Laici inascoltati all’Europarlamento

Il Trattato di Lisbona dispone che le istituzioni europee consultino regolarmente la confessioni religiose e le associazioni filosofiche non confessionali. Purtroppo, anche anche a Bruxelles si privilegiano in modo spudorato le prime.

Lo scorso novembre Federazione Umanista Europea (che riunisce le associazioni laiche europee e di cui, in rappresentanza dell’Italia, fa parte l’Uaar) è riuscita finalmente a far organizzare un incontro presso l’Europarlamento. “Peccato” che il presidente, il polacco Jerzy Buzek del Partito Popolare Europeo, sia “apparso” soltanto un minuto, e “peccato” che abbia delegato a rappresentarlo un suo vice, László Tokés, un vescovo presbiteriano romeno, anch’egli del PPE. Con tutte le conseguenze del caso.

Sul canale Uaar su YouTube l’associazione ha ora pubblicato una versione sottotitolata in italiano del breve resoconto video realizzato dal Centre d’Action Laique belga in tale occasione. Il surreale “dialogo tra sordi” è la migliore dimostrazione di quanto le associazioni laiche cerchino di sollecitare le istituzioni, ma anche di quanto gli elettori che hanno a cuore le ragioni laiche debbano sempre ponderare bene il proprio voto. Inutile poi lamentarsi se ai vertici dell’Europarlamento siedono degli autentici clericali.

In occasione della prossima tornata di nomine è dunque indispensabile far sentire alta e forte la voce di chi “crede” nella separazione tra Stato e Chiese. Ricordiamocelo.

La redazione