Cei: “No spargimento ceneri e conservazione urne fuori dal cimitero”

Con le nuova edizione del Rito delle esequie, la Conferenza episcopale italiana conferma i rigidi paletti alla cremazione dei defunti. Ne dà notizia Avvenire. Come già disposto nel 2009 e con i dubbi dell’ordinariato militare. Ma, vista la crescente diffusione del fenomeno, dovuta soprattutto ai cambiamenti sociali e culturali della secolarizzazione, cerca di gestire il fenomeno, ad esempio ammettendo preghiere ad hoc e riti nella sala crematoria. Ma, avverte, “evitando ogni pericolo di scandalo” e “consuetudini estranee ai valori della tradizione cristiana”. La pratica di spargere le ceneri all’aperto o di conservarle in luoghi diversi dal cimitero infatti “solleva non poche perplessità sulla piena coerenza con la fede cristiana, soprattutto quando sottintende concezioni panteistiche o naturalistiche”. Altra preoccupazione, considerando la diffusione di cerimonie laiche o comunque non cattoliche, è di “evitare che eventuali vuoti celebrativi siano occupati da una ritualità aliena ai contenuti della fede cristiana”.

L’Ufficio Liturgico, tramite monsignor Alceste Catella, ribadisce nel presentare il testo Cei che la sepoltura è la forma “più idonea di esprimere la fede nella resurrezione”. E ha confermato il no alla dispersione delle ceneri, anche solo in un fazzoletto di terra consacrata. No anche alla conservazione delle urne fuori dai cimiteri.

Per criticare sottilmente la crescita del numero di persone che scelgono la cremazione, pratica legata anche a scelte di vita non cattoliche, la Cei parla di “grande sforzo pubblicitario delle agenzie funebri che gestiscono queste pratiche”, prendendo di mira direttamente la Socrem. Come se, dal canto loro, le chiese cattoliche fossero estranee al business delle pompe funebri. Quindi la Chiesa “accetta la cremazione, se non è decisa in odio alla fede, cioè per negare la resurrezione dei corpi proclamata nel Credo”. “Ma non la incoraggia”, si precisa.

L’UAAR d’altronde è molto attiva, anche a livello locale, nel sostenere la costruzione di sale del commiato laiche, nel fornire la possibilità di celebrazioni non religiose per chi le volesse e nel facilitare l’accesso alla cremazione. Al fine di permettere a tutti i cittadini (che siano atei, agnostici o credenti), di scegliere liberamente e in maniera dignitosa. Per il pluralismo e contro il (quasi) monopolio – spesso di fatto obbligato, in Italia – a favore della ‘solita’ confessione, quella cattolica.

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