Nepal, monache buddiste si danno al kung fu

Nel Druk Gawa Khilwa, un monastero che ospita circa 300 monache buddiste vicino Kathmandu in Nepal, è stato introdotto l’uso delle arti marziali. Le tecniche vengono utilizzate insieme ad esercizi di meditazione, per aumentare concentrazione e autostima, scrive il Guardian. Secondo il leader spirituale Gyalwang Drupka, a capo del monastero e dell’ordine di cui questo fa parte, è un modo per migliorare le condizioni delle monache, ritenute da sempre “di seconda classe” rispetto ai confratelli maschi.

Luciano Vanciu

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26 commenti

Daniele

Vediamo.

a) sono studentesse di arti marziali
b) non sono cattoliche
c) sono monache

due di queste caratteristiche sono “giuste” e una “sbagliata” 😉

Marco A

Dall’articolo si capisce che la guida spirituale Drupka ha introdotto il kung fu per migliorare la condizione della donna nei monasteri. Questo è positivo: anch’io ho praticato arti marziali e posso testimoniare il beneficio psicofisico che apportano, oltre a permettere alle donne di difendersi da eventuali malintenzionati.
È meno entusiasmante il fatto che il numero di vocazioni femminili stia aumentando; ma dubito che le monache buddiste rompano i maroni ai laici, quindi sono libere di fare quello che vogliono. Se si sentono realizzate praticando il kung fu e meditando in un monastero, sono felice per loro.

Kaworu

in quelle zone il fenomeno del “divento monaco perchè ho fame/mando a fare il monaco mio figlio perchè voglio dargli un’istruzione” è decisamente più ampio del “divento monaco per vocazione”.

un po’ come quando da noi si cacciava il figlio in seminario per farlo studiare o le figlie suore perchè si era già in 15 e non sapevi come dividere ancora la pagnotta.

Marco A

Sì, avevo pensato anche a questa eventualità. In effetti il kung fu potrebbe rendere meno noiosa la vita monastica. Tra l’altro l’articolo lascia intendere che queste monache siano piuttosto attive, praticando la loro vocazione in modo simile al motto “ora et labora”.
L’importante, come sempre, è che tutti abbiano la libertà di disporre della propria vita come meglio credono. Se questa iniziativa renderà complessivamente la gente della zona “più felice/più soddisfatta”, siamo a posto.

DURRUTI 51

Vero, a conforto di ciò posso dire di aver udito una volta un prete lamentarsi per il fatto che le famiglie poco numerose son la causa delle diminuite ” vocazioni” Quando si dice l’autocoscienza!

Rothko61

… e le suore orsoline si daranno al pugilato.
Bisogna pur rispettare le tradizioni e le culture dei popoli… 😉

teologo cattolico

Conosco preti e vescovi che fanno jogging. Il trekking è praticato da un numero considerevoli di consacrati. Il papa GPII amava sciare.

Kaworu

i preti son meno vincolati delle suore.

ci sono anche preti che vanno al mare in costume, ma non mi risulta che le suore in spiaggia stiano in bikini (o costume intero).

as usual…

Francesco

Sicuro che facessero jogging o erano inseguiti da qualche genitore di un loro chirichetto?

Paganini

Non è una enorme novità. Le arti marziali sono nate proprio nei monasteri ed è una consuetudine che vengano praticate li.

Monaci e monache, poi, in realtà loro non sono sessisti non fanno la differenza.

Gargiulo

Qui in Italia invece bisognerebbe insegnare arti marziali ai bambini per diffendersi dai preti.

Kaworu

quando andavo in palestra, in una sala attigua a quella dove stavo io insegnavano kick boxing.

al pomeriggio c’erano sempre un sacco di bambini, a occhio direi tra i 5 e i 10 anni, in più turni 😉

Kaworu

eheheh sicuramente è un’attività più utile e divertente 😉

Gargiulo

ehehe!, sicuramente il loro genitori li mandavano a messa e loro chiedevano come condizione di andare a kick boxing, mica scemi.

paolo

e magari anche dagli insegnanti di educazione fisica….. o non ti risulta?

bruno gualerzi

In un primo momento avevo letto “monache buddiste si danno al bunga bunga”…
Bisogna che non legga più giornali e non guardi più la televisione!

Paul Manoni

Da “Kung Fu Panda”…A “Kung Fu Lama”!! 😆
Scherzi a parte, non vedo cosa ci sia da commentare, se non un’inziziativa tutto sommato positiva. Visto tutte le ore dedicate dai monaci e dalle monache alla meditazione sedentaria, un po’ di attività fisica non gli farà male di certo! 😉

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