Gran Bretagna, il candidato laburista Livingstone: “Da sindaco renderò Londra faro dell’islam”

In Gran Bretagna, mentre i conservatori guidati da David Cameron sostengono apertamente il matrimonio gay anche contro il parere e le proteste delle confessioni religiose, il candidato laburista a sindaco di Londra, Ken Livingstone, proclama che renderà la città “un faro dell’islam”.

Nel corso della sua campagna elettorale contro il sindaco conservatore Boris Johnson, Livingstone si è recato per la preghiera del venerdì nella moschea di Finsbury Park. Una delle moschee più controverse della capitale, guidata dagli integralisti del Muslim Association of Britain, legati ad Hamas. Lo stesso Livingstone da alcuni anni ha intrattenuto rapporti con personaggi ritenuti vicini all’estremismo islamico.

In questo discorso nella moschea, anche detta North London Central Mosque, Livingstone ha citato quello che secondo la tradizione sarebbe l’ultimo sermone del profeta Maometto presso il monte Arafat, in cui tra le altre affermazioni fa generiche dichiarazioni sull’uguaglianza tra i popoli.

Il candidato laburista ha detto che è necessario “educare” i londinesi sulla base dei precetti islamici, perché ciò “aiuterà a consolidare la nostra città come faro che dimostri il senso delle parole del profeta”. “Voglio impiegare i prossimi quattro anni assicurandomi che ogni non islamico a Londra conosca e capisca le parole e il messaggio” di Maometto. Si è soffermato in particolare sul sermone attribuito al profeta dell’islam, ritenuto una vera e propria “agenda per tutta l’umanità”.

E le parole di Livingstone per molti sono l’ennesima espressione di quel ‘multiculturalismo’ che concede in Gran Bretagna ampi spazi a legislazioni religiose, come la sharia. A scapito dei diritti individuali e della laicità, tale da favorire inevitabilmente la chiusura identitaria delle comunità religiose. Un approccio abbastanza diffuso nella sinistra laburista (non a caso, Livingstone è soprannominato ‘Red Ken’) e sostenuto a suo tempo dall’ex premier, il cattolico Tony Blair, ma esplicitamente criticato dal conservatore Cameron.

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