Crescono oratori estivi e lo Stato paga

Un’inchiesta su Repubblica oggi rileva quanto crescano gli oratori che sono aperti d’estate. Erano 3.000 nel 1970, sono raddoppiati nel 2000 e quest’anno sono 6.500. Circa 1 milione e 500mila ragazzi frequentano quest’estate Grest (gruppi estivi), Cre (centri ricreativi estivi) ed Er (Estate ragazzi), in 6.500 oratori di cui ben 3.000 solo in Lombardia.

Il periodo di crisi, le difficoltà delle famiglie e i tagli delle istituzioni locali, che però non mancano di finanziare istituzioni ricreative cattoliche con lauti finanziamenti che già si fanno pagare quote a seconda dei partecipanti, favoriscono di fatto gli oratori. Mentre le alternative laiche, che utilizzano scuole e impianti sportivi e sono gestite dai Comuni, sembrano vivacchiare. Sebbene gli oratori utilizzino personale e strutture che spesso non soddisfano pienamente i requisiti richiesti ad altre realtà, che siano private o meno.

Come evidenziato nell’indagine Uaar I Costi della Chiesa, lo Stato concede in media all’anno benefici agli oratori per circa 2,5 milioni, mentre 50 milioni sono i contributi regionali stimati. Con la legge mancia diversi parlamentari indirizzano fondi alle parrocchie e agli oratori. E in questi ultimi anni i contributi di Regioni e altri enti locali sono molti. Tra i tanti casi, 600mila euro tramite una convenzione tra Marche e conferenza episcopale locale; altre centinaia di migliaia dalla Provincia di Lecce. Insomma, un sistema che in nome di una sussidiarietà ‘malata’ si espande in questi anni, mentre vengono ridotte le alternative pubbliche e aperte (davvero) a tutti.

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