Berna, tribunale conferma: gli atei continuino a pagare gli stipendi dei pastori

Una cittadina atea bernese, che nel 1991 formalizzò l’uscita dalla Chiesa evangelico-riformata del suo cantone, nel 2006 chiese che le sue imposte cantonali fossero ridotte dell’8 per mille, corrispondente alla quota che l’amministrazione cantonale preleva dalla cassa generale per pagare gli stipendi ai 445 pastori riformati. Il tribunale federale, facendosi forte anche di alcune sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo, le ha tuttavia dato torto: secondo quanto riporta il sito Bluewin, “il Canton Berna non viola in alcun modo la sua libertà di coscienza dato che dall’imposizione fiscale non deriva alcun obbligo religioso”, perché “il gettito delle tasse per principio non ha scopi precisi”, e “i doveri fiscali dei cittadini non possono quindi essere contestati con argomenti relativi alla finalità delle imposte”. Il tribunale ha inoltre stabilito che “una modestissima partecipazione dell’otto per mille, tenuto conto anche del gran numero di contribuenti bernesi, non può essere considerata un sostegno effettivo a una comunità religiosa”. Il provvedimento, da quel che si può leggere nella sintesi del sito, sembra tuttavia negare soprattutto la possibilità di un’autoriduzione fiscale, piuttosto che un eventuale uso delle imposte in senso meno marcatamente confessionale.

Raffaele Carcano

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