San Raffaele, don Verzè contro impianti sportivi: “aiuto dal Sismi e sabotaggio”

Nuove rivelazioni pubblicate sui giornali intorno all’indagine che riguarda don Luigi Verzè, fondatore del San Raffaele. I fatti risalgono agli anni 2005-2006 quando gli inquirenti avevano posizionato microspie nell’ufficio del religioso. Nelle intercettazioni, pubblicate da Il Corriere della Sera, parla con Nicolò Pollari, una “eminenza” vaticana che gli chiede un favore, Cesare Geronzi, Mario Cal e il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. In particolare, emerge che don Verzè si adoperò assieme al capo dell’ufficio tecnico, l’ingegner Roma, per riacquisire piena disponibilità di alcuni terreni vicini al San Raffaele. Questi terreni erano stati concessi in affitto ad un imprenditore, Lomazzi, che ci aveva installato strutture sportive. Ma don Verzè voleva mandare controlli della Finanza per multare e far chiudere, in modo da poter edificare residence per studenti. A questo punto entra in scena Nicolò Pollari, ex direttore del Sismi e generale della Guardia di Finanza, cui Verzè chiede un favore. Pollari conosceva don Verzè, tanto da aver acquistato una villa a Roma proprio dal San Raffaele, pagandola meno di quanto non fosse costata anni prima alla vecchia proprietà. Visti i rapporti amichevoli tra i due, don Verzè gli chiede proprio di mandare una ispezione sull’attività di Lomazzi. Ma c’è di più: don Verzè, si legge nelle intercettazioni, chiede proprio all’ing. Roma di sabotare l’impianto elettrico delle strutture sportive. Strutture che nel 2005 e nel 2006 sono state danneggiate da incendi dolosi, che avevano causato uno stop. Ma le indagini all’epoca non avevano portato a nulla.

Valentino Salvatore

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