Milano, vicesindaco velata per la fine del Ramadan, promette moschee

Maria Grazia Guida, vicesindaco di Milano, ha partecipato ieri alla festa per la fine del Ramadan in un campo sportivo messo a disposizione da una parrocchia. Col capo coperto da un velo è stata accompagnata da Mahmoud Asfa, direttore della Casa della cultura islamica, e accolta da alcune fedeli. L’assessore alla Sicurezza Marco Granelli era nel frattempo alla festa di un’altra comunità islamica al Teatro Ciak.
Guida ha promesso l’attivazione di luoghi di culto islamici ma ha escluso la possibilità di creare un’unica grande moschea, in accordo con le richieste delle comunità.

Flavio Pietrobelli

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109 commenti

Francesco

Come se in Italia non avessimo gia’ abbastanza problemi con le superstizioni “locali”, importiamole pure.

teologo cattolico

“-uno Stato laico riconosce e tutela i diritti di libertà di tutti i suoi cittadini: libertà di pensiero, di parola, di riunione, di associazione, di culto, ecc. compatibilmente con le proprie leggi e ordinamenti;”

http://it.wikipedia.org/wiki/Laicit%C3%A0#Lo_Stato_laico

come sempre dimostrate di avere delle idee confuse sul concetto di laicità

paolo

@ teologo cattolico

“-uno Stato laico riconosce e tutela i diritti di libertà di tutti i suoi cittadini: libertà di pensiero, di parola, di riunione, di associazione, di culto, ecc. compatibilmente con le proprie leggi e ordinamenti;”

Lei non crede, quindi, che ci sia un malcelato boicottaggio avverso noi atei ed agnostici? Non abbiamo, forse, noi il diritto di esporre e difendere le nostre ragioni?

Le faccio notare che quello che noi vogliamo non è altro che l’assoluta non-ingerenza della chiesa negli affari interni di un Paese, e l’assoluta indipendenza economica che questa deve avere, senza gravare sul popolo. Che poi la chiesa voglia predicare, a noi non interessa: la faccia all’interno dei suoi luoghi di culto, senza andare ad importunare tutti indiscriminatamente, soprattutto organizzando processioni o quant’altro, bloccando strade e creando disagi alla libera circolazione stradale. Non è forse anche questo un nostro diritto leso?

Non venga a dirci che noi non abbiamo il senso esatto della laicità, perchè forse questo senso non ce l’hanno tutti quelli che vorrebbero il potere assoluto nelle mani di un capo spirituale.

Francesco

Teologo
Se fosse laico non ci sarebbero cadaveri appesi negli edifici statali.
E i nostri politici non si prostituirebbero in questo modo per nessuna religione.

Francesco

Quindi sei tu teologo che dimostri di non avere idee chiare nei confronti della laicita’.

rosalba Sgroia

Stendiamo un velo pietoso…appunto. I politicanti di turno ( di tutte le risme) si genufletteranno sempre di più di fronte ai poteri religiosi che avranno la voce più forte. Ora lo fanno per il Vaticano e per le sue tonache, domani per i fedeli dell’altro dio. Io sinceramente ho timore che anche l’Islam acquisti sempre più potere… e allora ciao core!

Federico Tonizzo

Concordo.
In teoria dovrebbe essere stupefacente vedere come i politici sono capaci di “passare” da un dio ad un altro (v. anche i leghisti che prima parlavano del dio Po e delle radici celtiche e ora parlano del crocifisso e delle radici cristiane), ma in realtà non lo è se si tiene conto del “falso ideologico” che alberga nel 50% della mente dei politici (nell’altro 50% alberga la ricerca dell’interesse economico personale).
Personalmente spero che la gente non abbia percepito molto, o lo abbia dimenticato, il voltafaccia dei leghisti; però spero che vedendo il voltafaccia dei politici papalini che poi si mascherano da adoratori di un altro dio, prendano coscienza che sono dei falsi e spero che li buttino tutti (metaforicamente) a mare.

Massimo

Come li hanno avuti contro il cattolicamento, i francesi hanno ottimi rimedi contro l’islamicamento. Bisognerebbe chiedere a loro! 😉
Fermo restando l’intangibile diritto alla professione di fede – finché non intacca quelli che non sono del/dei club, beninteso -, tutte queste messe in scena i nostri politicanti di tutte le specie potrebbero effettivamente risparmiarle a sé, a noi e ai “festeggiati” di turno…

Rothko61

Che gli islamici dispongano dei loro luoghi di culto è giusto ed inevitabile.
Spero solo che questo non comporti l’esborso di altri denari pubblici, come avviene per la ccar…

Il Filosofo Bottiglione

è la legge Bucalossi che prevede questo esborso.
i comuni possono stabilire di destinare “per edifici di culto” una quota (fino all’otto per cento, se non ricordo male) degli oneri di urbanizzazione secondaria. prima questi soldi andavano tutti alle propaggini della CCAR. ora altri culti si fanno avanti, a norma di legge.
sarebbe corretto cambiare la legge o che i comuni smettessero di prevedere quote per il cul-t-o. ma dopo chi glielo dice ai pretoni nostrani che non ce ne è più nenache per loro?

Leonardo

Oppure votare a livello locale per quei politici che s’impegnino a non sperperare in questa maniera il denaro pubblico.

Bismarck

Questa continua genuflessione a qualsiasi comunità religiosa da parte della politica è una cosa vomitevole.

Sandra

Il velo?? E perché? Lei rappresenta tutti i milanesi e le milanesi che l’hanno eletta. Non sono affatto d’accordo con questa legittimazione di un’usanza retrograda. Non era necessario, e se lo fosse stato – andare con il velo – sarebbe stato un punto per sottolineare la laicità dell’istituzione.

vecchio laico

@ Sandra

Ma è ovvio, cosa occorre che in una visita ufficiale o ufficiosa si vesta da circo per farsi ben volere dagli appartenenti a quella comunità religiosa.
Questo deve valere ora per questa situazione come pure per ogni e qualsiasi altra, compreso il velo sul capo delle donne nelle visite al Papa.

romeno182

questa donna deficiente si genuflette non tanto a un’ usanza retrograda, anche, ma soprattutto a un’ ideologia fascista, misogina e anti-libertaria indossando il velo.. come puo una donna, che gode delle liberta che tanto hanno costato a conquistare, come puo questa donna legittimare questi opressori professionisti?? che donna e’ questa, chi c**** l ha eletta?? e’ uno sputo in faccia a tutte quelle donne che hanno sofferto tutto il fascismo delle religioni sulla loro pelle

Southsun

Come da noi ci sono donne tipo Binetti, Santadeché, Carlucci, Scaraffia et al. – che senza femminismo starebbero a rammendar babbucce con 6 figli ciascuna – nel mondo musulmano ci sono donne che amano gli ayatollah.

D’altra parte, ci furono ebrei che votarono per il nazismo e ci sono gay che adorano la Chiesa cattolica, no?

Il mondo è così, specialmente quello delle religioni.

Alfonso

Ormai la religione è diventata un voto di scambio in questo lercio paese e giù tutti a genuflettersi a preti, imam e rabbini!

giulio

Secondo me quello che non va è la visita istituzionale a un luogo di culto.
Se poi il luogo di culto è una moschea vien da se che la donna deve essere velata, se è una sinagoga l’uomo deve avere il capo coperto, se è una chiesa tutti devono avere il capo scoperto, etc…

Nathan

Ti sbagli, gli uomini devono scoprirsi il capo in chiesa, mentre le donne dovrebbero coprirselo. Ora pero questo obbligo è andato abbastanza in disuso. Certe donne mettono ancora una veletta quando vanno a prendere la comunione.

Paolo

Quoto.
Indossare il velo va oltre la pratica dell’equidistanza tra le varie religioni.

Matt

Cercano voti. Quando i tuoi non te li danno ti prostotuisci altrove. semplice.
Vedrete il bello quando pretenderanno di introdurre il tribunale della sharia a Milano, come già succede in Gran Bretagna

juan valdez

E’ giusto che tutte le denominazioni religiose abbiano i loro spazi per il culto, ma è altrettanto doveroso che chi rappresenta tutti i cittadini, di qualsiasi o nessuna religione non ricorra alla captatio benevolentiae sfoggiando simboli religiosi. Chi amministra deve essere neutrale.
quindi se mi volete in una moschea ci vado senza il velo, in una sinagoga senza kippah e in chiesa senza…..senza…..
Si! in chiesa vado senza portafoglio.

Cattolico battezzato

In Chiesa si può andare senza portafoglio anzi, se hai bisogno di aiuto e di mangiare un pasto caldo è lì che ti devi rivolgere!

paolo

@Cattolico battezzato
“…anzi, se hai bisogno di aiuto e di mangiare un pasto caldo è lì che ti devi rivolgere!”

E certo. Perchè i soldi per fare la spesa, lo Stato italiano li ha dati al vaticano.

Francesco

Cattolico battezzato.
Lo ricordo anche io questo telefim era un episodio dei “Ai confini della realta’”.

Massimo

È un’idea: magari, se andiamo tutti in processione, i preti ci ridanno con le buone quello che ci spetterebbe di diritto. Presa alla lettera, la proposta sarebbe interessante – come sarebbe interssante che i tifosi boicottassero gli stadi per riavere un po’ dei soldi che hanno regalato a torme di calciatori miliardari e semianalfabeti. Le probabilità che ciò avvenga, sono affidate al senso critico degli italiani. In altri termini, pari a zero.

Gianluca

“Col capo coperto da un velo è stata accompagnata da Mahmoud Asfa, direttore della Casa della cultura islamica, e accolta da alcune fedeli”

Non è che senza velo non sarebbe stata neanche ricevuta?

Paolo1984

bè se fosse davvero così, sarebbe stato giusto rifiutarsi. Se uno rappresenta le istituzioni laiche dello Stato non può lasciare che un’imposizione di carattere religioso prevalga.
Detto per inciso, la penserei allo stesso modo se le comunità ebraiche vietassero ad un vicesindaco uomo di entrare in sinagoga per una visita ufficiale senza kippah

Soqquadro

Era un campo sportivo, non una moschea. E la differenza non è da poco.
All’interno delle sinagoghe i maschi indossano una kippah come simbolo di non sudditanza dell’uomo rispetto ai suoi simili. Ovunque nell’islam le femmine indossano il velo come simbolo di sudditanza della donna rispetto ai suoi simili maschi. Non è nemmeno la stessa cosa.

Soqquadro

PS: cmq, considerato che il luogo era un campo sportivo (fornito da una parrocchia cattolica) e non una moschea, non c’era alcun titolo sul luogo perchè, eventualmente, non velata non fosse fatta partecipare.

Daniele

Immagino proprio di si`.

Ha ritenuto piu` comodo mettersi un velo che sbattersi un po’ per la dignita` della donna e dei non credenti.

Oriana Fallaci, con tutto il male che potete dire di lei, quando intervisto` Khomeini si rifiuto` di indossare il chador. E alla fine l’ebbe vinta lei. Khomeini si fece intervistare da una Fallaci in jeans.

Dignita`…

rolling stone

… in compenso il direttore della Casa della Cultura islamica non ha neppure stretto la mano alla vice-sindaco, poiché rigorosamente vietato in quella grande cultura la stretta di mano uomo-donna.
Questa leccaperineo in cerca di voti mi ricorda la giornalista del TG 3 Giovanna Botteri che nel settembre 2007 all’ONU in New York ha intervistato in una conferenza stampa con il capo rigorosamente velato il presidente iraniano Ahmadinejad, mentre altre giornaliste lo intervistavano a capo scoperto.
Nota bene: in una sede ONU, non di una moschea, e l’ intervistato era un capo di stato laico, non un membro del clero sciita. L’ unica giustificazione per quell’abbigliamento è l’ eventuale conversione – peraltro del tutto legittima – della Botteri all’ islam 🙂

Sandra

Beh, ma la Botteri sta a ny da anni e ancora non capisce l’nglese. Sarebbe da compatire se non fosse che è pagata con denaro pubblico.

Alfonso

La Botteri ogni giorno cambia pettinatura a spese del popolo italiano….

bardhi

Con l’etica e l’attitudine genuflessa/baciapile dei politici italiani e non, con la prerogativa della democrazia la “maggioranza governa”, al cambio della maggioranza della popolazione da catto in islamica avremo un passaggio “indolore” da un stato “laico” cattolico in un stato “ancor piu laico” islamico.
Qua si vede la differenza fra la destra e la sinistra, cambia soltanto la pozzanghere dove pescano i voti.

Gargiulo

Mi dispiace non essere stato presente all’atto come membro dell’UAAR con tanto di maglietta e bandiera, per far presente quella parte laica che i nostri rappresentanti negano adottando simbologie e costumi religiosi.

La prossima volta starò più attento alle manifestazioni politico/religiose nella mia città.

fab

Questo non è rispetto degli altri, è rinuncia gratis ai propri valori.

Federico Tonizzo

Tu pensi che costei abbia dei “valori” che non siano il proprio tornaconto economico?

fab

Temo che creda un po’ troppo che tutte le mentalità valgono uguale, ma anche i dindi possono avere la loro parte.

Gérard

Manca ancora una buona conoscenza dell’ Islam da parte dei politici ( destra o sinistra )
Se il servizio dell’ Aid El Fitr si fosse svolto in una moschea, la religione musulmana obliga la donna a coprisi il capo . Pero la ceremonia si è svolta in uno campo sportivo e perciò il velo non era obligatorio .
Questa vice-sindachessa vuol essere più musulmana di Maometto !

Sandra

Soprattutto vuol privilegiare le religioni. La Guida è membro del consiglio pastorale diocesano, è dentro la Caritas ambrosiana. A Milano penso siano più numerosi gli indifferenti alla religione che i credenti – cattolici o musulmani, ma è con i gruppi che si fa pressione, è una lobby politica.
Non credo alla buona fede o all’ignoranza di questa signora in materia. E’ un gesto politico fatto in piena consapevolezza, è un passo verso l’accordo tra religiosi.
Questa sinistra sa dire qualcosa di intelligente e di nuovo?

Gargiulo

Eh no!, o la fai bene oppure non farla: mettiti in ginocchia col culo in alto e la testa in giù sul tappettino gridando: Alah uakbar!. Poi mettiti in digiuno di ramadan e vai ad ascoltare il Mulah. Altrimenti sei una demagoga alla ricerca di voti facili: non eri obbligata per rispeto alla religione musulmana a portare il velo fuori dalla moschea!

I nostri politici ignoranti si farebbero anche circoncidere per avere i voti degli ebrei, aiuto !!!

Gabriele (dottore)

Anche io trovo quest’atteggiamento così prono ai voleri religiosi di una minoranza: la giunta Moratti ci ha abituato alla paura; accettare il velo (segno di discriminazione sessuale) è altrettanto stupido.

Prima vengono le istituzioni laiche per tutti i cittadini, religiosi o meno.

serlvrer

Il velo non è un obbligo, e men che meno lo può essere in un campo aperto che non è un luogo di culto, quindi non può neanche essere paragonato al togliersi le scarpe per rispetto come quando si entra in moschea o si mette la kippa in una sinagoga

Giorgio Pozzo

Le scarpe si devono togliere quando si entra in una qualunque casa nei paesi musulmani. E’ una questione igienica, non religiosa: nelle case e nelle moschee la gente si siede o si stende sui tappeti.

Il velo invece, è discutibile: qualcuno, non ricordo chi, ma credo un musulmano, mi diceva che la testa delle donne va coperta per un terzo.

Marco Uno

Svenduta lei e con lei la nostra dignità e i nostri princìpi. 🙁

Del resto “un campo sportivo messo a disposizione da una parrocchia”.
Questa comunella contro la laicità piace anche ai politici, chiunque sia il pastore l’importante è che la massa sia gregge.

天路 tianlu

Si è bevuta il cervello la tipa. Le moschee non le vuole nè la destra nè la sinistra. E’ solo l’idea di una donnetta lontanissima dalla vita reale come tutti i politicanti.

El Topo

E’ una questione di realismo, se non si vuole favorire l’integralismo occorre percorrere la via dell’integrazione, il riconoscimento da parte delle autorità della comunità musulmana è doveroso , col tempo mi auguro che le nuove generazioni possano capire quanto sia insulso costruire la propria vita su dogmi e precetti imposti ed spesso anacronistici (ciò ovviamente vale per tutte le religioni), la non integrazione spingerebbe la comunità alla chiusura.
Però il velo si poteva anche evitare…

Soqquadro

Da quanto ho letto la Lega sta cavalcando l’onda a Milano e raccogliendo le firme per un referendum sulle moschee. A meno che per eventuali moschee non intendano usare terreni demaniali e/o finanziamenti pubblici, il referendum non avrebbe basi. Però porterebbe una certa carrettata di voti alla Lega alle prossime elezioni. Con i gentili omaggi della Vice-sindaco più maomettana di Maometto, appunto.

Sine sole sileo

L’ingenua Maria Grazia, quando tra qualche anno gli islamici saranno la maggioranza, indosserà il burka!

schiaudano

Sopratutto dopo che i cattolici avranno spianato la strada ai privilegi concessi alla religione di maggioranza.

salvo

ma unni i o pigghiunu? *trad. Ma come selezionano i politici negli Stati Uniti?

Alfonso

I politicanti italiani di raccattare qualche voto in ambienti religiosi, sarebbero capaci di accendersi un candelotto di dinamite infilato nel c….

marilena maffioletti

pisapia dov’è? D’altra parte, già il fatto che abbia nominato vicesindaco una donna impegnata da anni nella chiesa, la dice lunga sulla laicità del nuovo sindaco(io mi fidavo di lui!). Mi dispiace che la sinistra continui a prostrarsi per paura di perdere consenso.

Gargiulo

A Pisapia il prepuzio nessuno porta via!

Per LA vicesindaco invece l’infibulazione era più appropriata ma visto che quest’ùltima è legata ad alcune comunità di religione musulmana se l’è cavata molto bene con un velo in testa.

Gargiulo

la Lega rimpiange soltanto i soldi, il resto sono rappresentazioni teatrali

Karina

Che schifo, una gongolante schiava auto-sottomessa ad una religione maschilista, intollerante e demente. Questi sono i “progressisti”, siamo a posto.

Giancarlo MATTA

Appunto: questi sono i “progressisti” nostrani = prima “falce e croce”, poi “falce e minareto”. E alla fine i “progressisti” nostrani avranno quello che cercano e meritano.

lumen rationis

Medioevo remeat (ritorna)
Scusate il latino ma mi sembra appropriato.

Gargiulo

Se dovono proprio fare una grande moschea io la voglio di fronte al Duomo

Poi voglio anche una di fronte al nuovo Pirellone

Gargiulo

“Col capo coperto da un velo è stata accompagnata da Mahmoud Asfa”

Camminava dietro di lui ?

Gargiulo

“ha partecipato ieri alla festa per la fine del Ramadan in un campo sportivo”

E’ giusto che un’attività sportiva abbia culmine in un campo sportivo

Gargiulo

“L’assessore alla Sicurezza Marco Granelli era nel frattempo alla festa di un’altra comunità islamica al Teatro Ciak.”

Anche questa sembra coerente, l’assessore faceva il teatrino al Ciak

Soqquadro

Al Teatro Ciak mica c’erano i fondamentalisti della moschea di viale Jenner? Quelli che tutti i sindaci di Milano promettono di chiudere? Bella prova!!!!! Avrei dovuto votare Manfredi Palmeri. O a questo punto avrei anche potuto scrivere sulla scheda “Gargamella”

Gargiulo

Esatto, lo stesso teatro/moschea sin dal 2009. A me non disturba che questi poveri vadano a pregare là, mi sembra legittimo che abbiano il diritto di pregare in un luogo chiuso. Hanno già provato a farlo davanti al Duomo ma a quanto pare la tolleranza cattolica riserva soltanto ai cattolici la possibilità di pregare all’aperto in tutto il mondo, come alla GMG ad esempio.
Ovvio, la quantità di musulmani presenti in Italia fa gola ai nostri politici di sinistra e schifo a quelli di destra che preferiscono rimanere attaccati al culo del papa.

Soqquadro

Gargiulo, se è un teatro non è una moschea. Se vogliamo essere precisi è un teatro che viene preso in affitto dal 2009 per le feste di fine Ramadan. Ora, non è che se, poniamo, la comunità protestante si mettesse ad affittare un teatro per la festa di Pasqua, in capo a 3 anni quello diventerebbe un teatro/tempio protestante. Rimarrebbe un teatro dato in affitto in alcune occasioni a quella (e magari ad altre) comunità per le celebrazioni/feste che riterranno opportune.
Pure gli atei potrebbero prendere in affitto il teatro Ciak per magari un Darwin Day, mica diverrebbe un teatro/sede uaar.

Gargiulo

teatro/moschea era ironico, lo so’ che non suona molto logico (anche se mi viene il dubbio, le chiese sono anche “teatrini” a mio avviso). Continuo a pensare che è più giusto che abbiano un luogo chiuso per pregare che non stare in mezzo alla strada. Ti ricordo che per loro è stato dato anche il “velodromo” e il “palasharp” di Milano, certo, non per questo dobbiamo mettere il minaretto in queste strutture. Tutto queste cose succedono perchè la Lega (che ha adottato la religione cattolica come base identitaria insieme a tutto l’odio razziale che l’accompagna) e la Moratti (a sostegno dei capricci e privileggi della Chiesa cattolica) non concedevano loro un LEGITTIMO luogo dove pregare

Gargiulo

Ma come se il diavolo non esiste, la Chiesa lui non assiste !

rosalba Sgroia

Qui si parla anche di atei:

Ramadan: de Magistris a cerimonia in piazza Mercato a Napoli

Napoli, 30 ago. – (Adnkronos) – Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha partecipato oggi alla cerimonia di fine Ramadan, svolta in Piazza Mercato. De Magistris e’ intervenuto portando il saluto “non solo mio personale ma di tutta la citta’”, aggiungendo: “In questi 5 anni vorro’ instaurare con voi un dialogo aperto e franco per conoscere le cose belle che fate e i problemi che avete, per cercare di far si’ che Napoli possa essere un esempio nel mondo come citta’ che sa guardare non solo al Nord Europa e all’Unione europea, ma soprattutto al Sud del mondo, al vento di democrazia che sta venendo dal Nordafrica e dal Medio Oriente”. “Vogliamo essere vicini – ha proseguito – ai popoli che lottano per la liberta’ e vogliamo dare un esempio di pace e uguaglianza. Per farlo, dovremo vivere tutti insieme: cristiani, musulmani, ebrei, atei, tutte persone che hanno a cuoer solo lo sviluppo di una vita dignitosa, giusta e uguale”. De Magistris si e’ poi rivolto al direttore della moschea di Napoli, Abdallah Cozzolino: “Le porte del Comune sono aperte, nei prossimi giorni ci incontreremo per trovare la strada migliore per far crescere tutti noi, i nostri figli e questa grande citta’. Non faro’ mai distinzione tra i cittadini secondo il colore della pelle, la religione, le condizioni economiche e sociali non solo per mia convinzione personale ma perche’ lo dice l’articolo 3 della Costituzione italiana”, ha concluso.
(30 agosto 2011 ore 17.32)

Alessandro Masini

Ovviamente non mi ha fatto piacere vedere la vice del sindaco da me votato con il velo islamico, tuttavia a Milano negli anni passati c’è stato un razzismo esasperato da parte delle istituzioni verso una comunità numerosissima e varia, composta per lo più da onesti lavoratori, e se è vero come da più parte dicono anche gli atei, che il velo (e la vice non indossava certo il burqa) è in primis, prima che religioso, un simbolo della cultura e della tradizione di quei paesi, paesi in cui la religione è preponderante nella cultura (aihmè ma è così), debbo concedere alla vice che forse quel gesto voleva essere un omaggio alla loro cultura in generale, alla loro identità culturale prima che alla religione islamica, come quando si dichiara “io sono ebreo!”. Un omaggio a una comunità che non ha e non avrà a breve alcun DIRITTO DI VOTO.
Quindi non siamo troppo puristi, non crocifiggiamo ogni politico a qualunque piccolo gesto non sia tale e quale a quello che faremmo noi.
Con umiltà.

Alessandro Masini

Aggiungo che non c’è nulla di male a concedere la costruzione di edifici di culto a una comunità che se li pagherebbe in toto da sola e alla quale sono stati finora negati i permessi per ragioni squisitamente elettorali e razziste travestite con mille pretesti inconsistenti.
In italia si è liberi o no di praticare a proprie spese il culto che si preferisce? E allora si deve concedere ai mussulmani di farsi le loro moschee, a milano si sta solo riportando un po’ di diritto.

Soqquadro

Uno si dichiara “io sono ebreo”, in considerazione del fatto che lo è, come c’è chi si dichiara “io sono ateo/cattolico/musulmano/italiano/inglese/omosessuale…”
Non vedo però come sia manifestazione di “rispetto” presentarsi in una visita ufficiale in un campo sportivo con un simbolo oggetto di contestazione per il suo significato di MANCANZA di parità dei diritti, da parte di una rappresentanza di un’istituzione che dovrebbe essere laica.
PS: la Comunità islamica non ha, in gran numero, diritto di voto non perchè islamica ma perchè costituita al momento, in larga misura da non cittadini italiani. I musulmani con cittadinanza italiana hanno diritto di voto e anche di candidarsi alle elezioni (nelle passate elezioni comunali proprio per questa amministrazione ce n’erano alcuni tra i candidati, uno dei candidati di un altro comune lo conosco, e al Parlamento Italiano c’è una deputata eletta)

Alessandro Masini

Grazie che brillante osservazione, lo so che i mussulmani per lo più non votano non in quanto mussulmani ma in quanto stranieri, ma rimane il fatto: i mussulmani, al 99%, non votano! E come si fa ad accusare di manovra elettorale una manovra fatta appena dopo le elezioni e nei confronti di una comunità che per lo più non ha diritto di voto????

http://bora.la/2010/01/27/schifani-%E2%80%9Coggi-ogni-uomo-e-ebreo-oggi-anchio-sono-ebreo%E2%80%9D/

Per la cronaca dire “io sono ebreo” è un modo che hanno i non ebrei per offrire rispetto e dignità a quella o altre categorie, che brillante osservazione dire che un ebreo può esclamare io sono ebreo!

Soqquadro

Non ho mai dichiarato io la “mossa elettorale”, l’ho considerata “inopportuna” e fuori luogo, non elettorale. Epperò le indicazioni di voto ai musulmani milanesi da parte dei loro imam sono rimbalzate ben chiare sui quotidiani… (e i nostri politici, si sa, guardano avanti, molto avanti?).
Il “Io sono ebreo” è stato un motto di solidarietà nella commemorazione della Shoah. Cosa c’entra con l’autoassimilarsi ad una festa religiosa?

Alessandro Masini

si non hai mai usato tu l’espressione “mossa elettorale” ma hai fatto delle precisazioni sul diritto di voto a una mia risposta proprio a questa espressione. E la tua precisazione, inutilmente vera, non modifica il fatto che il 99% dei mussulmani milanesi non votano!

Alessandro Masini

Io sono ebreo centra con l’assimilarsi a una numerosa comunità religiosa che a milano ha subito discriminazioni su base razziale e religiosa da parte delle istituzioni cittadine, quindi c’entra! per similitudine c’entra!
E’ ovvio che nessuno ha simpatie per l’islam, ma non possiamo stare a guardare una morale (nemmeno una religione) dominante che tramite politici razzisti discrimina una minoranza (sia pure religiosa) nei suoi diritti civili non permettendo loro di costriure edifici di culto coi propri soldi!

Paolo

Il nuovo sindaco non è neanche lontanamente paragonabile al suo predecessore, non ci piove, credo nessuno lo metta in discussione.
Però qui si parla di un gesto specifico e significativo. Per dimostrare apertura verso la comunità islamica indossare il velo mi sembra un po’ troppo. Non è solo un gesto, c’è stata nei mesi e anni passati grande discussione, in Italia e nel mondo, sul significato del velo e sull'(in)opportunità di guardare con simpatia a questa usanza. Ed è giusto sottolinearlo.

Gérard

Bravo Paolo
C’è stato una grande discussione, come lo dici te, sul significato del velo !
Indossarlo da non musulmana, è un insulto a tutte le donne nel mondo che subiscono questa umiliazione !!

Alessandro Masini

concordo sull’inopportunità di guardare con simpatia a questa usanza, ma io credo che lo abbia indossato come fosse il turbante indiano per un invito della comunità indiana, un segno di rispetto per le culture differenti (non solo prettamente le religioni) per anni maltrattate a Milano da una destra razzista.
Per altro io, insieme a numerosissimi non credenti, sono contrario al divieto dl velo, anche integrale, a chi dichiarass di volerlo, dunque bisogna distinguere il giudizio culturale sul velo dal giudizio politico, che non deve essere necessariamente avverso.

Sandra

Se è inopportuno guardare con simpatia al velo, come può essere giustificabile che una rappresentante della cittadinanza lo indossi?
Per rispetto era sufficiente che si recasse presso la comunità, anche se l’occasione religiosa non mi piace comunque, non tutti i nord africani a Milano sono necessariamente musulmani.

Come se un sindaco donna tedesca, dopo anni di giunta anti-immigrati dall’Italia, si fosse recata con il velo in testa a una benedizione di qualche madonnina: avresti ancora parlato di segno di rispetto per culture differenti? E gli altri italiani, quelli non credenti, come si sarebbero sentiti secondo te? Il rispetto è per l’individuo, non per l’appartenenza a una religione!

Near

E’ una chiara mossa propagandistica e politica. La sinistra ha tradito i suoi ideali di laicità e di responsabilità sociale e preferisce allearsi con i pontenti e anche con gli islamici, visto che gli italiani non la votano più.
@ teologo cattolico
Penso che uno stato laico non possa prescindere dall’indipendenza del potere civile rispetto la sfera religiosa e questo non può avvenire attivando luoghi di culto (di qualsiasi religione) con fondi pubblici. Le religioni poi non possono predicare e mettere in pratica insegnamenti contrari ai principi costituzionali e qui andrebbe fatta una riflessione non solo sui maomettani.

Alessandro Masini

le elezioni ci sono appena state e i mussulmani al 99% non hanno diritto di voto, mi sembra un giudizio poco obiettivo e politicamente fazioso.

Sandra

Il diritto di voto è una questione di nazionalità, non di religione. E’ previsto da pochi anni il diritto al voto per i cittadini dell’Unione europea all’interno dell’UE, ma prima di Maastricht gli emigrati italiani residenti in Europa per esempio non hanno mai potuto votare, nemmeno alle amministrative.

Sandra

Ho riguardato i dati dei voti, si parla di 5mila musulmani residenti a Milano aventi diritto di voto su 100 mila musulmani residenti, il che corregge la percentuale al 95%. Per quei 5 mila l’imam di Segrate aveva scoraggiato il voto al partito di Vendola in quanto omosessuale.

Non mi sembra poi che finora ci si sia preoccupato del voto ai cinesi, né loro abbiano fatto pressione, forse non hanno tempo ed energie da dedicare alla politica.

Alessandro Masini

bene il 95% conferma in pieno i miei dati, non mi starai a fare le pulci dicendo che il 95 è meno del 99??
Certo che poteva evitare di andare col velo, in un mondo perfetto poteva farlo!
Dico solo che non mi sembra il caso di crocifiggere una giunta che ha buone potenzialità (che già sta mostrando, vedi link sulla visita del papa) solo per un atto che, non perfetto, non è nemmeno così grave e può essere molto meno significativo in negativo della peggior interpretazione possibile che voi polemicamente ne date!

Vorrei vedere veramente quanti nordafricani non si definiscono mussulmani!

I cinesi non hanno subìto una discriminazione religiosa o etnica a milano, forse per questo hanno meno richieste, perchè i politici di destra a milano hanno agitato lo spauracchio dell’islam, non dei cinesi!

Quello che dichiara un imam non può essere certo un motivo per chiudere il dialogo con una comunità di 100’000 persone!

Sandra

Secondo l’associazione “Musulmani moderati” i musulmani a Milano sono 80mila, e quindi la percentuale di musulmani votanti risulterebbe del 62.5%.

Sempre secondo questa associazione la giunta di Milano li avrebbe esclusi dagli incontri, preferendo gli “altri” musulmani.

Una comunità molto più nutrita sarebbe poi quella degli atei, non credi? Io penso che a Milano atei e agnostici siano ben più numerosi di tutti i musulmani, moderati o meno, ma nessuno si attiva per spazi culturali per non credenti.

I cinesi non li senti mai da nessuna parte, a Milano come a Parigi come a Londra: chiediti come mai, o pensi davvero che sia un razzismo selettivo? Ginevra è sempre stata tappa per ricchi musulmani, nessun problema. Non ci sono problemi con chi non pesa sulle tasche altrui, il razzismo non c’entra.

Secondo i dati del comune a dicembre 2010 sono 48mila gli stranieri provenienti da tutta l’Africa, bambini compresi. Direi che 100 mila è un dato eccessivo (anche aggiungendo Pakistan e Bangladesh si superano di poco i 50 mila), come tutto lo spazio “pubblicitario” dedicato alle cosiddette esigenze di culto.

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