Calogero Martorana*
Adulterio. Giovanni Paolo II, in Amore e responsabilità, propugna l’assoluta astinenza. «Se non riesci a trattenerti – dice – copula con tua moglie senza guardarla con voglia, e con atto fulmineo pensando ad altro». Nel medioevo, per annientare il piacere coniugale, la Chiesa proibiva il coito per circa la metà dell’anno, esortando gli sposi a congiungersi solo «con animo afflitto, dopo lunghi digiuni e stremati da giornate di duro lavoro».
Buddha. Quattro secoli prima di Cristo, in India c’erano i “rinuncianti”, che abbandonavano tutto per la vita ascetica. Uno di loro fu il principe Siddharta Guatama, poi Buddha (il risvegliato). Egli visse per 6 anni in assoluta povertà ma alla fine capì l’inutilità dei digiuni e delle privazioni, e tornò al mondo normale. I suoi insegnamenti vennero scritti un secolo dopo, il che pregiudica la verità dei fatti.
Cibo. Secondo gli studiosi, i taboo alimentari sono la risposta ad avverse condizioni ambientali del passato. All’epoca, furono imposte sanzioni divine giacché quelle terrene non avrebbero avuto effetto. Alcuni tabù: il buddismo considera impuri i fagioli, il caffè, il tè, i formaggi stagionati, la carne di maiale e i derivati del latte. L’induismo aborre cipolle, aglio, leguminose rosse, rape, carote, latte e formaggi freschi. Gli ebrei rifiutano i pesci senza squame (storione e tonno), i crostacei, i molluschi, la carne di maiale. Gli islamici e gli indiani rifiutano l’alcol, che pregiudica il controllo.
Don Bosco. Il languido (a detta di Ceronetti) prete dei giovani don Bosco, papista di tre cotte, fu grossolano quant’altri mai, gli premeva solo la roba. Quando nel 1855 Vittorio Emanuele II dovette ridimensionare gli spropositati beni immobili intestati al clero, il venale santo lo tempestò d’ingiurie e minacce, augurandogli più volte per iscritto la morte coi figli e nipoti. A smentita delle sue lugubri previsioni, i Savoia vivono ancora oggi numerosi, sani e felici.
Ebraismo. È il monoteismo più antico. Da esso derivano il cristianesimo e l’islam: in comune hanno l’idea che Dio si sia espresso attraverso un delegato, Mosé, Cristo o Maometto, e si sia cristallizzato in un testo sacro, Torah, Vangelo o Corano. L’ebreo deve assoggettarsi a rigorosi precetti, i mitzvot: pregare 3 volte al giorno, non lavorare di sabato (dedicato a sesso e sinagoga), bagno per le donne dopo il ciclo, digiuno alla fine dei giorni di penitenza del kippur, obbligo di sposarsi.
Finanziamento. Gli ebrei hanno comunità locali con bilanci propri, che in Italia è integrato dall’8 per mille, come per i buddisti. Gli islamici sono penalizzati dalla poca affezione di Maometto per il denaro; tuttavia, la zakat (l’elemosina ai poveri) è un dovere morale su cui è possibile finanziarsi. Per i protestanti, i soldi sono un segno della grazia di Dio e in Italia suggono dall’8 per mille. Il Vaticano si amministra come uno stato autonomo, con un suo Ministero del bilancio e una banca (lo Ior). Gli investimenti il Vaticano li fa laicamente in Borsa o attraverso fondi e obbligazioni. Il papa non percepisce stipendio e non ha conti in banca, ma il Vaticano provvede a tutti i suoi (spropositati) bisogni.
Gesù. Fonti storiche certe non ce ne sono. Non c’è riga scritta di suo pugno. La sua storia, pluri-rimaneggiata, è una favola che si contraddice in oltre sessanta vangeli. Ignoriamo la sua infanzia; sembra che avesse più fratelli e che sia stato il capo di un gruppo chiamato ‘crestiani’. La barba e i lunghi capelli sono parti di postuma fantasia. Nei primi due secoli era dipinto glabro, dal terzo secolo barbuto. Chi dice scalzo, povero in canna, affamato, chi danaroso. Per Giustino, suo parente, era figlio di un grosso mobiliere. Della strage degli innocenti non parla neppure lo storico Giuseppe Flavio, benché nemico di Erode, un re morto sei anni prima della Nascita. Chi vuole Gesù nato a Betlemme, chi a Nazareth benché non fosse stata ancora fondata. Gesù non fu considerato divino da nessuno prima di San Paolo. Secondo molti storici, il fenomeno dei «miracoli» fu comune anche ad altri capi religiosi.
Hitler. Senza le insistenti pretesche calunnie contro il popolo deicida, senza i crociati lanciati a saccheggiare ed uccidere dentro i ghetti per vendicarsi dei crocifissori dell’uomo-dio, Hitler non avrebbe potuto odiare con tanta ferocia una debolissima minoranza sempre iniquamente perseguitata.
Inquisizione. Codificata nel 1199 da Innocenzo III, non bastò a smaltire i processi alimentati dalle torrentizie delazioni carpite dai preti nei confessionali. Nel 1312 il Concilio di Vienne (in Francia) impose, minacciandoli di morte, a tutti i giudici ordinari la loro piena collaborazione. Nel XVI sec. Paolo III battezzò quei sadici tribunali Sant’Officio, o Sant’Uffizio. Abolita dalle armate giacobine, fu ripristinata dopo la caduta di Napoleone. Non è stata mai ripudiata dalla Santa Sede e nel 1966 l’astuto Paolo VI le ha dato il nome meno allarmante di «Sacra congregazione per la difesa della fede».
Libera Chiesa in libero Stato vuol dire, secondo l’autore Cavour, la compiuta separazione della Chiesa dallo Stato. La libertà che la Chiesa vuole, invece, è la libertà d’intromettersi nello Stato: libertà per formare il magistrato, l’intendente, il commissario, il deputato, il presidente.
Mosè. Forse fu un trovatello che visse un millennio prima di Cristo in Egitto: lo dice solo la Bibbia, non fonti storiche. Mosè potrebbe invece incarnare un movimento religioso che tentò un approccio monoteista e, come tale, fu prima osteggiato dal faraone, e poi costretto a emigrare. Mosè non avrebbe mai potuto fare tutto ciò che la Bibbia gli accredita, che è invece il frutto di un lungo processo storico; sarebbe come dire che Garibaldi liberò il popolo italiano dagli austriaci, fece la Resistenza e partecipò al Concordato del 1984…
Nudismo. Con la sua reazione ai tabù imposti da leggi repressive e oscurantiste, è la dimostrazione più evidente del bisogno che ha l’uomo di vivere secondo una morale basata sul buon senso e la ragione. Proponendo una dottrina che permette di godere dei benefici della Natura nei limiti di un “ragionevole benessere” (Epicuro), rappresenta l’equilibrio laico che libera gli uomini dell’odio generato dal conflitto dei due eterni antagonisti, il bene e il male, rappresentati da un Dio repressivo e castigatore e da un Satana permissivo e licenzioso.
Ortodossia. La «retta dottrina»: così si definì la condanna di Nestorio che rivendicava Gesù solo dio e non dio-uomo. Da qui si pervenne a uno scisma fra le Chiese di Roma e Costantinopoli, con all’interno una diversità insanabile dei rispettivi fedeli che ancora oggi la Chiesa di Costantinopoli conserva nel rito: croce da destra a sinistra, comunione senza ostia, “grande” al posto di “santo”, rifiuto dell’”io” nelle formule sacramentali (non “io ti assolvo” ma “sei assolto”). Gli ortodossi ritengono Dio inaccessibile dalla ragione, per cui non gli si possono rivolgere richieste o ringraziamenti. Negano il Purgatorio e non accettano il dogma dell’Immacolata Concezione.
Presepe. I «racconti della nascita di Gesù» furono aggiunti ai Vangeli per convertire al cristianesimo i gentili, e li troviamo solo in Matteo e Luca e con evidenti differenze: Matteo parla di “presagi esoterici” (i Magi, la Stella) e Gesù bambino viene collocato in una semplice casa (non stalla, non grotta), in Luca l’ambientazione è molto più scenografica. Il racconto di Matteo è pieno di citazioni dall’antico testamento, in Luca no, giacché Matteo è dedicato a lettori ebrei, mentre Luca è confezionato per i pagani. Nella stalla lo Pseudo-Matteo aggiunge un bue ed un asino per ironizzare sulla incredulità del popolo ebraico che non ha voluto riconoscere Gesù. Isaia, infatti, scrisse: «Il bue conosce il suo possessore, e l’asino la greppia del suo padrone, ma Israele non ha conoscenza, il mio popolo non ha discernimento» (Isaia 1:3).
Quindicimila. I professionisti dell’impostura, come i gesuiti e san Giovanni Bosco, vantando se stessi come degni successori di un gran numero di eroici ascendenti, hanno creato dal nulla una quantità inverosimile di martiri cristiani. Tra i più grotteschi, spiccano le quindicimila (ma v’è chi dice undicimila) vergini uccise in una sola volta dagli Unni a Colonia assieme a sant’Orsola; be’, in tre secoli i giustiziati cristiani non furono che una o due dozzine, e forse meno, tra maschi, femmine, vergini, semivergini e tutt’altro che vergini!
Reliquie: nulla di più patetico. La sindone spacciata per sudario di Cristo fu prodotta nel Medioevo. Secondo le misure degli abiti (broccati francesi del sec. XVI) indossati dalla Madonna e da san Giuseppe, lei era alta due metri e mezzo e lui appena novanta centimetri. Se si riunissero tutti i pezzi della croce sparsi per il mondo, essa peserebbe centinaia di tonnellate. I pii venerano un dente di latte di Gesù, una ciocca dei suoi capelli, un tozzo di pane dell’ultima cena, la veste indossata davanti a Pilato, un dentone di san Pietro, un po’ di braccia, frammenti cranici degli apostoli e due anfore delle nozze di Cana. Centinaia sono le spine della corona, come i litri del latte della Madonna, sparito al suono della Marsigliese; ma in Italia il devoto può ancora rendergli omaggio in fiaschetta, nella fiorentina S. Maria Novella e nella veneziana S. Marco.
Sesso. Le religioni non sempre lo condannano, anzi alcune lo considerano un mezzo di conoscenza del divino (induismo). Ci sono due opposte tendenze: il cattolicesimo, col suo moralismo totalitario, e i credi che non reprimono i propri fedeli: confucianesimo, taoismo e scintoismo. Il tabù universale è solo l’incesto, gli altri sono gestiti in vario modo. I rapporti prematrimoniali sono tollerati dai buddisti; la masturbazione da protestanti e induisti. I rapporti omosessuali sono tollerati da battisti, calvinisti e induisti; la contraccezione da tutti meno che dai cattolici (ma Gesù non indicò mai modelli di condotta sessuale). I tabù provengono da alcuni Padri della Chiesa, da Agostino a Tommaso d’Aquino, passando per Bernardino, predicatore del XIV secolo, il quale esortava gli sposi a vivere la sessualità del talamo senza alcuna gioia, ma come un doloroso scotto per ottenere una prole; e infine arrivando ai «teologi mammellari» che, nel Seicento, indicavano ai mariti quali zone del seno potevano palpare alle proprie mogli.
Testi “sacri”. Essi sono posteriori al 150 d.C. perché: a) Marcione, autore di apologie, ignora nel 160 l’esistenza del vangeli. b) Giustino, morto nel 165, ignora gli Atti degli Apostoli. c) Non c’è allusione a nessuno dei vangeli canonici nella Lettera di Barnaba scritta nel 140, né nel Pastore di Ermas scritto nel 150, né nella Lettera ai Corinti scritta da Clemente nel 150. d) Nel Didaché, documento de II secolo, si trova il Pater noster e il Sermone della Montagna (entrambi di origine essena) ma nulla sui vangeli. e) Il primo che parla chiaramente dei vangeli è S. Ireneo nel 190.
Ubi Periculum. Costituzione con cui Gregorio X stabilì nel 1274 le prime norme per l’elezione pontificale, poi inserite da Bonifacio VIII nel Corpus Juris. Nel frattempo, Nicola II, Martino IV e Celestino V venivano eletti senza conclave, ossia senza voti ispirati dallo Spirito Santo. Questa istituzione risale al 1211, quando i perugini chiusero a chiave (cum clave) i cardinali che tardavano ad eleggere il nuovo papa.
Vicari di Dio. Fino A tutto il XIII secolo i papi si facevano chiamare vicari di Pietro. L’insuperbito Innocenzo III si proclamò vicario di Cristo pretendendo «l’obbedienza al Papa anche se dà ordini sbagliati», e ancora ora, approfittando della crescente abulia popolare, i papi si gloriano di tale infondato titolo.
Zoroastro. Visse in Persia tra i secoli VII e VI a.C. Considerò Ahura Mazda (Saggio Signore) l’unico dio, e perciò combatté il politeismo dell’epoca.
Fonti: ricerche personali, varie libere pubblicazioni su internet e i siti antipapismo.it, luigicascioli.it, cristianesimo.it .
* insegnante, coordinatore del Circolo UAAR di Napoli.
