Trento: genitori si rivolgono al giudice per imporre l’aborto alla figlia minorenne

Una sedicenne della provincia di Trento, nuovamente incinta dopo un aborto praticato circa un anno fa, non ha voluto ascoltare i genitori e questa volta ha deciso di non interrompere la gravidanza. Il padre è un ragazzo da poco maggiorenne, con precedenti, che tempo fa l’avrebbe anche malmenata.

I genitori hanno portato il caso di fronte al pubblico ministero, che ha constatato di non avere potere sulla questione: se per la legge abortire è un diritto, non può tuttavia essere imposto in alcun caso. I genitori hanno presentato due richieste secondarie: che il tribunale separi i due ragazzi, o che al padre non sia permesso riconoscere il nascituro.

È un caso su cui i commenti dal “mondo laico” non sono concordi: da una parte Piergiorgio Odifreddi auspica l’intervento del tribunale quando non c’è stata una procreazione responsabile, dall’altra Alessandro Capriccioli non ammette deroghe alla libertà di scelta.

Flavio Pietrobelli

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