Docenti in “esubero” nella scuola statale? L’Uaar invita il ministro a impiegarli per l’ora alternativa

Egregio Ministro Profumo,
le scriviamo in quanto il suo dicastero dovrebbe assicurare che l’opzionale Insegnamento della Religione Cattolica (Irc), che per obblighi concordatari spetta allo Stato istituire, non determini alcuna forma di discriminazione.

Le cose purtroppo stanno diversamente. Studenti e genitori ci contattano da ogni parte d’Italia perché si scontrano con le tante difficoltà nel vedere riconosciuto il loro diritto alle attività alternative all’Irc. Allarmi sulle discriminazioni che colpiscono chi non opta per l’Irc sono stati lanciati negli anni passati anche dall’Unicef e dal Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Avendo appreso del suo recente impegno per la riqualificazione dell’Irc, siamo certi che lei provvederà immediatamente a tutelare in egual misura studenti e famiglie che chiedono di avvalersi di insegnamenti e attività educative non impartiti secondo dottrine religiose, come richiesto dalla nostra Costituzione e come doveroso per un paese che vuole definirsi laico e civile.

Al tal fine le prospettiamo l’impiego dei docenti che il ministero considera in “esubero”: potrebbe essere assicurato lo svolgimento di attività alternative qualificate in tante scuole, dando così un segnale di attenzione ai diritti civili di tutti senza mortificare con inopportune “riconversioni” le specifiche competenze dei docenti in questione.

Non riteniamo che questa sia l’unica ricetta per risolvere l’ormai trentennale problema delle attività alternative all’Irc, come dimostra la molteplicità di approcci presentata nel nostro progetto ora alternativa. Ribadiamo che ove non sia possibile coprire queste necessità con i docenti in “esubero” occorrerà in ogni caso che già dal primo giorno di scuola sia presente un docente dedicato all’attività alternativa, ricorrendo per tempo a nomine di supplenti annuali dalle graduatorie, come da norme vigenti troppo spesso non seguite dai dirigenti scolastici. Per il futuro, ricordiamo infine la nostra proposta di istituire graduatorie specifiche per l’attività didattica alternativa, che sarebbe una ulteriore strada da percorrere per tutelare davvero i diritti di chi sceglie di non frequentare l’Irc.

Attendiamo una sua cortese risposta e un suo pronto intervento a tutela degli studenti e delle famiglie che, nella scuola della Repubblica, chiedono di non essere discriminati e di avvalersi di insegnamenti didatticamente qualificati e non impartiti in «conformità della dottrina della Chiesa».

Cordiali saluti

Il comitato di coordinamento Uaar