Cedu su caso Austria: “Paesi possono vietare fecondazione eterologa”

La Grande Chambre della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu) di Strasburgo ha sentenziato che i singoli Paesi possono vietare la possibilità di fecondazione eterologa per le coppie sterili. Dando così ragione all’Austria, dove la pratica è vietata, rispetto a due coppie che nel 2000 avevano presentato ricorso. La recente decisione ribalta la precedente sentenza di aprile, che aveva sancito invece la violazione degli articoli 8 e 14 della Convenzione, sul rispetto della vita familiare e privata e sul principio della non discriminazione. Dopo il primo pronunciamento l’Austria aveva fatto ricorso, affiancata da Italia e Germania, ricorda anche Il Corriere della Sera. Plaudono il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella e l’associazione cattolica Scienza & Vita, in particolare perché è prevalso il principio della “certezza dell’identità genitoriale” e viene tutelata la controversa legge 40 sulla fecondazione assistita. Critiche invece le associazioni e gli esperti che si battono per il superamento della normativa vigente. Filomena Gallo, dell’associazione Luca Coscioni, sostiene che la sentenza favorisce il “turismo procreativo” e “appare altamente lesiva della libertà di ogni individuo di costruirsi un nucleo familiare”.

Valentino Salvatore

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