Viterbo, sparisce cinema, forse diventerà una chiesa

A Viterbo non c’era già più alcun cinema non parrocchiale. Ora uno dei due superstiti, il Trieste, chiude i battenti: è scaduto il contratto con la diocesi è non è stato rinnovato. Pare che vogliano trasformarlo in una chiesa da usare il sabato. Forse anche, scrive Il Corriere della Sera, per evitare di pagarci sopra l’Imu.

Viterbo non ha nemmeno un teatro. C’è un autentico deserto culturale, in quella che è nota come “la città dei papi”. L’amministrazione comunale di centrodestra tace. E il leader del centrosinistra, in città, è l’ex sindaco ed ex ministro dell’istruzione Beppe Fioroni, che a livello nazionale guida la corrente cattolicista del Pd. Dove la sussidiarietà impera, i danni sono evidenti a tutti. Tranne a chi ne trae guadagno.

L’Uaar ha un suggerimento da dare. L’amministrazione comunale finisca di versare alla Chiesa cattolica la quota di oneri di urbanizzazione secondaria destinata agli edifici di culto. E utilizzi i fondi risparmiati per attrezzare un cinema che proponga una programmazione libera e pluralista. Semplice, no?

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