Iran, condannato a sei anni di carcere il regista dissidente Jafar Panahi

La Corte d’Appello di Teheran ha confermato la condanna per il regista iraniano Jafar Panahi, ritenuto colpevole di aver “agito contro la sicurezza nazionale” e per “propaganda contro il regime”. Panahi, uno dei più noti cineasti iraniani, ha girato film come Il palloncino bianco, Il cerchio e Offside ottenendo riconoscimenti a livello internazionale. La sua attività di regista è sempre stata legata all’impegno politico e alla critica al regime islamico dell’Iran. Era stato arrestato con l’accusa di voler girare un film sulle proteste del 2009 a seguito delle elezioni che hanno portato alla riconferma del presidente Mahmoud Ahmadinejad. Il suo arresto aveva portato ad una mobilitazione internazionale dei registi per chiederne la liberazione.
Panahi è stato condannato a sei anni di carcere e per vent’anni non potrà neanche scrivere, girare o produrre film – sia in patria che all’estero – o lasciare il Paese.
Confermata la condanna anche per un altro cineasta iraniano coinvolto nell’arresto di Panahi, Mohammad Rasoulof, ridotta ad un anno di reclusione rispetto ai sei del primo verdetto.

Valentino Salvatore

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21 commenti

juan valdez

Ancora una volta l’intolleranza e l’odio nei confronti del libero pensiero hanno fatto centro.
I magistrati iraniani, bravissimi nell’applicazione di norme teocratiche e liberticide hanno condannato un uomo che aveva il solo torto di steccare nel coro e rappresentare una realtà che non è quella che un regime islamista, e quindi per sua natura inumano e violento, vorrebbe che fosse rappresentata.
L’Iran e con lei tutti gli altri stati islamisti o che si apprestano a diventarlo oggi possono gloriarsi di una grande vittoria: hanno chiuso la bocca ad un uomo libero.
Però facciano molta attenzione Amadhinejad e gli altri intolleranti barbuti lobotomizzati come lui, LA VERITA’ E LA LIBERTA’ NON POSSONO ESSERE FERMATE.

juan valdez

……Vorrei aggiungere che non dispero, anche se ho i miei dubbi che accadrà a breve, di poter vedere la nascita di un mondo arabo svincolato dalle catene di una società teocratica e oppressiva.
VIVA SEMPRE JAFAR PANAHI.

justin

sono schifato.
non potra’ neanche LASCIARE il paese per vent’anni (), a condanna finita, ne scrivere o dirigere. mi chiedo che tipo di “sorveglianza” dovra’ subire, e anche peggio.
puro fascismo.

andrea tirelli

ovunque nel mondo e in ogni tempo nella storia accade questo: che il male procurato dalla religione e’ incommensurabilmente piu’ grande del bene che fa.

C’e’ un comandamento nella bibbia che e’ tanto bello quanto disatteso: non nominare il nome di dio invano. Non sarebbe ora di rispettarlo?

Cari cattolici, lo dico per il vostro bene: a non obbedire a quell’imperativo divino finisce che vi ritrovate nell’al di la’ con chi avete scomunicato nell’al di qua (e allora si che ci si diverte 😉 )

Sai

Dispiace per lui.

Mi sono venute subito in mente le parole di Kahani:

“L’Iran é un faro di democrazia ed equilibrio che voi rozzi occidentalisti razzisti e islamofobi non potrete mai capire.”

Azz.

Mannaz

Cosa c’entra con la religione? A ma sembra che il sito dell’UAAR stia diventando sempre più un ripetitore di propaganda USraeliana.

DanieleSafidy

@ MANNAZ
Sentire un cattolico parlare di propaganda è assai divertente!

Senjin

Guarda che non è cattolico. E’ un neo-pagano in stile neo-nazi.

schiaudano

Perché dovrebbe centrare per forza con la religione?

Comunque si sta parlando della repubblica ISLAMICA dell’Iran.

Paul Manoni

Mannaz, cosa non hai capito del fato che a condannare il regista sia stato un TRIBUNALE RELIGIOSO, di un PAESE CONFESSIONALE!?

Fabio

C’entra forse perche’ l’Iran e’ una teocrazia islamica?
O a te risulta diversamente invece?

vime

Mannaz, mannaggia! Non lo sai che in Iran c’è la polizia religiosa? Si lo so che detto così fa un po’ ridere perché ti immagini dei preti-poliziotto, ma quando ti arrestano perché non sei vestito/a come dicono loro, ti portano in carcere e poi ti menano, ti assicuro che ti passa la voglia di ridere.
Tutte le credenze (soprattutto quelle religiose) sono molto pericolose perché sulla base di un nulla di fatto vogliono obbligare gli altri a pensarla come loro.
Tra l’altro, l’assurdità di tutte le religioni è che sanno benissimo di non poterti far cambiare idea, quindi si accontentano di tapparti la bocca.
Per la serie pensatela come volete, basta che non lo dite in giro.
Questo ovviamente vale per l’origine dell’universo, per la teoria eliocentrica, per l’eterosessualità forzata, per l’anima immortale e per mille altri argomenti.

DURRUTI 51

Questi psicopatici agiscono e parlano in nome di Dio, ammesso pure che esista che diritto avrebbe di imporci la sua volontà.? Perchè bisogna punire chi non vuole ubbidire a Dio?
Dio è forse un incapace che ha bisogno di farsi difendere da mezze cartucce tanto con meno cervello di una gallina?Chissà se si fanno mai queste domande.
MASSIMA SOLIDARIETA’ A PANAHI!

DanieleSafidy

Dannazione.
Soldarietà totale a Panahi.

Ma qualcosa non mi quadra comunque: ottenere un visto per entrare in Iran, seppure per una settimana o due di turismo, è tuttaltro che complicato.

Per entrare negli Stati Uniti, invece, sapete bene a cosa si è sottoposti.
E non venitemi a dire che mi scambiano per terrorista perché sono alto, biondo e con gli occhi chiari e se vogliono (gli americani, visto che è loro prerogativa spiare) sanno anche quante volte vado al gabinetto di martedì.

Ben lungi dal difendere qualunque teo-idiozia, ma qualcosa non mi quadra.

Gérard

Penso che un visto per motivi turistici, basta communicare il nome del o degli alberghi . Per chi come me, si reca per motivo di lavoro, devo presentare un invito da qualche azienda, ritirare il visto di persona al consolato generale di Roma ( spesso con un lunghissimo tempo di attesa )
Nel passato, la Siria chiedeva anche come documento un certificato di battesimo ( !!! )

StefanoM

Peccato che non abbiano inventato qualche tipo di iPhone, altrimenti si sarebbe mobilitata molta più gente a loro favore…

Francesco

Niente di strano, anzi in una teocrazia cattolica gli sarebbe capitato di peggio.

juan valdez

@ Kahani.
Ovviamente nella categoria dei traditori rientrano tutti coloro che hanno deciso di ragionare con la loro testa e non con quella di un ayatollah qualunque.
Scrittori, poeti, giornalisti sono una categoria di demoni che bisogna schiacciare quando non dicono le verità volute dal regime, a loro poi bisogna aggiungere gli attori, i registi e i drammaturghi.
Per non parlare poi dei gay, quelli bisogna ucciderli come facevano i nazi e l’inquisizione prima di loro perchè non sia mai detto che con la loro condotta di vita infettino una nazione islamica.
E insieme a loro non vuoi mettere quegli studenti che vogliono più libertà e una società più aperta alle nuove idee.
Delle femministe poi non ne parliamo; quelle che protestavano contro lo chador sono state impiccate dopo il ritorno di Khomeini nel 79 ai lampioni dei boulevard di Teheran.
Carissimo Suleyman ma non senti puzza di zolfo dietro tutto questo?
Carissimo Suleyman è veramente Islam questo?
Per fortuna i paesi islamici hanno ancora uomini e donne che si batteranno per una società migliore e più aperta ed è a loro che va tutto il mio rispetto.
Loro moriranno per le loro idee e quattro mullah non riusciranno a fermarli.

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