Roma, Municipio XI approva registro unioni civili

Il Municipio XI di Roma ha approvato la delibera 33/11 che istituisce il registro per le unioni civili, senza distinzioni tra coppie etero e gay. La proposta è passata con 12 voti a favore (tra Pd, Sel e Idv), 2 astenuti (Pd e Api) e 7 contrari (Pdl). Entrerà in vigore dall’anno prossimo. L’assessore Andrea Beccari (Sel) parla di “un ulteriore traguardo di civiltà nella tutela dei diritti civili”. L’assessore alle Politiche Culturali, Giovanili e Pari Opportunità del Municipio, Carla Di Veroli, la definisce una iniziativa per “sollecitare una proposta di legge governativa che disciplini, riconoscendo loro pari diritti, tutte le convivenze diverse dalla famiglia tradizionale, riconoscendone ogni forma di relazione, solidarietà e mutua assistenza”. E sulla scia della raccomandazione del Parlamento Europeo del marzo 2000, che chiede agli Stati membri di tutelare i diritti di famiglie monoparentali, coppie non sposate e coppie omosessuali.

Plaudono le associazioni gay. Con una nota congiunta Fabrizio Marrazzo (portavoce del Gay Center) e Roberto Stocco (presidente di Arcigay Roma) ricordano che “centinaia di migliaia di persone” sono “prive di diritti” e che “questo strumento è anche e soprattutto un modo per portare i bisogni e le richieste di chi chiede di poter contare”. E lanciano un appello al governo Monti per l’approvazione di una legge nazionale.

Ma è valanga di critiche, soprattutto da parte cattolica. L’assessore comunale alla Famiglia, Gianluigi De Palo, bolla l’approvazione come “un’uniziativa del tutto priva di utilità sociale e di efficacia giuridica, oltre che un’opportunità di visibilità è uno schiaffo alla Carta Costituzionale”. Il consigliere Pdl di Roma Capitale, Federico Rocca, dice che “in un momento così difficile per l’economia nazionale” gli amministratori “dovrebbero essere richiamati ad un ulteriore senso di responsabilità”. Ma l’approvazione del registro unioni civili sarebbe un provvedimento dal “puro sapore mediatico”, poiché il tema “è molto delicato e non può certamente essere affrontato con forzature e con atti puramente strumentali”. Pure Federico Iadicicco, vice presidente della Commissione Cultura della Provincia, parla di iniziativa “ridicola, priva di qualsiasi fondamento giuridico”, atto di “superficialità”. La famiglia, “con buona pace dei provocatori”, è “fondata sul matrimonio quale unione stabile tra un uomo e una donna”, proclama. Ciò affonda le sue “radici non solo e non tanto nella Costituzione, ma nel cuore della tradizione nazionale e non potrà di certo essere in nessun modo svilita dalle sguaiate grida di giubilo di chi festeggia una cosa che non esiste”. Il registro sarà “eventualmente un quadernone nel quale qualche buontempone e qualche perditempo potrà scrivere il proprio nome”.

Anche il senatore Pd, nonché membro della direzione nazionale dei partito, Lucio D’Ubaldo parla di “atto di pura propaganda”, “sterile sotto il profilo giuridico e sgraziata dal punto di vista politico”. E invoca la presa di distanza del partito. Interviene persino l’Unitalsi (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali), con una nota del presidente romano Alessandro Pinna. In cui sostiene: è un “provvedimento che divide e che è in evidente contrasto con il difficile momento che vive il Paese”. “Al di là di ogni provocazione, l’unico matrimonio da riconoscere” è “quello fra un uomo e una donna”, aggiunge, “elemento base di un patrimonio di valori dai quali chi è credente non può derogare”.

Valentino Salvatore

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30 commenti

Florasol

Federico Iadicicco, vice presidente della Commissione Cultura della Provincia, parla di grida di giubilo di chi festeggia una cosa che non esiste. Qualcuno gli porti il numero approssimativo delle famiglie di fatto in Italia, prima che si renda ulteriormente ridicolo…

Enrico

Trattasi di unione non basate sullo scambio di doveri reciproci.

Senjin

Perchè tu hai bisogno di firmare un contratto per prendere un impegno verso la persona che ami?Beh visto che consideri mogli e figli propietà da utilizzare e segregare\picchiare quando non obbediscono alla lettera non mi stupisce. Il tuo concetto di unione\matrimonio è lo sfruttamento e l’abuso di moglie e figli in cambio di un tozzo di pane…. molto comodo per te.

Enrico

Cosa è il matrimonio civile? Uno dichiarazione avente valore giuridico che comporta diritti e doveri.

Soltanto il matrimonio cattolico esalta la persona degli sposi rendendoli materia di un sacramento.

manimal

@Enrico

sei sicuro che non siano soprattutto diritti patrimoniali?

Paul Manoni

Che le unioni civili siano unioni non basate sullo scambio di doveri reciproci, lo dici tu. Qualsiasi persona che si voglia bene, voglia vivere insieme e legalizzare la propria posizione di fronte alla legge, per quello che mi riguarda assolve a tutti i doveri reciproci possibilmente attuabili…Pertanto meritano gli stessi diritti di chi si unisce sotto la benedizione di una chiesa….Ed e’ altrettanto grottesco che tu sostenga che “Soltanto il matrimonio cattolico esalta la persona degli sposi rendendoli materia di un sacramento”. Presumibilmente i matrimoni cattolici, i matrimoni civili o le unioni civili, hanno le stesse probabilità di fallire.

Enrico

Io non capisco una cosa , se sue conviventi vogliono tutelarsi vicendevolmente fanno davanti all’ufficiale di stato civile e si sposano. Se io voglio comprare un immobile vado dal notaio e rogito allo stesso modo ci si sposa in comune.

manimal

@enrico

il matrimonio, come la compravendita, è un contratto.
però e eccessivamente oneroso da risolvere.

chi non se la sente o non ha interesse di formalizzare questo tipo di contratto, non può comunque veder riconosciuto un legame effettivo? questo per ciò che riguarda alcuni diritti di tipo patrimoniale e di tipo morale.

la tutela reciproca dei conviventi non ha bisogno di una formalizzazione. se due hanno legami affettivi lo faranno comunque. se non li hanno non basterà un contratto ad obbligare a farlo.

comunque non vedo in che modo chi sceglie il matrimonio, civile o religioso, possa sentire minacciata la propria scelta da un diverso tipo di unione che ALTRI optano.

Diocleziano

”…Interviene persino l’Unitalsi (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali…”

E la federazione italiana lucidatori di cappelle non si è fatta sentire?

manimal

“…Interviene persino l’Unitalsi (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali), con una nota del presidente romano Alessandro Pinna. In cui sostiene: è un “provvedimento che divide e che è in evidente contrasto con il difficile momento che vive il Paese”. “Al di là di ogni provocazione, l’unico matrimonio da riconoscere” è “quello fra un uomo e una donna”, aggiunge, “elemento base di un patrimonio di valori dai quali chi è credente non può derogare”.”

beh, di fronte ad una presa di posizione tanto autorevole…

Francesco S.

E rivolto a questo tale Alessandro Pinna dov’è il contrasto tra un unione civile e l’attuale momento di crisi del paese? Il nesso causale?

Evidentemente Dio ha dato il dono della fede a qualcuno, ma il cervello a qualcun altro.

manimal

poi sti valori della famiglia!
e quali saranno mai?
ma che solo i credenti hanno il copiright degli affetti? della mutua assistenza? della fedeltà?
solo chi si sposa? magari in chiesa vestiti da carnevale davanti ad uno vestito ancora più strano?
non mi pare che questa “tradizione” serva più di tanto ad evitare che le coppie vadano comunque in crisi….

ΔΙΩRAMA

Squallore.
Nella Costituzione non c’è scritto famiglia eterogamica.

Articolo 29
La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
Il matrimonio è ordinato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.

Non si possono negare i diritti in base a una tradizione. (discorso che vale anche per gli schiavi? le donne? i neri? etc.)
Inoltre la società naturale è fatta anche da coppie omosessuali, come dimostra la biologia e l’antropologia.

hyosh

Unitalsi? Ah già, quell’associazione a delin….. che sfrutta i disgraziati malati vendendogli a caro prezzo una tradotta in carro bestiame di 20 ore tra cimici ed altra compagnia che servirebbe a guarire “miracolosamente” dai loro mali una volta arrivati alla disneyland mariana… Io mi vergognerei ad andare in giro per strada, hanno pure la faccia di fare dichiarazioni!

fab

Aspettiamo giuseppe che strilla alla prepotenza contro i cattolici.

fedeledellacroce

la parola “coppia” sottintende l’atto dell’accoppiamento, ossia RIPRODUZIONE.
e da qui, per la razza umana, nascono responsabilitá morali, civili e legali legati alla preservazione del nucleo familiare.

non si puó considerare nucleo familiare una coppia omosessuale che per definizione non puó “generare ne riprodursi”, ma limita il rapporto al campo affettivo e sessuale.

so che mi attireró le ire dei paladini, ma io da ateo convinto, no amo associare l’ateismo a questa lotta per i diritti delle coppie omosessuali.
che dire allora dei diritti per coppie di semplici amici o amiche?

faber

La parola coppia indica un insieme di due. Da cui il termine accoppiamento (due esseri che diventano coppia). Non invertiamo le cose. Una coppia d’assi vuole dire che ti ritrovi con un terzo asso in mano? 😀

fedeledellacrocerossa

Mi piacerebbe sapere quali accurati studi di linguistica puoi vantare per affermare castronerie per il quale coppia derivi da accoppiamento in senso sessuale… E comunque è semplicemente folle ragionare nei termini che vorrebbero le parole determinanti la realtà e non il contrario, soprattutto quando non parliamo in termini giuridici. Per le idiozie sul concetto di società e famiglia stendo un velo pietoso, purtroppo anche se sei ateo ragioni come chi, al solito, subordina la realtà umana a supposti precetti morali di “giustizia” di natura teleologica (che è roba da mistici, folli, religiosi appunto), in tutti i casi qualcosa che se si traducesse in politica e legge sarebbe coercitivo, illiberale e degno delle peggiori dittature. Vivere e lasciare vivere, rispettare le scelte altrui. Ah, anche una coppia di atomi non figlia, ma tante coppie di atomi di ossigeno ti permettono di respirare… Ciao.

manimal

ehm, scusa tanto, ma allora una coppia eterosessuale con problemi di fertilità, e quindi impossibilitata a “riprodursi” è da considerarsi “coppia” o no??

magari sono pure sposati…

e magari godono pure degli assegni familiari e delle detrazioni per carichi di famiglia!

vanno segnalati alla guardia di finanza forse?

G.B.

Fra i tanti, sottolineerei l’intervento di Federico Iadicicco: “La famiglia, “con buona pace dei provocatori, è fondata sul matrimonio quale unione stabile tra un uomo e una donna. Ciò affonda le sue radici non solo e non tanto nella Costituzione, ma nel cuore della tradizione nazionale”.
Ecco, a mio modesto modo di vedere, quando si considera più importante la “tradizione”(nazionale, religiosa o quant’altro)rispetto alla legge(in questo caso addirittura alla legge delle leggi, la Costituzione)si ha la quintessenza del reazionario.

Batrakos

Concordo appieno.
Se si legge il dibattito costituzionale dell’epoca, in particolare proprio gli inteventi dei cattolici La Pira e Moro, si vedrà che, proprio ascoltando loro che erano cattolici, il concetto di ‘società naturale’, non ha nulla a che vedere col discorso della tradizione, ma si riferisce al fatto che i diritti della famiglia non possono essere concessi dallo Stato (come voleva il fascismo), ma esistono in quanto la famiglia è una società di fatto che pre esiste alla regolamentazione statale, è una società anteriore allo Stato, che deve dunque riconoscerne i diritti già esistenti (La Pira).
Moro fece anche notare il processo storico di formazione della famiglia, e addirittura parla di famiglia ‘comunque costituita’.
Critico fu Calamandrei, il quale vedeva comunque un rischio nella sovrapposizione tra un concetto giusnaturalista ed uno positivo, nel senso che a quel punto non si capiva dove fosse il reale momento sovrano.
In ogni caso, proprio quel dibattito, e gli stessi cattolici di allora, ci mostrano come la ‘tradizione’ non fosse affatto contemplata, e proprio la Costituzione nasce per colmre l’arbitrio giuridico del ricorso alla tradizione, che era un cavallo di battaglia del fascismo.

Federico Tonizzo

OT: inoltre, quando si vogliono considerare (opportunisticamente) più importanti le “tradizioni” che le “leggi”, si arriva per esempio ad evocare le famigerate (e surrettiziamente postulate esistere ed essere più importanti delle leggi civili) “radici cristiane”.

luigi

Ma gli mettete un tappo in bocca a questo federico iadicicco!

Federico Tonizzo

“Il Municipio XI di Roma ha approvato la delibera 33/11 che istituisce il registro per le unioni civili, senza distinzioni tra coppie etero e gay.”
FANTASTICO!!! VI RENDETE CONTO??? PROPRIO IN FACCIA ALLA GIUNTA DI ALEMANNO E AL VATICANO STESSO!!! 😀

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