Gran Bretagna, polemiche per controlli della Charity Commission su gruppi cristiani

In Gran Bretagna si discute sull’effettivo carattere sociale e aperto a tutti i tanti enti religiosi che si autodefiniscono ‘caritatevoli’. Dal 2006, con una legge introdotta dal partito laburista, le associazioni di solidarietà sono tenute a registrarsi, se le entrate superano i 100mila euro annui. La norma interessa circa 3.500 gruppi religiosi che operano nel sociale e permette di usufruire di agevolazioni. La Charity Commission, ente governativo inglese che monitora le organizzazioni senza scopo di lucro, sta cercando di mettere un po’ d’ordine nei criteri di accesso.

Ma evidentemente ciò danneggia qualche rendita di posizione. Alcuni gruppi cristiani hanno infatti portato in tribunale la commissione, che aveva espresso dubbi sullo status di ente di carità. Come l’Exclusive Brethren, che non fornisce assistenza a coloro che non sono membri. E che ha agganci in Parlamento, tanto che sono prontamente scesi in campo in sua difesa deputati come il conservatore Robert Halfon. Il quale ha attaccato la Charity Commission proprio nella House of Commons definendola “anticristiana”, lamentando una limitazione della ‘libertà’ religiosa.

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