Benedetto XVI cede ai neocatecumenali

Via libera da parte del papa alla celebrazione della messa nelle “piccole comunità” dei neocatecumenali che si svolgono con modalità “contenute nel direttorio catechetico del Cammino che non risultano per loro natura già normate dai libri liturgici della Chiesa”. È un riconoscimento importante per il movimento fondato da Kiko Arguello e Carmen Hernandez, e tanto discusso per le particolari caratteristiche con cui celebrano i riti. Malvisto all’interno della stessa Chiesa, il Cammino Neocatecumenale porta però molte nuove vocazioni: ed è per questo che papa Ratzinger, come già papa Wojtyla per Opus Dei e Comunione e liberazione, ha autorizzato le ‘deroghe’ richieste dalla comunità. La Santa Sede ribadisce una volta di più di voler contrapporre ai fenomeni di secolarizzazione la forza dei nuovi movimenti ecclesiali, che si caratterizzano tuttavia per un certo settarismo e per una marcata autonomia. In Vaticano, e non da oggi, si è deciso di correre il rischio, anche se i tanti dissidi nati nelle parrocchie che hanno aperto ai neocatecumenali dovrebbe, secondo alcuni, consigliare maggior prudenza. Nel corso dell’udienza concessa l’altro ieri ai membri del Cammino, Benedetto XVI ha esplicitamente ricordato le “aree che, pur avendo conosciuto Cristo, sono diventate indifferenti alla fede: il secolarismo vi ha eclissato il senso di Dio e oscurato i valori cristiani”, a cui ha contrapposto il carattere di “lievito” dell’impegno del movimento: “la Chiesa ha riconosciuto nel Cammino un particolare dono che lo Spirito Santo ha dato ai nostri tempi e l’approvazione degli Statuti e del “Direttorio Catechetico” ne sono un segno”.

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