Pd, laici e clericali a confronto su diritti delle coppie gay e fine-vita

Si riaccende il confronto tra la componente più laica e quella più clericale del Pd, sul documento elaborato dalla commissione Diritti del partito guidata da Rosy Bindi, che affronta questioni come coppie gay, interruzione di gravidanza e fine-vita. Un testo che appare fin troppo timido, perché non equipara coppie gay a famiglia tradizionale, né fa riferimento al matrimonio, ma si limita a concedere alcuni “diritti”. Inoltre, dice no all’eutanasia, lasciando però al singolo la decisione sui trattamenti da ricevere

Le recenti dichiarazioni del segretario Pierluigi Bersani a favore dei diritti degli omosessuali in occasione del Gay Pride di Bologna hanno suscitato il secco altolà del cattolico Beppe Fioroni. E gli esponenti laici come Ignazio Marino, Aurelio Mancuso, Paola Concia e Barbara Pollastrini spingono per un testo meno di retroguardia, che apra su certi temi come stanno facendo ad esempio Barack Obama negli Usa e François Hollande in Francia. Il testo programmatico sarà probabilmente discusso all’assemblea nazionale di luglio.

Rosy Bindi, scrive Avvenire , considera invece il documento Pd come equilibrato. Un compromesso per raggiungere una possibile intesa anche con i centristi di Pier Ferdinando Casini, anche perché chiosa il quotidiano dei vescovi, “in una fase delicata per il Paese, ancora stretto nella morsa della crisi, non conviene al Pd aprire nuovi fronti di polemica”. Proprio la Bindi, intervistata dal giornale Cei, ci ha tenuto a ribadire il niet ai matrimoni gay, sulla scorta “della Costituzione” e di “una consolidata giurisprudenza”. “Escludo che il programma del Pd conterrà questa proposta, come pure escludo che possa prevedere l’adozione per le coppie gay”, ha precisato.

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