Fornero ‘apre’ a coppie di fatto e gay. Anzi no, si scusa con ‘Avvenire’

Sembrava che il ministro del Welfare, Elsa Fornero, avesse timidamente aperto al riconoscimento delle coppie di fatto e a di omosessuali. Durante un convegno del 15 maggio a Montecitorio, dal titolo E’ possibile un’alleanza italiana per la famiglia, aveva accennato al fatto che oggi “le famiglie si facciano e si disfino, mentre quelle tradizionali neppure si formano”.

“Le coppie di fatto chiedono di essere considerate famiglie”, come domandano anche “coabitazioni di persone dello stesso sesso”. “E io non posso dimenticare di essere ministro anche delle Pari Opportunità”, si era limitata a dire, “non mi pronuncio a favore di una cosa o dell’altra ma dico solo che esiste un problema di identità familiare”.

Tanto è bastato alle realtà del cattolicesimo più conservatore per attaccare il ministro. Oltre ad Eugenia Roccella e altri esponenti cattolici, è sceso in campo il quotidiano dei vescovi, ospitando anche un intervento Forum delle Famiglie. E Fornero ha quindi inviato una lettera ad Avvenire per chiarire la sua posizione, negando decisamente il sostegno ai matrimoni gay. Al limite, la tutela per i diritti dei singoli, ha concesso.

Un intervento che è sembrato una brusca e maldestra retromarcia per “un colpo di tosse di Avvenire“, come ha detto Paola Concia (Pd). E che ha indispettito i movimenti per la tutela dei diritti dei gay, i quali inizialmente avevano ben accolto le dichiarazioni del ministro.

Di nuovo, alla secca reazione della Chiesa per una qualsiasi affermazione che possa anche solo evocare il sospetto di una riforma in senso laico, la politica risponde in maniera pavida. Temendo di indispettire le gerarchie religiose che sorvegliano sulla condotta morale del nostro paese.

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