Lecce, aule del catechismo esentate dalla TARSU

Come ha evidenziato l’UAAR nella sua inchiesta su I costi della Chiesa, praticamente tutti i comuni esentano i luoghi di culto dal pagamento della TARSU, volgarmente nota come “tassa sulla spazzatura”. E non si capisce bene perché i contribuenti atei e agnostici dovrebbero farsi carico, indirettamente, anche dei costi della spazzatura prodotta dai credenti.

Ma alla diocesi di Lecce tale esenzione evidentemente non bastava. Per cui ha chiesto esplicitamente, nel corso di un “lungo incontro”, di essere esentata anche dal pagamento della tassa sulla spazzatura prodotta dai “luoghi di catechesi” di tutte le parrocchie leccesi . Scrive LeccePrima che “con un voto ampio e trasversale del consiglio comunale” la richiesta della diocesi è stata sollecitamente approvata.

Ma ancora non bastava, alla diocesi. Per cui, “quasi tutti i consiglieri presenti” hanno dunque deciso che, “per le annualità pregresse e non pagate, la sanzione sugli accertamenti sarà ridotta al minimo consentito dalla legge”. Un eufemismo per confermare che, fino alla delibera in questione, la diocesi ha evaso il fisco. E che ora usufruirà di una sorta di condono.

Sulla stampa, l’unico politico a dissentire è stato Carlo Salvemini, candidato sconfitto alle primarie del centrosinistra: su ilPaeseNuovo ha sostenuto che il provvedimento è sbagliato per due motivi: mostra “indifferenza rispetto alle gravi difficoltà finanziare del Comune di Lecce”, e considera le aule del catechismo più importanti delle scuole pubbliche. Perché le prime sono ora esentate dalla TARSU, le seconde no.

Che per i “traversali” politici italiani il catechismo sia più importante dell’istruzione pubblica non è, purtroppo, una grande novità.

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