“Avvenire”: “non ci sono norme ad ecclesiam”

Un lettore ha scritto al direttore dell’Avvenire Marco Tarquinio sostenendo che la Chiesa può essere considerata “come un’organizzazione internazionale senza fini di lucro”, paragonabile “all’Aiea, alla Fao, al Tribunale internazionale, alla Corte europea, al Cern o ad altri organismi dediti ad attività scientifiche, giuridiche, politiche, sociali”, in quanto sono “tutti senza fini di lucro e perciò necessariamente finanziati nei modi più diversi”. Tarquinio gli ha risposto che “il ragionamento che sta alla base della lettera non fa una grinza”, “tranne per un particolare”: secondo il direttore, “riguardo alla Chiesa italiana e alle sue attività sociali non c’è una – una sola – di esse che goda di un trattamento diverso e speciale rispetto a quello accordato dallo Stato e ogni altra opera non profit di ispirazione religiosa o laica”. Non ci sono dunque, a suore dire, “norme “ad Ecclesiam””.
In realtà ve ne sarebbero diverse, e sono documentate sul sito I costi della Chiesa, curato dall’UAAR. A meno che, ovviamente, le relative attività non siano considerate da Tarquinio “sociali”.

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97 commenti

Francesco

Come ho gia’ detto in passato, i cattolici dovrebbero pagare l”ici anche quando parlano, visto che dicono caz….(diciamo idiozie) grandi quanto una casa.

biondino

OOhh, Francesco, quale esempio di democratico rispetto e razionale assenza di pregiudizio!

Francesco

Biondino, il rispetto non si pretende si merita. Pregiudizio? Io mi esprimo dopo aver sentito parlare i cattolici, come in questo caso dopo aver letto le dichiarazioni di Tarquinio, per cui anche tu, dopo il tuo commento, dovresti pagare una bella somma di Ici.

Diocleziano

Quanta tenerezza mi fanno quando si danno ragione tra di loro…

A prescindere da ciò che dice Tarquinio il Superfluo, bisogna essere più concreti: il nostro vero obiettivo è lo stato che concede privilegi o non fa rispettare le leggi. Martellare insistentemente il governo, che non fa l’interesse dei cittadini. È chiaro che la chiesa ne approfitti, ma la nostra controparte, in questo caso, deve essere lo stato. Non che non abbia una sua utilità anche lo smerdare alquanto la chiesa, ma non perdiamo di vista lo scopo…

Giuseppe Recanati

‘Tarquinio il Superfluo’ è meraviglioso. Chapeau!

LS

@ Diocleziano

“Tarquinio il Superfluo”

meravigliosa !!!
applausi

Tomhet

Certo, e la marmotta confeziona la cioccolata…
Per fortuna che a poco a poco non la danno più a bere a nessuno…

Otzi

Certo! Da quando al cern hanno “scoperto” la particella di dio, la ccar vi può essere paragonata.
Alla pazzìa non si danno confini.

andrea tirelli

la chiesa paragonabile all’Aiea, alla Fao, al Tribunale internazionale, alla Corte europea, al Cern?
Ah si?
Chi elegge la gerarchia ecclesiastica?
Quelle organizzazioni fanno ciò che è stato deciso dall’essere umano (e, quindi, è per sua natura modificabile e migliorabile) o ciò che è voluto da dio (e, quindi, per sua natura incontestabile e ineccepibile)?
Quale presidente di quelle organizzazioni pensa d’essere “infallibile”?

Ma si, la chiesa come l’ONU…
A proposito com’è che la chiesa non ha sottoscritto la dichiarazione universale dei diritti dell’essere umano (ONU 1948)?

Otzi

Perchè la chiesa cattolica non può assolutamente ratificare che il grado di dignità personale di un credente cattolico sia il medesimo di quello di un altro credente; e, soprattutto, questa dignità sia attribuibile ad un ateo e ad un agnostico. Semplice no? Lo spiega molto bene LUIGI LOMBARDI VALLAURI, Nera luce, Saggio su cattolicesimo e apofatismo, Le Lettere, FI 2001.
Se la inqualificabile ccar dovesse riconoscere la dignità anche all’ateo e a chi non la pensa come essa insegna, come potrebbe continuare ad essere razzista per natura e, una volta ripreso il potere laico purificandolo e illuminandolo, ripristinare gli autodafè? O combattiamo o dobbiamo prepararci al rito…

mistergrey

Non che l’Onu sia molto più rispettabile e democratica della CCAR.

“A proposito com’è che la chiesa non ha sottoscritto la dichiarazione universale dei diritti dell’essere umano (ONU 1948)?”

Chiaramente perchè non era d’accordo. Almeno su questo punto non è stata ipocrita, a differenza di tutti gli altri sottoscrittori.

La verità è che si tratta di gente della stessa risma : cinici uomini di potere senza scrupoli e misericordia.

Paul Manoni

Comincio a pensare la stessa cosa. E’ inutile sindacare sul fatto che la CCAR non ha ratificato la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, se poi la maggior parte dei paesi, di quei Diritti Umani se ne strasbatte le ghiande…Italia ovviamente in testa, anzi, portabandiera del corteo degli ipocriti.

Stefano

Vi consiglio la suite Einstein al CERN, ottimi i locali e il servizio. Modici i prezzi.

marcigno

Barzelletta di fine anno: la Chiesa può essere considerata “un’organizzazione internazionale senza fini di lucro”…
Da sempre ignoranza e malafede vanno a nozze…

fab

Dobbiamo ridere? Ci sono decisamente più norme ad ecclesiam che ad personam.

bruno gualerzi

Cari atei, non avete capito nulla a proposito della ccar! Ma vi rendete conto del ‘servizio’ che offre la chiesa ben al di là di ciò che possono offrire Alea, Fao, Tribunale internazionale e così via? Niente meno che Il passaporto per la vita eterna! Non vale la pena che le si trbutino tutti i tributi tributabili? Altro che 8×1000!
A meno che non si consideri che un servizio del genere non ha prezzo…

ser joe

Eh, si…. un servizio del genere non ha prezzo.
E’ di oggi la notizia sul giornale locale di Cremona che un agricoltore di un piccolo paese morendo ha lasciato alla chiesa beni e terreni per un valore pari a due miliardi di vecchie lirette. Il parroco intascando la cifra ha dichiarato che è “l’espressione della sua fede operosa”. Intanto in paese alcuni anziani vivono in catapecchie avendo una pensione che non gli permette di essere ricoverati in case riposo per via delle rette e il comune ha difficoltà sia ad acquistare un nuovo pulmino per portare i bambini a scuola sia a sistemare la scuola stessa.
Il prezzo del passaporto per la vita eterna è il disprezzo dei propri concittadini.

Enrico

Ma le case di riposo dell’UAAR non possono venire incontro a ciò?

Dariok

Enrico, sei un degno rappresentante della feccia che vorresti difendere

teologo cattolico

Mi chiedevo perchè l’uaar non ha donazioni private, ossia perchè un ateo uaarino non ha mai fatto donazioni all’associazione, perchè cioè non la considera degna di lasciti. é una delle mie tante curiosità.
Aprite un 3d quando succederà.

Paul Manoni

@teologo
E’ successo, ma non vedo perchè andarlo a sbandierare ai quattro venti, visto anche che potrebbe trattarsi di precise volontà del defunto, quelle di mantenere la cosa ANONIMA.

Raffaele Carcano

@ Paul Manoni
Dicesi ‘teologo’ una persona che, non avendo ancora capito come funziona una cosa tutto sommato semplice come l’Uaar, pretende di capire come funziona una cosa sommamente improbabile e complessa come un dio :-)…

Enrico

Comunque costruite con questi fondi una casa di riposo per anziani?

Enrico

FSMosconi abbandoni il latinorum e parli coi fatti? Gli ignoranti come mè non si lasciano più impressionare da chi sà il latino.

RobertoV

Enrico
Perchè mischiare le due cose?
Perchè fare dell’attività sociale e sfruttarla per metterci su il proprio marchio e farsi della pubblicità e guadagnarci sopra?
Esistono talmente tante onlus fatte per quello scopo ed è a quelle che vanno dati i soldi. Se si mischiano gli scopi si diventa una multinazionale che utilizza la beneficienza come investimento in pubblicità. Ed è riprovevole sfruttare i bisognosi per i propri scopi ed altri fini.
Lo scopo principale della chiesa è l’evangelizzazione, non la beneficienza, ma quest’ultima è uno strumento utile e subdolo per ottenere tutto il resto.
Provi la chiesa a scorporarsi in due società, una dedita alla sola beneficienza, l’altra al solo culto e vedrà come i proventi, i privilegi ed il sostegno di quest’ultima crolleranno nettamente.

FSMosconi

@Enrico

E va bene: fallacia dell'”anche tu” (Tu Quoque appunto): si rinfaccia all’avversario ciò che egli rinfaccia a te spostando il problema del dibattere dalla cosa alla persona (appunto il Tu Quoque è una fallacia ad personam cioè verso, contro la persona).

Non è latinorum è mera definizione. Poi se sei tu l’ignorante che non coglie la differenza palese – ho mai parlato sic et simplicer la lingua dell’ab urbe condita mio cario Simplicius? – non è affar mio…

Enrico

*Roberto V

Certamente la chiesa ha come scopo portare il la buona novella ovunque però possiamo noi pensare solo alla preghiera ed essere sordi ai lamenti dell’uomo?

Federico Tonizzo

@ Raffaele Carcano di mercoledì 28 dicembre 2011 alle 10:13 :
STUPENDA DEFINIZIONE! 🙂

Silvio Manzati

Tarquinio divrebbe dirci quali e quanti sono le sale cinematografiche e i teatri della FAO che svolgono attività commerciale come la sale parrocchiali (o sale della comunirà). Le sale parrocchiali sono elencate nel sito dell’Acec e non pagano l’Ici.

FSMosconi

Non esclusivamente a scopo di lucro

Certo: non si cita esplicitamente la CCAR, ma che io sappia è l’unico ente “no profit” che ha conventi-rifugio per pellegrini a pagamento… :roll:

civis romanus sum

Paragonare la Fao e le altre organizzazioni umanitarie mondiali alla chiesa cattolica è un insulto all’umana intelligenza, prima che essere una manifestazione di arrogante ignoranza o di profonda disonestà intellettuale.

annina

Che ipocriti! La CCAR usa l’8xmille soprattutto per mantenere le proprie strutture gerarchiche!
La FAO invece si occupa di dare cibo a tutti quelli che la Chiesa preferisce tenere nella fame per vedere se ne convince qualcuno che dio è tanto buono da lasciarli morire di fame per poi essere felici in paradiso!

civis romanus sum

Diffondendo come accettabili e intellettualmente onesti simili paragoni, semplicemente cercano di accreditarsi raccontando menzogne.

Lo fanno da millenni.
Pressappoco da quando si sono inventati un dio autocertificando se stessi come suoi latori in terra.

Parassiti, pidocchi delle loro menzogne ,,,

Marcus Prometheus

Anche la FAO spende oltre la meta’ del suo bilancio per stipendi sedi ed auto per i suoi funzionari esattamente come la Chiesa Cattolica.

Questa bisogna riconoscerlo e’ una somiglianza concreta.
Si’ pero’ ma nel PARASSITISMO, NON nel BENE FACERE

paolo

@ annina …..mai sentito parlare delle mense della caritas?

Paul Manoni

@paolo
La mense del comune di Roma godono di un regolare contratto con il comune, che tradotto, significa che ricevono SOLDI PUBBLICI.

Alfonso

Tarquinio ha perfettamente ragione, infatti le leggi le scrivon direttamente in Vaticano e poi approvate dai politicanti di turno nel parlamento dei mercenari papalini.

cesares

Gualerzi ha perfettamente ragione.
L’unica istituzione a cui può essere paragonata la chiesa è una compagnia di assicurazioni. Come tutte le assicurazioni campa sulla paura dell’assicurato di subire un danno (furto, incendio, infortunio,perdita della vita). Il bene che assicura la chiesa è la salvezza dell’anima. Per questo tiene sempre bassa la soglia del peccato (quasi tutto è peccato) e alto il senso di colpa (una sega, peccato mortale, ti può costare il paradiso).
Su questo meccanismo paura-ricatto la chiesa lucra abbondantemente. (v. post di Ser Joe). Esattamente come il mio assicuratore. Io viaggio con una utilitaria, il mio assicuratore cambia il BMW una volta all’anno.

biondino

mmmm, l’ultima volta che ho sentito parlare di salvezza dell’anima e peccato e inferno e robe del genere in una chiesa dev’essere stato una ventina di anni fa, predicava un vecchio frate e il parrocco disse a noi giovani: ascoltatelo con pazienza, se potete…

Sandra

Doveva essere fra Ratzinger che leggeva il compendio del Catechismo cattolico.

212. In che cosa consiste l’INFERNO?

Consiste nella DANNAZIONE ETERNA di quanti muoiono per libera scelta in peccato mortale. La pena principale dell’inferno sta nella separazione eterna da Dio, nel quale unicamente l’uomo ha la vita e la felicità, per le quali è stato creato e alle quali aspira. Cristo esprime questa realtà con le parole: «Via, lontano da me, MALEDETTI, nel FUOCO ETERNO»

171. Che cosa significa l’affermazione: «Fuori della Chiesa non c’è salvezza»?

Essa significa che ogni salvezza viene da Cristo-Capo per mezzo della Chiesa, che è il suo Corpo. Pertanto non possono essere salvati quanti, conoscendo la Chiesa come fondata da Cristo e necessaria alla salvezza, non vi entrassero e non vi perseverassero. Nello stesso tempo, grazie a Cristo e alla sua Chiesa, possono conseguire la SALVEZZA ETERNA quanti, senza loro colpa, ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, ma cercano sinceramente Dio e, sotto l’influsso della grazia, si sforzano di compiere la sua volontà conosciuta attraverso il dettame della coscienza.

bastian contrario

diocleziano che descrive il direttore dell’avvenire ‘tarquinio il superfluo’ è un capolavoro assoluto!!! degno di spinoza.it!!!
io ho lavorato in una redazione di quotidiano, anni fa, e spesso le lettere dei lettori NON provenivano dai lettori stessi, ma da altri redattori. banale, no?
e comunque, affermare che la chiesa NON ha scopo di lucro…
…allora perché non mollano l’otto per mille e le esenzioni varie?
…ah, meslier, meslier…

Rasputin

La chiesa cattolica è un’associazione a delinquere di stampo mafioso a livello internazionale, e ci sono le prove.

Spero che qui dentro non sia necessario portarle, le ricerche le sapete fare.

biondino

si si, abbiamo letto tutti il codice da vinci.

e harry potter.

e twlight.

e tv sorrisi e canzoni.

Bruno Rapallo, apostata e ateo

… molto spiritoso, ma ho il vago sospetto che si sbagli; gli atei e agnostici (con un minimo di cultura e d’interesse per la storia) in larga prevalenza rigettano quella “spazzatura fantasy” e leggono piuttosto pesantissimi testi storici (dichiaratamente di parte e non certo indiscutibili al 100 %, ma quasi sempre molto ben documentati) come ad es.:
– “Storia criminale del Cristianesimo” di Karlheinz Deschner (primi 9 volumi per oltre 4000 pagine, di cui circa 400 di bibliografia multi-lingue; il vol. X è in preparazione e dovrebbe uscire tradotto in italiano entro il 2012)
– “La politica dei Papi nel XX secolo” di Karlheinz Deschner (2 volumi per circa 900 pagine; il II volume tradotto in italiano è appena uscito da un paio di settimane)
– “L’Entità” di Eric Frattini (1 volume di oltre 500 pagine, sui crimini storici dei “servizi segreti ” vaticani)
– “The Vatican Connection – Mafia e Chiesa” del cronista statunitense Richard Hammer (1 volume di circa 300 pagine, sintesi delle indagini internazionali del detective americano, cattolico d’origine irlandese, Joe Coffey, per conto del procuratore distrettuale Frank Hogan; il testo inglese completo è scaricabile dal sito che segue: ftp://myebooks.dyndns.org/secret societies/vatican/ )
– “Vaticano SpA” del cronista Gianluigi Nuzzi (1 volume di circa 280 pagine, sintesi di 4000 documenti depositati in banca svizzera prima di morire nel 2003 da monsignor Dardozzi, il defunto sottoposto del Segretario di Stato, cardinal Sodano, da questi incaricato di controllare le attività dello IOR)
– “Vicari di Cristo – Il lato oscuro del papato” dell’ex-sacerdote e teologo Peter De Rosa (1 volume di oltre 500 pagine)
– “I dilemmi e i silenzi di Pio XII – Vaticano, seconda guerra mondiale e Shoah” dello storico Giovanni Miccoli (1 volume di quasi 600 pagine)
– “Operazione Odessa – La fuga dei gerarchi nazisti verso l’Argentina di Peron” di Uki Goni (1 volume di quasi 500 pagine, sulle complicità di parte cattolica in quelle torbide vicende), ecc., ecc.
Si legga almeno le quasi 8000 pagine dei testi sopra citati, le contesti pagina per pagina con attendibili testi alternativi, …. e poi, tra qualche anno, eventualmente ne riparliamo.

Bruno Rapallo, apostata e ateo

… uffa, il link al testo inglese di “Vatican Connection” mi è riuscito male;
provo a riscriverlo e speriamo che funzioni:
ftp://myebooks.dynds.org/secret societies/vatican/
Se continua a non funzionare, provate a fare copia/incolla dell’indirizzo direttamente nella stringa-indirizzi di Internet Explorer o di Mozilla Firefox e poi nella pagina che si aprirà scorrete sino al nome Hammer per scaricare il testo inglese originale

Bruno Rapallo, apostata e ateo

… scusate ancora per il doppio errore; anche il copia/incolla di cui sopra funziona a singhiozzo; conviene cercare con Google le parole:
Coffey Hogan vatican connection
e tra i primi 10 link vi esce il file in formato .pdf con il testo in inglese

losna

“Non ci sono norme ad ecclesiam”
Ma dire bugie non è un peccato mortale?

kundalini444

La FAO però non prende l’otto per mille
la differenza IMPORTANTE è tutta qui…

una associazione senza fini di lucro prende soldi O dai suoi associati O da finanziamenti statali, e in quest’ultimo caso rende condo allo stato anche di come li spende.

L’otto per mille invece è un meccanismo in base al quale prende soldi e basta, a prescindere da come li usa. Anzi, quando fu istituito era inizialmente previsto che ci sarebbero stati adeguamenti e che il contributo era in pratica una sorta di “rimborso spese” da ridimensionare in funzione delle spese da affrontare (compresi anche gli stipendi del clero).
Questo non è stato fatto: la chiesa gode di privilegi che nessuna altra associazione no-profit puà vantare, in pratica ha un tributo continuo e incontrollato, per il solo fatto di essere “religione di concordato” pari quasi alla antica DECIMA

biondino

a) “nessun’altra associazione no-profit può vantare”: evidentemente non hai mai fatto la dichiarazione dei redditi (chi sei, il famoso evasore totale sconosciuto al fisco?), altrimenti sapresti che altre organizzazioni religiose ricevono l’ottopermile, tra le quali ricordo almeno i valdesi, di cui taluni dicono tanto bene.

b) “tributo continuo e incontrollato”: altro blabla a caso, dato che ogni anno i contribuenti possono verificare il bilancio e decidere ogni anno se firmare o meno. Tant’è che negli anni recenti è aumentato il numero di quanti destinano l’ottopermile allo stato o, tanto per cambiare, ai valdesi.

RobertoV

E’ aumentata la quota a favore dello stato e dei valdesi negli ultimi anni, ma solo all’interno di quel 40% che esprime una preferenza, mentre per il 5 per mille, dove le alternative sono elevate e gli scopi sono più chiari e vari ben l’80% esprime una preferenza. E’ aumentata la quota a favore dello stato anche perchè ha chiarito meglio l’utilizzo del suo 8 per mille che prima era stato utilizzato anche per finanziare una guerra e per tappare buchi di bilancio. Ma comunque gira 1/3 dei suoi proventi alla chiesa cattolica.
Resta il problema della scelta limitata a solo 8 possibilità, molto simili tra loro, un po’ come fare delle elezioni in cui sono ammessi solo i partiti della maggioranza ed un partito dell’opposizione come l’UDC e non rappresentativi della realtà italiana (ormai ci sono circa 1.3 milioni di ortodossi in Italia, e oltre 1 milione di musulmani, 700 mila protestanti, soprattutto pentecostali, e anche i Testimoni di Geova sono molti di più delle religioni riconosciute non cattoliche.

RobertoV

Ovviamente va aggiunta anche la quota dei non credenti che è in aumento e che è di qualche milione di persone (ma, purtroppo, in Italia non si devono fare censimenti come nella altre nazioni, sul credo e non dei vari cittadini, ma si deve lasciar credere che la chiesa cattolica abbia ancora maggioranze bulgare).

Paul Manoni

L’annus orribilis di Tarquinio e’ senza ombra di dubbio il 2011. 😉
Se si era in qualche modo defilato dagli scandali “pedofilia” del 2010, si e’ impantanato nel polverone sollevato contro i privilegi della Chiesa di quest’anno, inanellando una serie infinita di sciocchezze, degne del peggior servo della casta clericale.
Cerchiobottare, ed arrampicarsi sugli specchi non gli bastava evidentemente, visto che si e’ messo a pubblicare sul suo giornale, fatture di pagamento dell’ICI, palesemente false.

http://www.radicali.it/comunicati/20111216/ici-chiesa-staderini-altro-che-bufala-vera-patacca-di-avvenire

Il direttore del quotidiano dei Vescovi…Vatti a fidare. 😉

whichgood

Se la Chiesa è un’organizzazione senza fine di lucro allora la Nicole Minetti è paragonabile a Gandhi.

Beatrice

La chiesa cattolica è un’organizzazione multi-nazionale non un’organizzazione internazionale.
Ci sono importanti differenze fra la chiesa cattolica e le varie organizzazioni internazionali.
Le organizzazioni internazionali come ONU, FAO, EDF sono create con trattati fra stati (no, Veronica, mi dispiace ma il tuo matrimonio non è un’organizzazione internazionale anche se tu e tuo marito avete cittadinanze diverse, non siete due stati …).
Quando l’Italia finanzia ONU e FAO queste organizzazioni devono spendere i soldi con appalti pubblici a cui possono partecipare le persone fisiche e giuridiche registrate negli stati donatori.
Quindi se l’ONU vuole costruire una scuola in Nigeria deve fare una gara di appalto a cui possono rispondere tutte le imprese e NGO registrate in Italia, e se cerca un funzionario deve fare un concorso a cui possono partecipare tutti i cittadini italiani.
(no, Malgorzata, la Polonia non ha messo soldi nel 6. fondo europeo di sviluppo e tu che sei cittadina polacca non puoi rispondere ai bandi di gara finanziati da quel fondo, sorry).

Supponiamo adesso che l’Italia dia dei soldi alla chiesa cattolica, che pretende di essere equiparata alle vere organizzazioni internazionali.
Vediamo alcune importanti differenze:
1. Quali sono gli obblighi di pubblicare concorsi e gare di appalto assunti dalla chiesa cattolica ?
2. Chi la chiesa cattolica si è obbligata con trattato ad accettare come elegibile in questi concorsi e gare di appalto ?
3. Con che frequenza la chiesa cattolica deve mandare rapporti di audit dei suoi progetti ai donatori e che formati devono avere ?

È poco noto ma preciso che anche l’ONU è obbligato a mandare un rapporto di audit dei suoi progetti ai suoi donatori ed è obbligato a fare entrare l’auditor mandato dai suoi donatori per controlli puntuali (cioè UNO è obbligato a fare entrare l’auditor che vuole vedere dove si trova il generatore di corrente che gli è stato finanziato per la scuola in Nigeria, vuole leggere la matricola del generatore, puoi vuole vedere che lo hanno registrato bene in contabilità, poi vuole vedere le altre offerte scartate nella gara di appalto).
Ve lo immaginate la sedicente organizzazione internazionale chiesa cattolica che lascia entrare un auditor che verifica dove si trova un bene, come è registrato in contabilità, e con che procedura di appalto sia stato acquistato ?

Aggiungo che l’Unione europea scrive per maggiore chiarezza nei contratti di sovvenzione a favore ONU che ogni cittadino o organizzazione EU deve potere partecipare senza discriminazioni alle forniture per l’ONU (il problema si porrebbe se ci fosse un paese menbro EU ma non membro ONU): questo per riaffermare un principio importante che non si possono discriminare i donatori.
Torniamo alla sedicente organizzazione internazionale chiesa cattolica, se deve mandare del personale per un suo progetto in Nigeria, al cui finanziamento ha controbuito l’Italia, quali sarebbero le regole per la scelta del personale ?
Quali obblighi di non discriminazione prenderebbe la chiesa cattolica nei confronti dello stato donatore ? Si obbliga a scegliere fra i cittadini di quello statosenza discriminare fra cattolici e non-cattolici ?
Manderebbe i rapporti di audit dei progetti finanziati allo stato italiano ? Farebbe entrare un auditor scelto dallo stato italiano per verificare la contabilità dei progetti?

Si potrebbe continuare, ma non voglio annoiarvi troppo …

whichgood

Ottima spiegazione, grazie Beatrice per aver fatto chiarezza sulle solite campagne di disinformazione lanciate dal Vaticano e rilanciate da tutti gli organi sudditi ad essa.

😉

Beatrice

Tanto per restare in materia di esenzioni ICI e tasse per la multi-nazionale chiesa cattolica che si paragona alle organizzazioni internazionali tipo ONU, FAO, …, andate (se avete voglia di perdere un bel po’ di tempo, e prendere un martello e picchiare direttamente sulle palle vi sembra troppo veloce …) a leggere il trattato di Cotonou fra i paesi dell’Unione europea e i paesi africani e dei caraibi e vedrete che da nessuna parte si dice che i donatori siano esenti da tasse.
Cioè nemmeno i progetti finanziati dall’unione europea nei paesi ex-colonie in via di sviluppo sono stati da questi paesi esentati dalle tasse.
C’è una esenzione solo per brevi progetti di durata inferiore ai 6 mesi, se andate in Nigeria per 1 anno a costruire una scuola finanziata sotto il trattato di Cotonou, mi dispiace ma dovete pagare le tasse sui vostri redditi lin Nigeria …

Poi se qualche paese è così gentile da non farvi pagare niente data l’origine dei fondi, è sua grande cortesia, ma il trattato di Cotonou non richiede che rinuncino a tassarvi …

Domanda: qual’è il paese europeo che è in crisi economica ma rinuncia a tassare le attività commerciali di qualcuno molto speciale anche se le sue leggi e i trattati non lo prescrivono ? (anzi il trattato europeo sull’IVA prevede proprio il contrario, si tratta di un aiuto di stato per qualcuno molto speciale)

RobertoV

In Germania all’inizio di quest’anno si parlava del problema del differente trattamento che i dipendenti di una chiesa hanno rispetto ai normali lavoratori, chiesa che ha parecchie attività produttive. Proprio giorni fa ha fatto sensazione una sentenza della corte europea che ha sancito che per i dipendenti di una chiesa non valgono le tutele sindacali riconosciute agli altri lavoratori. La questione era stata sollevata da un dipendente della chiesa protestante tedesca che voleva rivolgersi alle strutture sindacali dei lavoratori. Norme ad ecclesiam?
Proprio l’altro giorno leggevo che il più grande monastero austriaco, quello di Admont in mano ai benedettini, con una superficie di ben 260 km2, cioè pari ad una volta e mezza quella del comune di Milano, ha diverse attività al suo interno e produce un fatturato di circa 200 milioni di Euro. Tutto no-profit? E i vari vini e liquori prodotti nei monasteri italiani? Il direttore della Caritas austriaca guadagna circa 100 mila Euro all’anno: tutto no-profit anche questo? Io non sono riuscito a trovare un bilancio della Caritas italiana, ma solo alcune indicazioni di spese, e sicuramente niente di certificato.

enrico

@ Beatrice

Per quanto riguarda le esenzioni, già scritto ma forse repetita iuvant, forse però, esse riguardano un “ente non commerciale”, ossia non deve avere per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività economica.

Dunque tutti gli enti pubblici e gli enti privati quali associazioni di promozione sociale, le organizzazioni di volontariato, le organizzazioni non governative, le associazioni sportive dilettantistiche, tutti gli enti che acquisiscono la qualità fiscale di Onlus.

Il fatto di paragonare la Chiesa all’ ONU o alla FAO o organismi del genere è semplicemente un esempio.

Detto questo, le esenzioni, ripetiamolo ancora una volta, sono valide per strutture di un ente di questo tipo solo se l’immobile è destinato esclusivamente allo svolgimento di una o più tra le otto attività di rilevante valore sociale individuate dalla legge.

Esclusivamente.

Nel caso di illeciti controllore di tali situazioni è il comune.

@ Civis romuanus sum

Ho letto il suo intervento in risposta.
Ho due nick sulla punta della lingua che potrebbero corrispondere, in stile, alla sua persona in altro blog.
Dato un certo grado di accuratezza alle sue affermazioni.
Tuttavia lei o ben si confonde con altro nick identico, o ben stracapisce quanto ho scritto, poichè sono un chimico che si occupa di analisi ambientali, e con terreni, terre e rocce da scavo, acque e emissioni l’obbiezione centra poco.

whichgood

” Il fatto di paragonare la Chiesa all’ ONU o alla FAO o organismi del genere è semplicemente un esempio. ”

SEMPLICEMENTE UN ESEMPIO UNA CIPPA DI M…CHIA!. Pensi che Tarquinio sia un sprovveduto ignorante come te ?

enrico

@ whichgood

“Pensi che Tarquinio sia un sprovveduto ignorante come te”

Non so se sia ignorante come me.
Ma è probabile che il suo intervento, aggettivi qualificativi inclusi, sia un suo sfogo personale ed è meglio che si sfoghi così piuttosto che in altro modo.

Ad ogni buon conto, se avesse la cortesia di leggere il mio post, vi si specifica perchè organismi come ONU o FAO sono solo paragonabili alla situazione della Chiesa.

Infatti di tali esenzioni godono anche:

associazioni di promozione sociale

le organizzazioni di volontariato

le associazioni sportive dilettantistiche etc etc

Che non mi sembrano organismi paragonabili a ONU e FAO.

Tali enti sono accumunati dall’acquisire la qualità fiscale di onlus.

Di tali enti godono di esenzione esclusivamente le attività menzionate nelle otto categorie previste dalla legge.

whichgood

@ enrico

Sono sicuro che il Sig. Tarquinio ha preso “al volo” l’opportunità lanciata a i suoi piedi da un lettore per FARE CONFUSIONE INTENZIONALMENTE in modo di creare in giro DISINFORMAZIONE. Non è una tecnica nuova. “L’esempio” che lei sositene e cioè, che la Chiesa in quanto esenta di determinate esenzioni è paragonabile a una ONU o FAO è equivalente all’affermazione che la stessa Chiesa, in quanto pratica dei riti che richiamano delle presunte entità invisibili è equivalente a Harry Potter. Spero che questo “esempio” non la disturbi.

RobertoV

Viene riconosciuto che nell´attuale normativa è presente una zona grigia che consente di trasformare la solidarietà in business.” Questo perché la realtà è sempre molto complessa e c’è chi ne approfitta.
Per esempio ho trovato alcune sentenze per la regione Piemonte esplicative dei problemi che si presentano.
Con la sentenza 42/2010 (CTP Verbania N. 42/2010), la seconda sezione della Commissione tributaria provinciale di Verbania ha escluso l’esenzione Ici per gli immobili degli ordini religiosi nel caso coesistano attività di culto e commerciali.
E’ questo il caso di un immobile utilizzato da una comunità religiosa ma adibito anche a casa per ferie aperta ad ospiti paganti. Per i giudici piemontesi, quindi, la commistione delle attività di culto e commerciale non rientrano tra i requisiti richiesti dall’art. 7 del DLGS 504/92 che riconosce l’esenzione alle attività ricreative, culturali, didattiche, sportive, assistenziali, sanitarie e così via, svolte da questi enti, purché non abbiano natura “esclusivamente commerciale”.
E per avvalorare il concetto con la Sent. n. 41 del 28 giugno 2010 (ud. del 24 aprile 2010, del CTP Verbania) le suore dovranno pagare l’Ici anche per un immobile destinato formalmente a scuola, ma che non veniva adibito dal 1995 a questo fine né a loro residenza (non risiedeva alcuna consorella).
Quante di queste situazioni ci sono in Italia visto che solo negli ultimi 20 anni la chiesa cattolica ha chiuso circa 4000 scuole? E coi vari monasteri e conventi chiusi negli ultimi anni per la riduzione del personale?

Mentre, invece, per la casa per ferie della chiesa i giudici della corte d’appello hanno deciso a favore dell’esenzione (CTR Torino N. 75/38 del 11 Novembre 2010, vedere sito fiscoediritto.it)
Non sono soggetti ad ICI gli immobili detenuti da enti ecclesiastici ed adibiti a casa vacanze anche nel caso in cui gli ospiti riconoscano un corrispettivo per il soggiorno. Esenzione inoltre salva anche nel caso in cui i fabbricati stessi sono utilizzati, in modo non esclusivo, a fini commerciali. Per i giudici piemontesi, quindi, nella fattispecie evidenziata non sussiste il fine di lucro mentre rimane inalterato il perseguimento dello scopo sociale dell’ente ovvero l’ospitalità di anziani presso la struttura ricettiva. A maggior sostegno della predetta tesi anche il fatto che i corrispettivi percepiti corrispondevano ai costi di gestione, escludendo così qualsiasi palese scopo di lucro.
Viene riconosciuto che ogni situazione va valutata caso per caso, cioè se vi sia lucro o meno, cosa molto complessa che difficilmente un comune è in grado di gestire pienamente coi controlli.

enrico

@ Roberto V

Cosa vorrebbe dimostrare con il suo intervento?
Che una legge, qualunque legge può essere interpretata?
Questo vale in qualunque ambito, anche nel D.lgs 152 che è di mia competenza.
Infatti è buona norma conoscere anche sentenze per inidirizzarsi verso una corretta interpretazione.

In questo caso comunque vi sono state due interpretazioni autentiche.

Andiamo ai casi che lei menziona.

1 “E’ questo il caso di un immobile utilizzato da una comunità religiosa ma adibito anche a casa per ferie aperta ad ospiti paganti”

Fra le otto categorie per cui è prevista l’esenzione non vi è quella di albergo.
Bensì di studentati o con un ruolo sociale.
Nessuna zona grigia bensì la semplice applicazione della legge.

2 Sent. n. 41 del 28 giugno 2010 (ud. del 24 aprile 2010, del CTP Verbania) le suore dovranno pagare l’Ici anche per un immobile destinato formalmente a scuola, ma che non veniva adibito dal 1995 a questo fine né a loro residenza (non risiedeva alcuna consorella).

Anche qui non vi è alcuna zona grigia.
L’immobile non era adibito a nulla.
Come poteva dunque rientrare in una esenzione?

3 Per i giudici piemontesi, quindi, nella fattispecie evidenziata non sussiste il fine di lucro mentre rimane inalterato il perseguimento dello scopo sociale dell’ente ovvero l’ospitalità di anziani presso la struttura ricettiva. A maggior sostegno della predetta tesi anche il fatto che i corrispettivi percepiti corrispondevano ai costi di gestione, escludendo così qualsiasi palese scopo di lucro.

Luoghi adibiti ad un ruolo sociale, ovvero ospitalità di anziani, sono fra le otto attività riconosciute esenti.
Luoghi dove si svolgono attività di “ricettività complementare o secondaria”.
(legge 21 marzo 1958, n. 326, attuata con il D.P.R. 20 giugno 1961, n. 869)
Per qualunque onlus, non solo per la Chiesa Cattolica.

Non vedo zone grigie in questi esempi.

civis romanus sum

Nessun problema, enrico
,,, hoc volui, facta est ,,,

Tu non sei più quello e io non sono mai stato quelli.

Anche per questo i miei apprezzamenti nei confronti dei tuoi scritti non cambieranno di tono nè di sostanza.

enrico

@ civis romanus sum

Molto semplicemente io credo che lei stracapisca gli interventi.
Ovvero non capisca quanto uno scrive quando lo legge.
Questa è la mia opinione.

civis romanus sum

@ enrico

Molto più semplicemente io penso invece che tu non capisca quello che scrivi, nemmeno se lo rileggi.

La domanda è quindi: Perchè lo fai se ogni volta devi spiegarlo a te stesso prima di spiegarlo agli altri ?

La risposta ,,, per fede ,,, non è contemplata nell’elenco di quelle disponibili.

Federico Tonizzo

La prima “norma ad eccelsiam” è l’inclusione dei Patti Lateranensi nella Costituzione, a cui sono seguite un’infinità di altre “norme ad ecclesiam”! 👿

E’ quindi chiaro che il direttore dell’Avvenire Marco Tarquinio non crede nell’esistenza dell’inferno per i MENTITORI. E sicuramente non crede neanche nell’esistenza di YHWH che comandò di NON MENTIRE.

Ma non solo Marco Tarquinio…

Murdega

212. In che cosa consiste l’INFERNO?
171. Che cosa significa l’affermazione: «Fuori della Chiesa non c’è salvezza»?
Vorrei chiedere al Teologo se le norme succitata sono ancora in vigore.
Vorrei chiedere al Teologo se esiste una ccar fuori dal catechismo.
Vorrei chidere al Teologo se il catechismo è ancora in vigore.
Vorrei cheidere al Teologo perchè è Teologo.

enrico

1257 Il Signore stesso afferma che il Battesimo è necessario per la salvezza.
Per questo ha comandato ai suoi discepoli di annunziare il Vangelo e di battezzare tutte le nazioni.
Il Battesimo è necessario alla salvezza per coloro ai quali è stato annunziato il Vangelo e che hanno avuto la possibilità di chiedere questo sacramento.
La Chiesa non conosce altro mezzo all’infuori del Battesimo per assicurare l’ingresso nella beatitudine eterna; perciò si guarda dal trascurare la missione ricevuta dal Signore di far rinascere « dall’acqua e dallo Spirito » tutti coloro che possono essere battezzati. Dio ha legato la salvezza al sacramento del Battesimo, tuttavia egli non è legato ai suoi sacramenti.

1258 Da sempre la Chiesa è fermamente convinta che quanti subiscono la morte a motivo della fede, senza aver ricevuto il Battesimo, vengono battezzati mediante la loro stessa morte per Cristo e con lui. Questo Battesimo di sangue, come pure il desiderio del Battesimo, porta i frutti del Battesimo, anche senza essere sacramento.

1259 Per i catecumeni che muoiono prima del Battesimo, il loro desiderio esplicito di riceverlo, unito al pentimento dei propri peccati e alla carità, assicura loro la salvezza che non hanno potuto ricevere mediante il sacramento.

1260 « Cristo è morto per tutti e la vocazione ultima dell’uomo è effettivamente una sola, quella divina, perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire a contatto, nel modo che Dio conosce, col mistero pasquale »
Ogni uomo che, pur ignorando il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, cerca la verità e compie la volontà di Dio come la conosce, può essere salvato. È lecito supporre che tali persone avrebbero desiderato esplicitamente il Battesimo, se ne avessero conosciuta la necessità.

enrico

@ firestarter

Murdega aveva chiesto alcune delucidazioni rispetto posizioni del Chiesa Cattolica e significato di certe espressioni.
Il suo intervento non è significativo.

Maurizio_ds

Certo che ‘sti cattolici sono forti: pretendono di avere ragione anche quando loro stessi vedono di avere torto. Continuare a credere in un dio inesistente evidentemente tarpa completamente il senso del giudizio (e anche del ridicolo). Questo tarquini di “passato remoto” è un altro che prova solo ad arrampicarsi sugli specchi.

Goethe

La Chiesa non é una mutinazionale, la Chiesa non é una organizzazione internazionale. La Chiesa é il popolo di Dio in cammino, assistita dallo Spirito, ove carisma e istituzione cercano di trovare un loro equilibrio.
Gli enti e le persone ad essa riconducibili sono spttoposti in taluni Stati al diritto comune, in altri hanno trattamenti simili ad organizzazioni pubbliche e private non profit, in altri le persone e le strutture sono perseguitate, in altri godono di favori, in altri non contano niente, in altri fanni valere le lpro convinzioni. Taluni pensano che la Chiesa sia madre e maestra, altri una associazione a delinquere (non solo i soci UAAR, era il pensiero predominante dello Stato italiano risorgimentale, quantum mutatus ab illo recrimineranno i suddetti soci), altri una bendizione del cielo, altri una catastrofe da cui liberarsi.
Ma la Chiesa di Dio non é, grazie al cielo, né una multinazionale né una holding, né una organizzazione internazionale, né pretende di esserlo.
Non ha nemmeno sottoscritto (non la Chiesa,beninteso, ma la Santa Sede) i trattati di Vestfalia nel 1648

FSMosconi

Togliendo il superfluo ecco cosa rimane di questo intervento:

La Chiesa non é una mutinazionale, la Chiesa non é una organizzazione internazionale. Gli enti e le persone ad essa riconducibili sono spttoposti in taluni Stati al diritto comune, in altri hanno trattamenti simili ad organizzazioni pubbliche e private non profit, in altri le persone e le strutture sono perseguitate, in altri godono di favori, in altri non contano niente, in altri fanni valere le lpro convinzioni. La Chiesa non è né una multinazionale né una holding, né una organizzazione internazionale, né pretende di esserlo. Non ha nemmeno sottoscritto (non la Chiesa,beninteso, ma la Santa Sede) i trattati di Vestfalia nel 1648

E volendo riassumere ancor di più:

La Chiesa non è una multinazionale. In alcuni stati agisce capillarmente tramite enti esterni. Ma non è una multinazionale

Ed infine:

La Chiesa non è una multinazionale anche se descrivo perfettamente come una multinazionale agisce. Non lo è. Punto.

E

La Chiesa non è una S.P.A.

(ma non do nessun valido motivo per dimostrare il contrario)

firestarter

il teologo ci ha informato che la chiesa ha come scopo principale quello di annunciare la paternita’ di dio (non biasimo le irrefrenabili grasse risate che esplodono a questo punto). Occorre capire che tale nobile intento e’ sufficiente a giustificare qualche attivita’ criminale collaterale. Poi ci sono i ridicoli come enrico ad informarci che si evade solo l’evadibile e che i privilegi stabiliti dalle leggi scritte in pretesco dai soliti noti sono appunto legali.

vorrei esortare i vari preti che ci infestano ed altri individui ad essi isomorfi a raggiungere un c di consenso in modo da propinarci la stessa caz…ta

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