Sempre più ampia la richiesta di ridurre i costi della Chiesa

Mentre la pagina di Facebook Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria veleggia ormai verso i centomila “mi piace”, anche nel mondo politico si moltiplicano gli interventi che chiedono di ridurre i contributi che lo Stato che eroga alla Chiesa, o i privilegi fiscali di cui le è permesso disporre. Dopo il segretario radicale Mario Staderini (cfr. Ultimissima del 17 agosto), che ha anche preannunciato la presentazione di un emendamento alla manovra da parte dei deputati del suo partito, è ora sceso in campo il segretario socialista Riccardo Nencini, che secondo quanto riporta il sito Lucidamente ha sostenuto che “in questo contesto appare necessario che anche alla Chiesa cattolica sia chiesto di fare la sua parte, eliminando gli attuali privilegi fiscali e finanziari di cui continua a godere, cosa che non avviene con questa manovra del Governo nazionale”.
La questione agita anche altri partiti: sul sito del Futurista è stato pubblicato un articolo di Federico Brusadelli, E adesso è arrivato il momento di far pagare l’Ici alla Chiesa. Ma l’esponente FLI Cosimo Briguglio sostiene invece, riporta l’Unità, che “la Chiesa e le altre comunità religiose hanno diritto ad esenzioni come quella dell’Ici, otto per mille, e ad altri benefici fiscali in ragione dell’attività rilevante sul piano della solidarietà sociale e del bene pubblico, senza distinzione di religione, etnia, appartenenza politica e culturale dei destinatari. Il dibattito non diventi l’occasione per rilanciare un anacronistico anticlericalismo”. Lo stesso articolo porta alla luce il dibattito in casa PD: mentre il giovane “rottamatore” Pippo Civati chiede “di rifletterci su, visto che sono tempi di crisi per tutti”, e mentre “sul sito dei Democratici qualche militante esterna la propria delusione per il fatto che il contro-piano Pd sulla crisi ignori il problema”, la presidente Rosy Bindi pensa invece che non sia il caso di intervenire, perché “la Chiesa è una grande ricchezza per la società” e “le sue opere di carità sono importanti soprattutto in una fase di crisi”.
I vescovi italiani non stanno comunque a guardare. Nel timore che la situazione prenda direzioni impreviste si moltiplicano gli articoli pubblicati su Avvenire: da Quelli che l’Ici e la Chiesa cattolica di Umberto Folena (occhiello: “Malignità, malafede e disinformazione. Oh yes”) ad Agevolazioni, ecco la verità di Patrizia Clementi (occhiello: “Chiesa nel mirino”), fino all‘intervento del direttore Marco Tarquinio che, dopo aver tranquillizzato il lettore parlando della “solita maliziosa deformazione delle cose con conseguente opera di disinformazione”, sostiene che “a più di qualcuno dà fastidio – e vorrebbe dividere con il veleno del dubbio e persino della maldicenza – una Chiesa che è comunità di credenti in Cristo raccolta attorno alle sue guide”.

Raffaele Carcano

Archiviato in: Generale, Notizie