Il buon medico non obietta

Mercoledì 6 giugno a Firenze avverrà il lancio ufficiale di una campagna promossa dalla Consulta di Bioetica Onlus a sostegno dei ginecologi non obiettori e dei diritti delle donne, a cui aderisce e partecipa anche l’Uaar.

Oltre 30 anni dopo la legge 194/78 che regolamenta l’interruzione volontaria di gravidanza, il ricorso massiccio all’obiezione di coscienza da parte dei ginecologi, giustamente introdotto a tutela dei medici in organico all’epoca, sta di fatto ostacolando l’applicazione della legge. Si moltiplicano infatti i casi in cui le donne, già in una situazione molto difficile, devono passare per una vera e propria via crucis fatta di consultori no-choice, medici e assistenti indisponibili e ostili, necessità di lunghi tragitti per spostarsi nei nosocomi dove è possibile vedersi riconosciuto un ‘sacrosanto’ diritto.

La campagna Il buon medico non obietta nasce con l’intenzione di mettere in discussione la legittimità del diritto all’obiezione, sovente utilizzato a fini di carriera nelle regioni più clericali, e di chiarire che il buon medico è appunto quello che sceglie di stare vicino alla donna.

In varie città italiane verranno organizzati eventi promozionali. In particolare gli eventi che vedranno i locali circoli Uaar impegnati nell’organizzazione saranno quelli di Roma (dove parteciperà il segretario nazionale Raffaele Carcano), Torino, Pisa, Verona e L’Aquila. Anche su Facebook è presente una pagina sulla campagna.