Polonia, niente tv digitale per Radio Maryja

Per chi non lo sapesse, l’emittente polacca Radio Maryja è ben peggio dell’omonima radio italiana. Accusata quotidianamente di antisemitismo, persino l’ex segretario di Wojtyla ne dovette prendere le distanze. Benedetto XVI la giudica forse un po’ diversamente, visto che cinque anni fa volle riceverne il direttore, Tadeusz Rydzyk, scandalizzando gli ebrei di mezza Europa. Oggi in Polonia c’è tuttavia un governo liberale, e un partito dichiaratamente anticlericale è la terza forza politica del paese. Risultato: come scriveva ieri Andrea Tarquini su Repubblica, il consiglio nazionale delle radio e delle tv ha negato le frequenze gratuite del digitale terrestre a TV Trwan, la versione televisiva dell’emittente. L’ha ritenuta priva di pubblica utilità, e tanto ricca di suo da potersi pagare da sola l’accesso. La conferenza episcopale polacca ha protestato, gridando alla “violazione del pluralismo” e alla “lesione grave della libertà di informazione”. Tadeusz Rydzyk ci è andato giù ancora più pesantemente: “come i comunisti, i governanti di oggi vogliono chiuderci nelle sacrestie, ricordano il Terzo Reich”. Parole simili a quelle del vescovo bulgaro, citate ieri: le chiese dell’Europa orientale non sono proprio abituate a vivere in stati che cercano di essere laici, democratici e trasparenti. Non a caso, ricorda Tarquini, Radio Maryja non ha avuto problemi nell’ultranazionalista e illiberale Ungheria, che tanti grattacapi sta creando in questi mesi all’Unione Europea.