L’Aquila, truffa post-terremoto: mons. D’Ercole rischia processo

Il vescovo ausiliare de L’Aquila, mons. Giovanni D’Ercole, rischia di essere processato. Da tempo un’inchiesta sulla sospetta truffa sui fondi ‘Giovanardi’ del dopo-terremoto in Abruzzo, messa in evidenza dal giornale Il Centro, si interessa anche al ruolo del prelato. Dalle intercettazioni è emerso infatti che il monsignore era molto attivo con alcuni personaggi in “affanni poco spirituali e molto temporali“. E aveva tentato di avviare una campagna mediatica proprio per screditare Il Centro, tramite i suoi contatti. Tutto ciò aveva destato dubbi e proteste tra gli stessi fedeli e i sacerdoti. A novembre D’Ercole era stato iscritto nel registro degli indagati, sebbene non per truffa ai danni dello Stato.

Ora gli inquirenti lo accusano di aver favorito altri indagati e diffuso “notizie segrete” su procedimenti penali in corso. Mentre è archiviata l’accusa di aver dichiarato il falso al pubblico ministero. Nonostante le rassicurazioni dei media vescovili, resta comunque imbarazzante il coinvolgimento del prelato in questa storia, compresi i rapporti molto ‘alla mano’ con gli altri indagati.

AGGIORNAMENTO 25 GENNAIO. Sul sito di Repubblica è stata inserita anche la registrazione della telefonata tra l’ex sottosegretario Giovanardi e mons. D’Ercole, di cui alcuni stralci erano già stati pubblicati.

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