere in casa in santa pace per le continue pressioni dei genitori. “Figlio nostro, noi abbiamo fatto tanti sacrifici per te, ora siamo vecchi, vogliamo che ti trovi un lavoro fisso, che ti fai una famiglia …”

Il poveretto pensò allora di aver trovato uno stratagemma per poter tornare a vivere tranquillo. “Prenderò la tessera di CL e quando vedranno che il contratto a tempo indeterminato non me lo fanno comunque, mi lasceranno in pace.”

Fece la trafila di avvicinamento a CL, prese la tessera di CL e … non solo gli fecero l’agognato contratto a tempo indeterminato, ma gli trovarono pure una fidanzata.

Si badi bene non una fidanzata qualsiasi, ma una fidanzata … con la tessera di CL.

Senjin

Ho un amico che ha fatto medicina. In Lombardia ci sono specializzazioni che NON puoi fare se non hai la tessera di CL, ti trovi coi voti misticamente abbassati.
Alla fine gli era rimasta la scelta fra medicina del lavoro, dermatologia e patologia.

Eco

@ Senjin: Soprattutto quelli di ci-elle si laureano “sempre” nei 6 anni… fossero tutti bravi.

Poi appena hai dei problemi ti sfondano di medicine, antidepressivi, xxx-zepam eccetera, pur di non mandarti da uno psicologo!

@ Fiorenzo: non dubito sull’accaduto, simili storie ne ho già sentite. Alla faccia della fede 😉

neverclean

Ottimo articolo che ben illustra il problema.
L’unica cosa che, secondo me, potremmo tentare di fare per provare a porre un piccolo argine a questo fenomeno – dietro cui ci sono forti interessi clientelari, elettorali, economici piu’ o meno leciti – e’ chiedere che nell’erogazione dei servizi “sussidiari” da parte delle varie istituzioni collaterali della chiesa cattolica, (e non solo), si rispettino rigorosamente le leggi e il principio supremo della laicita’ dello stato. E che si creino delle strutture pubbliche partecipate anche da ssociazioni come la nostra che vigilino prima sulla assegnazione, poi sulle modalita’ di erogazione (laiche!) di questi servizi ai cittadini.
Una battaglia difficile ma che puo’ dare un ruolo ad associazioni di rompiscatole come la nostra.

luigi

QUOTO TANTISSIMO COMMENTO DI ROBERTO GRANDENE DEL 28/7 ORE 22.41

luigi

COME SE LO SONO COSTRUITO IL LORO IMPERO L’OPUS DEI AZIONE CATTOLICA COMUNIONE E LIBERAZIONE I FOCOLARINI LE DAME DI SAN VINCENZO LA COMUNITA’DI S. EGIDIO E VIA VIA TUTTE LE ALTRE SETTE CATTOLICHE? CON I SOLDI DEL PAPA CARDINALI ARCIVESCOVI VESCOVI FRATI MONACI PRETI SUORE ECC.ECC.?

luca t.

Un ottimo articolo su una questione poco conosciuta…

Purtroppo la chiesa cattolica ha un’esperienza millenaria nel perseguire i propri interessi materiali occultandoli dietro parole e slogan accattivanti: un amaro capolavoro (di efficacia e di disonestà) le campagne a favore del finanziamento pubblico delle scuole cattoliche condotte sotto lo slogan della “parità scolastica”, o le azioni condotte a livello globale a sostegno dei partiti di destra, ed a scardinamento dei movimenti democratici, sotto il paravento della “difesa della vita”…

Maurizio_ds

Ottimo articolo. La sussidierietà, applicata oggi soprattutto alle aziende e cooperative cielliene e rosse, fa rima con mafia.

Giuseppe C.

Concordo con Carcano, specie quando tocca il cuore del problema:

[…] Stiamo assistendo a un’autentica predazione di scarse risorse pubbliche da parte dei soliti noti.
Quello che una volta era soltanto il già imponente collateralismo democristiano è diventato, negli ultimi anni, un gigantesco finanziamento sostenuto dall’intero arco parlamentare. Un circolo vizioso: prima si finanzia e privilegia arbitrariamente la Chiesa cattolica; poi si sostiene che è necessario delegare attività svolte dallo Stato; quindi si afferma che soltanto il volontariato cattolico ha dimensioni tali da poterle svolgere; e infine, sulla base dell’importanza della funzione sociale svolta dalle sue associazioni, si finanzia e si privilegia ancor più di prima la Chiesa cattolica.
Senza dimenticare la creazione di condizionamento sociale che inevitabilmente accompagna una politica così a senso unico: si vuole affermare il cristianesimo identitarista anche attraverso questa via.
[…]

Cio’ che veramente non capisco e’ l’invocazione finale. Tremonti e’ quel tributarista che ha contribuito a congegnare la “trappola” dell’otto per mille e, piu’ recentemente, lo “Scudo fiscale”.
Persona arrogante e sopravvalutata.

Diocleziano

Forse il brano finale è ironico. Spero che sia ironico…
Mi chiedo come si possa ancora pensare di avere un dialogo con questa canaglıa pretesca avida e parassitaria.

Giuseppe C.

Me lo auguro. E’ quello che ho pensato anch’io.
Per rendere meglio l’ironia il buon Carcano avrebbe fatto bene ad aggiungere anche il nome di Brunetta.

Giuseppe C.

A proposito di sussidiarieta’, nell’odierna edizione barese di la Repubblica e’ ospitato un intervento di un medico pugliese, Danny Sivo, sull’idea assai strana dell’ospedale “San Raffaele” caldeggiata da Vendola…
Sivo e’ assai critico, giustamente, pur essendo un dirigente di SeL.

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