Israele, scrittore Yoram Kaniuk ottiene registrazione come “senza religione”

Il tribunale del distretto di Tel Aviv ha recentemente sentenziato che lo scrittore Yoram Kaniuk debba essere registrato come “senza religione”. Infatti non si è mai convertito ad altra religione e nemmeno si è mai identificato come ebreo.
Nel 2010, scrive il Jerusalem Post, aveva fatto richiesta al ministero dell’Interno di modificare il suo stato anagrafico da “ebreo” a “nessuna religione”, che però non aveva acconsentito. A quel punto lo scrittore si era rivolto al tribunale, che gli ha dato ragione. Secondo il legale di Kaniuk, Yael Katz-Mastbaum, la sentenza potrebbe avere conseguenze anche sui matrimoni in Israele, dove non sono pienamente ammesse le nozze civili svincolate dall’appartenenza religiosa.

Valentino Salvatore

Archiviato in: Generale, Notizie

43 commenti

Rothko61

E’ un evento storico: si aprono brecce anche nel coriaceo Israele, dove vive il popolo “eletto”…

Ang Li

Israele è un paese più giovane dell’Italia, nato come religioso e già emette sentenze così . In Italia ufficialmente non c’è la religione di Sato ma è un paese semiteocratico. Magari una riflessione più seria su cosa è democrazia e cosa no andrebbe fatta

Marcus Prometheus

ISRAELE NON e’ nato come paese religioso, ma al contrario e’ nato piuttosto laico, e contro l’opposizione di quasi tutte le correnti religiose, dunque un paese sostanzialmente molto laico anche se con svariate imperfezioni. Oltre che laico e’ nato anche come paese molto influenzato dal socialismo, e sostenuto all’inizio dalla URSS in funzione anti britannica finche’ la URSS non considero’ piu’ utile sposare la causa araba e terzomondista in funzione antioccidentale.
Dunque NON nato religioso, e rimasto laico per i primi 35 anni semmai negli ultimi 30 anni ha visto un notevole aumento della influenza religiosa, e negli ultimi 10 anche una discreta reazione alla clericalizzazione, compreso il successo di un partito anticlericale.

bruno gualerzi

Non ho mai ben capito una cosa (tra le tante): essere ebreo significa sentirsi parte del popolo ebraico senza necessariamente sposarne la religione (es. sono italiano, ma non necessariamente cattolico), oppure esprime anche un’appartenenza religiosa (come l’essere cristiano, mussulmano, ecc.)?

Batrakos

Per quel poco che so, la questione è complessa.

Certo è che per l’ebraismo per essere ebreo devi essere di madre ebrea (mentre per i musulmani, devi essere figlio di padre musulmano…pensa che intoppo se nasce un figlio a una coppia del genere). Esistono poi una serie di riti di passaggio (il bar mitzvah importantissimo) che ne sanciscono l’appartenenza religiosa ebraica, e qua non so se lo status di ebreo rimane anche a chi non li faccia, ma credo di sì.
Un ebreo, anche se diventa ateo, resta considerato tale; problema un po’ più grosso se adotta una religione diversa da quella dei padri.
Le conversioni di non ebrei etnici all’ebraismo non sono molto ben viste, ma esistono.

Credo dal nome che lo scrittore in questione sia ebreo: probabilmente lui ha rifiutato lo status proprio per il legame strettissimo tra ebraicità etnica e religione, che come non credente in alcuna religione (che poi, in termini di pura speculazione, non vuol dire necessariamente ateo o agnostico) giustamente rifiuta, magari come mossa laica per fare da grimaldello ad una revisione della legge.

Gargiulo

Per lo Stato d’Israele essere ebreo significa necessariamente sposare la religione. Israele è uno stato confessionale, infatti le regole del paese girano intorno alla religione. Il sabato è per loro come la nostra domenica e la loro settimana lavorativa inizia la domenica. Le feste religiose vengono rigorosamente imposte a tutti (potrei raccontarti un sacco di aneddoti tragicomiche) e il paese si ferma letteralmente.
Esiste anche una legge chiamata “del ritorno” che consente agli ebrei di tutto il mondo di acquisire la cittadinanza israeliana ed emigrare verso la “terra promessa”. L’acquisizione della cittadinanza israeliana richiede necessariamente di un certificato rabbinico che testimonia la tua appartenenza alla religione ebraica. Un’altra curiosità: l’emigrazione verso Israele viene chiamata “aliàh” che vuol dire “salita, ascensione”. Fino all’anno 1998-99 nel documento d’identità veniva specificata la religione.

Batrakos

Però, viceversa, non essere ebreo credo non neghi la possibilità di essere cittadino israeliano, come per i palestinesi rimasti in Israele, almeno a quel che so. Dunque, se non prendo una cantonata, quelli, come al solito, meno considerati siamo noi irreligiosi.
Che poi la vita di quella società sia dominata dai riti dell’ebraismo (e dunque sia Paese confessionale e non laicista come piace a noi) non ho difficoltà a crederlo.

Gargiulo

per i palestinesi rimasti in Israele la cosa è molto più complessa. Potresti leggere queste informazioni che spiegano abbastanza bene lo status dei palistinesi:

http://www.giovannidesio.it/arabo%20israeliano/iaraboi-sreliano%20.htm

Ci sono delle cose molto discutibili anche su quel sito, come per esempio il tema della diaspora che diventa sempre più insostenibile dal punto di vista scientifico.

Il non essere ebreo per l’ebraismo significa semplicemente non essere figlio di madre ebrea. Tutto qua, semplicemente se sei nato da madre ebrea per gli ebrei sei ebreo. Noi irreligiosi potremo essere anche israeliani, basta la discendenza matrilineare.

Gher

Gargiulo, quello che scrivi è molto inaccurato. Si può vivere benissimo da atei in Israele, io ne conosco tanti, certo meglio se non stai a Gerusalemme. Ma anche a Gerusalemme io sono andato a cena fuori di Shabbat – e ho mangiato non-kasher – in pieno centro. Certo le contraddizioni sono stridenti.

giulio

@ gargiulo
sul sito che hai citato ho notato un errore: che non sia possibile diventare ebrei
in realtà convertirsi all’ebraismo è possibile, anche se non è incoraggiato
la conversione all’ebraismo si chiama ghiur

Gargiulo

@ Gher

Si può ma con visto turistico e devi attraversare la frontiera dopo non ricordo quanti mesi. Di sicuro non si può lavorare (in bianco) con un visto turistico. Puoi essere anche ateo, ovviamente, ma quello che conta per Israele (almeno per acquisire la cittadinanza) è che tu sia figlio di una donna ebrea. Avrai pure mangiato non kosher anche in pieno centro ma ti posso assicurare che non è legale e di sicuro non ci sei andato in mezzo o in macchina, i mezzi pubblici non esistono in shabat e in macchina non si può circolare, altrimenti vieni multato.

@ giulio

il ghiur non viene riconosciuto dallo Stato ebraico, l’ebraismo progressivo non è ben visto per parte d’Israele.

Marcus Prometheus

@ Gargiulo che scrive che “Israele è uno stato confessionale, replico che non e’ vero come non e’ vero che sia perfettamente laico, e comunque eventualmente e’ uno stato TRI-confessionale per il largo riconoscimento ereditatao dallo stato TURCO OTTOMANO e dal Mandato Britannico offerto a tutte e tre le religioni abramitiche. Ogni adepto ad ebraismo cristianesiomo o islam fa festa nel suo giorno specifico, e si sposa validamente col suo matrimonio religioso specifico.
Decine di paesi laici al mondo hanno come giorno di festa la domenica senza per questo diventare paesi cristiani.

Enrico

* Gualerzi

Secondo l’ebraismo ortodosso è ebreo chi nasce da medre ebrea. Essere israeliano è diverso lo possono essere anche gli arabi cittadini israeliani siano musulmani o cristiani, comunque questi cittadini sono sia eletti che elettori ma non soggetti a leva militare.

Soqquadro

i cristiani si, sono soggetti alla leva, come anche i drusi (richiesto dalla comunità negli anni ’50)

Marcus Prometheus

Ma anche gli arabi beduini se vogliono possono fare il servizio militare nell’esercito Israeliano ed infatti molti lo fanno, mentre se non vogliono ne sono esentati.

giulio

@ Bruno Gualerzi
gli ebrei si considerano un popolo e non (non solo) una religione
ciò significa che è ebreo chi è figlio di madre ebrea (anche se ateo) oppure chi si converte all’ebraismo, ma non è ebreo chi, pur figlio di madre ebrea, aderisce ad altra religione
in pratica esistono ebrei di religione ebraica ed ebrei non credenti

Laverdure

@Bruno Gualerzi

Quello che non hai capito,e mi stupisce,e’ che l’ebraismo non e’ soltanto una religione,ma
anche una ricca cultura,che nei secoli passati ha prodotto notoriamente una percentuale di
artisti ,scienziati,letterati,personaggi notevoli molto piu’ elevata di altre culture.
Per questo, a meno di pensare che la razza ebraica,ragionando all’opposto di Htler( e altrettanto assurdamente),sia davvero una “razza superiore,e’ ragionevole pensare che la cultura ebraica fornisca un terreno migliore allo sviliuppo delle qualita di un individuo rispetto a molte altre.
Avrai letto molte volte anche tu di ebrei che pur dichiarandosi apertamente atei sono fieri della loro appartenenza a tale cultura.
Forse in proporzione sono minori di numero gli atei fieri di appartenere ad una cultura di origini cristiane,oserei dire.( e forse anche i non atei).

bruno gualerzi

@ Laverdure
Ma guarda che la mia era una domanda su una questione che non capivo bene, e che (per questo ringrazio coloro che hanno riportato tanti dati utili) ora posso dire di conoscere meglio. E’ così grave?

Batrakos

Non comprendo bene quando dice ‘non sono pienamente ammesse le nozze civili svincolate dall’identità religiosa’.

Dunque esistono solo matrimoni con rito religioso misto? O che altro?
In ogni caso, fino adesso ero convinto che in Israele i matrimoni civili fossero riconosciuti, leggendo spesso, qua e non solo, che Israele (al di là del nome) è uno Stato laico. Infatti c’è , leggendo wiki, il riconoscimento della convivenza omosessuale come ‘matrimonio di fatto’ anche per i gay (io pensavo ci fossero le unioni civili o il matrimonio civile), per cui mi vien difficile pensare che i matrimoni civili non abbiano ‘piena ammissione’, anche se, guardando wiki, dice che effettivamente non è permesso il matrimonio civile ma solo religioso. E allora, che succede: i ‘matrimoni di fatto’ gay avrebbero la benedizione religiosa automatica almeno, ove vi sia religione diversa dei coniugi, per lo sposo ebreo?
Se qualcuno più addentro sapesse chiarirmi l’arcano avrei piacere.

Sol

ho trovato qualcosa su Wiki:
Nello stato di Israele, mancando l’istituto del matrimonio civile, sia eterosessuale sia (eventualmente) omosessuale, ed essendo il matrimonio sottoposto alla autorità religiose, non è possibile contrarre matrimoni gay. Nonostante ciò in base ad una decisione della Corte Suprema di Israele del 21 novembre 2006 lo stato di Israele riconosce i matrimoni gay contratti all’estero.

In Israele è stato riconosciuto il diritto di adottare i figli del proprio partner nell’ambito di coppie gay; è in discussione, ma non ancora approvata, una proposta per rendere automatica la successione all’interno di coppie gay. In alcune città, come Tel Aviv, alle coppie gay sono riconosciuti gli stessi diritti assistenziali previsti per le coppie eterosessuali.

Gher

Quando Ben-Gurion gettò le basi dello Stato di Israele capì che non poteva mettersi contro il religiosi. Decise quindi di attendere tempi migliori, nel frattempo lasciando alla religione il potere di normare la vita familiare secondo la halakhah (la legge ebraica). Successivamente, quando la religione invece di perdere peso, come in tutto l’occidente, crebbe di influenza, la Corte Suprema mise dei paletti, che però non sono ancora sufficienti. Attualmente l’unico matrimonio valido contratto in Israele è quello religioso. Il che significa che puoi sposare solo uno/a della tua religione. I laici si sposano all’estero (spesso a Cipro) e fanno poi trascrivere il matrimonio in Eretz. Oppure contraggono partnership unions, il che vale anche per i gay.

Sol

Dice Batrakos che un ebreo, anche se diventa ateo, resta considerato tale; problema un po’ più grosso se adotta una religione diversa da quella dei padri.

un bel po’ grosso sì come problema, se consideri che la famiglia dell’ebreo apostata (mumar, cioè cambiato) osserverà per lui il periodo di lutto, e lo considererà da quel momento, a tutti gli effetti, morto.

Batrakos

Grazie dell’integrazione Sol, anche per più in su.
Non ho capito, però, se la questione dell’apostasia riguardi l’ateismo o soltanto se seguita la conversione ad altre religioni (io sapevo, da persone ebree atee quindi non so se di parte, che in caso di non conversione ad altra religione rimani comunque parte del popolo ebraico, perchè non cadi nell’idolatria… ‘non avrai altro dio all’infuori di me’… rispetto a chi passa ad adorare un’altra divinità).
Puoi chiarirmelo, se lo sai?

Batrakos

errata corrigo.
‘seguita da’ non ‘seguita la’, sennò non si capisce; scusami.

Sol

la so così anch’io, si considera morto chi abiura per prendere un’altra religione. L’ebreo che si è solo allontanato dalla propria religione viene visto come un vero ebreo che sta solo sbagliando, o che non assolve ai propri doveri, ma nessuno prende il lutto per un “fratello che sbaglia” se capisci cosa intendo.

Soqquadro

Solo gli ortodossi (problematici per tutta la comunità) fanno ostruzionismo e rifiuto nei confronti dei parenti convertiti. Gli altri ci restano più o meno male (come le nonne cattoliche di un bel po’ di italiani) ma la cosa finisce lì.
Poi di ebrei “appartenenti al popolo ebraico” ma non credenti o non di religione ebraica ce ne sono diversi, in Israele come nel mondo, oppure di religione “mixata”, come gli “ebrei per Gesù”….

Batrakos

Però, a quel che mi risulta, gli ebrei ortodossi -non quelli ultraortodossi, categoria nella quale poi sono inquadrati fenomeni anche diversi tra loro- sono la maggioranza degli ebrei credenti (che a sua volta credo siano più dei non credenti), molto più dei riformati.
Non so se ho letto male e quindi mi risulti male.

Alecattolico

Chi pensa che abbia insegnato adamare ii prossimo comd se stesso,a dare ci che si ha ai poveri.ad onorare il prossimo,ad avereCura,amorevole degli affamati,dei senza tetto,ha pagare le tasse perch giusto ,e a dare la lode a Dio,a non mettere a morte le prostitute,ha non rubare,vedete voisiete quel tipo di persone pericolose per la societ,perch privi di etica,del senso di ci che sbagiiato,non permettetevi di criticare i Cattolici.

Florasol

beh che la sopraffazione che i cattolici tentano di esercitare su chiunque altro da due millenni è malvagia e sbagliata, non è che ci voglia un genio dell’etica per acpirlo…

Kaworu

perchè non ci dimostri che sei diacono?

da come scrivi, al massimo ti infili le candele nel naso.

Southsun

Tu sei un rifiuto della società cattolica, caro Ale, e difficilmente riciclabile.

Giusto all’inceneritore puoi finire, per ricavarne un po’ di illuministica e illuminante energia elettrica.

Se tu sei diacono Cicciolina è vergine.

Gher

Qualche precisazione. La maggioranza relativa degli ebrei religiosi al mondo è RIFORMATA. Stanno per lo più in America. i riformati si dividono a loro volta in più correnti: liberal, Reform, ricostruzionista. A destra (per semplificare) ci sono i conservative (tradizionalisti), poi i modern orthodoxes, gli ortodossi, infine gli ultraortodossi, che vanno dai chassidim agli haredim, sionisti o antisionisti. Ai margini di tutto questo, che è la religione ebraica, ci sono tuta una serie di fenomeni come l’ebraismo messianico (ebrei che credono che Cristo fosse il messia), criptogiudei (lontani discendenti di Shabbetai Zvi) e, mare magnum, l’ateismo ebraico, che fa un po’ storia a sé. Lo Stato di Israele, per una sentenza della corte suprema, riconosce il Diritto all’Aliyah sotot la Legge del ritorno a tutti gli ebrei, per nascita o per conversione sotto qualunque delle denominazioni principali.

Batrakos

Ciao Gher, grazie delle precisazioni.

Sono andato a vedere cosa dice wikipedia, la quale sappiamo non essere fenomeno molto attendibile.
Lì si sostiene quel che sostenevo io: che l’ebraismo ortodosso è ovunque maggioritario (tranne che negli USA, dove io invece pensavo fosse fortissimo).
Forse, sia io sia l’autore della voce wiki, ci siamo basati su notizie temporalmente superate e certamente si troveranno dati più aggiornati.
Tuttavia, fossero anche ormai minoranza, mi pare difficile parlare di ortodossi come di un gruppo inviso alla comunità ebraica stessa: credo che ciò sia più facilmente applicabile agli ultraortodossi, anche quelli sionisti.

Gher

Ha senso, perché devi contare che negli Usa vive circa la metà degli ebrei viventi.

Negli Usa c’è però una molto minoritaria ma molto vivace comunità chabad-Lubavitch, sono chassidim, con capitale New York, da dove si irradiano praticamente in tutto il mondo.

E’ notevole che i chabad siano finanziati da molti filantropi laici perché considerati gli unici che riescono a vivificare l’ebraismo dove sta morendo (a cominciare dell’Europa).

Gli ortodossi non sono affatto invisi agli ebrei mainstream, naturalmente essendo l’ebraismo policentrico ciascuna comunità si è adattata agli usi locali, a cominciare dalla distinzione fra ashkenaziti e sefarditi, quindi in realtà ci sono molte ortodossie, ciascuna col proprio minhag (usi).

Batrakos

E’ vero, amico mio e non ci avevo pensato: dato il numero di ebrei in USA, essi sicuramente fanno la differenza tra le varie correnti!
Concordo anche sul fatto delle diverse ortodossie, anzi aggiungo che il termine ‘ortodosso’, ascoltato da persona di cultura cristiana (dunque abituata al discorso ortodossia versus eresia) può generare molti equivoci, visto che nell’ebraismo la questione è molto diversa, almeno a quel che so io.
Ti ringrazio, infine, per l’informazione sui Lubavitch di New York e i finanziamenti: non la sapevo proprio!
Un saluto.

Gher

Sul sito scrivono: “Un contributo culturale grandissimo, sproporzionato alla modesta consistenza numerica è venuta alla civiltà occidentale dagli Ebrei. Ma si noti: in nessun caso si tratta di un contributo della “cultura ebraica”, ma sempre di persone di origine ebraica che operavano a prescindere e in genere in contrasto con la loro cultura tradizionale. Insomma non c’è nulla di ebraico nel pensiero di Marx o di Freud o di Einstein.”

Anche questo è molto discutibile. Certamente Marx era ateo, come Freud. Tuttavia gli storici delle idee non hanno potuto fare a meno di identificare nel loro pensiero schemi e stilemi, concetti e metodi del pensiero ebraico. Il caso più celebre è la “secolarizzazione dell’ideale messianico” in cui consisterebbe la società comunista e senza classi di cui parla Marx, il quale è bene ricordare proveniva da una famiglia di grandissimi rabbini.

Molti hanno sottolineato come l’interpretazione dei sogni che Freud ha elevato a metodo diagnostico sia molto presente nella Torah e nel Talmud, così come nella Qabbalah dove abbondano immagini e simboli sessuali.

Quanto ad Einstein, pur rifiutando l’ateismo era anche estraneo all’ebraismo rabbinico, dichiarò spesso di sentirsi vicino a Spinoza.

Maurizio_ds

Bello! Voglio farlo anch’io, farmi scrivere sulla carta d’identità “senza religione”.
In realtà in un paese normale non servirebbe indicare all’anagrafe o da qualche altra parte l’essere atei o fedeli. E poi l’iscrizione all’UAAR è sufficiente.

Marcus Prometheus

dalla STAMPA di oggi, 03/10/2011, a pag. 14, l’articolo di Aldo Baquis dal titolo “La sfida dello scrittore: ebreo senza religione”.

Yoram Kaniuk

Nel 1948 ha combattuto in prima linea per lo Stato di Israele e ha visto gli amici morire come mosche. Adesso ha la netta sensazione che lo Stato laico di Israele stia soccombendo sotto un establishment rabbinico «invadente e di stampo iraniano», che gli provoca repulsione. E allora lo scrittore più indisciplinato e anticonformista di Israele, Yoram Kaniuk (81 anni), è tornato in prima linea per scardinare il connubio (a suo parere divenuto perverso) tra «popolo ebraico» da un lato e «religione ebraica», dall’altro. Nei registri dello stato civile israeliano sono tutt’uno.

Quando, mesi fa, è andato al ministero degli Interni per esigere di essere registrato al tempo stesso «membro del popolo ebraico» e «senza religione», l’impiegata è rimasta sbigottita: mai nessuno, prima di lui, aveva avanzato una richiesta del genere. Ma adesso il tribunale distrettuale di Tel Aviv ha assecondato la sua iniziativa, in ossequio al principio della libertà dell’Uomo. «Una decisione coraggiosa, uno sviluppo storico», ha esclamato Kaniuk.

Dopo un decennio trascorso nella ruggente New York degli Anni 50, Kaniuk era rientrato in Israele con una celebre ballerina, Miranda, di fede cristiana. Col passare degli anni i due bohémien hanno avuto due figlie, che in Israele non sono state riconosciute come ebree. L’anno scorso è arrivato un atteso nipotino, che il ministero degli Interni ha registrato come «senza religione».

«Ero stufo di essere in minoranza, unico ebreo della famiglia – ha osservato maliziosamente lo scrittore -. Ho deciso allora di essere esattamente come mio nipote: privo di religione». Con l’ortodossia ebraica non vuole rapporti: «Ho detto loro: io ora esco». Ma ancora si sente legato al popolo ebraico e allo Stato di Israele. «Quando Ben Gurion parlava di uno Stato ebraico – ha rincarato, con tono beffardo – non pensava certo che un giorno in Israele 400 rabbini sarebbero andati a ispezionare le bollicine dell’acqua minerale per verificare se fossero compatibili con la halacha», l’ortodossia ebraica.

Da parte loro i rabbini gli mandano a dire che «quando uno nasce ebreo, resta ebreo. Non si sfugge». Davvero non si sfugge? Kaniuk il ribelle la sa lunga: nemmeno da morto i rabbini avranno il suo corpo – ridacchia – perché lo ha già donato alla scienza.

Marcus Prometheus

Sul laicismo o confessionalismo israeliano c’e’ ancora una cosa importante da dire:
Israele e’ una societa’ molto laica, maggioritariamente laica, ma avendo un sistema parlamentare proporzionale senza sbarramenti da 30 anni e’ un po’ in balia dei partitini religiosi che fanno da ago della bilancia fra destra e sinistra.
Per questo motivo che governi la destra o la sinistra negli ultimi decenni i religiosi riescono ad assicurarsi svariati privilegi, come l’esenzione dal servizio militare per gli studenti della bibbia, privilegio cresciuto nel tempo, concesso nel 1948 riguardava solo 200 studenti mentre oggi ne approfittano non so quante migliaia di perdigiorno.
Poi c’e’ la rinuncia dello stato ad istituire un matrimonio civile proprio (per non sfidare gli ortodossi), problema AGGIRATO (alla grande, proprio per grossi numeri) dai matrimoni ovunque all’estero che sono automaticamente riconosciuti. In pratica Il matrimonio civile Israeliano e’ il matrimonio a Cipro e Cipro e’ diventata l’anagrafe dei matrimoni civili di Israele.
Poi c’e’ l’accettazione della chiusura ci svariate strade nei quartieri religiosi di Gerusalemme surante lo Shabbat, con tolleranza dei teppisti religiosi che tirano sassi a chi si avvicina in auto.
Eccetera.

Paul Manoni

La notizia e’ importante e davvero molto gradita! 😉

Commenti chiusi.