Turchia, pianista si dichiara ateo su Twitter: denunciato per offesa all’islam

E’ ufficiale, in Turchia ormai si rischia di finire davanti ad un tribunale anche se si ci si dichiara atei. E’ quello che è successo a Fazil Say, un pianista e compositore noto a livello internazionale.

Tramite Twitter, aveva pubblicato alcuni messaggi. Due in cui si dichiarava apertamente non credente: “sono ateo e non so altro” e “sono ateo e fiero di dirlo forte e chiaro”. In un altro tweet ironizzava sul richiamo alla preghiera del muezzin, chiedendosi perché avesse così tanta fretta. “L’amante? O lo attene un bicchiere di acquavite?”. E ancora, avrebbe definito il paradiso islamico un “bordello” o un “pub”, visto che secondo la dottrina islamica è pieno di belle donne e bevande a volontà.

Tanto è bastato al procuratore di Istanbul per denunciarlo, per offesa alla religione islamica e incitamento all’odio anche nei confronti di cristiani ed ebrei, sulla base del codice penale. Il pianista avrebbe poi rimosso i tweet giudicati blasfemi che avevano suscitato un vespaio. La Turchia laica, con l’avvento al potere del partito islamico AKP del premier Erdogan, sembra ormai un ricordo. Come in altri paesi a maggioranza musulmana, dove sono scoppiate le rivoluzioni della primavera araba, anche qui i non credenti sono puniti spesso per il solo fatto di dichiararsi tali. E la libertà di espressione e di critica è censurata sulla base dei dettami religiosi.

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