Gran Bretagna, duro attacco del cardinale O’Brien contro matrimonio gay

La proposta del premier inglese David Cameron, conservatore, di avviare consultazioni per introdurre il matrimonio gay in Gran Bretagna e Galles – nonostante le critiche dal suo stesso partito – è fortemente contestato da diverse confessioni religiose. In particolare il cardinale Keith O’Brien ha lanciato un duro attacco, pubblicato dal Telegraph. L’intervento del religioso, presidente della conferenza episcopale di Scozia e figura di spicco del cattolicesimo britannico, è stato rilanciato in Italia in prima pagina oggi da Il Foglio. Nonostante il rimarchevole sottotitolo (“argomenta con sapienza contro le nozze gay”), la critica del prelato è piuttosto corredata dal consueto armamentario moralistico che indulge in maniera allarmata nello slippery slope.

Già le civil partnership, che tutelano oggi le unioni gay, per il prelato “sono dannose per il benessere fisico, mentale e spirituale di coloro che sono coinvolti”. E rivendica di essersi opposto ad esse già a suo tempo, sostenendo con preoccupazione che sarebbe stato preteso anche il matrimonio gay. Per O’Brien “è chiaro che la proposta non riguarda i diritti, ma piuttosto si configura come un tentativo di ridefinire il matrimonio per tutta la società”, su pressione di “una piccola minoranza di attivisti”, perché “le coppie omosessuali già godono di tutti i diritti giuridici del matrimonio”. E paventa ripercussioni gravi nel caso passasse la norma. Insinuando che professori i quali sosterranno che il matrimonio ‘vero’ è solo quello tra uomo e donna saranno “rimossi”. Una “tirannia della tolleranza” della quale le “prossime vittime”, o “eretici”, saranno “coloro che dissentono dall’ortodossia imposta dallo stato”. Attacca i promotori della riforma, la cui “follia viene assecondata”. E la definisce una “grottesca sovversione di un diritto umano universalmente accettato”. Il prelato dice di sostenere inoltre il “punto di vista del bambino”: solo una coppia eterosessuale garantirebbe stabilità e benessere che “non può essere fornita da una coppia dello stesso sesso, per quanto bene intenzionata”. Addirittura, il matrimonio gay “eliminerebbe interamente dalla legge l’idea di base di dare una madre e un padre per ogni bambino”. E anche, cosa vieterebbe di avere “due uomini” e “due donne”, se non di più, azzarda il religioso?

Nella sua filippica, il cardinale paragona persino il matrimonio gay allo schiavismo: “Immaginate per un momento che il governo abbia deciso di legalizzare la schiavitù ma ci assicuri che ‘nessuno sarà forzato a tenere uno schiavo'”. E si appella a più riprese alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Forse dimenticando che il Vaticano non l’ha firmata, così come non ha ratificato la Convenzione europea.

Contro la proposta di Cameron si è formato uno schieramento confessionalista, la Coalition for Marriage, che promuove una petizione. Ma non mancano le reazioni alle parole del cardinale, da tutto lo schieramento politico. Margot James, lesbica e parlamentare nei ranghi dei conservatori, critica il “linguaggio apocalittico” del prelato. “Penso che il governo non stia provando per nulla ad obbligare le chiese cattoliche a celebrare matrimoni gay”, aggiunge, “è una questione puramente civile”. Harriet Harman, a capo dei deputati laburisti, spera dal canto suo che commenti come quelli di O’Brien non finiscano per “alimentare o legittimare il pregiudizio”. Chi risponderebbe così in Italia?

Archiviato in: Generale, Notizie