Ricerca Usa, 71 miliardi di esenzioni a confessioni religiose

Come ha fatto anche l’Uaar nell’indagine I Costi della Chiesa, stimandoli per almeno 6 miliardi di euro l’anno, anche negli Usa ci si interroga sui fondi pubblici che finiscono alle confessioni religiose. Ray Cragun, professore dell’Università di Tampa, ha coordinato una ricerca pubblicata sulla rivista scettica Free Inquiry in cui stima che la cifra superi i 71 miliardi di dollari l’anno. Una somma enorme che considera le sostanziose esenzioni di cui godono le istituzioni religiose anche per attività di lucro.

La questione dei soldi delle tasse che vengono elargiti a chiese diventa sempre più “rilevante”, evidenzia il redattore della rivista Tom Flynn, “perché il numero degli americani che vive al di fuori di qualsiasi tradizione religiosa continua a crescere”. Ancora una volta, atei e agnostici sono costretti a pagare anche per Chiese che non sostengono.

Secondo la ricerca 26,2 miliardi sono di esenzione su tasse di proprietà, che non vengono richieste dagli stati. Ben 41 miliardi arrivano da esenzioni sui capital gains, quindi sulla pura speculazione in borsa. Mentre 1,2 miliardi per le detrazioni sull’abitazione del pastore o del sacerdote.

Cragun, con la sua ricerca, intende sensibilizzare sui privilegi delle confessioni religiose per suggerire non la cancellazione di tutte le esenzioni, ma il mantenimento solo per attività e organizzazioni realmente non profit, per servizi sociali e caritatevoli, siano religiose e laiche.

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