Russia, avvocato islamico vuole tribunali per applicare sharia

Nonostante (o forse proprio per) il fallimento lampante dell’esperienza in Gran Bretagna, anche in Russia c’è chi vuole l’istituzione di tribunali che applichino la sharia. Le parole di Dagir Khasavov, avvocato di religione islamica, durante un’intervista su Ren-Tv hanno suscitato un vespaio. Ha detto che qualsiasi tentativo di impedire la creazione di corti islamiche finirà in un “bagno di sangue”. ” I musulmani non vogliono essere coinvolti nel sistema giudiziario”, ha aggiunto. Non solo, ma che “istituiremo regole che ci aggradano, che voi lo vogliate o no”.

L’avvocato è stato denunciato dal partito di opposizione liberal-socialista Yabloko per le sue affermazioni che incitano all’estremismo e su di lui indagherà il ministero dell’Interno. Il presidente del Consiglio presidenziale russo per i diritti umani, Mikhail Fedotov, ha rigettato l’idea di Khasavov. I leader islamici russi si sono prontamente dissociati dalle parole di Khasavov, negando di voler creare corti islamiche.

Il portavoce della Chiesa ortodossa, Vsevolod Chaplin, ha condannato le uscite dell’avvocato perché “è assolutamente sbagliato suggerire di imporre norme religiose a quelli che non appartengono a quella comunità religiosa”. Ma ritiene normale che le comunità religiose applichino delle norme cogenti sui loro fedeli, all’insegna del comunitarismo e del tradizionalismo.

D’altronde in Russia la Chiesa ortodossa ha riconquistato spazio e privilegi, con stretti legami col blocco di potere di Vladimir Putin. E che pretende, ottenendolo, il rispetto della religione ortodossa contro qualsiasi atto giudicato un’offesa o una provocazione. Come dimostra ad esempio il caso del gruppo punk femminista Pussy Riot. Una Chiesa di potere e chiusa a riccio, che accusa di complottismo quando emergono casi imbarazzanti e scandali.

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